[NFL] Parola all’Insider: Carolina Panthers – Federico Vedovelli

Ennesimo appuntamento con la rubrica “Parola all’Insider”. Oggi parliamo di una franchigia che ha sorpreso tutti nella scorsa stagione, ovvero i Carolina Panthers. Qua con noi c’è Federico Vedovelli, 19 anni, neo maturato, arbitro di rugby, speaker e scrittore per PlayitUsa.com.

Inizio col chiederti perchè hai scelto di tifare Panthers?
La mia passione per il football la devo a Madden, decisi di comprarlo per provare a capire le regole del gioco. Dopo poco mi feci prendere per la modalità Super Star usando un rookie della classe 2007 tra cui c’era Jon Beason. Lo usai per diverse stagioni, allo stesso tempo mi piacque sempre di più il roster e decisi di seguire la squadra nella stagione 2008, quella del titolo divisionale dove i Panthers esperissero due aspetti del gioco a me molto stretti: running game e difesa. Mi documentai e scoprii che i Panthers vennero fondati nel mio stesso anno di nascita ma che avevano già raggiunto una volta il Super Bowl. Era destino, da rugbista ho sempre amato la fase difensiva e i ball carrier, Carolina era quello, dalla stagione 2008 è diventata la mia squadra.    

ron rivera carolina panthersRon Rivera lo scorso anno dopo 4 settimane era sul punto di farsi esonerare. Da li ci fu la risalità di Carolina fino alla comparsa dei Playoff. Però alcune decisione han fatto comunque discutere, soprattutto a livello di Draft e Free Agency. Pensi che può essere un HC in grado di rendere i Panthers una contender o credi che sia un allenatore di discreto livello?
Ron Rivera è una mente difensiva di primissimo livello, lo dico da quando è approdato nello stato dei Tar Heels perché ha costruito una difesa arrivata nella top 3 della Nazione quasi dal nulla. Se pensiamo a come cominciavamo la ricostruzione con l’arrivo di Cam Newton c’era da piangere, eppure ogni anno ha salito posizioni in classifica e in questo 2013 ha costruito un front seven da far paura. Tuttavia in questi anni sul campo ne ha combinate parecchie, tipo timeout regalati e 4&1 mai giocati a ridosso della goal line, ha come sua difesa l’essere alla prima esperienza vera e propria da Nfl head coach, cosa non semplice. Secondo me non sarà mai un head coach capace di portarti a essere una vera contender, in alcuni momenti difficili, come la partenza dell’anno scorso in sideline sembrava non esserci, manca del carisma tipico dei HC capaci di tenere tutti uniti e pure difendere la sua squadra da pressioni mediatiche. L’anno scorso è andata liscia perché la squadra mentalmente viaggiava sull’onda dell’entusiasmo e lui ha potuto lavorare al meglio costruendo una difesa fantastica. Per tutta la vita lo vorrei come defense coordinator, nel ruolo di HC gli manca qualcosa, specie a livello offensivo o  saper piazzare il colpo giusto quando c’è da decidere una partita. Chiudo dicendo una cosa: per come ha lavorato negli allenamenti gli nego niente, lo vorrei rivedere con accanto un coordinatore dell’attacco come era  Rob Chudzinski.

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Data la moria di talento a livello offensivo ci si aspetta che Newton faccia il Tom Brady o Peyton Manning della situazione. Credi che possa essere un QB in grado di poter essere un leader, di elevare le prestazioni dei compagni oppure rimarrà un “QB da sistema”?
Cam Newton Carolina PanthersNewton, per quanto visto in questi tre anni, mi ha sempre mostrato bagli di talento da puro franchise quarterback. Il 2013 lo ha conformato: ha reso Ted Ginn e Brandon LaFell due ricevitore credibili, capace di correre nel modo migliore quando necessario sopperendo alle difficoltà di una linea offensiva poco affidabile. E pensare che non ha mai avuto un reparto di wide receiver o tight end di primo livello, tolti Steve Smith e Greg Olsen, per cui io sono convinto che lui sarà il nostro franchise quarterback. Non penso proprio un QB di sistema, Carolina si basa prevalentemente sul running game, lui quando chiamato in causa a gestire tempo, partita e lanciare si è dimostrato all’altezza sprecando poco. Se c’è una certezza in Carolina, oltre al front seven, in attacco è lui. 

