[NFL] Draft 2014 – Top & Worst

A pochi giorni dalla fine del Draft proviamo a stilare una top & worst della 3 giorni New Yorkese, per quanto sia difficile, dato che finchè i giocatori non saranno scesi in campo le valutazioni sono difficili da dare.

TOP

Blake BortlesJacksonville Jaguars: la squadra di Gus Bradley esce come una delle vincitrici di questo Draft. La scelta di Bortles per quanto discussa è molto sensata dato che hanno potuto scegliere il QB che pensano siano il loro futuro. Ovviamente bisognerà svilupparlo e non bruciarlo troppo presto. Inoltre ha pescato degli ottimi target come Robinson e Lee, in attesa della decisione su Blackmon. Pure nelle fase centrale i Jags han pescato ottimi giocatori. La luce in fondo al tunnel si inizia a vedere, tutto dipenderà da Bortles, ma le fondamenta sono interessanti.

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Minnesota Vikings: con questo Draft, e quello del 2013, hanno dato l’impressione di voler puntare a qualcosa di importante. Barr è il LB che mancava nel reparto difensivo e possono trovare in lui un pass rusher dominante. Bridgewater per molti è il QB più talentuoso del Draft e potrebbero trovare in lui il QB franchigia del futuro accantonando Cassell e Ponder. Escono come vincitori del Draft e l’anno prossimo saranno sicuramente pronti per dar fastidio ai Bears ed ai Packers.

ClowneyLa difesa di Houston: Clowney è sulla carta il miglior giocatore dell’intero Draft e sotto questo punto di vista Houston ha fatto una scelta obbligata. Con Watt potrebbe formare un duo strepitosa in grado portare un sacco di pressione agevolando le secondarie. L’aggiunta di Nix è perfetta contro le corse e per “far legna” per i due compagni. Ma soprattutto i Texans potranno portar pressione con meno uomini e usare più DB per coprire meglio il campo. Han sacrificato il QB ma potrebbero intimidire molto quelli degli altri.

NFC West: anche quest’anno le squadre di questa division han fatto un draft eccellente. I Seahawks non avevano molto da migliorare ma hanno pescato bene con Richardson, Marsh e Norwood. I 49ers con l’acquisizione di Steve Johnson e prese come Ward, Borland, Martin, Lynche, Thomas ed Ellington si son rinforzati ulteriormente. I Rams si son rafforzati in quasi tutti i reparti, aumentando la loro forza difensiva e con Robinson aggiungendo talento in OL. Infine i Cardinals con Bucannon, Nicklas e Martin chiudono i grossi need a roster e la prese di Logan Thomas è molto intrigante. Un draft sulla carta dominante quella della NFC West.

Le value Pick dei Packers: HaHa Clinton-Dix, Davante Adams, Carl Bradford e Jared Abbrederis sono state tutte pick di altissimo livello rispetto per dove sono stati scelti questi giocatori. Aggiungendo Hubbard dagli Undrafted i Packers han fatto un Draft di altissimo livello andando a scegliere in molte occasioni il miglior talento disponibile. Forse alcune pick dovevano essere spese in altri reparti del campo, soprattutto in quelli difensivi, ma le pick rimangono di alto livello.

Ravens e Steelers: Draft molto difensivo quelle due due dinastie della AFC North. Baltimore con CJ Mosley, Timmy Jernigan e Terrence Brooks rimpolpa con molto talento un reparto che lo scorso hanno ha faticato tanto. Mentre Pittsburgh con prese come Tuitt e Shazier ringiovaniscono il roster ma soprattutto iniziano a preparare il cambio dei veterani. In tutto questo le due squadre riscono a draftare giocatori interessanti come Martavis Bryant, Crocket Gilmore, Daniel McCullers e Dri Archer. Ravens e Steelers stan gettando le basi per tornare ai vecchi fasti.
Johnny Manziel
Johnny Manziel: tra i vincitori ci mettiamo pure lui. Aspetta tantissimo prima di essere scelto ma alla fine Cleveland con la 22 decide di sceglierlo. I Browns potrebbero essere l’ambiante ideale per lui a livello tecnico, l’OC Kyle Shanahan potrebbe essere adatto a costruire un sistema offensivo ideale per esaltare l’ex Aggies, un po’ come ha fatto con RG3. Essere stato scelto alla 22 potrebbe anche dargli maggiori stimoli dato che vorrà dimostrare che le 21 squadre che lo han passato avran sbagliato a non sceglierlo.

Menzione D’Onore: Sammy Watkins e il Selfie con Goodell. La moda del momento raggiunge anche il Draft!

