Esordio amaro per Robert Saleh alla guida dei Titans, sconfitti meritatamente in casa dai New York Jets ex squadra di Saleh. Una prestazione mediocre da parte degli uomini in Two Tone Blue che hanno palesato tutte le lacune e i limiti di un roster ancora molto lontano dal credo del nuovo coaching staff. Merito anche ai Jets e a coach Glenn che, dopo una prima stagione disastrosa, sembra aver trovato i giusti equilibri per rendere la squadra presentabile e in grado di tenere il campo con dignità e qualità.
La partita non è stata spettacolare con i Jets che hanno condotto la gara controllando il cronometro grazie al running game, ben 39 i giochi di corsa chiamati, sfiancando la difesa dei Titans costretta agli straordinari anche da un attacco rimasto molto poco in campo. Infatti nel primo tempo Ward e compagni hanno avuto il possesso del gioco per appena 9 minuti e dopo il primo drive offensivo chiuso dal FG di Slye hanno raccolto appena 3 primi down nei successivi otto drive offensivi. Una brutta prestazione figlia innanzitutto della brutta prestazione di Cam Ward (140 yard), apparso insicuro e molto impreciso, ma con grandi colpe del coaching staff che non ha cavalcato l’efficiente running game (Pollard 5.0 yard a portata) forzando sul poco produttivo gioco di passaggio. Nei primi tre quarti sono stati appena 5 i giochi di corsa chiamati, una scelta molto discutibile considerando le difficoltà di Ward e quelle di una OL che non è riuscita a dare una giusta protezione al proprio QB (3 sack e 5 QB Hits). Le difficoltà dell’attacco dei Titans sono state amplificate dall’eccellente strategia difensiva di Gleen, fatta di pressione costante e blitz per aggredire Ward, e di una secondaria che ha escluso dal gioco i ricevitori dei Titans con i soli Tate (38 yard) e Robinson (38 yard) in grado di trovare qualche spazio tra le linee dei Jets. Tra i Jets bisogna segnalare le ottime prestazioni di Bailey (1 sack, 1 TFL e 1 QB Hits), Enagbare (1 sack, 1 TFL e 1 QB Hits), McDonald (1 sack, 1 TFL e 1 QB Hits), Demario Davis e Andre Cisco.
Dopo l’inizio equilibrato con il TD del rookie Sadiq e il FG di Slye, dal secondo al terzo quarto i Jets hanno imposto il proprio ritmo alla gara, fatto di drive offensivi lunghi (in due occasioni superiori ai 9 minuti) e logoranti. Saleh non è riuscito a trovare le contromisure soprattutto a causa della prestazione deludente degli Edge Rusher (0 sack e 1 QB Hits) incapaci di portare pressione a Geno Smith (215 yard), che ha potuto gestire con tranquillità la partita. L’assenza di qualità tra i pass rusher dei Titans era già stata segnalata durante l’offseason ma l’ottima OL dei Jets ha completamente umiliato il reparto avversario.
I Jets hanno mostrato di poter contare anche un eccellente gruppo di target per il gioco di passaggio con Wilson (79 yard), Mitchell (60 yard) e i rookie Sadiq e Cooper imprendibili per la secondaria dei Titans. Proprio la secondaria dei Titans è un’altra nota dolente della partita. Flott, Hooker e Harris sono stati sempre in balia degli avversari lasciando voragini in profondità ben sfruttate da Geno Smith. Dalla debacle difensiva dei Titans si sono salvati solo il rookie Anthony Hill, Kevin Winston e Alontae Taylor. Nel terzo quarto i Jets hanno potuto chiudere la gara con il TD di Hall (102 yard) e il secondo FG di Sanders, protagonista di due realizzazioni da oltre 50 yard. In largo svantaggio 23-3 e incapaci di reagire, Ward e compagni hanno trovato una inutile reazione solo nei minuti finali con il TD Ayomanor, utile solo a rendere meno pesante la sconfitta.
Una buona partenza per i Jets che infonde fiducia all’ambiente e certifica la crescita del progetto di Gleen. In casa Titans invece sembra l’inizio di un nuovo incubo dal quale appare impossibile svegliarsi.




