[NFL] Wild Card preview: Carolina Panthers vs New Orleans Saints

A chiudere il turno di wild card sarà la sfida di domenica sera (notte italiana) tra Saints e Panthers, probabilmente il match più equilibrato tra i quattro di questo primo turno nonostante i Saints abbiano vinto le due sfide di regular season e si giochino la possibilità di approdare al Divisional tra le mura amiche.

Entrambe le squadre hanno chiuso la stagione regolare con un record di 11-5.

Carolina, a dispetto del record e delle buone statistiche con cui ha chiuso la stagione, ha alternato momenti di grande football, che hanno riportato i tifosi con la mente a due stagioni fa quando i Panthers chiusero la stagione regolare con una sola sconfitta per poi cedere alla leggenda di Peyton Manning in finale, a prestazioni imbarazzanti e difficili da spiegare, come nel caso della sconfitta al Soldier Field dove i Panthers si sono sostanzialmente battuti da soli. Il momento più alto, oltre al 33-30 di inizio stagione con degli zoppicanti (in quel momento) Pats, è stata la vittoria contro i Vikings, che potrebbero dover affrontare nuovamente nell’ipotetico Divisional, anche se la svolta è arrivata probabilmente qualche settimana prima quando, senza apparente motivo, la dirigenza di Carolina ha ceduto Kelvin Benjamin ai Bills, WR numero 1 fino a quel momento e giocatore dal talento infinito (ma con qualche problema a restare in forma).

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Come sono arrivati alla wild card i Panthers

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La trade ha avuto il beneficio di liberare definitivamente McCaffrey, la prima scelta che fino a quel momento aveva faticato, facendolo diventare il target numero uno di Cam Newton, tanto da permettergli di toccare la quota insensata di 80 ricezioni condite da 5 TD. Qualche difficoltà in più per il figlio di Ed è arrivata nel gioco di corsa dove la sola velocità non ha potuto sopperire ad una mancanza di fisicità che attualmente limita l’efficacia del #22. Nonostante i benefici derivati dallo scambio e una difesa che ha fatto come di consueto il suo lavoro, i Panthers ha sofferto enormemente l’assenza di Greg Olsen, attualmente il TE più dominante della lega insieme a Gronk, chiudendo la stagione con una prestazione offensiva indegna che è costata la sconfitta ad Atlanta ed il titolo divisionale.

New Orleans è partita malissimo perdendo le prime due partite e dando l’impressione di non poter competere, poi, come nel caso di Carolina, è stata una cessione a trasformare la stagione dei Saints. Dopo le tensioni delle prime partite, dovute all’incapacità di All Day di accettare un ruolo da comprimario, Payton ha impacchettato l’ex Sooners e dato carta bianca a Ingram e Alvin Kamara, sottovalutato rb da Tennessee scelto al terzo giro dell’ ultimo draft.

La scelta ha prodotto 8 vittorie consecutive, la prima delle quali proprio contro i Panthers, e trasformando la scommessa in un affare. Ingram e Kamara sono diventati i primi due compagni di squadra a totalizzare nella stessa stagione più di 1500 yard dalla los, con il rookie da Tennesse capace di aggiungere al normale running game 81 ricezioni e 5 TD (dove l’avete già letto?!), mentre Brees ha chiuso con numeri inferiori a quelli del 2016 a livello quantitativo ma ha beneficiato della produzione e dell’efficacia del proprio backfield chiudendo con un irreale 70% di passaggi completati, guidando un attacco sostanzialmente inarrestabile.

Come sono arrivati alla wild card i Saints

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L’altro grande cambiamento è arrivato a livello difensivo dove i Saints, nelle ultime stagioni, erano soliti frequentare le parti basse delle classifiche di categoria. Marshon Lattimore, scelto al primo giro da Ohio State, ha “rivoluzionato” la secondaria di Nola annullando settimana dopo settimana il miglior ricevitore avversario, Cameron Jordan è diventato il secondo giocatore dal 2001 a chiudere in doppia cifra in sack e pass defenses e nonostante i numerosi infortuni che hanno condizionato le scelte difensive di New Orleans il gruppo guidato da Dennis Allen ha chiuso al diciassettesimo posto per yard concesse ed al decimo per punti.

La storia racconta che la squadra che vince le due sfide divisionali si porta a casa l’eventuale terzo episodio ai playoff in 13 occasioni su 20, senza dimenticare che Brees non ha mai perso un wild card giocato sul campo di casa (4-0 il record). La partita di domenica, indipendentemente da cosa ci racconti la storia, sarà decisa dalla capacità dei Panthers di limitare il gioco di corsa avversario. Se è vero che la D di Carolina è la settima della lega e terza contro il running game, dove concede meno di 90 yard a partita, nelle due sfide perse con i Saints sono arrivate 148 e 149 yard, entrambi, in momenti diversi, massimi (concessi) in stagione.

Le statistiche

Reggere l’impeto di Ingram e Kamara e forzare situazioni di passaggio sarà la chiave per riuscire a contenere anche Michael Thomas, non al meglio della condizione fisica ma capace di ritoccare il record di franchigia di NOLA per catch (con 104) buone per oltre 1200 yard. Offensivamente Carolina ritroverà Gregg Olsen che, come Lattimore, ha saltato entrambe le sfide di stagione regolare e darà a Newton quel go tu guy che tante volte è mancato in stagione, in particolar modo proprio nelle due sfide con i Saints dove l’MVP 2015 ha lanciato 350 yard combinate e tre intercetti. Un passing game efficace dovrebbe inoltre aprire spazi al gioco di corsa e dare a Newton quei big play che nello 0-2 di stagione regolare sono totalmente mancati. I Saints proveranno a ripetere quanto fatto nei due episodi precedenti, potendo contare su un Lattimore in più che quasi certamente si prenderà cura di David Funches per tutta la sera.

I problemi maggiori, per i padroni di casa, potrebbero arrivare dalla condizione non perfetta di alcuni uomini chiave oltre all’inesperienza, a certi livelli, dei pluricitati Lattimore e Kamara che dovranno dimostrare di poter reggere la pressione della postseason. Se la OL di NOLA reggerà il colpo per i padroni di casa non dovrebbe essere impossibile raggiungere il Divisional, diversamente preparatevi all’ upset.

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Il preview NFL

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Andrea Ghezzi

Padre di Mattia e Lorenzo, Marito di Silvia, Fratello di Zoe (Franci ti voglio bene). Scrivo (poco) e parlo (tantissimo) di Football, anche italiano. Direttore di The Cutting Edge credo solo a tre cose: #mattanza #badaun e #bomboloni.

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