Pazzi, pazzi Minnesota Vikings: i Carolina Panthers rimontati nel finale 28-27

Sono pazzi questi… vichinghi! L’adeguamento in salsa gialloviola della spettacolare traduzione di Asterix di Marcello Marchesi, perfetta per giocare con l’acronimo SPQR, riassume la partita tra Vikings e Panthers della dodicesima settimana Nfl. E nel Minnesota si augurano possa rivelarsi sineddoche della stagione, rappresentando il tutto con la sua parte.
Sì, perché i Vikings si stanno rialzando da quell’1-5 con cui erano partiti e sognano di agguantare un ultimo posticino playoff, sia il settimo a scapito di qualcun altro o un eventuale ottavo se il Covid farà altri e più grossi scherzi al calendario della stagione regolare. Vorrebbero riuscirci allo stesso modo in cui si sono risollevati da un 21-10 che sapeva di condanna domenica allo Us Bank Stadium.

Una fossa che i ragazzi di coach Mike Zimmer si scavano all’inizio del terzo quarto. Andiamo con ordine. In un primo tempo tutt’altro che memorabile Minnesota segna per prima con Justin Jefferson. Si fa raggiungere appena passato il primo two minutes warning del pomeriggio, quando su una difesa a zona con Robbie Anderson si accoppia Ifeadi Odenigbo. Per quanto il defensive end di Minnesota possa essere veloce, nemmeno se Anderson corresse all’indietro potrebbe tenerlo. Così Teddy Bridgewater, l’uomo che doveva essere re nel Valhalla, nel suo ritorno a Minneapolis con più ombre che luci vede il suo passaggino a sinistra trasformarsi in un td da 41 yard.
Viola di nuovo in vantaggio con un calcio di Bailey prima dell’intervallo. Nel primo tempo si segnala anche un nuovo intercetto di Eric Kendricks. Per il fenomenale linebacker dei Vikings è il terzo in stagione, come il compagno Wilson. Sono i soli LB a tre intercetti. Poi ce ne sono 5 a due.

Si arriva allora a quell’inizio di terzo periodo. Kirk Cousins perde il pallone su un fumble. Jeremy Chinn ringrazia e va a segnare. Primo gioco del drive successivo. Corsa di Dalvin Cook. Spremuto dai difensori fa schizzar fuori la palla. Jeremy Chinn ringrazia e va a segnare. Ancora. Il rookie dei Carolina Panthers sta giocando un’ottima stagione, ma nemmeno nei suoi sogni più reconditi avrebbe osato sperare tanto. Invece, il nipote dell’Hall of Famer Steve Atwater, nel giro di un minuto fa meglio di quel che lo zio (stesso ruolo con i Denver Broncos) ha fatto in una carriera intera: due fumble ricoperti e riportati in end zone.
21-10 e un uno-due che neanche Mike Tyson a fine anni ‘80. Ma se il doppio colpo avrebbe potuto stendere un cavallo, i Vikings stanno su. Ci mettono un drive, perché lo shock è inevitabile. Ma quando bloccano il calcio di Joey Slye con DJ Wonnum (rookie pure lui) sentono che forse si può fare. Come se fossero riusciti a togliere i chiodi dalla bara prima delle ultime martellate.

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Scambio di field goal (quello di Carolina dà l’impressione di uscire invece entra) e successivo altro touchdown di Justin Jefferson, che trasformato da due fa 24-21. Stellare come il rookie dei Vikings corra la traccia in modo perfetto e grazie a questa semini il difensore.
Contati, i vichinghi si sono rialzati e ora provano a picchiare. Provano perché sul successivo punt di Carolina i disastrosi special team di Minnesota combinano l’ennesimo pasticcio della stagione. Chad Beebe, sostituto di KJ Osborn per scelta tecnica, perde palla. Nuovo pacco dono incartato. Partire degli avversari però non basta a Bridgewater. Sul terzo tentativo tre defensive back di Minnesota seguono Anderson e nessuno DJ Moore che si ritrova tutto solo in end zone. Clamorosamente però Teddy Due Guanti (Bridgewater gioca da sempre con due guantini) sbaglia di parecchio il passaggio, tanto che Moore si fa pure male nel tentativo di allungarsi per prenderlo.

