
Huddle Top Five: i cinque migliori defensive back del 2020
Tutte le cose belle finiscono troppo in fretta, figuriamoci quelle mediocri: questo, cari lettori, è l’ultimo episodio delle top five, un episodio che potrebbe far infuriare i puristi visto che mischierò safety e cornerback sotto l’onnicomprensivo termine “defensive back”.
Parliamoci chiaro, è giusto che questa rubrica di “review” termini proprio questa settimana, quella del draft: da oggi in avanti, infatti, c’avremo da pensare a centinaia di giocatori nuovi che inonderanno i roster NFL, non a chi sia stato il terzo migliore nel proprio ruolo durante la stagione 2020.
Con oggi, quindi, termina un viaggio iniziato circa un mese e mezzo fa che mi, ci ha fatto rivivere la stagione più peculiare della storia NFL; trattare di defensive back non è mai facile, soprattutto se si considera che troppo spesso tendiamo a fondare il nostro giudizio sul loro numero di intercetti: come ben saprete, però, un cornerback forte difficilmente sarà in grado di terminare il campionato con chissà quanti intercetti poiché, molto semplicemente, i quarterback avversari si rifiutano categoricamente di sfidarlo.
Un discorso del genere non è pienamente applicabile per i safety, ma credo che provare a sviscerare – in maniera sensata – i criteri di giudizio non abbia particolarmente senso, soprattutto arrivati all’ultimo episodio.
5) John Johnson, S, Cleveland Browns
Stats: 105 tackle (73 solo), 2 tackle for a loss, 0.0 sack, 0 forced fumble, 0 fumble recovery, 1 intercetto ed 8 pass deflection in 16 partite.
Stats ai playoff: 12 tackle (11 solo), 0 tackle for a loss, 0.0 sack, 0 forced fumble, 0 fumble recovery, 0 intercetti e 2 pass deflection in 2 partite.
John Johnson ai Browns – lo scorso anno giocava ai Rams – è stato uno dei miei colpi preferiti della prima tranche di free agency: se non vi fidate di me date un occhio a ciò che ha scritto su di lui il buon Michele. Bene, credo che ora siamo definitivamente sulla stessa lunghezza d’onda.
Johnson è stato fondamentale per Los Angeles, la sua versatilità ed intelligenza tattica lo hanno reso il giocatore perfetto per Staley che lo ha utilizzato nei modi più fantasiosi possibili nel tentativo di confondere il quarterback avversario: malgrado non abbia messo a segno chissà quanti intercetti – solo uno -, Johnson ha concesso solamente 7.0 yard per ricezione ai giocatori da lui marcati.
Per comprendere la sua brillantezza, però, è necessario concentrarsi pure sulla run defense, aspetto del gioco nel quale l’ex-Rams giganteggia principalmente grazie alla propria sicurezza nei tackle, poiché mancare il 6.3% dei tackle tentati per un giocatore che ha chiuso la stagione oltre quota 100 non è assolutamente banale, così come non sono i banali i 29 stop totali: Cleveland si è assicurata un playmaker versatile ed intelligente che ha tutte le carte in regola per rivoluzionare l’intero reparto.
Un defensive coordinator aggiuntivo torna comodo a chiunque.
S John Johnson to the #Browns —
Fits as a Quarters safety in CLE — with the ability to spin down as robber/hook defender in sub-packages.
Urgent play-style + game speed on tape. Drive top-down on the ball. @NFLMatchup pic.twitter.com/RMMUT3aoVc
— Matt Bowen (@MattBowen41) March 15, 2021
4) Jalen Ramsey, CB, Los Angeles Rams
Stats: 44 tackle (36 solo), 2 tackle for a loss, 0.0 sack, 0 forced fumble, 0 fumble recovery, 1 intercetto e 9 pass deflection in 15 partite.
Stats ai playoff: 7 tackle (4 solo), 0 tackle for a loss, 0.0 sack, 0 forced fumble, 0 fumble recovery, 0 intercetti ed 1 pass deflection in 2 partite.
