[NFL] Week 11: Cronaca di un’autodistruzione (Washington Redskins vs New Orleans Saints 31-34)

I Saints vincono all’over time contro Washington l’ottava partita consecutiva. Il record di New Orleans è di 8-2, che si traduce, allo stato attuale, con il terzo seed della NFC. Non doveva esserci storia secondo i pronostici della vigilia: troppo lanciati i padroni di casa, in forma smagliante sia in attacco che in difesa; troppo rabberciati e altalenanti gli avversari. Ma una storia, invece, c’è stata. Lunga, avvincente, e con il colpo di scena finale.

Sì, perché, a dispetto di quanto ci si potesse aspettare, Washington gestisce con autorevolezza la gara. A 6 minuti dalla conclusione è avanti di 15 punti. L’attacco muove la catena con costanza e profitto, mentre la difesa tiene a bada Brees e soci. Non inizia nel migliore dei modi il Qb texano. Nel primo drive lancia un intercetto nelle mani di Swearinger, reduce dai 2 messi a referto contro Minnesota la scorsa week. Poco dopo si infortuna ad una caviglia Lattimore, che è costretto a dare forfait. L’assenza del rookie Cb impatta in maniera sensibile sulla difesa di NOLA.

Il primo quarto è speculare nelle segnature: al 3-0 di Rose replica Lutz dalle 52. Thompson riceve in end zone il primo Td di giornata. Ci pensa poi Ingram, con una corsa centrale, a firmare il 10 pari. Risponde per le rime Perine. Il rookie da Oklahoma segna il suo primo Td su corsa in carriera, coronando un inizio di partita molto positivo. Il primo tempo si conclude con un calcio di Lutz dalle 29 yard. 17-13. Regna l’equilibrio, ma la sensazione è che i Redskins abbiano maggiore brillantezza. Il già citato Perine, Doctson e Davis, mettono in apprensione la difesa di New Orleans.

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Alla fine del terzo periodo Washington allunga. Cousins, un istante prima di essere travolto dai rusher avversari, pesca Grant tutto solo sulla side line destra. Pochi passi indisturbati per varcare la goal line: 24-13. Se l’attacco gira a dovere, anche la difesa fa il proprio. Ai Saints è concesso solo un field goal dalle 42 yard a 9 minuti dal termine. Quando di minuti ne mancano 6, i Redskins prendono di nuovo il largo. Prima gioia in carriera per il Te Sprinkle. Il rookie da Arkansas riceve in end zone un passaggio di 7 yard che vale il 31-16. Ed ecco che improvvisamente l’idillio borgogna e oro si infrange.

In 3 minuti Brees imbastisce un drive pressoché impeccabile che si conclude con il Td di Hill. 31-23 e un solo possesso a dividere le due squadre. Si potrebbe supporre un fisiologico calo di tensione momentaneo da parte della difesa di Washington. In realtà è l’intero team, a partire dal coaching staff, che collassa su se stesso e spiana la strada alla rimonta dei Saints. Un coacervo di errori di valutazione, esecuzione, episodi poco fortunati e, dall’altra parte, una squadra che in questa stagione sta maturando una confidenza e una mentalità vincente in tutte le fasi di gioco, guidata da un futuro hall of famer, hanno reso i sogni di gloria di Washington vane illusioni.

Il cronometro recita 2.53 dopo la marcatura di New Orleans. Washington riesce a bruciare solo 53 secondi e i time out a disposizione di Payton con tre corse consecutive. Sulle prime due ci mette molto del proprio Perine, che, oltre a riuscire ad evitare perdita di yard, si spinge fino al 3rd & 1. Sarebbe bastato superare 91 centimetri per assicurarsi la W. Ma il football è un gioco di millimetri, istanti, dettagli. Come un bloccaggio mancato, che consente ai Saints di inchiodare sulla linea di scrimmage il running back. Two-minute warning e punt di Way.

A questo punto sale in cattedra Drew Brees. In meno di un minuto consente a Kamara di segnare il Td e la conversione da 2 punti del pareggio. L’opposizione della difesa di Washington è tutt’altro che strenua. Vari placcaggi mancati, come nel caso del Td, quando l’ex Volunteer oltretutto aveva ricevuto con qualche stento palleggiandosi un po’ lo sferoide tra le mani. Alcuni preziosi secondi di pausa regalati anche da Gruden, che, malconsigliato, chiede un challenge per un presunto drop da parte di Fleener. Ci sarebbe comunque il tempo sufficiente per provare ad entrare in raggio da field goal. Ed effettivamente i Redskins ci riescono pure, con due buone ricezioni di Crowder.

Palla sulle 34, cronometro fermo perché il Wr era uscito dal campo dopo il catch, ed ecco che accade l’inenarrabile. Cousins, appena ricevuto lo snap, lancia alla propria destra dove erano schierati Doctson e Crowder. Entrambi i ricevitori, però, fendono il campo verso il centro tracciando una slantdi conseguenza l’area in cui piomba il passaggio è del tutto sguarnita. Intentional grounding, 15 yard di penalità, dunque non più un range ragionevole per il kicker, perdita del down e 10 secondi scalati. Chiamata quanto meno cervellotica da parte della crew arbitrale. Inerzia che torna  prepotentemente a favore dei padroni di casa. L’azione successiva si conclude con un fumble di Cousins ricoperto dal Rt Moses. 31 pari e over time.

Il momentum è totalmente appannaggio dei Saints. L’unica cosa positiva che combinano i Redskins nel tempo supplementare è scegliere tails, indovinando, al lancio della monetina. 3 and out a cui segue una marcia trionfale di Ingram, che, con una corsa ed uno screen, arriva fino alle 11 yard. Per Lutz è un gioco da ragazzi infilare i pali dalle 28. 31 a 34 e vittoria per New Orleans.

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Delusione cocente per i Redskins. Per l’ennesima volta si è gettata alle ortiche una partita che, evitando di commettere errori marchiani, si sarebbe potuta portare a casa. Sarà, probabilmente, la stagione dei rimpianti, perché, nonostante i numerosi infortuni (gli ultimi due Thompson e Pryor, che sono stati inseriti nella I.R.), la squadra si è sempre battuta con onore perdendo contro avversari più quotati, tutti con record positivo, e, eccezion fatta per Dallas, in testa alle rispettive Division. Il calendario residuo presenta avversari, sulla carta, più abbordabili: solo i Cowboys hanno un record al 50%. Il nemico più temibile di Washington, però, pare essere proprio se stesso.

Gli highlight della partita

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Lorenzo Contini

Ho una passione sconfinata per il football. Tifo Redskins e Hurricanes grazie al leggendario Sean Taylor, il mio idolo sportivo: gone but never forgotten.

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