Per i Los Angeles Rams è arrivata una boccata d’ossigeno da una vittoria ottenuta nel modo più convincente possibile per quasi trenta minuti e poi difesa attraversando quelle difficoltà che, troppo spesso in questa stagione, avevano finito per travolgere la squadra di Sean McVay. Il 35-21 dell’Allegiant Stadium riporta Los Angeles sul 3-4, interrompe una serie di due sconfitte e lascia invece i Raiders, anche loro 3-4, con quattro ko consecutivi. Il risultato è frutto di una partita indirizzata nel primo tempo, quando i Rams hanno costruito un vantaggio di 28-6 grazie a quattro touchdown consecutivi. Ma Los Angeles ha mostrato due facce: dominante, equilibrata e precisa prima dell’intervallo; più fragile e disordinata nella ripresa, quando due palloni persi hanno permesso a Las Vegas di tornare fino al 28-18.
L’inizio non lasciava presagire un pomeriggio così produttivo. I Rams hanno aperto con un three-and-out e i Raiders hanno raggiunto il territorio avversario, aiutati da una pass interference, senza però capitalizzare: Matt Gay ha fallito da 51 yard. Da quel momento, l’inerzia è cambiata completamente. McVay ha trovato la formula insistendo sul gioco di corsa, muovendo il punto di lancio di Matthew Stafford e utilizzando play action e passaggi rapidi per impedire alla difesa di Las Vegas di attaccare il quarterback. Stafford ha distribuito il pallone senza forzare, mentre running back e tight end hanno prodotto yard dopo il contatto e tenuto l’attacco costantemente in movimento.
Il primo touchdown è arrivato con un passaggio da tre yard per Davis Allen, al termine di un drive da 81 yard. I Raiders hanno risposto soltanto con un field goal, nonostante un ritorno di kickoff da 42 yard di Dylan Laube e una corsa da 21 di Mike Washington Jr. Los Angeles, invece, non ha più rallentato: Stafford ha ritrovato Allen per il 14-3, poi ha servito Puka Nacua da 11 yard e infine Kyren Williams ha chiuso con una corsa da 17 il quarto possesso consecutivo in end zone. All’intervallo Stafford aveva completato 17 passaggi su 19 per 148 yard e tre touchdown. I Rams avevano trasformato in sette punti tutte e quattro le loro visite nella red zone; i Raiders, incapaci di concludere i propri possessi, si erano dovuti accontentare di due field goal.
Il lancio da touchdown per Nacua ha avuto anche un valore storico: è stato il numero 155 di Stafford con la maglia dei Rams, uno in più dei 154 realizzati da Roman Gabriel. Il quarterback è così diventato il primo giocatore nella storia NFL a detenere il record di passaggi da touchdown per due franchigie, considerando anche i 282 messi a segno con Detroit. La chiave tattica della partita è stata il dominio dei Rams sulla linea di scrimmage. Los Angeles ha chiuso con 199 yard su corsa contro le 48 di Las Vegas, controllando il pallone per 34 minuti e 14 secondi. Williams ha prodotto 99 yard e un touchdown su 16 portate; Blake Corum ne ha aggiunte 93 e una meta su 17 tentativi. Il gioco su terra ha consentito a Los Angeles di affrontare terzi down gestibili, ha dato credibilità alla play action e ha tolto ai Raiders la possibilità di utilizzare la propria pass rush. Stafford è stato sackato una sola volta e ha concluso 23 su 29 per 195 yard, tre touchdown e un intercetto, con un passer rating di 114,8.
L’uso frequente di personale pesante, compresi set con tre tight end, ha compensato l’assenza di Davante Adams e ha creato vantaggi sia nei blocchi sia nei duelli in red zone. Davis Allen, a secco di touchdown nelle prime sei giornate, ne ha segnati due; Nacua, in campo nonostante il problema al polpaccio accusato in settimana, ha chiuso con otto ricezioni per 68 yard e una meta. Il merito maggiore della linea offensiva è stato rendere produttive anche le corse meno appariscenti. Gli ottimi blocchi hanno trasformato potenziali guadagni minimi in secondi down corti, lasciando a McVay l’intero playbook e impedendo alla difesa di Las Vegas di dettare le situazioni.