Cousins tira un sospiro di sollievo e guida i suoi fino al touchdown proprio di Beebe. Sfruttando la “prevent” dei Panthers che si siedono sul profondo e mandano solo tre uomini a provare a mettergli pressione.
Finita? Macché. Bridgewater riesce a portare le pantere in raggio da field goal. Da 54 però Slye non inquadra.
Minnesota vince e sale al secondo posto nella Nfc North con un record di 5-6 al pari dei Chicago Bears, però battuti nel Monday Night della decima settimana. Carolina scivola a 4-8 e ammaina ogni sua velleità.

I Panthers sebbene siano riusciti a correre in modo abbastanza produttivo, stavolta hanno sentito la mancanza di Christian McCaffrey, ancora fuori gioco. Bridgewater, poi, di fronte alla squadra che lo scelse al primo giro del draft 2014 non ha offerto una delle sue prove migliori. Parte del merito alle secondarie di Minnesota, che al netto di qualche sbavatura, sono riuscite a negargli spessissimo ricevitori liberi nonostante il tempo di lanciare non gli sia mancato. E questa è invece la nota negativa della difesa di coach Mike Zimmer, che ancora una volta non è riuscita a portare pressione a sufficienza al quarterback avversario. Da rivedere anche il linebacker Troy Dye, rookie che si è visto in molti snap ma nonostante il fisico leggero e veloce adatto alla Nfl moderna non è ancora abbastanza maturo per leggere a dovere il gioco.

L’altro lato della palla purple and gold riserva soddisfazioni all’offensive coordinator Gary Kubiak. Se Carolina è riuscita a contenere bene Cook, non è bastato cercare di sfruttarlo inizialmente con delle ricezioni fuori dal backfield per fargli prendere ritmo, lo stesso non si può dire per il gioco aereo. Privo del suo bersaglio preferito, Adam Thielen era out in lista Covid, Cousins ha smistato bene l’ovale. Jefferson bersaglio primario, Olabisi Johnson, Chad Beebe e Kyle Rudolph hanno gestito al meglio i loro target. Ne è nata una vittoria che ancora una volta schiude uno spiraglio per centrare la post season. Spiraglio nelle ultime settimane si è aperto e chiuso due tre volte. Ora i Vikings però non possono sbagliare più. Devono vincere praticamente sempre e sperare che altri cadano. A partire dalla sfida apparentemente molto alla portata contro i Jacksonville Jaguars di domenica sempre allo Us Bank Stadium. Apparentemente perché se Minnesota non gioca al 110% cade, come ha già dimostrato contro Atlanta e Dallas.

Una menzione particolare per Kirk Cousins. Quando le pressioni scemano il suo livello di gioco si innalza. E ora che non c’è nulla da perdere il numero 8 si sta mettendo in mostra. Anche in una giornata modesta di Cook, la cui corsa migliore è arrivata a nove minuti dalla fine dell’incontro. Oltre che con i numeri Cousins si è fatto valere anche con il carattere, compresi due primi down conquistati correndo e tuffandosi testa avanti. I numeri, a proposito. Dopo il bye della settima settimana Cousins è terzo per grade generale (89.6) di PFF, quarto in quello dei passaggi (87.9), primo per passer rating (124.3), primo come passer rating nella tasca senza pressione (140.8) e terzo nelle play action (127.7). In quanto a pressione contro i Panthers in più d’una occasione è riuscito ad evitarla andando a sfoderare lanci ottimi una volta svicolato. Se davvero ha bevuto un po’ di pozione del druido Panoramix durante la settimana di pausa, i Vikings possono davvero cercare di rimettere insieme questa loro balorda stagione.

Per Carolina, al contrario è già tempo di pensare alla prossima, questo però era piuttosto chiaro fin dall’inizio. E le basi su cui costruire non sono niente male. Aspettando CMC, uno che della pozione non ha bisogno perché da piccolo è sicuramente caduto nel pentolone.

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