Aggiornamento sulla disputa per la proprietà dei Denver Broncos

Giusto qualche mese fa in questo articolo vi raccontavamo di come si stesse evolvendo la situazione gestionale dei Denver Broncos, una franchigia che si è ritrovata senza proprietario in modo non improvviso, in quanto la malattia di Mr. B. (Pat Bowlen) era purtroppo nota, ma rivelandosi comunque totalmente impreparata all’occasione.
Piccolissimo riassunto: alla morte di Pat Bowlen la franchigia è finita nelle mani di un Trust, istituito appositamente da Mr. B. per traghettare il team nelle mani del membro della famiglia più idoneo, scelto dal trust stesso, o essere venduto a terzi.

La disputa per la proprietà è poi finita in tribunale e la decisione che sarebbe dovuta pervenire entro lo scorso settembre è invece stata rinviata, causa Covid-19, presumibilmente a luglio di quest’anno; di conseguenza, ogni notizia era attesa o subito a ridosso della prossima regular season oppure direttamente nel 2022 e, in ogni caso, il 2021 si prefigurava come niente più che un anno di transizione.
Messa alle spalle la regular season del 2020, tribolata come poche, sembrava che i tifosi della Orange Nation potessero finalmente dormire sonni tranquilli, senza particolari scossoni, ma subito al tramonto di questa stagione sono venute a galla sostanziose novità.
Già a cavallo tra novembre e dicembre erano circolate voci su un fortissimo interessamento di un tale “Mr. Smith”, multimiliardario nel ramo della tecnologia residente in Colorado, voci che poi si sono vistosamente raffreddate. Come sappiamo, spesso e volentieri i nomi accostati sulla stampa a trattative di tali portata raramente sono veri, ma sono semplici occasioni di facile pubblicità.

Andando a spulciare tra i valori delle varie franchigie, per farci un’idea di quanto costerebbe una eventuale acquisizione dei Broncos, si vede che Forbes li colloca in undicesima posizione, per un totale di 3.2 miliardi di dollari. Non di certo bruscolini. I Broncos erano stati “regalati” a Bob Howsam nel 1959 dalla American Football League, che a sua volta li aveva ceduti ai fratelli Phipps negli anni ‘60 per 1 milione di dollari ed ancora una volta nel 1981 a Edgar Kaiser Jr. per 29 milioni di dollari. A causa di una disputa personale avvenuta con i Phipps, l’accordo prevedeva un divieto assoluto di cessione del team al magnate Marvin Davis, all’epoca l’uomo più ricco del Colorado, motivo per cui nel 1984 Kaiser vendette al canadese Pat Bowlen per 78 milioni. Come si vede, una crescita esponenziale di valore.

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Spulciando i nomi dei dieci miliardari residenti in Colorado che, secondo Forbes, si potrebbero permette di acquistare la franchigia, si può vedere che tutti hanno interessi in praticamente qualsiasi sport americano tranne il football e che tutti si siano man mano nel tempo già tirati fuori dalla corsa alla presidenza. Per capirci, l’uomo più ricco del Colorado è Philip Anschutz, che vanta un patrimonio di 11 milioni di dollari, e che però è interessato al calcio nonché proprietario dei Los Angeles Galaxy. E, come possiamo immaginare, nemmeno le voci riguardanti John Elway o la famiglia Manning possono essere ritenute fondate perché, per quanto siano facoltosi, di certo non arrivano a cifre così importanti. Ciò non vuol però dire che non possano entrare a far parte di una “cordata”.
La NFL, tuttavia, non predilige la soluzione “cordata” dato che proprio nel novembre 2020 è stata votata una mozione che pone nelle mani di Roger Goodell la possibilità di multare una franchigia fino a 10 milioni di dollari all’anno nel caso in cui questa non abbia una singola persona ad avere sempre l’ultima parola in merito a tutte le sue decisioni. Insomma, tutto ed il contrario di tutto.

