[NFL] Week 5: Il coraggio dei leoni e i tormenti di Green Bay (Green Bay Packers vs Detroit Lions 23-31)

Per Mason Crosby, il veteran kicker di Green Bay, quella di domenica è stata una notte indimenticabile… purtroppo per lui.

Nella sconfitta dei Packers in casa dei rivali di division, i Detroit Lions, per 23-31, il kicker della squadra del Wisconsin vive una serata a dir poco terrificante, sbagliando tutti i calci del match eccetto l’ultimo a partita chiusa, lasciando sul piatto ben 13 punti tra field goal ed extra-point.

Una prestazione quella di Crosby che lascia increduli gli spettatori dopo ben 5 palloni su sei calciati fuori dai pali e che permette ai Lions di portarsi a casa un’importante vittoria ai fini della division, sfruttando certo la serata no del kicker avversario, ma mettendo anche in evidenza tutti i problemi della squadra di Green Bay.

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Mason Crosby infatti ha sicuramente le sue colpe, ma è soltanto il simbolo di una squadra che dalla prima giornata di campionato ha mostrato gravi ed evidenti problemi prima che tecnici o fisici, soprattutto di preparazione e tenuta mentale.

Senza sminuire i meriti di Detroit, brava a saper sfruttare tutte le occasioni arrivate nel primo half, è evidente quanto Green Bay fatichi a mantenere la concentrazione per una partita intera, dall’inizio alla fine. Il disastroso inizio con zero punti segnati e ben 24 subiti è solo l’ultimo dei pessimi start della squadra di McCarthy, dopo quelli con Chicago e Washington, che fanno coppia con gli altri match (contro Minnesota e Buffalo) in cui Green Bay ha invece smesso di giocare dopo metà partita.

Che si sia rotto qualcosa dentro lo spogliatoio, o tra Aaron Rodgers stesso e il coach di Green Bay non è dato saperlo, ma la partita contro Detroit è solo l’ultima di una serie di prestazioni preoccupanti per quanto riguarda la fragilità mentale della squadra del Wisconsin.

Mason Crosby Packers Lions

Cuor di leoni e mente fredda

I Lions, da parte loro, dopo un inizio di stagione altalenante e non del tutto convincente, giocano una buona partita contro i rivali di division, ma di certo non uno dei match più brillanti degli ultimi tempi; contraddistinto tra l’altro da alcune chiamate di coach Patricia un po’ troppo forzate e rischiose, nel momento di gestire il vantaggio.

D’altronde i numeri parlano chiaro, ma ingannano: 264 yard totali per i padroni di casa, contro le 521 degli avversari; 170 passing yard contro le 423 di Green Bay e, ancora, 94 yard corse contro 98. Buona la prestazione del WR Golladay con 98 yard e 1 TD. Ottime quelle di Glover Quin e Quandre Diggs in difesa, così come i 2 touchdown segnati dalla macchina-segnapunti Blount. Ma la vera differenza tra Detroit e Green Bay nella partita di domenica sta proprio nella testa e nella lucidità di coaching staff e giocatori, e i numeri non fanno altro che ribadirlo.

Il vero grande valore della prestazione di Detroit è stato nel cogliere al volo tutte le opportunità sin da subito, affossando gli avversari per punti e morale.

Tante scusanti, un grave problema

Oltre alla buona prestazione dei padroni di casa, sono diverse le cause che si potrebbero trovare per “motivare” la sconfitta di Green Bay: l’assenza di due importanti target per Rodgers come Allison e Cobb; l’assenza del CB Jaire Alexander o lo sfortunato evento dello special team che regala i primi 7 punti a Detroit.

La realtà però è che, aldilà delle assenze (peraltro importanti anche tra le file di Detroit) e della pessima serata di Crosby, i Packers non hanno praticamente mai mostrato di poter essere solidi sia in difesa che in attacco per più di due drive consecutivi. Ed è proprio questo il problema più grave e sul quale ci sarà da lavorare tantissimo a Green Bay fin da subito.

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L’unica “bellezza” che coach McCarthy ci regala in tutto il match è la scelta di richiamare Crosby a calciare un ultimo field goal, a partita ormai finita, dopo i 5 calci già sbagliati. Una chiamata che conta poco o nulla, ma che può avere un grande valore per la fiducia di Crosby e di tutto lo spogliatoio; ricordandoci che lo sport è fatto di esseri umani, che lottano, faticano e a volte cadono, sperando di poter avere un’altra possibilità per riscattarsi.

Questo 23-31 difficilmente si spiega con le statistiche, non si tratta di follie arbitrali o di infortuni clamorosi. È un risultato però che ci ricorda quanto nel football, come nello sport in generale, sia fondamentale una preparazione mentale, forse prima ancora che fisica, adeguata.

I Lions, con una squadra tecnicamente forse inferiore e con non pochi problemi, si portano a casa un’importante vittoria proprio grazie alle occasioni sfruttate. Green Bay torna a casa invece con una sconfitta pesante, per la prestazione prima ancora che per il risultato finale, rendendosi conto ancora una volta che Aaron Rodgers da solo (a volte) non basta.

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