[NFL] Week 16: Vittoria in rimonta (Indianapolis Colts vs New York Giants 28-27)

Ce l’hanno messa tutta i New York Giants per rovinare il Natale agli Indianapolis Colts ma un touchdown di Chester Rogers a 55 secondi dalla fine ha regalato a coach Reich e ai suoi un successo che consente al team biancoblù di continuare a sperare di agguantare in extremis i playoff grazie ad una incredibile rimonta dopo un avvio di stagione molto difficile. Nell’ultimo turno infatti i Colts, vittoriosi in otto delle ultime nove gare, saranno di scena sul terreno dei Tennessee Titans in una gara che è già una sfida “dentro o fuori”, visto che la vincente approderà alla post season mentre la perdente finirà anzitempo la stagione (in realtà entrambi i team hanno addirittura una piccola chance di vincere la division però per quel traguardo non basterà la vittoria ma ci vorrà un contemporaneo k.o. di Houston). E per il regista dei Colts Andrew Luck la gara in quel di Nashville avrà un sapore particolare perché fu proprio sul quel campo che nel 2015 si infortunò alla spalla, un infortunio la cui gravità non fu individuata subito (Luck addirittura terminò quella partita e giocò quasi interamente la stagione 2016) e che ha portato, insieme ad un paio di altri acciacchi, il regista da Stanford a perdere 26 delle seguenti 45 partite, compresa l’intera stagione 2017.

Tornando alla sfida di domenica, i Colts sono stati nettamente sorpresi dall’avvio dei Giants, e lo stesso Luck è partito in maniera a dir poco lenta, visto che nei primi due drive ha completato un solo lancio sui quattro tentati per 7 yard e la terza serie dei Colts si è conclusa con un intercetto. Poi Luck è entrato in partita e nonostante l’assenza di un importante bersaglio come il tight end Ebron, k.o. per un problema alla testa già nel secondo quarto, ha terminato la gara completando 31 passaggi su 47 per 357 yard, due mete e un intercetto, prestazione che porta la sua percentuale di completi per il 2018 al 67,2, record della carriera per Luck e performance di assoluto rilievo per un giocatore che ha vissuto tutto il 2017 sulla sideline non essendo neppure sicuro di poter riprendere la sua carriera in NFL. Quasi perfetti sono stati i due receiver Hilton e Rogers che hanno ricevuto 14 dei 15 palloni lanciati nella loro direzione, con 138 yard guadagnate dal primo e 54 dal secondo che ha però avuto il merito di segnare il touchdown decisivo.

Contro una delle peggiori difese del campionato contro la corsa, priva oltre a tutto del leading tackler Ogletree, il rushing game dei Colts ha invece faticato in modo sorprendente: Marlon Mack, autore di 139 yard nella settimana precedente contro l’arcigna difesa dei Cowboys, si è fermato a 34 yard in 12 portate e in tutto fra Mack, Hines e un paio di portate dello stesso Luck, lo score dei Colts recita 16 corse per 49 yard. La difesa di Indianapolis non si è trovata di fronte lo spauracchio Odell Beckham, appiedato da un problema muscolare ma un Manning in grande spolvero ha messo in difficoltà soprattutto il cornerback Desir ed il linebacker rookie Leonard che sta disputando una grande stagione ma che domenica è andato in affanno in copertura sia sul receiver Shepard che sul tight end Engram. Molto bene invece la difesa contro la corsa, che ha praticamente annullato il temutissimo rookie Saquon Barkley, limitato ad appena 43 yard dalle grandi giocati dei tackle Autry e Ridgeway, di Leonard e delle due safety Hooker e Odum.

