NCAA Preview 2018: BIG 12 – seconda parte

La dodicesima, e ultima puntata, dei nostri preview NCAA 2018 è dedicato alla BIG 12 più precisamente alle altre cinque Università che fanno parte della della Conference (qui la prima parte). Nei prossimi giorni saranno disponibili le Media Guide delle diverse Università.

Oklahoma State Cowboys

Oklahoma State

Preseason ranking: 34

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Head Coach: Mike Gundy (14° anno: 114-53)

Record 2017: 10-3

Match da non perdere: Boise State (15 sett.) Texas (27 ott.) at Oklahoma (10 nov.) West Virginia (17 nov.) at TCU (24 nov.)

Punti di forza: Per la quarta volta negli ultimi 5 anni Oklahoma State ha chiuso con un record di 10-3, segno della forza del programma e di un allenatore iconico come Mike Gundy. Sebbene la situazione QB non sia ancora ben definita è chiarissima quella che riguarda la star dell’attacco e cioè Justice Hill. A lui (ma non solo a lui of course) spetta il compito di confermare il primo posto dei Cowboy nella statistica di total offense.

Punti deboli: In un programma che ha fatto dell’attacco esplosivo il suo punto di forza è chiaro che il passaggio ai Pro di due giocatori come Mason Rudolph e James Washington presenterà il conto quest’anno. Cosi come la maggior parte delle squadre della BIG XII anche i Cowboys presentano problemi in difesa e quest’anno potrebbero essere ancora di più amplificati per l’arrivo di un nuovo DC che dovrebbe portar una ventata di freschezza ma non è detto che questa transizione avvenga fin da subito.

L’attacco: Detto della partenza di Rudolph in NFL il nodo principale di Gundy era quello di trovare un valido sostituto. Ad oggi la situazione non sembra essersi ancora sbloccata poiché Taylor Cornelius, senior che offre esperienza, e Spencer Sanders, DT molto promettente, sono in lizza per il posto da starter se la giocheranno fino alla fine. L’unica garanzia per ora è quella di Justice Hill che ha corso per oltre 1400 far nel 2017 e sembra non volersi fermare quest’anno. Jalen McClaskey è invece colui che prenderà il posto di Washington e i 15 TD ricevuti possono far star tranquillo Gundy. Stessa cosa dicasi per la O-Line che è puntellata da giocatori validi ed esperti.

La difesa: Sempre nella seconda metà del ranking, la difesa di OSU ha optato per un cambiamento. Jim Knowles, e la sua 4-2-5, sono stati chiamati per mettere a posto un reparto che è sempre stato il punto debole del programma, e per farlo si potrà avvalere del ritorno di Jordan Brailford nello spot di End, Justin Phillips e Calvin Bundage coppia fortissima di LB e nel duo rodato di CB A.J. Green e Rodarius Williams. C’è un po’ di preoccupazione nella depth della secondaria ma l’obiettivo principale, chiunque scenda in campo, è di provare a limitare i forti attacchi presenti nella conference.

I prospetti: La stella della squadra Justice Hill è anche colui che punta al bersaglio del primo giro per il Draft 2019. Nonostante la classe di RB sia sempre una delle più prolifiche nei vari Draft Hill potrebbe ritagliarsi uno spazio importante. Chiuso il 2017 con oltre 1400 yard e 15 scores, Hill non ha le misure ideali (ed è questo il motivo principale per cui gli analisti dubitano che faccia strada in NFL) ma è un giocatore talmente agile ed elusivo che bisognerà fare i conti con lui quando si parlerà di RB.

Texas Longhorns

texas

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Preseason ranking: 20

Head Coach: Tom Herman (2° anno: 7-6)

Record 2017: 7-6

Match da non perdere: USC (16 sett.) TCU (22 sett.) Oklahoma (6 ott.) at Oklahoma State (27 ott.) West Virginia (3 nov.)

Punti di forza: Al secondo anno alla guida dei Longhorns, Herman può far fare il salto di qualità al programma. Se infatti l’attacco gira come vuole l’HC ex Houston e il team riesce a cavalcare quello che viene definito il momentum, Texas può tornare tra le contendenti alla BIG XII.

Punti deboli: Se da una parte l’attacco sembra non destare preoccupazioni la difesa invece dovrà fare i conti con alcune partenze eccellenti. Il DC Todd Orlando dovrà infatti lavorare non poco per sostituire alcuni key players; il talento c’è senza dubbio ma i Longhorns hanno bisogno di tornare on board con una certa rapidità.

