AREA 54: Bears verso la nuova era, ma…

Draft, salary cap, free agency, rebuilding, hope.
Tutti vecchi amici dei Chicago Bears, tutti vecchi amici che al momento giusto hanno voltato le spalle e demolito anche i più piccoli pensieri di gloria; perchè è così che stanno le cose e non ci piace girarci intorno.

La consapevolezza si è fatta più grande nel corso degli anni dopo aver vissuto di illusioni e cottarelle stagionali, per questo o per quello. Ma alla fine è risaputo che il mondo appartiene alle persone competenti e, talvolta, ai furbi: come nel caso dei Kansas City Chiefs che grazie al loro progetto si dimostrano all’altezza, sempre con invidiabile puntualità, o come nel caso di Matt Nagy, che scappato da Chicago con la coda tra le gambe casca in piedi e si risveglia dodici mesi dopo da campione del mondo. E oltre al danno anche la beffa perchè il signor Nagy diventerà, quasi certamente, il prossimo offensive coordinator dei Chiefs…

Vabbè, noi pensiamo a noi che è meglio così, soprattutto visto il baratro in cui siamo sprofondati.

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Soldi, tanti soldi a Chicago: Barkley, Jacobs, Julio Jones, Lazzard, Smith-Schuster, Shepard, Orlando Brown Jr., Hudson, Fant, Clowney, Deion Jones, Lavonte David, Fletcher Cox e molti altri. Volendo, persino Robert Quinn!

Le opzioni si sprecano, le parole in questa situazione anche. Tempo al tempo si capiranno meglio alcune cose che a loro volta ne determineranno altre. E solo dopo aver visto i fatti svilupparsi, sapremo se quella montagna di quattrini in mano al nuovo front office sarà stata investita bene oppure se tutte quelle banconote era meglio usarle al posto dei fazzoletti per asciugarsi le lacrime.

Nel frattempo i Chicago Bears hanno ufficializzato l’acquisto di Arlington Park: 326 acri di terreno fertile, specie per i già ampiamente verdi conti correnti della proprietà!

197.2 milioni di dollari e da mercoledì 15 febbraio 2023, quelle che erano voci e supposizioni si sono trasformate in realtà. I Chicago Bears lasceranno il centro della Windy City, laddove spicca il Soldier Field, per dirigersi out of town nel loro nuovo stadio. Servirà una decade per questo passaggio che possiamo definire certamente epocale, prima che il business torni a farla da padrone più di quanto già non abbia fatto fin qui. Dieci anni, che passeranno veloci e chissà, nel frattempo se potete organizzatevi per una gita al “Campo dei Soldati” perchè il fascino vecchio stile di quell’impianto lo dovete vedere almeno una volta. Prima che sia troppo tardi…

Lato emotivo male, lato economico bene dal momento che le proiezioni sulla costruzione del nuovo impianto sportivo danno disponibilità pari a 48.000 posti di lavoro ed un incremento nelle economie della Chicagoland di 9.4 miliardi di dollari. Di cosa stiamo parlando (noi altri)? Ah, del caro vecchio San Sir… no lasciamo stare va che poi si litiga.

Veniamo invece al punto caldo della nostra primavera, ossia il draft. 

Anche qui gli argomenti si sprecano e in mezzo a questo ciclone di chiacchiere una sola cosa è certa. Buon sangue non mente e il cuore nemmeno: Lovie Smith è più Chicagoan della Willis Tower. Drop mike.

Con quella conversione da 2 punti il nostro amato Lovie ci ha regalato la prima scelta assoluta nel prossimo draft. Una follia che gli è costata il posto (anche se questo era già abbondantemente in bilico). Lovie, ah Lovieee. Se solo certe cose fossero andate diversamente e tu fossi rimasto risparmiandoci le fesserie di tutti quei cialtroni che ti hanno rimpiazzato sai che bello sarebbe stato. Invece cacciato malamente sebbene i risultati fossero dalla tua e di ritorno un bel c- – -o se non delusioni ammassate sopra altre delusioni. E pazienza.

Lovie ci regala la prima scelta, peccato che noi (all’apparenza) non sappiamo cosa farcene. Perchè il QB lo abbiamo già, anche se qui metto un * asterisco che riprenderemo a breve, e il super difensore che arriverà avremmo potuto garantircelo anche con la seconda scelta assoluta o poco dopo.

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Così entrano in gioco i mille scenari secondo i quali Indianapolis dovrebbe farsi avanti per un trade up che porterebbe loro il quarterback del futuro in cambio di un salasso di pick. Oppure quello in cui Houston, dopo averci regalato quella scelta che mancava ai Bears dal 1947, possa completare il quadro della cagata perfetta venendo a riprendersi ciò che è andato buttato a suon di scelte, una casistica che francamente mi arrapa oltremisura! Non tanto per l’affare, quanto perchè con ogni probabilità questa mossa balzerebbe al primo posto delle più grosse puttanate mai viste nella storia dello sport e, per una volta, non siamo noi i protagonisti ma gli altri…

Tornando però alla realtà, Tom Harmon nel 1941 e Bob Fenimore nel 1947 sono state le uniche due prime scelte assolute per i Chicago Bears in oltre 100 anni di storia.

Considerando che quelli che conosciamo come Monsters of the Midway sono nati proprio a cavallo degli anni Quaranta, forse è lecito fare qualche scongiuro e prenderla bene. Di certo l’innesto che arriverà dal draft sarà qualcosa di importante, anche perchè con ogni probabilità (ad oggi) la scelta ricadrebbe su Terminator, aka Will Anderson, il signore dell’Alabama, oppure Jalen Carter da Georgia. Trade down sì, trade down no, non importa. Tecnicamente a Chicago arriva il difensore forte.

Ma torniamo all’asterisco *: “The Bears are taking calls on Fields”.

Pare che Chicago abbia ricevuto telefonate da parte di più squadre che hanno domandato il prezzo per avere i servizi di Justin Fields. In vetta gli Atlanta Falcons. Prezzo ipotetico? Kyle Pitts, Drake London, AJ Terrell, Younghoe Koo, la pick n°8 e la 44. Più forse altro…

Voci, alle quali non diamo molto peso. Però se questo fosse realmente il prezzo di Justin Fields, che secondo altre voci non rientrerebbe appieno negli schemi offensivi dei nuovi allenatori dell’attacco, il dilemma sarebbe ancor più complesso. Perchè il pacchetto potenzialmente offerto da Atlanta equivale ad una montagna d’oro e oltre a questo i Bears potrebbero in ogni caso portarsi a casa il QB più interessante al draft già ad aprile.

Allo stesso tempo, l’altra faccia della moneta dice che se questo è il reale prezzo di Justin Fields, beh allora i Chicago Bears hanno in mano il loro quarterback del futuro.

Dopo questa tremenda stagione, ora la palla è in mano alla dirigenza.

“Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio”.

#BearDown

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alex cavatton firma area 54

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