Pubblicità

Barkley Giants Colts

I Giants, pur privi di alcuni titolari di primissimo piano, oltre a Ogletree e Odell Beckham mancava infatti anche la fortissima safety Collins, hanno condotto la gara fino a 55 secondi dal termine e onestamente avessero portato via la vittoria non ci sarebbe stato nulla da eccepire, confermando così la crescita di queste ultime gare. Dopo una partenza con un solo successo nelle prime otto gare infatti, i ragazzi di coach Pat Shurmur hanno infilato 4 successi nelle ultime 6 gare ma a Indianapolis sono stati vittime ancora una volta della sindrome da ultimo quarto. Prima della partita di domenica infatti la differenza fra punti fatti e punti subiti dai Giants negli ultimi 15 minuti di football era di -50, con i rossoblù che nell’ultimo quarto avevano concesso 147 punti, il peggior dato della NFL. Un ottimo Eli Manning ha guidato un attacco che ha messo a segno 27 punti contro una difesa temibile, e grazie al 25 su 33 per 309 yard Manning ha completato in questo 2018 il 66,5 dei passaggi, record nella lunga carriera del prodotto da Mississippi. Non solo ma se nell’ultima gara contro i Cowboys, non dovesse subire intercetti, Manning eguaglierebbe il record minimo di intercetti in stagione con 10, il tutto però avendo subito la bellezza di 46 sack, di gran lunga il dato peggiore, ovviamente non certo o non solo per colpa sua, della sua quindicennale carriera. Fra i suoi terminali, in assenza di Beckham, grande prestazione di Sterling Shepard, autore di 6 ricezioni per 113 yard, ma molto bene ha fatto anche il tight end Engram che ha aggiunto altre 6 palle catturate per 87 yard, mentre Barkley, che in stagione aveva già portato a casa 87 ricezioni, è stato limitato ad appena 5 palle catturate per 34 yard. Ancora peggio Barkley ha fatto nel rushing game, dato che non è mai riuscito a trovare un minimo varco nella ottima difesa di casa ed ha chiuso con 21 portate per 43 yard, con la corsa più lunga di appena 6 yard.

Se l’attacco dei Giants non ha prodotto nulla nel rushing game, la difesa, che contro i Titans aveva sbagliato una marea di placcaggi, si è distinta nello stesso fondamentale in modo positivo, bloccando sul nascere le corse dei Colts soprattutto grazie alle prestazioni del tackle Tomlinson, dei linebakcer Vernon e Goodson e della safety Michael Thomas, che ai tempi del college a Stanford era uno dei migliori amici di Luck (legame che, come raccontato in una intervista dal difensore, prosegue tutt’ora). I Giants hanno invece faticato a mettere pressione su Luck, con il solo Vernon veramente efficace nel fondamentale, ed anche nel passing game la difesa ha faticato contro un Luck che dopo un avvio lento ha giocato un ottimo match. Eccezione, il già citato Michael Thomas, che ha concesso una sola ricezione a Hilton, seppure per 20 yard, sui 5 palloni lanciati nella sua direzione.  

E nonostante non avessero più nulla da chiedere a questo campionato, almeno in chiave playoff, i Giants partivano subito con grande aggressività e dopo aver costretto i locali ad un “three and out”, al loro primo drive andavano a segno. Manning pescava prima Shepard per 12 yard, poi Latimer per 10 quindi ancora Shepard per 17. Quindi coach Shurmur cambiava tattica: corsa di Barkley da 7 yard, poi altra corsa, stavolta a sorpresa, del tight end Engram che faceva arrivare gli ospiti ad una yard dalla meta e da qui Barkley prendeva l’hand off da Manning, si apriva sulla sinistra ed era 7-0. La reazione dei Colts però non arrivava e Indianapolis era subito costretta ad un nuovo punt, con New York che così, per la prima volta in stagione, costringeva a gli avversari a due “three and out” consecutivi.

I Giants invece riprendevano a macinare yard: Barkley guadagnava 5 yard grazie ad una corsa sulla destra, poi però il protagonista era ancora Manning. Con due passaggi corti al tight end Simonson e a Sheppard, il buon Eli chiudeva altrettanti primi down quindi con una grande azione sfuggiva alla pressione della difesa dei Colts e trovava in profondità ancora Shepard per 55 yard. Dalla linea delle tre yard, Manning serviva poi a Simonson il primo TD pass della carriera. Nel terzo drive finalmente i Colts riuscivano ad entrare nella metà campo avversaria grazie a due bei passaggi a Hilton ed Ebron, però sulle 26 ospiti Luck provava un lancio lungo ancora a Ebron ma i due non si capivano col risultato che la palla veniva facilmente intercettata in end zone dalla safety Curtis Riley, al quarto “pick” della sua stagione. La gara però stava lentamente girando e la difesa dei Colts costringeva i Giants ad un immediato punt. La palla tornava così nelle mani dei padroni di casa e grazie ad un drive metodico, fatto di passaggi corti e di qualche corsa di Mack, i Colts approdavano sulle 40 avversarie, dove Luck serviva con un gran pallone sulla sideline Hilton per 25 yard. Quindi con altri due lanci al runner Hines e al receiver Inman, Luck trascinava il team di casa fin sulla 1 da dove Hines, grazie ai grandi blocchi della linea offensiva, riusciva a segnare il 7-14 praticamente intoccato. Sul rovesciamento di fronte ancora Manning serviva due bei palloni a Fowler e Shepard per 26 e 20 yard ma poi il drive andava in stallo per le difficoltà del rushing game e il kicker Rosas centrava i pali dalle 22 per il 7-17 con cui si chiudeva la prima frazione.