Altro giro, altro giocatore dei Los Angeles Rams: Ramsey, fortunatamente per loro, sarà membro del roster del 2021 a differenza dell’appena celebrato Johnson.
L’ex-Jaguars, infatti, poco prima dell’inizio della scorsa stagione ricevette un rinnovo contrattuale da capogiro a cifre record che ha poi avuto modo di legittimare durante l’autunno: certo, il contesto nel quale era inserito era ottimo, poter contare su compagni di reparto del calibro di Johnson, Troy Hill e Darious Williams indubbiamente rende la vita più felice, ma nel 2021 Ramsey è stato lo shutdown corner che tutti noi abbiamo avuto modo di imparare a odiare od amare.
Quando i quarterback avversari lo hanno sfidato indirizzando lo sferoide al ricevitore da lui marcato, Ramsey ha concesso in media un passer rating di 73.0, numero infimo reso possibile da un fantascientifico 50% di catch rate concesso: su 64 passaggi, infatti, ha concesso solamente 32 ricezioni per 309 yard, ossia due ricezioni a partita per meno di 20 yard.
È chiaro che gli offensive coordinator lo temano/rispettino, ed è altresì lapalissiano che non potrà concludere la stagione con cinque o sei intercetti finché verrà sfidato così poco, ma come già detto durante l’introduzione non sono gli intercetti a determinare la qualità di un defensive back e Ramsey ne è il chiaro esempio.
https://twitter.com/PFF_Rams/status/1383169255990960130
3) Jessie Bates, S, Cincinnati Bengals
Stats: 109 tackle (78 solo), 2 tackle for a loss, 0.0 sack, 1 forced fumble, 0 fumble recovery, 3 intercetti e 15 pass deflection in 16 partite.
Stats ai playoff: /
Lo so, farete fatica a crederci, ma pure i Cincinnati Bengals possono vantare qualcosa che funzioni, Joe Burrow a parte: Jessie Bates, malgrado l’avvilente mancanza di riconoscimenti individuali, ha messo insieme una stagione da sogno portandosi a casa la miglior valutazione PFF fra i safety, uno spettacolare 90.1 che gli vale di diritto un posto nella élite della NFL.
Malgrado la totale assenza di aiuto, Bates è stato in grado di mettere insieme numeri da vero playmaker accumulando 15 pass deflection e 3 intercetti che hanno contribuito a fargli concludere la stagione concedendo un passer rating di 42.3, numero di poco superiore al 35.6 che un quarterback otterrebbe lanciando la palla fuori dal campo ad ogni tentativo: durante la scorsa stagione, infatti, i ricevitori marcati primariamente da Bates sono stati in grado di ricevere solamente 19 palloni per 178 yard.
Tra le altre cose, si è pure dimostrato essere un abile run defender – 18 stop – confermando il fatto che nei prossimi anni il front office dei Bengals avrà l’obbligo morale di costruire proprio attorno a lui un reparto difensivo in grado di dare manforte al povero Burrow: esattamente come Lavonte David negli anni bui dei Buccaneers, non lasciamo che la mediocrità della squadra eclissi la brillantezza di una stella mai doverosamente celebrata.
Jessie Bates play recognition is absurd pic.twitter.com/tqV8e4izqQ
— Bengals Study Room (@report_bengals) March 2, 2021
2) Jaire Alexander, CB, Green Bay Packers
Stats: 51 tackle (40 solo), 2 tackle for a loss, 1.0 sack, 1 forced fumble, 0 fumble recovery, 1 intercetto e 13 pass deflection in 15 partite.
Stats ai playoff: 4 tackle (3 solo), 1 tackle for a loss, 0.0 sack, 0 forced fumble, 0 fumble recovery, 2 intercetti e 3 pass deflection in 2 partite.
Breakout player of the year?
