NFL Preview 2020: Atlanta Falcons

Lo scorso 10 novembre Dan Quinn era un dead man coaching, un morto che allenava una squadra senza spina dorsale. I Falcons, partiti con aspirazioni da playoff, avevano appena perso la settima partita su otto. Tutto lasciava pensare che il proprietario Arthur Blank staccasse la spina all’era Quinn, che i Falcons si preparassero ad una rivoluzione tecnica che in tanti auspicavano già a fine 2018. Poi, a conferma del fatto che il football è caos pure e tutti noi che proviamo a trovare un filo logico siamo poveri illusi, è successo che Atlanta ha vinto sei delle ultime otto partite e Quinn è riuscito miracolosamente a tenersi stretta la panchina anche per il 2020. Dopo un biennio estremamente sottotono, la pazienza di tifosi e proprietà è ai minimi termini. Nel  2020 qualunque risultato inferiore ad un posto ai playoff costerà la panchina a Quinn. Per capire se l’obiettivo è a portata di mano, la prima cosa da fare è soppesare il talento della squadra su entrambi i lati del pallone.

OFFENSE

Ryan Falcons Eagles

Arrivi principali: Todd Gurley (RB), Laquon Treadwell (WR), Hayden Hurst (TE)

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Partenze principali: Austin Hooper (TE), Devonta Freeman (RB), Jamon Brown (G)

I Falcons 2020 saranno la prima squadra di sempre a poter schierare un undici offensivo composto esclusivamente da prime scelte al draft. Questo di per sé non garantisce nulla se non un espediente per aumentare l’hype, ma resta il fatto che per i Falcons il talento offensivo era, è e resterà l’ancora a cui aggrapparsi per sperare in una stagione soddisfacente. Parlo di talento e non di attacco in generale perché l’uso che i Falcons hanno fatto delle loro armi offensive è stato per lo meno discutibile da quando Kyle Shanahan è salpato verso altri lidi, ma su questo aspetto ci torniamo più tardi.

Rimaniamo su chi scende in campo, a partire dal quarterback più sottovalutato della NFL. Matt Ryan è poco appariscente, sia in campo che fuori, e per questo al di fuori dalla Georgia ci si dimentica che Matty Ice resta uno dei migliori 8 quarterback della NFL. Ryan ha faticato più del solito l’anno scorso (più per colpe altrui che proprie, come vedremo), ma sulla posizione di QB non ci sono dubbi, così come su quella di wide receiver one. Per quanto ne voglia Michael Thomas, Julio Jones è ancora indiscutibilmente il miglior wide receiver di questa lega; la sua sola presenza in campo garantisce ai Falcons uno dei passing attacks più temibili della NFL. Julio, insomma, sarà il solito maestro Jedi del route running, ma il vero salto di qualità del gioco di passaggi arriverà solo se i Falcons sapranno valorizzare il giovane padawan Calvin Ridley. Se l’ex Alabama riuscisse a fare un ultimo step nel suo processo di crescita, i Falcons avrebbero finalmente un 1-2 punch insostenibile per quasi tutte le difese che incontreranno. Se poi il tight end Hayden Hurst, preso via trade dai Ravens per sopperire alla partenza di Austin Hooper, dovesse dimostrarsi una terza opzione credibile sui passaggi, il passing game potrebbe funzionare anche senza un terzo ricevitore di livello, una posizione che apparterrà a uno tra Laquon Treadwell e Russel Gage.

Il rendimento di Ryan e dei ricevitori è comunque vincolato a quello della linea offensiva, che deve migliorare necessariamente nel 2020 per evitare che, come nel 2019, le difficoltà della Oline pregiudichino il funzionamento dell’attacco. Per quanto riguarda la pass protection, nel 2019 Ryan ha subito il quarto numero più alto di pressioni nei primi 2.5 secondi successivi allo snap. Una pressione così immediata può disturbare qualunque quarterback, figuriamoci uno poco mobile come quello dei Falcons. È imperativo che la linea riesca a proteggerlo meglio, visto che, quando protetto a dovere, Ryan è ancora un passatore letale, addirittura il secondo miglior quarterback secondo PFF quando ha lanciato da una tasca pulita. Dopo il rilascio di Jamon Brown, dovrebbe essere il rookie Matt Hennessy lo starter come guardia sinistra di una linea che, per salire di livello, dovrà puntare sui rookie 2018 Chris Lindstrom e Kaleb McGary, entrambi chiamati ad una grande stagione. Se i due dovessero dare risposte importanti, i Falcons potrebbero migliorare anche sulle corse: secondo Football Outsiders, nel 2019 i Falcons sono stati solo 22mi per DVOA sulle corse, un piazzamento che può sicuramente migliorare l’anno prossimo.

A proposito di running game, la mossa più chiacchierata della offseason è stata senza dubbio il ritorno in Georgia di Todd Gurley, tagliato dai Rams e poi firmato dai Falcons ad un “prove it deal” di un anno. L’incognita principale riguarda la ginocchia artritiche dell’ex Rams: nessuno sa ancora di preciso quale sia lo stato di salute di Gurley né quale carico di portate si possa sobbarcare. 

DEFENSE

carolina panthers falcons

Arrivi importanti: Dante Fowler Jr (DE), Darqueze Dennard (CB), AJ Terrell (CB), Marlon Davidson (DE)

Partenze importanti: Desmond Trufant (CB), Vic Beasley (DE), De’vondre Campbell (LB), Adrian Clayborn (DE)

La svolta della stagione 2019 dei Falcons è arrivata quando Dan Quinn ha abdicato dalla posizione di playcaller difensivo, lasciando le chiamate a Raheem Morris, che fino a quel momento allenava i wide receiver. Sotto la guida di Morris (coadiuvato da Jeff Ulbrich) la difesa è passata dal fare la gara con i Dolphins per il titolo di peggior difesa a contendere per il posto più alto nelle statistiche di produzione difensiva. Morris, che nel frattempo è stato promosso a defensive coordinator, garantisce una leadership coerente dal punto di vista tattico ed emotivo, ma dovrà comunque fare i conti con un personale di livello mediocre.

