[NFL] Week 5: Dallas Cowboys vs Denver Broncos 48-51

“Attenzione! La palla ce l’ha Peyton, touchdown!”.
Nelle parole del commentatore della CBS tutta la sorpresa di vedere il numero 18 involarsi da solo in End Zone. Avversari, compagni e addirittura gli arbitri non capiscono che Manning ha tenuto per sè il pallone e va a segnare il 28 a 17 con una corsa da una yard che rappresenta la terza segnatura consecutiva dei suoi con pochi secondi sul cronometro del secondo quarto. E’ questa la fase della partita contro i Dallas Cowboys che più arride ai suoi Denver Broncos. Misure prese bene in difesa, attacco come al solito inarrestabile.

peyton manning broncos
Peyton Manning segna un TD su corsa!

Prima di questo periodo la solfa non era stata troppo diversa, ma gli episodi avevano favoriti i Cowboys. Innanzitutto il fumble di Eric Decker aveva riconsegnato la palla a Dallas dopo il vincente drive iniziale per permettere a DeMarco Murray il punto del 14-0, e l’attacco con la stella sembrava essere in grado di fronteggiare il più forte avversario. I Broncos non si erano scomposti, ricominciando a lavorare bene con la palla in mano e a difendere davvero. Tony Romo, che chiuderà con la migliore prestazione di sempre per un QB della storica franchigia texana, non vedeva i suo ricevitori liberi e osservava la sua tasca minacciata dalla 4-man rush avversaria. Ma c’è qualcosa in Romo in questa domenica di diverso, di impalpabile e impressionante al tempo stesso. L’ispanico si gira e rigira, evita i difensori, corre, lancia come probabilmente non ha mai fatto in carriera. Gli vediamo fare lanci irreali come traiettorie esterne correndo verso la linea di scrimmage, gli vediamo lanciare con un tempismo mai avuto in carriera. Perfettamente tra i numeri, perfettamente sulla corsa del ricevitore.
Chiuderà con 506 yard e 5 touchdown, record per numero di yard nella storia dei Cowboys. Non basterà, ma quella è la storia del secondo tempo, che ci accigniamo a narrare.

I Broncos segnano subito, mangiando 8 minuti sul cronometro. 35-20, e sembra finita perchè DeMarcus Ware non impensierisce il numero 18 arginato al meglio da Chris Clark e i defensive back di casa hanno sempre un passo in meno dei vari Wes Welker e soprattutto Julius Thomas, alla migliore prestazione in carriera (9 ricezioni, 122 yard, 2 TD). Giova ricordare che Peyton Manning si è allenato contro la difesa di Monte Kiffin per tutti gli anni passati a Indianapolis, quando Tony Dungy portò la cover-two ai Colts; il risultato è terrificante perchè non esiste situazione di gioco che il quattro volte MVP non legga alla perfezione. Per fortuna che sulla strada dei Broncos verso il SuperBowl esistono gli imprevisti come il già citato fumble di Erick Decker o la vena inusuale di Romo.

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Terrance Williams, Tony Carter
Terrance Williams