L’attacco: L’OC Tim Beck ha bisogno di far crescere ancora di più un attacco che non si è comportato male nel 2017 (399 yard e 29,5 punti di media a partita) ma che è mancato in alcuni spot chiave. Offensive Line e running game infatti hanno latitato per buona parte della stagione quindi la offense di Herman parte proprio da qui. Il dualismo tra Shane Buechele e Sam Ehlinger sembra essersi risolto in favore di quest’ultimo e potranno contare su ricevitori del calibro di Collin Johnson che però ha bisogno di ritrovare il feeling con la redzone e non solo di muovere la catena. Il reparto RB è stato praticamente inesistente nel 2017 ecco perché una mano arriva dal transfer di CAL Tre Watson che ha giocato solamente due partite lagno scorso ma con una linea in forza può essere l’uomo giusto per questo attacco.

La difesa: La difesa ordita da Todd Orlando è stata una delle migliori non solo della BIG XII (dove è finita prima nella statistica riguardante i terzi down) ma anche della nazione dove è risultata prima per non offensive TD (7). Ecco perché la ricetta di aumento di stipendio da parte di Orlando è stata accolta positivamente. Tuttavia parte di quella difesa non c’è più (Malik Jefferson, Poona Ford, Holton Hill e DeShon Elliott sono andati via) e il compito di sostituire questi nomi è quantomai arduo. Certo ci sono ancora player come Breckyn Hager e Charles Omenihu nello spot di End e Gary Johnson e Malcom Roach come LB a sostenere tutto il reparto ma la sorpresa più grande può essere la secondaria con l’innesto dei due migliori recruiter nel ruolo di S Caden Sterns e B.J. Foster.

I prospetti: I Longhorns possono vantare un buon numero di prospetti per quanto riguarda il Draft 2019, forse più di qualunque altro programma. Praticamente in ogni reparto c’è un giocatore che merita delle attenzioni particolari ma se c’è un player che dobbiamo scegliere il nostro dito punta su Collin Johnson che ha un range di chiamata tra il primo ed il terzo giro. Johnson l’anno scorso è stato di gran lunga il miglior ricevitore di Texas con oltre 700 yard ricevute ma sole due segnature. Ecco perché parlavamo di ritrovare il feeling con la redzone poiché Johnson potrebbe diventare il primo player dei Longhorns a superare le 1,000 yard dopo tanto tempo. 6’6 Collin è un ottimo compromesso tra size e abilità nel salto per prender l’ovale ed il fatto che molti siti lo pongano dietro solo a A.J. Brown nella classe di WR 2019, la dice lunga sulle qualità di questo ricevitore.

TCU Horned Frogs

tcu

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Preseason ranking: 24

Head Coach: Gary Patterson (18° anno: 160-57)

Record 2017: 11-3

Match da non perdere: at SMU (7 sett.), Texas Tech (11 ott.), at Baylor (17 nov.).

Punti di forza: Gli Horned Frogs possono dirsi anche quest’anno in corsa per il titolo di conference e coach Gary Patterson ormai conosce bene le dinamiche del suo lavoro. La forza di TCU rimane la difesa che, sebbene abbia perso alcuni giocatori chiave, vede il ritorno di alcuni titolari e rimane forse la più forte di tutta la Big-12. Con un attacco forte sia nel gioco di corsa che in quello aereo TCU è davvero tra le pretendenti, se si tiene conto poi che tutti gli scontri decisivi per la rincorsa alla conference si terranno in casa, in quel di Fort Worth: lì sono attese entrambe le università dell’Oklahoma ma anche Kansas State e Iowa State.

Punti deboli: Gli Horned Frogs vedono il ritorno di soli nove titolari della stagione 2017, il numero più basso dell’intera Big-12: questo potrebbe riguardare un problema di affinità e di inserimento negli schemi, specie nella prima parte della stagione. Il reparto che più soffre sotto questo punto di vista è di sicuro la linea d’attacco, che ha solo il ritorno di due titolari e che dovrà essere molto migliorata per competere agli alti livelli che TCU si è prefissata. La partita di non conference contro Ohio State nella week 3 è poi un banco di prova non indifferente, difficile ma che allo stesso tempo può essere un trampolino di lancio in caso di vittoria.