Almeno fino a pochi giorni fa: il lunedì successivo alla fine di questa regular season arriva inattesa la notizia delle dimissioni di John Elway da General Manager e del suo passaggio all’unico ruolo di presidente delle operazioni legate al football. Un fulmine a ciel sereno, alla luce di quanto detto poco fa sulle attese del 2021 come semplice “anno di transizione” in attesa del giudizio sull’assegnazione delle redini della franchigia.
Questa novità dà di fatto risalto ad una dichiarazione passata in sordina qualche settimana fa: dopo la sconfitta contro i Kansas City Chiefs, a prendere la parola era stata Beth Bowlen Wallace. Come sappiamo, la secondogenita di Pat si era candidata formalmente al ruolo di owner della franchigia ma il trust non l’ha ritenuta idonea; lei, sostenuta anche dallo zio proprietario del 30% delle quote dei Broncos, ha impugnato la scelta portando il tutto in tribunale. Le sue uscite pubbliche di possono contare sulle punte delle dita, eppure le sue dichiarazioni hanno fatto molto rumore nell’ambiente:

“Mia sorella, Amie, mio zio, John Bowlen ed io abbiamo avuto il privilegio, insieme a tutti i fan che sanguinano di arancione e blu, di vedere com’è una squadra vincente. Queste ultime stagioni sono state estremamente dolorose e nonostante tutto continuiamo a non vedere nessuna strada per ripristinare la franchigia se non attraverso un passaggio di proprietà dei Denver Broncos.
Mio padre, Pat Bowlen, non avrebbe mai accettato lo stato attuale della squadra. Fortunatamente, l’eredità di mio padre come uno dei più grandi proprietari NFL si è consolidata nella Pro Football Hall of Fame. Rifletteremo per sempre sugli oltre 30 anni di proprietà che lo hanno portato a questo ambito premio. Il nostro desiderio è che questa squadra torni alle sue abitudini vincenti e possa permettere ai Broncos di tornare a vincere il Super Bowl. Ci siamo impegnati e continueremo a perseguire risoluzioni su tutte le questioni al fine di garantire una transizione agevole e tempestiva.
Ci auguriamo che l’attuale leadership concordi sul fatto che questa è la strada che farebbe i migliori interessi per i Denver Broncos e, cosa più importante, i migliori interessi dei nostri incredibili e fedeli fans, dell’eredità di mio padre e della famiglia Bowlen.”

Questo passaggio è assolutamente fondamentale ed è quello che avrebbe portato alla rivoluzione in atto in queste ore: la Bowlen Wallace ha di fatto rinunciato alla corsa alla proprietà dei Broncos ma ha anche posto il veto su qualsiasi altro membro della famiglia: quindi qualsiasi decisione arrivi dal trial atteso per luglio non sarà percorribile. Nelle sue volontà, nell’istituzione del trust, Mr. B. aveva specificato perfettamente e come condizione sine qua non che perché uno dei figli gli fosse potuto succedere come proprietario dei Broncos questi avrebbe dovuto avere l’appoggio di tutti i fratelli. Cosa che, dalle parole della secondogenita, non è possibile che accada.

Torniamo al presente: nella conferenza stampa per annunciare il suo cambio di ruolo John Elway ha riferito come la sua decisione non sia assolutamente frutto della situazione societaria dei Broncos nè tantomeno di problemi di budget nella gestione del team. A suo dire, era semplicemente arrivato il tempo di farsi da parte come General Manager. Il nuovo che avanza è George Paton, storico Vice GM dei Minnesota Vikings che ha firmato un contratto con i Broncos per i prossimi 6 anni. Come al solito, tutto si è consumato al ristorante Elway’s di Cherry Creek e Paton ha avuto anche un incontro con Brittany Bowlen per circa un’ora, per parlare della vita a Denver e dell’impegno del padre per la storia della franchigia.