La partita, però, non è stata perfetta. Dopo il 28-6 dell’intervallo, l’attacco dei Rams si è fermato: nessun punto nel terzo quarto e quattro possessi consecutivi chiusi con due punt e due turnover. Una corsa da touchdown di 43 yard di Corum è stata cancellata da una penalità, Williams ha perso un fumble e un passaggio preciso di Stafford è rimbalzato dalle mani di Colby Parkinson fino all’intercetto di Nakobe Dean. Sono stati errori dei Rams, più che aggiustamenti irresistibili dei Raiders. Los Angeles ha commesso sette penalità per 90 yard e perso due palloni, contro nessun turnover di Las Vegas. In una partita più equilibrata, numeri del genere avrebbero potuto essere decisivi. Anche la secondaria, rimaneggiata per l’assenza di Trent McDuffie e protetta da una difesa già priva di altri titolari, ha concesso alcuni big play nella ripresa. Tre Tucker ha trasformato un passaggio corto in un touchdown da 37 yard e ha terminato con 103 yard ricevute; Ashton Jeanty ha battuto Kam Curl per la meta da 15 yard che ha portato Las Vegas sul 28-18.
Il rischio più evidente per i Rams resta dunque la continuità. La squadra capace di segnare quattro touchdown consecutivi nel primo tempo è la stessa che, nella ripresa, ha permesso agli avversari di ridurre da 22 a 10 punti il distacco. Contro avversari più completi, una pausa così lunga potrebbe costare la partita. La differenza rispetto ad altre sconfitte è arrivata nel momento in cui il vantaggio ha iniziato davvero ad assottigliarsi. Dopo il secondo touchdown dei Raiders, Los Angeles ha risposto con un possesso da squadra matura: 12 giochi, 70 yard e 6 minuti e 38 secondi consumati, chiusi dalla corsa da quattro yard di Corum per il 35-18. Il drive ha restituito centralità al gioco di corsa, ma è stato tenuto in vita anche dalla ricezione da 15 yard di Tyler Higbee su un terzo down. Nacua ha contribuito come bloccatore nell’azione della meta e Corum ha trovato un varco pulito, senza essere toccato. È stato il possesso che ha trasformato in una vittoria autorevole un possibile crollo. La difesa di Chris Shula, pur senza brillare nel finale, aveva nel frattempo fatto il lavoro fondamentale. Ha tolto ai Raiders il gioco di corsa, limitandoli a 48 yard e 2,8 yard per tentativo, e li ha costretti a un modesto 3 su 14 sui terzi down. Las Vegas ha convertito soltanto due dei cinque tentativi giocati alla mano sul quarto down.
Per Las Vegas, la reazione del quarto periodo non basta a cancellare i problemi emersi prima. Kirk Cousins ha chiuso con 295 yard, due touchdown e nessun intercetto, ma ha avuto bisogno di 44 lanci e gran parte della sua produzione è arrivata quando i Raiders erano già costretti a inseguire. La mancanza di equilibrio ha reso l’attacco prevedibile e ha lasciato Jeanty con appena 15 yard su otto corse, sebbene il rookie abbia aggiunto otto ricezioni per 61 yard. La squadra di Klint Kubiak ha fallito soprattutto nei momenti cruciali della partita. Nel primo tempo ha trasformato buone posizioni di campo in sei soli punti; complessivamente ha prodotto un touchdown in cinque viaggi nella red zone, contro il perfetto 5 su 5 dei Rams. La finta di punt convertita da AJ Cole per Connor Heyward ha dato un segnale di aggressività, ma due quarti down falliti in territorio avversario hanno vanificato altre opportunità.
La difesa ha mostrato maggiore energia dopo l’intervallo e Dean ha sfruttato bene la deviazione di Parkinson. Tuttavia, non è riuscita a risolvere il problema principale: fermare le corse. Quando Los Angeles ha avuto bisogno di chiudere l’incontro, i Raiders sapevano cosa sarebbe arrivato e non sono comunque riusciti a impedirlo. Le 199 yard concesse su terra e il quarto incontro consecutivo oltre i 30 punti subiti descrivono una squadra che, al momento, non riesce né a controllare il ritmo né a limitare i danni. Anche le due conversioni da due punti fallite hanno pesato. Dopo le mete di Tucker e Jeanty, Las Vegas avrebbe potuto portarsi prima a due possessi pieni e poi a otto punti; è rimasta invece sul 28-18, permettendo ai Rams di affrontare il drive decisivo con maggiore margine.