Se c’è abbondanza nel reparto RB, non si può certo dire lo stesso tra i WR e la OL. Secondo te quali nomi potranno emergere? Intendio giocatori secondari, che potrebbero impressionare dal training camp.
DeAngelo Williams, Jonathan Stewart, Carolina PanthersLa situazione purtroppo è assai triste in quanto i contratti di Williams e Stewart (soprattutto) hanno bloccato parecchio le manovre di mercato. L’addio di Steve Smith, una questione più caratteriale che salariale, lascia a Greg Olsen e il rookie Kelvin Benjamin il compito di guidare un passing game tutto da scoprire con alcuni nomi tipo Avant e Cotchery chiamati a dare un minimo di serenità ai giovani presenti in squadra. La linea offensiva con l’addio di Jordan Gross è parecchio in difficoltà in quanto manca un naturale sostituto di uno dei più continui tackle della Lega, la presenza di Ryan Kalil, tra i migliori centri della Lega, ha però conferito serenità nel mezzo cambiando continuamente gli uomini. I nomi che possono dare speranza sono il rookie Trai Turner, possente OG da Lsu, tecnicamente grezzo ma fatto apposta per il nostro sistema dove potrà esprimere al meglio la sua aggressività e prepotenza fisica, la guardia al secondo anno Edmund Kugbila, out nel 2013 per un infortunio al ginocchio ma sicuramente un interessante prospetto per l’interno della linea specie a sinistra essendo un ex tackle al college, e Nate Chandler, un ragazzo nato per fare l’end difensivo ma diventato una guardia e ora il tackle di sinistra grazie ai suoi piedi molto mobili e un anno maturato li nel mezzo dove ha appreso una tecnica sufficiente per provare a essere schierato al posto di Gross. Su di lui si punta e parecchio perché quanto visto ai camp fa ben sperare. Per quanto riguarda l’out seguirei molto la formazione a due TE con Brandon Williams cresciuto parecchio dopo un anno da rookie passato a imparare il mestiere, mentre confido molto in Kelvin Benjamin, per molti non ancora pronto per essere il titolare, eppure io in lui ci ho visto il big wr capace di chiamare continuamente raddoppi sperando che mentalmente continui allo stesso livello di quanto fatto nei primi camp.

Sul front seven c’è poco da dire. E’ forse il migliore della NFL e a star larghi non esce dai primi tre. Ma il franchise tag su Greg Hardy come lo valuti? Soprattutto per la situazione salariale in cui era messa Carolina non era evitabile? La presa di Ealy potrebbe far presagire un suo addio.
Partiamo da un punto secondo me cardine del discorso: quando è stato taggato Hardy non ci si aspettava di prendere Kony Ealy. La tag era di principio sbagliata per come eravamo, e siamo, conciati con il salary cap, ma se non si poteva investire sul mercato alla ricerca di un primo angolo di livello allora valeva continuare con la linea del 2013, pressione sul QB avversario in continuazione. Il problema dei Panthers è che sono vittime di una gestione del ex GM Marty Hurney sbagliata quando i pezzi più importanti chiamavano un rinnovo, ed ora Dave Gettleman sta cercando di sbrogliare la situazione. Vero che al pick di Ealy c’era libero Morgan Moses, un left tackle, ma se si guarda al futuro la scelta non è sbagliata, parliamo di un primo giro andato a fine secondo che probabilmente l’anno prossimo sarà titolare al posto di Hardy. La tag di Hardy ci ha bloccati e parecchio, ma noi siamo arrivati ai play off giocando con uno dei passing game meno producesti della Lega, forse rimane più giusto tenersi Hardy e far maturare Ealy che lasciarlo andare per prendere un rischio come Nicks. Detto questo, sarei sorpreso se l’anno prossimo Hardy fosse ancora a roster, indipendentemente dalla stagione di Ealy.