Non che negli anni precedenti Alexander avesse deluso, anzi, ma ho sempre avuto l’impressione che gli mancasse la consistenza necessaria per compiere il definitivo salto di qualità per entrare di prepotenza nella discussione sui migliori cornerback: dopo il 2020 dubbi del genere non hanno più motivi di esistere.
Settimana dopo settimana, Alexander ha affrontato i migliori ricevitori della squadra avversaria finendo spesso e volentieri per annullarli: lo scorso autunno, infatti, ha concluso ben 13 partite concedendo meno di 30 yard ai ricevitori da lui marcati.
Sfidarlo si è rivelata essere una cattivissima idea, ed il fatto che abbia terminato la regular season permettendo alla batteria di WR1 da lui marcati di guadagnare la miseria di 337 yard è pressoché inconcepibile: mi ha assolutamente lasciato senza parole ai playoff, nei quali ha concesso solamente 2 ricezioni per 16 yard su 7 target finendo poi per intercettare 2 palloni.
Alexander è definitivamente esploso.
https://twitter.com/thecheckdown/status/1251341227611455493
1) Xavien Howard, CB, Miami Dolphins
Stats: 51 tackle (40 solo), 1 tackle for a loss, 0.0 sack, 1 forced fumble, 0 fumble recovery, 10 intercetti e 20 pass deflection in 16 partite.
Stats ai playoff: /
In un mondo senza Aaron Donald Xavien Howard sarebbe stato il Defensive Player of the Year e quasi sicuramente nessuno avrebbe avuto qualcosa da obiettare.
Siccome sono stanco e questa e l’ultima puntata della prima stagione delle top five, proverò a compendiare la sua grandezza con un mio amato elenchino puntato:
- Nessuno ha messo a segno più intercetti dei suoi 10;
- Ha concluso cinque partite consecutive con un intercetto;
- In dieci partite su sedici ha intercettato un pallone;
- In tre partite i ricevitori da lui marcati non hanno messo sono stati in grado di acchiappare un lancio;
- Ovviamente pure le 20 pass deflection sono state il dato più alto della lega;
- Nessuno fra 2008 e 2019 è stato in grado di concludere la stagione con almeno 10 intercetti.
Non sempre è stato impeccabile – contro Seattle e Buffalo è stato tutt’altro che irresistibile – ma credo che solo T.J. Watt e Donald possano trovare uno spazio nella sua stratosfera se si parla di playmaker difensivi: sicuramente è il miglior playmaker fra i defensive back.
Annata semplicemente irripetibile.
Xavien Howard has an INT in five straight games. He has 9 INTs on the year, leading the league. This pick is NASTY. pic.twitter.com/CXaTqoOpIZ
— Ari Meirov (@MySportsUpdate) December 13, 2020
Fuori dalla top five, ma di poco:
- Marcus Maye, S (New York Jets): vale un po’ il discorso di Bates, non lasciamo che la mediocrità della squadra ci faccia perdere di vista la grandezza di un giocatore;
- Adrian Amos, S (Green Bay Packers): è stato un buon anno per alcuni defensive back dei Packers;
- Darious Williams, CB (Los Angeles Rams): Ramsey, per ovvi motivi, si è preso la luce dei riflettori ed il contrattone, ma Williams è stato semplicemente sensazionale;
- Bryce Callahan, CB (Denver Broncos): peccato per l’infortunio che gli è costato l’ultimo mese di regular season;
- James Bradberry, CB (New York Giants): non avevo ben capito perché i Giants avessero rotto il salvadanaio per l’ex-Panthers ma dopo il 2020 diciamo che ho avuto modo di farmi un’idea un po’ più precisa;
- Marlon Humphrey, CB (Baltimore Ravens): oltre che ad essere un signor cornerback Humphrey è diventato l’erede naturale di Charles Tillman grazie ad un’innata abilità nel causare fumble, 8 forced fumble per un defensive back sono un numero spropositato.