WORST

Roger Goodell e le sue idee: ammettiamolo, i tre giorni di Draft sono belli ma allo stesso tempo estenuanti. Goodell potrebbe addirittura diluirlo su 4 giorni dividendo il primo giro in due parti. Inoltre sta pensando ad un ulteriore spostamento dell’evento almeno una o due settimane. Non dovrebbe fare pure per questo anche per una miriadi di motivi, sia per i rookie scelti che per i tifosi. Goodell pensaci bene, magari fai tornare evento sui 2 giorni come anni indietro.

Il QB di Houston: Houston ha fatto un draft perfetto a livello difensivo ma ha dovuto ripiegare su Tom Savage. Il prodotto di Pittusburgh nessuno pensa che sia stato la prima opzione dei Texans e probabilmente Bridgewater e Garoppalo erano i più alti sulla loro board. Savage è più “hype” che sostanza e probabilmente difficilmente sarà presentabile alla week 1. Per lo meno le partite potranno finire sullo 0-0.

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Michael SamIl parlare intorno a Michael Sam: troppe parole si stanno spendendo su Michael Sam. Anche a caso senza che lo “scrittore” lo abbia mai visto giocare in NCAA a Missouri. Il fatto che sia il primo giocatore dichiaratamente omossessuale ad essere scelto ha fatto sicuramente notizia e è una decisione storica ma questo non dovrà influenzerà le opinioni su di lui. Sam ha tutto da conquistare, il giocatore non è così eccezionale come dicono e il posto dovrà sudarselo in una difesa come quella dei Rams. Ora bisognerebbe smetterla di scrivere su Sam e lasciare parlare il campo, com’è giusto che sia.

New England Patriots: Belichick non fa un gran Draft almeno sulla carta. Easley è un giocatore molto interessante ma viene da due ACL in due stagioni. Andrà a giocare accanto a Wilfork e Kelly che lo scorso anno sono stati vittime di infortuni seri, soprattutto il primo. Anche Garoppalo fa storcere il naso, ok che Mallett non sia il futuro, ma need in squadra da coprire erano presente e magari una scelta su un giocatore in grado di contribuire sin da subito era necessario. Brady non ha più molte stagione davanti quindi era più necessario rinforzare la squadra nell’immediato che nel futuro.

I Running Back: Bishop Sankey ha dovuto aspettare ben 54 posizioni prima di essere draftato. I RB oramai non van più di moda in una lega sempre più orientata al passing game e sono per lo più di complemento. Dopo di lui solo Hill e Hyde sono stati scelti nei primi due round. E’ il secondo anno consecutivo che non vengono presi RB nel primo round e dovrebbe essere la prima volta nella storia che il primo RB viene scelto così in basso. E’ vero che magari questa classe non avesse dei talenti irresistibili però in un draft di cinque anni fa almeno un paio sarebbero stati draftati nelle prime 32.

Kansas City Chiefs: Reid ha fatto un draft a tratti incomprensibile. Vero che Tamba Hali il prossimo anno andrà in scadenza e che Dee Ford potrebbe essere un sostituto adatto ma la OL al momento è molto sguarnita. Pure al 2° round la scelta è discutibile dato che il reparto pare abbastanza coperto. Sulla OL si è intervenuto solo a fine Draft con nomi non altisonanti. Anche un WR non è arrivato nonostante lo scorso anno sia mancato un target sicuro per Smith. Draft rivedibile per i Chiefs che dovevano rinforzarsi e invece escono dal Draft con lo stesso potenziale.

 

Johnny Manziel: ammettiamolo, molti di noi si aspettavano che il buon Johnny uscisse prima. Molti lo aspettavano a Houston, si parlava di Minnesota per rivedere un Tarkenton 2.0, altri erano molti intrigati nell’accoppiarlo con Jerry Jones e alla fine è uscito fuori dalle prime 20. E’ stata una caduta inaspettata per l’hype che si portava appresso ma forse è uscito nel range adatto per il suo talento. Dopo 2 ore e mezza di attesa alla fine è stato preso da Cleveland e lui ha promesso vendetta alle squadre che non lo hanno scelto prima.

Menzione D’Onore: L’università di Texas, dal 1937 per la prima volta non viene draftato un giocatore proveniente dall’ateneo dei Longhorns, a testimoniare del pessimo momento che sta vivendo il glorioso college texano.

Luca Domenighini

24 anni, amante dello sport a stelle e strisce. Appassionato fino al midollo di football, sia quello NFL che quello NCAA. Tifoso dei Denver Broncos da una calda mattina di Agosto di metà anni 2000 quando ESPN Classic ripropose il primo Super Bowl di Elway. Tifo sfegatato per i Duke Blue Devils, sì esiste una squadra di football a Durham.

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