L’attacco: Shawn Robinson sarà il QB titolare davanti a Justin Rogers e avrà a disposizione uno degli attacchi più tecnici che TCU ricordi negli ultimi anni: i RB Fabian Franklin e Darius Anderson, quest’ultimo 800 yards corse nel 2017, garantiscono un attacco di corsa vario ed estremamente efficace. I WR Jalen Reagor, KaVontae Turpin e Jaelan Austin sono tutti pieni di talento e col vizio per la grande giocata: ci si attende moltissimo soprattutto dal primo dei tre menzionati, che nel 2017 ha siglato 8 TD e messo a segno una segnatura da 93 yards nell’Alamo Bowl contro Stanford. L’OL va invece ricostruita, dal momento che il tackle sinistro Cordel Iwuagwu sarà l’unico titolare a tempo pieno di cui è previsto il ritorno.

La difesa: Nel 2017 la difesa di TCU è stata la migliore della Big-12 per punti segnati ed ha concesso solo 19 punti di media a partita, salvo poi crollare nel championship game contro i Sooners di Mayfield. Dopo alcune perdite chiave, il DE Ben Banogu è chiamato a guidare la linea difensiva e avrà alle sue spalle Ty Summers, uno dei migliori LB della conference. Infine la secondaria verrà guidata dalla SS Innis Gaines, dalla FS Niko Small e dal CB Jeff Gladney: ci si attende molto soprattutto dai primi due.

I prospetti: In attacco riflettori sullo skillato WR Jalen Reagor, che è solo un sophomore eppure ha già numeri da senior (33 ricezioni e 576 yards tra le altre nel 2017): può essere l’anno della sua esplosione. In difesa Innis Gaines è una safety che colpisce duro ed è uno dei veri leader della squadra: suo, tra le altre cose, fu un intercetto decisivo nella vittoria dell’Alamo Bowl 2017 ai danni di Stanford.

Texas Tech Red Raiders

texas tech

Preseason ranking: 54

Head Coach: Kliff Kingsbury (6° anno: 30-33).

Record 2017: 6-7

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Match da non perdere: at OSU (22 sett.), at TCU (11 ott.), Baylor (24 nov.).

Punti di forza: Per una squadra che storicamente non fa della difesa il suo aspetto migliore, dire che quest’anno ci si giocherà tutto soprattutto con i difensori sembra prendersi in giro. E invece no; il reparto è molto migliorato sotto il coordinator David Gibbs e quest’anno potrà inoltre usufruire del ritorno di ben nove titolari L’attacco dovrebbe sistemarsi strada facendo e vede il suo punto di forza nella linea, rimasta immutata negli uomini dopo l’ottimo lavoro del 2017.

Punti deboli: L’attacco, nonostante ci si mantenga il più possibile ottimisti, mostra delle crepe nel reparto ricevitori, ma soprattutto non è stato definito ancora chi sarà il QB titolare. Già il primo sett. poi Texas Tech aprirà la stagione ospitando Ole Miss, e non sarà una partenza all’acqua di rose; le cinque partite di conference in trasferta poi mettono altra benzina sul fuoco e lasciano in dote ai Red Raiders una schedule molto complicata, se quel che si vuole ottenere è un record positivo.

L’attacco: McLane Carter e Jett Duffey sono i due in lizza per il posto di QB; entrambi sanno sia lanciare che correre. Nel backfield Tre King è il favorito per un posto da titolare, dopo i 5 TD e le 620 yards corse nella passata stagione. Le perdite più importanti a livello di produzione offensiva si trovano tra i WR: Keke Coutee, Dylan Cantrell e altri senior faranno sentire la loro mancanza. Toccherà a T.J. Vasher caricarsi il reparto sulle spalle, dopo le quasi 19 yards di media a ricezione nella passata stagione. L’OL rimane invece il reparto migliore forse dell’intera squadra.

La difesa: Tra i nove titolari che ritornano quest’anno e che avranno modo di solidificare ancora di più il reparto ci sono il LB Dakota Allen, tra i migliori della Big-12, il DE Eli Howard e il DT Broderick Washington che è un ottimo “mangiatore di blocchi”. La safety Jah’Shawn Johnson guiderà la secondaria assieme a Damarcus Fields e Justus Parker, uno dei reparti più delicati e sul quale Texas Tech non potrà non fare affidamento quest’anno.