La mossa di Elway di defilarsi da General Manager, rimanendo tuttavia coordinatore di tutto il sistema, assume una connotazione piuttosto particolare; per quanto a tutti possa sembrare che si stia semplicemente preparando a lasciare la franchigia nel 2022, ed Elway stesso ha rimarcato che al momento questo nuovo ruolo non implica un prolungamento del suo contratto attuale, pare invece che stia ponendo le basi per rimanerci a lungo. In un anno di transizione come avrebbe dovuto essere il 2021 non avrebbe alcun senso trovare un nuovo GM per farlo lavorare un anno e poi farlo uscire di scena nel caso di una nuova proprietà. Qualcosa bolle in pentola…

John Elway e l’attuale CEO dei Broncos Joe Ellis non hanno mai avuto un rapporto idilliaco. Secondo molti è stato Ellis il fautore del fallimento Josh McDaniels ed Elway è stata una imposizione fatta da Mr. B., su sostegno del fratello, mal gradita dallo stesso CEO. Per quanto poi nel tempo i rapporti possano essere migliorati, pare che il trust avesse scelto Brittany Bowlen tra tutte le figlie, perché questa avrebbe permesso allo stesso trust di poter continuare ad esercitare il proprio potere, ed una delle prime mosse sarebbe stata quella di dare il benservito ad Elway.

Un altro indizio a sorpresa è arrivato il giorno successivo: in un’intervista con 9News Joe Ellis ha annunciato che finito il 2021 non sarà più il CEO dei Broncos, senza aver anticipato nulla al riguardo nella conferenza stampa di fine stagione. L’annuncio, ovviamente, è grosso e lascia pensare ad una sola cosa: i Broncos sono già stati ceduti oppure manca poco perché questo avvenga. Infatti, se Brittany Bowlen dovesse vincere la disputa per la proprietà dei Broncos, è chiaro che Ellis sarebbe dovuto rimanere nello staff per aiutare la nuova presidentessa nel nuovo ruolo, almeno per qualche tempo. Invece lui stesso, annunciando il suo addio, si è posto fuori dal progetto Broncos.

Ellis ha inoltre annunciato che la volontà del trust è di attendere la sentenza del trial di luglio aggiungendo però che è nelle loro facoltà decidere di vendere la franchigia. Per fare questo basterebbe chiedere il permesso al giudice che ha in mano la disputa in tribunale che, secondo molte fonti, non avrebbe il minimo problema su tale soluzione.

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Saranno quindi mesi molto movimentati per l’universo Broncos, ma secondo me sarà un processo fondamentale per il futuro della franchigia. La cessione è la scelta migliore perché i figli di Pat Bowlen non sembrano essere in grado di guidare una franchigia di tale portata e mai si troveranno d’accordo.
Il business legato al football americano è in espansione perenne e, nonostante il costo all’apparenza proibitivo della franchigia, non dovrebbe essere difficile trovare una persona con i capitali necessari pronta ad investire. La mia sensazione è che John Elway abbia giocato un discreto ruolo nella transizione che sta avvenendo e che anche per il futuro sarà parte della franchigia: a differenza di Ellis non ha negato di poter rimanere anche oltre il 2021 nel nuovo ruolo. Vedremo come si evolverà tutta la situazione ma potrebbe ben presto tornare il sole sopra le Rocky Mountains.

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Eugenio Casadei

Appassionato di calcio (Bologna) e trekking, segue il football assiduamente dal momento in cui vide giocare Peyton Manning con la maglia orange di Denver, divenire tifoso Broncos una naturale conseguenza. Scrive la rubrica settimanale "Indiscrezioni di mercato NFL" in offseason e la "Top Ten" in regular season con grande divertimento e passione.

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4 Commenti

    1. Ciao Andrea, i tuoi complimenti mi fanno davvero molto piacere. Ti ringrazio, Eugenio.

    1. Ciao Mic, i tuoi complimenti mi fanno veramente piacere. Anche io, da tifoso Broncos, spero vi siano novità importanti perché dopo il Superbowl 50 siamo andati a picco e le prospettive di risalita sono poco. Ti ringrazio, Eugenio.

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