In Texas tutto è più grande (Las Vegas Raiders vs Dallas Cowboys 36-33)

Negli Stati Uniti c’è un detto: “Everything is Bigger in Texas”. Tutto è più grande e certamente lo stadio dei Dallas Cowboys, con il suo enorme schermo, non fa eccezione. Nella giornata del Ringraziamento enorme è stato il pubblico collegato per vedere l’evento (secondo la CBS oltre 38.5 milioni di spettatori, un record per una partita di regular season dal 1990), enormi le emozioni ed enorme il numero di flag volate per aria durante l’incontro (14 per 110 yard accettate contro i Raiders e 14 per 166 yard accettate contro i Cowboys) .

Dopo 3 sconfitte consecutive e tante polemiche per l’abbandono dell’arma che più aveva funzionato nell’inizio di stagione, il lancio sul medio-profondo, i Raiders sono scesi in campo con la voglia di riscatto e la convinzione di poter giocarsela contro il temibilissimo Trevon Diggs (8 intercetti in stagione) e Anthony Brown.

Nonostante l’infortunio (per fortuna non grave) al ginocchio subito dal TE Darren Waller, uscito prematuramente, il QB dei Raiders Derek Carr ha distribuito palla concludendo con un 24/39 per 373 yard e 1 TD, pur sotto la grande e costante pressione della difesa di Dallas (3 sack e 1 fumble forzato, per fortuna del QB ricoperto dalla G John Simpson). Il numero 4 ha aggiunto una corsa da 22 yard, e in conferenza stampa ha detto scherzando che il suo nome d’arte è Carriota, un richiamo al suo backup Marcus Mariota, famoso per la sua capacità di improvvisare e allungare i drive con le sue gambe.

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Il quasi trentacinqenne DeSean Jackson, recentemente chiamato in squadra per allungare le difese, ha finalmente dato un sostanziale contributo, non solo per le 102 yard su ricezione (1 TD da 56 yard al terzo gioco del primo drive offensivo nero-argento) ma anche per le penalità per defensive pass interference che ha strappato ad Anthony Brown (una da 17 e una da 30 yard). Brown ne regalerà in totale ben 4, tutte decisive per permettere ai Raiders di mettere punti sul tabellone. Un altro giocatore che si è distinto nella partita di giovedì notte è stato il piccolo e sfuggente WR Hunter Renfrow, 8 ricezioni per 134 yard, una fondamentale da 54 yard nel quarto periodo.

Il più grande contributo di Zay Jones, 5 ricezioni per 59 yard, non è stata in realtà una ricezione ma la pass interference guadagnata contro Brown in overtime, 33 yard su un terzo e 18 dalle 43 di Las Vegas che ha messo gli ospiti in condizione di vincere la partita con un field goal di Daniel Carlson (di cui parleremo fra un attimo)

Il running game della squadra di Las Vegas continua ad essere un grande punto interrogativo, ma contro Dallas il RB Josh Jacobs, scarpe di Charlie Brown ai piedi, ha finalmente regalato una corsa da oltre 20 yard (in overtime) ed ha chiuso con oltre 100 yard dalla linea di scrimmage (87 con 22 corse e 25 con 2 ricezioni) e 1 TD. Un altro TD su corsa lo ha segnato Mariota, che finalmente è stato utilizzato in red zone per dare una dimensione diversa ad un attacco che troppo spesso si spegne arrivato dentro le 20 yard degli avversari (2 TD in 5 occasioni giovedì).

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L’attacco dei Cowboys era privo dei due principali ricevitori, Amari Cooper (COVID-19 list) e CeeDee Lamb (commozione cerebrale) ma nonostante questo il QB Dak Prescott è riuscito a mettere su una prestazione di tutto rispetto, 32/47 per 375 yard e 2 TD, regalando più di 100 yard sia a Cedrick Wilson (104 in 7 ricezioni) che a Michael Gallup (106 in 5 ricezioni). Il WR numero 13 merita una menzione d’onore, visto che due sue ricezioni sono state spettacolari, una per un guadagno di 41 yard e una per 32 yard, entrambe nel quarto periodo contro il solitamente ottimo Casey Hayward Jr.