Le secondarie sono anche messe peggio dei WR e della OL. Di talento c’è ne poco e si giocherà sulla voglia di rivalsa di gente come Godfrey, DeCoud e Harper. Come la vedi? Avresti cercato di agire maggiormente via draft?
greg hardy carolina panthersHai detto bene caro Luca, purtroppo dietro siamo messi parecchio male. Ammetto che al draft ci è andata un po’ di sfortuna perché ci è scappato il CB Pierre Desir di una sola pick, non avrei agito diversamente in quanto consideravo solo alcuni nomi davvero giusti per noi(Gilbert e Dennard) ma la speranza di averli era quasi nulla, per cui meglio continuare sulla linea dell’ultima stagione confidando nella crescita di coloro che ritornano(tipo Melvin White) e nel nostro front seven. Il nome giusto a mio giudizio è DeCoud, una S interessante capace di sfruttare bene le incertezze prodotte dalla DL al QB avversario, mentre su Harper rimango dell’idea che sarà più un uomo spogliatoio che altro. Godfrey verrà provato come CB lasciando a Lester, ex Crimson Tide capace di buone cose nella rookie season, il ruolo di safety, ammetto di essere parecchio titubante ma Charles è un uomo di grande spirito e penso che potrà darci un minimo di garanzie tornando al ruolo di quando era a Iowa. Se andasse come nel 2013 sarebbe già un successo!

Concludo chiedendoti una previsione sulla stagione e cosa ti aspetti di vedere.
Cosa mi aspetto… di non tornare ai play off. L’anno scorso ci ha graziato e parecchio l’annata dei rivali di Atlanta, quest’anno Ryan e compagni tornano più forti e motivati, inoltre i Saints rimangono sempre un duro scoglio da affrontare e quindi la leadership della Division se la giocheranno loro due. Non faremo i play off perché altrove c’è chi sta meglio di noi, tipo Niners e Seahawks che si giocheranno una wild card e la testa della Division. La schedule è difficile, confido nel pubblico di casa, però già raggiungere le otto vittorie sarà un bel traguardo. Mi aspetto che venga data più libertà a Newton in attacco, che possa cominciare a cambiare con continuità in campo anche sbagliando, e spero che arrivino risposte definitive in alcuni ruoli, tipo Chandler come left tackle o A.J Klein da linebacker titolare. Quel che mi aspetto è una squadra aggressiva, che se la vuole giocare ad ogni snap, poi se gli altri saranno superiori sarà il campo a dirlo, ma l’anno scorso sulla cattiveria agonistica ci abbiamo giocato parecchio e vorrei continuare a farlo. A un gruppo giovane deve essere trasmesso questo concetto, se Rivera riesce a fare ciò possiamo essere fastidiosi per molti.

E sempre, comunque vada, Keep Pounding!     

Concludo con Federico ringraziandolo per l’intervista e per il tempo concesso a noi. Spero che l’intervista sia piaciuta anche a voi lettori. Rinnovo l’appuntamento per la prossima uscita!

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Se qualcuno volesse essere protagonista di una intervista sulla sua squadra, può contattarmi tramite i metodi Facebook e Twitter che trovate nel riquadro “About the Autor” sotto.

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Luca Domenighini

24 anni, amante dello sport a stelle e strisce. Appassionato fino al midollo di football, sia quello NFL che quello NCAA. Tifoso dei Denver Broncos da una calda mattina di Agosto di metà anni 2000 quando ESPN Classic ripropose il primo Super Bowl di Elway. Tifo sfegatato per i Duke Blue Devils, sì esiste una squadra di football a Durham.

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