C.J. Beathard’s game (San Francisco 49ers vs Arizona Cardinals 20-12)

Nel mondo dello sport nulla è scontato, e ogni traguardo va guadagnato col sudore. E non è di certo una sorpresa il risultato della penultima di regular season tra i 49ers e i Cardinals: ha semplicemente vinto la squadra che ha giocato meglio, anche se era ormai fuori dai giochi per i Playoff e non aveva più nulla da chiedere a questo 2020.

Vominciamo dal fischio d’inizio. Si gioca allo State Farm Stadium di Glendale, Arizona, e la squadra di casa apre le marcature con un FG di Nugent. Nel primo tempo entrambi gli attacchi fanno però fatica a muovere le catene ed avanzare nel territorio avversario e il punteggio stenta a decollare.
L’unico TD prima di rientrare negli spogliatoi è ad opera dei Niners, che arrivano nella endzone avversaria grazie a un passaggio di Beathard per Jeff Wilson. Dall’altra parte quello che è stato forse il migliore attacco della lega per la prima metà di stagione non riesce a produrre, chiudendo il primo tempo sotto 7 a 6 dopo il secondo calcio di giornata.

Le squadre tornano in campo ma l’inerzia della partita non cambia, e dopo un calcio sbagliato – una costante della serata per San Francisco – arriva il secondo TD pass, stavolta per Kyle Juszczyk. Nella serata da incubo di Arizona il TE Arnold commette un fumble, ma per fortuna dei Cardinals arriva l’unico TD di giornata ad opera di Kenyan Drake. La two-point conversion non riesce, e dopo il terzo TD pass di Beathard i Niners si portano sul 20-12.
Il kicker Gould dovrebbe chiuderla ma sbaglia prima l’extra point e poi un calcio da 37 yds, e a salvare i Niners da un’incredibile rimonta ci pensano l’intercetto subito da Murray prima e il turnover on downs poi, che portano così San Francisco alla sesta vittoria stagionale e contemporaneamente demoliscono gran parte delle speranze Playoff di Arizona.

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San Francisco 49ers

C.J. Beathard, nei piani di inizio stagione, era il terzo QB nella depth chart. La sorte (e i tanti infortuni che hanno martoriato i 49ers quest’anno) ha voluto che fosse lui a partire titolare contro i Cards, e a fine partita ha sorpreso anche chi aveva più fiducia nelle sue capacità. C.J. è partito titolare 790 giorni dopo l’ultima volta. Aveva ricevuto la bella notizia sei giorni fa, il 21 dicembre, un anno esatto dopo la morte del fratello Clay. E sabato C.J. ha potuto onorare il fratello giocando la sua migliore partita in NFL, passando 182 yds e 3 TD e dedicandogli la vittoria.

La stagione dei 49ers è stata deludente per i suoi tanti tifosi, i quali si aspettavano o almeno sognavano una cavalcata come quella dello scorso anno, magari con un finale migliore. Ma anche in una situazione così complicata non sono mancati alcuni segnali positivi, uno su tutti Jeff Wilson. Il RB, sostituto di Raheem Mostert, ha avuto una stagione in crescendo, e la prestazione di domenica (183 yds corse con 22 portate) ne è la degna prova. C’è poi il sempre solido Kyle Juszczyk e il tanto atteso ritorno di George Kittle, autore di 4 passaggi ricevuti per 92 yds.

La difesa di San Francisco ha poi limitato bene gli avversari, concedendo poco senza commettere errori che potessero compromettere il risultato. Solida la prestazione della secondaria dei 49ers, in particolare di Witherspoon che porta a casa il primo intercetto in carriera.

Arizona Cardinals

Questa volta a Kyler Murray non riesce il miracolo, anzi. Il giovane QB delude un po’ le aspettative, finendo la partita con 31/50, 247 yds, 1 intercetto e 3 sack subiti. Tra i pochi lati positivi, va detto che Murray ha comunque corso bene in uscita dalla tasca e, inoltre, il reparto dei ricevitori non lo ha di certo aiutato.

I ricevitori sono infatti stati autori di troppi drop, riuscendo poi raramente a farsi trovare liberi per ricevere. Ma anche in questo caso la colpa non è del tutto loro, ma per gran parte dell’head coach Kliff Kingsbury, che ha chiamato troppo spesso delle giocate semplici e insufficienti per battere la difesa avversaria. Kliff non sembra ancora in grado di sfruttare tutto il potenziale di Hopkins, e al contempo non sembra mai minacciare sul lungo gli avversari preferendo tracce più conservative.

L’altro grande punto interrogativo della partita di Arizona è la linea offensiva, che spesso – troppo spesso – ha lasciato passare la pressione avversaria mettendo in difficoltà Murray. Ne è prova l’ultima azione offensiva della partita, quando Alex Barrett ha penetrato la linea avversaria dall’interno – grande punto debole di quest’anno – mettendo la pressione necessaria per l’incompleto di Murray.

Insieme all’attacco è venuto meno anche l’impatto della difesa di Arizona, che ha concluso la partita con 20 punti incassati. I Cardinals hanno sofferto soprattutto contro le corse avversarie, che hanno fruttato ai Niners la bellezza di 227 yds guadagnate con una media abnorme di 7,6 yds a portata. Decisamente troppo per una squadra che aspira ai Playoff, e che ormai rischia di guardarseli dal divano anche quest’anno.

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Carlo Giustozzi

Nato nelle Marche nel 2003, nel tempo libero cerco di unire la passione per lo sport e quella per la scrittura, con la speranza di farlo per vivere, un giorno. Parlo di parecchie cose, soprattutto pallacanestro, football americano e ciclismo.

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