[NFL] SB 50: Il Preview del Super Bowl 50

Sessanta minuti. Gli ultimi di una stagione per tanti versi inattesa, che ha visto cambiare valori e stili di gioco. Due paradigmatiche rappresentanti si sfideranno proprio domenica al Levi’s Stadium di Santa Clara. I Carolina Panthers, favoritissimi sulla carta, sono la dama che pochi avrebbero immaginato raggiungere il grande ballo in limousine. I Denver Broncos per correre a caccia della medaglia d’oro si sono trasformati da velocisti a mezzofondisti.

Mettiamo da parte le metafore e ragioniamo su quanto visto.

Carolina in estate ha perso ancora prima di cominciare il suo miglior ricevitore. Fuori Kelvin Benjamin i Panthers restavano comunque con una difesa eccellente su cui poggiare. Che sarebbe bastato però in pochi l’avrebbero immaginato. E qui si inserisce la strepitosa stagione di Cam Newton e della sua linea d’attacco.

Il running game ha brillato pur senza running back di primissimo piano (tolto ​lo stesso Newton​, eccezionale a correre la palla dalla sua posizione​) aprendo spazi immensi per i giochi profondi, ​in cui​ Super Cam​ si è rivelato eccellente​. Ne è nato un attacco incisivo ben oltre ogni più rosea previsione: il migliore per punti segnati, numero due sulle corse. Originale ed efficace. In grado di macinare gli avversari e punirli con lampi a sorpresa, spesso a firma Ted Ginn.

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Ci riuscirà anche contro Denver? Di sicuro avrà un compito arduo, ma per la pass rush dei Broncos, guidata da Von Miller, sarà molto più difficile arrivare a mettere le mani su Cam Newton di quanto sia stato farlo con Tom Brady nel Championship della Afc. Resteranno, questo è sicuro, i problemi nel pescare ricevitori liberi. Le secondarie di Denver si sono confermate implacabili in ogni occasione in questa stagione e contro Carolina dovranno tenere a bada principalmente solo due giocatori, proprio Ginn e Greg Olsen, poco osannato seppur uno dei primi tre tight end della lega. È grazie a questi ultimi che l’assenza di Benjamin non ha pesato troppo.

Nella trincea opposta ci sarà una squadra che per arrivare sino a qui è stata costretta a cambiare pelle. Le nuove idee del coaching staff. Un Manning non più dominante. Ecco gli spumeggianti Denver Broncos mutarsi in un peso massimo con il jab pesante, che ti lavora ai fianchi e ti prende per sfinimento. Non hanno più, se non di rado, il gancio che ti manda ko.

Tante corse, la morsa di una difesa strangolatrice. L’astuzia di proteggere la palla, da sempre il bene più prezioso. Cinici, li definirebbero tanti titolisti italiani. Basterà per giocarsela contro l’allegra brigata di Ron Rivera? Se lo augura Gary Kubiak che al contempo spera in una giornata di grazia di quel Demaryius Thomas troppo spesso poco incisivo dopo aver firmato il contrattone che lo ha legato per 5 anni ai Broncos la scorsa estate​. Più probabile che a fuminare Carolina ci ​possa riuscire​. Più probabile che a tentare di fuminare Carolina ci provi Emmanuel Sanders, di diritto nella categoria dei sottovalutati insieme all’Olsen di cui sopra. Certo dovranno vedersela con la fame dei Luke Kuechly, Thomas Davis e Josh Norman, per citare i tre difensori più forti di un lotto di primissimo livello.

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Se il nostro pronostico del Super Bowl dovesse basarsi solo su quanto osservato finora, dare troppe speranze a Denver sarebbe complicato. D’altronde è complesso anche immaginare come i Broncos possano districarsi tra le moltissime insidie che gli presenteranno i Panthers, soprattutto come riusciranno a mettere punti sul tabellone​ a sufficienza per riuscire a ​riportare in Colorado il Vince Lombardi Trophy.

Fosse una partita normale, insomma, saremmo discretamente certi che Denver non riuscirebbe a infliggere il secondo ko stagionale alla combriccola di Cam Newton. Non è però una partita come le altre. È il Super Bowl. Sarà con ogni probabilità l’ultimo incontro per quella leggenda che risponde ​ al nome di​ Peyton Manning​.​​ Il quarterback numero 18, che ha già confidato agli amici (e a Bill Belichick dopo il Championship) che è arrivato ai saluti, c’è da star certi che le proverà tutte per uscire da campione qual è e quale sarà sempre a prescindere dal risultato di domenica. Ecco la grande esperienza di Manning (3 Super Bowl giocati contro nessuno da parte di Newton) non è detto che basti ai bluarancio: il Super Bowl di due anni fa insegna.

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Non crediamo in ogni modo che si andrà incontro a una partita tanto banale come quella del 2014, anche se Carolina in questi playoff ha ucciso le sue sfide nei trenta minuti iniziali, ma ci sembra proprio che la squadra del destino siano i Panthers, come lo erano i Seahawks che costrinsero il team del presidente John Elway a inghiottire l’amarissimo boccone nel Super Bowl XLVIII.

Per l’occasione, ci sbilanciamo e diamo anche un punteggio: 28-17 Carolina.

Note: il divario di età tra Manning (39 anni) e Newton (26) è il maggiore che si sia mai registrato tra due quarterback in un Super Bowl, entrambi sono stati scelti come numero uno nei rispettivi draft.
Gary Kubiak è il primo nella storia ad arrivare al Super Bowl sia come giocatore che come allenatore della stessa squadra.​

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Capitolo infortuni: Thomas Davis (Car) sarà al fianco di Kuechly nonostante la frattura a un braccio. In difesa Carolina ritrova anche Jared Allen, mentre sono in forse (e sarebbero due assenze rilevanti) sia il centro Ryan Kalil sia il fullback Mike Tolbert. Più tranquilla la situazione dei Broncos, che fatti salvi gli infortunati di lungo corso non avranno defezioni di primo piano. Anche TJ Ward si è ripreso dopo essere uscito acciaccato dal Championship.

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Un Commento

  1. Ma Carolina data favoritissima da chi scusate? Poverini la stampa USA gli sta già inchiodando la bara… Mi sembra che anzi, siano arrivati a San Fran da underdogs, posizione ideale per vincere il SB tra l’altro.

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