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Questa offeseason ha visto partenze importanti sul lato difensivo del pallone. Desmond Trufant, il cornerback titolare, è stato tagliato. De’vondre Campbell è finito in Arizona, Adrian Clayborn a Cleveland e Vic Beasley è andato in Tennessee. Per rimpolpare il roster dopo questi addii, i Falcons si sono mossi sia in free agency che in sede di draft, dove 4 delle 6 scelte sono ricadute su giocatori difensivi. Queste mosse lasciano comunque parecchie domande su tutti e tre i livelli della difesa. Il pacchetto cornerback, ad esempio, è guidato da un rookie come AJ Terrell, che al primo anno in NFL dovrà vedersela con gente del calibro di Michael Thomas, Mike Evans, Tyreek Hill e Amari Cooper. Dietro di lui, il buon innesto dello slot Darqueze Dennard non compensa i limiti di Isaiah Oliver, disastroso nei suoi primi due anni nella lega.

Per il resto, il back 7 può contare su uno dei migliori linebacker della lega in Deion Jones e, si spera, sul rientro della strong safety Keanu Neal dopo la rottura del tendine d’Achille. Sarà interessante vedere se la safety Jaylinn Hawkins (California) e il linebacker Mykal Walker (Fresno State) potranno contribuire già dal loro anno rookie. Più avanti, la linea difensiva patirà di sicuro la partenza di Adryan Clayborn, leader di pressioni sul QB (48) nel 2019. La offseason, però, ha portato anche buone notizie. Non ci riferiamo (solo) all’addio del disastroso Vic Beasley, ma soprattutto all’arrivo del suo sostituto, Dante Fowler, che dovrebbe offrire una buona produzione sull’esterno della linea. All’interno, invece, Grady Jarrett sarà il solito incubo per guardie e centri avversari. Sotto l’ala di Jarrett potrebbe crescere Marlon Davidson, il d lineman di Auburn scelto dai Falcons al secondo giro dello scorso draft, che verosimilmente alternerà snap giocati al centro con altri sull’esterno della linea. Anche quest’anno i Falcons saranno una squadra a trazione offensiva, che vivrà e morirà a seconda di come gioca l’attacco. La difesa non dovrà fare da trascinatrice, ma ha il compito di non pregiudicare le partite regalando punti come ad inizio 2019.

COACHING STAFF

Dan Quinn è scampato miracolosamente a due stagioni disastrose e molto simili tra loro, che hanno visto i Falcons partire talmente male da essere esclusi dal discorso playoff già a metà stagione. Quinn ha molte responsabilità, soprattutto per le performance difensive, ma va detto che lo spogliatoio è sempre rimasto con lui, sostenendolo anche nei momenti più difficili.

Dal punto di vista tattico, il futuro di Quinn sembra essere nelle mani dei suoi due coordinatori. Quello offensivo, Dirk Koetter, lo scorso anno ha deluso. Koetter non è un cattivo coach, ma allo stesso tempo non è innovativo, non porta quelle giocate che regalano free yard e liberano i giocatori grazie alla bontà dello schema. Niente di disastroso, sia chiaro, ma il suo playcalling non ha aggiunto nulla all’efficacia di un attacco che, anche l’anno prossimo, dovrà contare più sul talento che sullo schema per generare punti. Al di là dei limiti di Koetter, l’attacco sarà sicuramente produttivo, mentre lo stesso non si può dire della difesa, che è molto meno talentuosa e quindi avrà bisogno di tutta la sapienza di Raheem Morris per evitare i  disastri del 2019. Lo scorso anno Morris ha dimostrato di saper rendere produttiva anche una difesa di livello mediocre. Nel 2020 dovrà fare altrettanto.

In generale, il coaching staff dei Falcons non è tra i migliori della lega, ma ha un vantaggio enorme rispetto a diverse concorrenti: non ha cambiato nulla. In un’offseason ridotta ai minimi termini dall’emergenza Covid, la stabilità del coaching staff dà un passo competitivo enorme su chi invece ha cambiato qualcosa. Un vantaggio che i Falcons dovranno sfruttare a fondo se vogliono finalmente tornare ai playoff.

Best case scenario: I Falcons partono a razzo, Julio e Ridley fanno il cosplay di  Antonio Brown e Juju Smith-Schuster nel 2018 e Morris guida la difesa ad un rendimento accettabile. Atlanta cala verso il finale ma finisce comunque 10-6, qualificandosi ai playoff da wildcard.

Worst case scenario: Koetter non riesce a sbloccare l’attacco, che rimane stagnante, la difesa parte male come nel 2019 e i Falcons aprono la stagione 1-4. Blank licenzia Quinn e la squadra si affloscia fino a chiudere con un deprimente 5-11.

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I nostri voti

Offense
Defense
Coaching Staff

L’unica possibilità per Quinn e il GM Thomas Dimitroff per non ritrovarsi disoccupati è quella di riportare Atlanta ai playoff. Nonostante alcune lacune ormai storiche del roster, le possibilità di raggiungere la postseason non sono così risicate come ritiene la frangia più pessimistica della fanbase. Visto che il nuovo formato a 7 squadre aggiunge uno slot per ogni conference, otto/nove vittorie potrebbero bastare per agguantare un posto in wildcard. Un traguardo che questi Falcons possono raggiungere, nonostante tutti i loro difetti.

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Alberto Cantù

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