Il QB di Dallas trova Terrance Williams al centro del campo e questi si invola per il touchdwon da 82 yard che vale il 35-27. L’atteggiamento naif della difesa in arancione (poca concentrazione, copertura larghe e angoli di placcaggio e difesa aerea a tratti imbarazzanti) sarà una costante della seconda frazione, dopo che nel secondo quarto era stato la ragione del ragguardevole vantaggio. Segnano ancora Dez Bryant (6 ricezioni, 141 yard e 2 TD) e Jason Witten per portare i ‘Boys a +3 sul 38-41. Matt Prater (perfetto come sempre) impatterà sul 41 pari.
Sul 38-33 era arrivato il primo errore della stagione di Peyton Manning (ed era ora dopo quasi 5 partite…) con un brutto lancio a miglia di distanza dal suo ricevitore tra le mani di Morris Claiborne che compiva l’intercetto.
A rimettere la freccia è Cole Beasley, uno slot receiver dall’ottimo potenziale e inaspettato protagonista di una partita solidissima. 41-48, 7 minuti da giocare. Troppi per Manning contro Kiffin. Il 18 alterna, come fa da tutta la partita, corse e passaggi. Privilegia le prime se pensiamo che alla fine avrà 42 passaggi e 27 corse, e privilegia Knowshown Moreno (19 per 93 yard) non dimenticandosi Ronnie Hillman (7 per 17). Il cronometro si erode e il drive è terminato dalla corsa di Moreno per il 48-48.
Attorno al two-minute warning il pubblico dell’AT&T Stadium si aspetta l’emozione della vittoria contro i fantastici Broncos, si aspetta un altro touchdown per Romo, un altro boato nel suo pomeriggio chiassoso. Romo, spalle al muro sulle 14, pressato come era nel primo tempo, lascia partire una palla che definiremmo deludente. Danny Trevathan si tuffa e afferra il pigskin, ricadendo vicino alle 25 avversarie.
Manning troverà prima Demariyus Thomas (sornione ma capace di infilare due o tre ricezioni di qualità), poi ancora Julius. Entra Prater, il perfetto Prater, per i tre punti del 5-0 per i Broncos. I perfetti Broncos.

Abbiamo visto Manning lanciare palle impossibili su terzi down, con un difensore in marcatura e la safety a chiudere. Abbiamo visto Welker cambiare la sua traccia all’ultimo momento. Abbiamo visto Julius Thomas ricevere da TE e correre da RB dopo la ricezione. Abbiamo visto Demariyus Thomas volare alto sopra la testa dei difensori. Soprattutto abbiamo visto Moreno scattante rompere placcaggi e trasformare i primi down in 5 o 6 yarde insperate. Questi Broncos, tra un record e l’altro, sembrano inarrestabili.

Britton Colquitt, Matt Prater, Bruce Carter
Matt Prater segna il FG decisivo

Attenzione però, la difesa non deve sedersi come fatto nel secondo tempo di Dallas. Si può sempre trovare il Romo di turno che tira fuori la prestazione della vita e 48 punti dal cilindro. Si può sempre sbagliare un passaggio soprattutto, e finire dietro.

Dallas ha da rimpiangere, ma non può essere triste all’interno dello sfacelo che impera nella sua division. Purtroppo però, la sua storia negli ultimi anni è sempre quella: lampi di luce tra un choke di Romo e l’altro. Ed i pianeti non si potranno allineare sempre in modo ottimale come fatto domenica pomeriggio. I Broncos (i Saints, i Colts, i 49ers, i Seahawks…) sono su un altro Mondo, quello delle contender. Che non tragga in inganno una ottima partita insomma, questa squadra farà ancora fatica ad imporsi.

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Dario Michielini

Segue il football dagli anni 90, da quando era alle elementari. Poi ne ha scritto e parlato su molti mezzi. Non lo direste mai! "La vita è la brutta copia di una bella partita di football"

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5 Commenti

  1. Bel resoconto. Mi permetto di sottolineare l’atteggiamento da “padrone del gioco” di PM negli ultimi istanti. Prima il passaggio su D.T., poi la finta caduta per far correre il tempo e, infine, segnalare a Moreno di prendere solo il 1° down e non andare senza entrare in TD. Sarà un grande allenatore, sicuro.

    1. Ciao Alessandro. Grazie.

      Sulla padronanza di Manning siamo d’accordo, mi sembra anche abbastanza didascalico da sottolineare. Quest’anno impressiona perchè è molto più calmo e incredibilmente più efficace anche rispetto agli anni a Indianapolis. Ha già fatto il coordinatore per tutta la sua carriera, se sarà attratto dal coaching semplicemente continuerà a fare il suo lavoro.

      Continua a leggerci!

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