La NFL sbarca a Parigi per la sua prima International Series della storia e l’esordio, almeno nell’esperienza pre-partita è stata abbastanza deludente, certo con molte attenuanti, ma rimane sempre inferiore, per esempio, alla prima di Madrid dell’anno scorso.
Il timore che le manifestazioni previste a Parigi per il sabato non solo hanno fatto chiudere musei e diverse fermate della metro, ma hanno costretto la NFL, e connessi, a riformulare i piani, anzi no, nessuna modifica, solo chiusure e cancellazioni.
L’evento sul quale la lega aveva lavorato di più, la NFL House, è stata chiusa tutto sabato, il giorno di massima affluenza di tifosi e appassionati. Certo, probabilmente non è stata una scelta di Goodell e soci o forse si è trattato di lungimiranza per evitare eventuali problemi, ma la vera attrazione non è stata visitabile nel giorno di punta per l’extra campo. Da quanto abbiamo visto in qualche video sui social network all’interno della NFL House era concentrato un po’ tutto: dagli anelli dei Super Bowl, al Lombardi Trophy, memorabilia varie, giochi e musica, oltre agli ex giocatori delle due squadre previste. Anche Saints House, il posto dedicato ai tifosi di New Orleans è stato chiuso il sabato e da quanto abbiamo letto anche uno dei pub per i tifosi Steelers ha dovuto rimandare ogni evento.
Cosa è rimasto? L’Hail Mary Competition a Notre Dame e la NFL Experience ai piedi della Torre Eiffel. La prima era una sfida a lanciare sferoidi prolati da una riva all’altra della Senna ai piedi di Notre Dame, scenografia di alto livello, ma niente di che, scendevi, lanciavi, la palla finiva in acqua, finita li. In 30 minuti di permanenza la percentuale di successo non credo sia stata superiore al 5% e l’unico di quelli ai quali ho visto riuscire il passaggio era un americano del Connecticut.
2 metro, 30 minuti di spostamento per andare ai piedi della Tour Eiffel dove c’era la NFL Experience. Uno spazio piccolo con uno stand per lanciare il pallone, un mini-campo da flag football nel quale provare anche li a lanciare il pallone, un grande logo NFL con lo sfondo della torre e distribuzione di figurine Topps. Il paragone con la piazza occupata l’anno scorso a Madrid è umiliante, ma c’erano più “attrazioni” a Wembley e Tottenham, posti che ne hanno meno bisogno avendo una presenza ormai consolidata.
Ovviamente, e per fortuna, diversi gruppi di tifosi sono riusciti a incontrarsi nel pomeriggio e serata parigina, permettendo così a persone di paesi diversi di condividere la passione per la propria squadra.
Domenica mattina, cielo sereno, dopo il nubifragio del sabato finalmente un po’ di sole. Alle 10.30 ci sono già migliaia di persone che si dirigono allo stadio, quattro ore prima della partita e con i cancelli ancora chiusi. Intorno allo stadio non ci sono particolari attrazioni o divertimenti se non diversi NFL Shop, alcuni dedicati solo alle due squadre e quello più grande un po’ a tutte, dove fare fila. Ecco, la vera differenza che abbiamo notato con le location londinesi è proprio la lunga coda agli shop così presto, come se l’unicità della “cosa” abbia portato molte più persone all’acquisto e a muoversi in anticipo proprio per cercare di evitare, inutilmente, la coda.
Lo stadio è addobbato, lungo il perimetro ci sono striscioni dedicati all’evento, alle due squadre e ai giocatori principali.
Ad occhio, netta predominanza di tifosi Steelers su quelli Saints, con molte persone arrivate dagli States per tifare la propria squadra e qualcuna acconciata per l’occasione.
Lo stadio è bello, meno verticale rispetto a Wembley e soprattutto Tottenham, con pista di atletica che permette di avere quindi tantissimo spazio per le sideline con discreto avanzo. Chi è in curva, soprattutto secondo e terzo anello è discretamente lontano dalla endzone opposta,

Siamo ormai prossimi al kickoff della partita, lo stadio è pieno, non si vedono posti vuoti, possiamo battezzare il tutto esaurito.
Concludendo possiamo affermare che credevamo di poter vedere di meglio per questo debutto della NFL a Parigi, ma il clima politico ha compromesso l’agenda della lega che ha dovuto far buon viso a cattivo gioco dovendo sacrificare il sabato. Una ragione in più per tornare l’anno prossimo 🙂




