Il Riassunto della Championship Week NCAA

Abbiamo le quattro finaliste, abbiamo il quadro completo dei bowl e abbiamo, ovviamente, i nomi delle squadre campioni di Conference per questa stagione. Ma ripercorriamo brevemente il weekend dei Championship per capire come siamo arrivati ad avere tutto ciò.

Le quattro semifinaliste per il titolo NCAA

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Partiamo, in ordine cronologico, dalla prima finale di Conference giocata, ossia quella di venerdì che metteva in palio il titolo di campione della Pac-12. La conference della West Coast entrava nel weekend dei championship con un vantaggio sulla BigXII in ottica Playoff, vantaggio che è stato, per il terzo anno consecutivo, vanificato dalla perentoria vittoria degli Oregon Ducks per 37-15 sugli Utah Utes. Agli Utes era capitato spesso durante la stagione di partire a marce piuttosto basse, accelerando nel secondo quarto e poi chiudendo in crescendo, ma il 10-0 con cui si è aperta la gara di venerdì faceva ben presagire ciò che di fatto è accaduto. La read-option giocata da dai Ducks ha messo in seria difficoltà la difesa di Utah – che prima della partita era la migliore rushing defense della nazione – che ha concesso ai suoi avversari la bellezza di 239 yard su corsa (208 per il solo, formidabile, C.J. Verdell). Herbert ha dimostrato di essere piuttosto bravo a giocare la option, ossia a leggere in breve tempo i movimenti principalmente dei linebacker avversari, e, senza essere stato perfetto nei lanci, ha comunque guidato i suoi alla (facile) vittoria. Detto dell’attacco, è stata però la difesa dei Ducks la vera protagonista della gara, che ha annullato gli Utes per tutta la gara. Huntley intercettato 2 volte (aveva lanciato finora solo 1 INT in stagione) e abbattuto ben 6 volte con la palla in mano. Delle 113 yard corse da Zach Moss, 99 sono arrivate in sole tre portate, il che significa che nelle restanti 16 ha guadagnato in media meno di una yard. Una vittoria totale per i ragazzi di Mario Cristobal, che in ottica Playoff pagano oltremisura quel maledetto primo tempo di buio giocato in casa di Arizona State un paio di settimane fa. La vittoria di venerdì, comunque, ha garantito ai gialli la partecipazione al prossimo Rose Bowl, dove incontreranno Wisconsin.

La prima partita del sabato è stata quella valida per il BigXII Championship ed è stata anche la partita più bella del weekend. Per la seconda volta in stagione ad affrontarsi erano i Sooners Oklahoma University e i Bears di Baylor University, e per la seconda volta hanno dato vita ad un match for the ages. Oklahoma parte forte, complici una serie di mistackle della difesa dei Bears, e al secondo possesso trova il touchdown del vantaggio grazie ad un incredibile CeeDee Lamb. Nel secondo quarto Baylor prende coraggio, facendo quello che nel corso della stagione le è riuscito meglio: creare tournover. Prima il fumble di Hurts e poi un intercetto portano i Bears sul 10 pari, e a 10 secondi dalla fine trovano addirittura il vantaggio con un field goal. Il terzo quarto è nuovamente a tinte crimson and cream: l’attacco macina yard e arrivano i punti che portano nuovamente avanti i Sooners 23-13. Nell’ultimo quarto a vestire i panni dell’eroe per gli orsi è il freshman Jacob Zeno, terzo quarterback, entrato a sostituire il mediocre Gerry Bohanon, che a sua volta era entrato al posto del titolare Charlie Brewer, costretto a lasciare il campo nel secondo quarto in seguito a un tackle abbastanza “maschio”. Il primo lancio di Zeno proietta direttamente in endzone Trestan Ebner, per quello che è un TD-pass di 81 yard valido per il 20-23. Il secondo lancio di Zeno trova le mani di Chris Platt, che vola per 78 yard prima di essere fermato a pochi passi dalla meta dal tackle decisivo di Tre Brown. Infatti, Baylor non riuscirà a mettere 7 punti a tabellone, ma solo i 3 necessari per andare al supplementare. Supplementare nel quale Oklahoma riuscirà a spuntarla grazie al touchdown del runningback Rhamondre Stevenson e al successivo stop della difesa. Oklahoma si guadagna il quarto spot per i playoff, nonostante solo poche settimane fa questo sembrasse uno scenario poco verosimile. Per i Sooners grande prova difensiva: solo 265 yard totali concesse ai Bears di cui 159 nei due suddetti lanci, unici momenti di appannamento per una difesa che rispetto alle passate edizioni ha fatto passi da gigante, grazie soprattutto al nuovo defensive coordinator Alex Grinch. I Bears dovranno accontentarsi dello Sugar Bowl, dove incontreranno i Bulldogs di Georgia: comunque un epilogo di rilievo per una squadra che solo due stagioni fa chiuse con il record di 1-11.