mack colts giants

I Giants aprivano il secondo tempo in attacco ma il drive durava appena 6 giochi e terminava con un nuovo punt di Dixon, mentre dalla parte opposta i Colts colpivano il bersaglio grosso. Il gioco clou era una gran ricezione di Hilton su palla millimetrica di Luck che fruttava 55 yard, poi una bella ricezione del receiver Pascal ne produceva altre 12. Dalle 5 dei Giants una corsa di Mack veniva bloccata subito prima della end zone ma alla fine arriva la prima meta per i Colts grazie a Inman che in tuffo agguantava la palla di Luck per il 14-17. Eli Manning però non si scomponeva neppure un attimo e i Giants ripartivano alla grande. Tre passaggi in successione a Simonson, Ellison e Barkley fruttavano 39 yard, poi due corse sulla sinistra di Barkley altre 5. Quindi, dalle 33 dei Colts, Manning trovava Engram che veniva fermato solo sulla 1 e da qui ancora Manning portava personalmente in meta la palla del 24-14 segnando appena il terzo touchdown su corsa nelle ultime sette stagioni.

La gara si era ormai trasformata in una sfida fra i due registi e Luck, grazie ad un blocco provvidenziale del runner Mack, riusciva a trasformare un pericoloso terzo e 8 con un passaggio a Inman da 29 yard e quindi l’asse Luck-Hines ne fruttava altre 28. Sul 1 e 10 sulle 15 dei Giants c’era poi uno dei giochi chiave dell’intero match perché Luck veniva “saccato” da Vernon e perdeva l’ovale recuperato dal tackle B.J. Hill, ma gli arbitri fischiavano un holding contro Janoris Jenkins e la palla rimaneva ai Colts che due azioni dopo si riportavano sotto grazie alla meta di Mack. Iniziava così l’ultimo quarto e Manning chiudeva due terzi down grazie ad altrettanti passaggi a Engram. Su un secondo e 2 sulle 7 dei Colts però Barkley veniva respinto per una perdita di 2 yard e sulla pressione del defensive end Tyquan Lewis, Manning era costretto all’incompleto. Rosas centrava i pali per il field goal dalle 9 ma ora il vantaggio dei giocatori della Grande Mela era solo più di 6 punti.

Il drive seguente dei Colts non portava a nulla però il punt di Sanchez cacciava i Giants dentro le loro 5. Da qui una serie di penalità costringevano gli ospiti al punt e a lasciare palla ai Colts già in pratica a metà campo con poco meno di quatto minuti da giocare. Su un terzo e tre Luck mancava Inman ma ancora una penalità, stavolta del linebacker Tae Davis per pass interference, dava un primo down al team di casa che poi grazie ad una bella corsa di Luck e ad una ricezione di Inman approdavano nella red zone avversaria. Una ricezione di Hilton e un’altra penalità portavano i Colts sulla 1 e da qui il receiver Rogers si allargava sulla sinistra e riceveva da Luck la palla del pareggio poi trasformata nel 28-27 grazie al calcio di Adam Vinatieri, alla 352 gara in NFL. I Giants avevano in realtà ancora 55 secondi ma nel tentativo di servire in profondità Fowler, Manning commetteva l’unico vero errore della sua giornata e veniva intercettato dalla safety Hooker che assicurava il fondamentale successo ai ragazzi di Reich. 

Pubblicità
[clear]
                                                  
T.Shirt e tazze di Huddle Magazine Merchandising

Articoli collegati

Pulsante per tornare all'inizio
Chiudi

Adblock rilevato

Huddle Magazine si sostiene con gli annunci pubblicitari visualizzati sul sito. Disabilita Ad Block (o suo equivalente) per aiutarci :-)

Ovviamente non sei obbligato a farlo, chiudi pure questo messaggio e continua la lettura.