I prospetti: In attacco l’OG Jack Anderson è uno degli astri nascenti della conference: sebbene sia ancora sophomore ha già dimostrato qualità invidiabili e può garantire con costanza lunghe protezioni ai QB che gli giocano dietro. In difesa riflettori su Dakota Allen: alcuni, se hanno visto il documentario “Last Chance U”, se lo ricorderanno già. Resta un LB molto dinamico e che fa della rapidità il suo punto di forza: è uno dei migliori a livello di conference e dovrà guidare ancora una volta la difesa dei Red Raiders, dopo l’incredibile scorsa annata in termini di continuità nelle prestazioni.

West Virginia Mountaineers

west virginia

Preseason ranking: 22

Head Coach: Dana Holgorsen (8° anno: 53-37)

Record 2017: 7-6

Match da non perdere: NC State (15 sett.) at Texas (3 nov.) TCU (10 nov.) at Oklahoma State (17 nov.) Oklahoma (24 nov.)
Punti di forza: “It’s time for WVU to take an opportunity”. In questa frase possiamo riassumere quella che si prospetta come la stagione della svolta per la squadra di Holgorsen; Oklahoma, Oklahoma State e TCU hanno punti interrogativi nel ruolo di QB, Texas non sembra ancora pronta a dominare la conference e Baylor è un team in ricostruzione. Ecco perché i Mountaineers, che hanno in squadra due futuri first rounder, devono approfittare di questa situazione e lottare a pieno titolo per la BIG XII.

Punti deboli: Lo ripeteremo fino allo sfinimento. Le squadre della BIG XII sono costruite attorno agli attacchi e a parte rari casi non hanno lo stesso talento in difesa. Ovviamente WVU non fa eccezione, anzi; i Mountaineers forse hanno il team più bilanciato di tutti in termini di talento. Ecco perché è necessario mettere tantissimi punti a referto per evitare poi di crollare dall’altro lato della palla.

L’attacco: Non ci poteva essere notizia migliore per la fan base di WVU quando Will Grier ha annunciato di tornare per un altro anno a Morgantown. Grier non è solo il faro della squadra ma è considerato dalla maggior parte degli scout come il miglior QB in uscita quest’anno; oltre a lui Holgorsen può contare su un pacchetto di ricevitori stellari formato da David Sills V, Gary Jennings e Marcus Simms, un trio di WR che non ha eguali in NCAA. Justin Crawford, rushing leader nel 2017, ormai non c’è più ma WVU può contare comunque su un’ottima rotazione; bene anche la O-Line che vedrà il rientro di 4 starter su 5 e anche questo reparto può contare su una buona depth a ruolo.

La difesa: Quando si parla di BIG XII il concetto di difesa è relativo. I Mountaineers hanno infatti concesso 446 yard di media e 32 punti a partita a riprova del fatto che fermare questi attacchi è comunque molto difficile. Al-Rasheed Benton non c’è più nel reparto LB ma al suo posto David Long Jr è una valida alternativa nel weakside. Il fronte a 3 (WVU utilizza una difesa particolare 3-3-5) è puntellato dalla presenza di Ezekiel Rose e Dante Stills mentre la secondaria può essere il plus di questa difesa. Derreck Pitts è infatti una potenziale star all’esterno con la coppia di CB Denzel Fisher (transfer da UCLA) e Hakeem Bailey pronti in coverage. Kenny Roberson è uno dei migliori tackler nello spot di FS ma è con la presenza di Dravon Askew-Henry che questa difesa può fare il definitivo salto di qualità.

I prospetti: Parlando di prospetti di WVU la risposta è molto semplice. Sono infatti almeno due i giocatori che al 90% verrano scelti al primo giro e oltre al QB Will Grier aggiungiamo il WR David Stills V. Di questo duo formidabile però è Grier che con tutta probabilità uscita prima dato che è considerato il miglior QB della classe. Veloce con i piedi, poise nella tasca, forza nel braccio e capacità nell’estendere la giocata sono le caratteristiche principali di queso QB che non avrà le misure perfette che la NFL richiede ma può contare anche su una grande tenuta mentale e su una abilità nella lettura del gioco che in pochissimi hanno.

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Francesco Fele

Ho 29 anni e sono appassionato di sport Usa da 5 anni, seguo sopratutto il football (tifosissimo delle cheesehead) e l'NBA.

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