Ad aspettare i Sooners al Peach Bowl ci saranno i Tigers di LSU, che, dopo aver spazzato via Georgia dal terreno del Mercedes-Benz Stadium, si sono guadagnati la posizione numero 1 del ranking nazionale. La difesa di Georgia fa quello che può contro le frecce di LSU, che però, trovano comunque, sempre, un modo di segnare. Burrow per l’ennesima volta ci dimostra perché sia il netto favorito per l’Heisman Trophy lanciando 28/38 per 349 yard 4 TD e nessun intercetto. I suoi bersagli sono sempre quelli: Jefferson, Marshall e Chase, cui si aggiunge un Edwards-Helaire che continua a stupire e ad aggiungere dimensioni al suo gioco (e pensare che era un recruit da sole tre stelle…). L’attacco di Georgia paga l’assenza completa di Lawrence Cager e quella quasi completa di D’Andre Swift (solo 2 portate per 13 yard), e produce davvero poco, complice non la prima prestazione abbastanza sottotono del quarterback Jake Fromm. 37-10 il risultato finale che lascia ben poco spazio ai commenti, perché tutto ciò che ha da dire, lo dice da sé.

Proseguendo, mantenendo l’ordine cronologico, la quarta partita ad essere stata giocata è stata quella del Bank of America Stadium di Charlotte, tra Clemson e Virginia. Anche qui il risultato è già di per sé abbastanza eloquente: 62-17 Tigers, che quasi bissano quei 28 punti che i bookmakers davano loro di vantaggio ad inizio gara. Nel primo quarto regge Uva grazie al touchdown di Hasise Dubois, che dà il momentaneo 7-7 ai Cavaliers, che però da lì alla fine del primo tempo concedono 24 punti non risposti che mandano i titoli di coda sulla partita già alla pausa lunga. Bryce Perkins gioca una discreta gara, ma Clemson è davvero troppo, anche solo per dare una minima chance ai Cavs. Clemson chiude con 619 yard di total offense, di cui 211 su corsa. Trevor Lawrence entra in modalità playoff sfoggiando una prestazione da Trevor Lawrence: oltre 70% di completi, oltre 300 yard, 4 TD e, udite udite, nessun intercetto.

Sulla strada di Clemson verso la finale nazionale ci saranno i Buckeyes di Ryan Day, che, dopo essersi presi un tempo di ferie, hanno chiuso la gara con Wisconsin grazie a un secondo tempo da 27-0. Nel primo tempo Wisconsin stupisce Ohio State giocando un attacco molto più variegato del solito, coinvolgendo più del previsto i ricevitori (in particolare Quintez Cephus) e riuscendo ad essere imprevedibile pure nelle attese corse di Jonathan Taylor, il quale per la prima volta in un match contro OSU riesce a guadagnare più di 100 yard (addirittura 148 in 20 portate). Nella ripresa sale però in cattedra la D-Line dei Buckeyey, stranamente tranquilla nella prima mezz’ora, e, togliendo l’aria a Coan e a Taylor, annulla completamente l’attacco Badgers, che nel terzo quarto si ferma a 27 yard di total offense, e nell’ultimo periodo fa poco meglio. Justin Fields e J.K. Dobbins iniziano a trovare il ritmo che nel primo tempo avevano vanamente cercato, e i punti iniziano a piovere, come sempre è avvenuto in questa stagione, grazie anche alla prova del ricevitore K.J. Hill, autore di 2 dei 4 TD dei Bucks’ (oltre che di una prestazione da 7 ricezioni su 9 target per 83 yard). Come detto Ohio State paga l’annebbiamento del primo tempo lasciando la #1 a LSU, dovendo così vedersela con Clemson per un posto al Championship Game del 13 gennaio.

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Per quanto riguarda il Group of Five, Memphis e Cincinnati hanno dato vita ad un’altra bella partita, chiusasi nuovamente con la vittoria dei Tigers per 29-24, guidati dalle 130 yard del runningback Antonio Gibson, incluse le 6 per il touchdown decisivo a 1 minuto e 18 secondi dal termine. Nella SunBelt vince più facilmente di quello che il 45-38 sembrerebbe suggerire Appalachian State, che con tre touchdown nel primo quarto scava il solco decisivo tra sé i Ragin Cajuns di Lousiana. Nella MAC trionfa Miami (Ohio) sulla favorita Central Michigan in una partita piena di emozioni che termina 26-21. Vince anche Boise State con Hawaii, aggiudicandosi senza sorprese la Mountain West Conference e vince, anche qui rispettando il pronostico, la Florida Atlantic dell’ormai nuovo Head Coach di Ole Miss Lane Kiffin, che lascia nel migliore dei modi il college di demolendo 49-6 UAB e aggiudicandosi il titolo della C-USA.

Ora, prima dei Bowl, l’ultimo appuntamento del college football sarà l’annuale partita tra Army e Navy, che, nonostante non esprima magari il livello di una Clemson – Ohio State, resta sempre uno degli appuntamenti fissi per tutti gli appassionati di questo magnifico mondo. 

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