La star dei Cowboys nel backfield è certamente Ezekiel Elliott, ma gli acciacchi lo hanno limitato a 47 snap (9 corse, 25 yard e 1 TD per lui) e il suo backup Tony Pollard è stato leggermente più produttivo nei 31 snap offensivi che gli sono stati concessi (10 corse per 36 yard). I numeri di Pollard crescono grazie al suo fondamentale contributo negli Special Teams, dove ha segnato un TD su ritorno di kickoff da 100 yard nel terzo quarto.

La partita della difesa dei Raiders non è stata certamente perfetta, ma al contrario di quanto accaduto domenica scorsa contro i Bengals la squadra è stata brava ad interrompere i drive avversari (3 conversioni su 13 tentativi su terzo down per i Cowboys). I nero-argento hanno forzato 7 punt (5 three-and-out) e 3 field goal (di cui uno sbagliato). Sul finale di partita l’attacco dei Cowboys era caldo ed aveva segnato punti in tre dei quattro drive offensivi del quarto quarto, arrivando a pareggiare e a conquistare l’overtime. La squadra di casa aveva vinto il lancio della monetina, ed era quindi partita con la palla in mano nel supplementare. I difensori di Gus Bradley hanno alzato un muro, hanno forzato il punt ed hanno concesso a Derek Carr l’occasione per orchestrare l’ennesimo game winning drive della sua carriera.

La partita è stata anche la vetrina dei kicker. Da un lato il veterano Greg Zuerlein e dall’altro il cecchino svedese Daniel Carlson. Se il mago Zuerlein stavolta dal cilindro ha tirato fuori due errori costosi, uno su un PAT dopo il primo TD dei Cowboys e l’altro su un field goal da 59 yard nel secondo quarto che pesa più sulle spalle del coaching staff che sulle sue, il nero-argento Daniel Carlson è stato certamente uno degli eroi di giornata. Carlson è stato perfetto, 3/3 negli extra point e 5/5 nei field goal (da 22, 46, 30, 56 e 29 yard). L’ultimo field goal ha messo alla prova il kicker da un punto di vista psicologico, visto che l’azione si è dovuta ripetere diverse volte per via di un numero infinito di penalità.

Dopo un inizio di campionato molto positivo, 6-1, i Cowboys hanno perso tre delle ultime quattro partite (guarda caso contro tre squadre della AFC West). La squadra di Mike McCarthy avrà poco tempo per leccarsi le ferite e cercare di recuperare qualche giocatore prima del TNF game contro i Saints. I Raiders, ora 6-5 ed a tutti gli effetti ancora in corsa per i playoff nonostante tutto, ospiteranno invece un’altra squadra della NFC East, quei Washington Football Team dalla cui cassetta della posta sono uscite le email che hanno portato alle dimissioni di Jon Gruden.

Mako Mameli

Appassionato di football americano fin dall'infanzia, gioisce e soprattutto soffre con i suoi Raiders e aspetta pazientemente che la squadra torni a regalargli qualche soddisfazione, convinto che sarà ancora in vita quando Mark Davis solleverà il quarto Lombardi Trophy. Nel tempo libero gioca a flag football e mette in pratica gli insegnamenti di Al Davis lanciando lungo ad ogni down... peccato che abbia una percentuale di completi peggiore di quella di JaMarcus Russell.

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2 Commenti

  1. alla fine hanno deciso le penalità,forse qualcuna data a Dallas troppo al limite.
    calendario alla mano,sono tutti match ball ma,tranne che a K.C.,le altre sono abbordabili.Adesso si naviga a vista.
    (poteva mancare la “raiderata” settimanale?certo che no,quindi ritorno da 100 yards di Dallas).

  2. Per fortuna che per una volta non sono i Raiders a commettere più fallì in partita, restano comunque tanti. Carlson è un cecchino a sangue freddo.

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