Il riassunto di week 8 della NCAA 2026

Week 8 NCaA aveva l’aria di una settimana di transizione e invece, nonostante meno partite di cartello e molte squadre in bye, ha mantenuto il livello di equilibrio e follia che sta dominando questa stagione 2026 di college football.

Andiamo conference per conference per vedere cosa è successo.

Dobbiamo per forza partire dalla BigXII, conference che non gode sempre dei riflettori puntati della nazione ma che in questa week 8 arrivava con ben 4 squadre nella top15 del ranking AP. Due si affrontavano tra loro – la #10 Utah e la #14 Houston – ma a stupire sono state le altre due. Per BYU doveva essere una giornata tranquilla dopo il terremoto della scorsa settimana: la vittoria in casa contro Notre Dame, le polemiche, i grandi festeggiamenti e la raggiunta posizione #2 del ranking. La schedule proponeva una trasferta sul campo di una UCF molto ondivaga e ancora priva del suo QB1 Alonza Barnett III, infortunatosi in week 2. Ma il football è uno sport nel quale il talento non basta mai se non c’è il giusto “effort”, il giusto impegno e sforzo. E così quello che doveva essere un tranquillo pomeriggio sotto il sole di Orlando si è trasformato in una corrida: BYU ha concesso 463 total yards, 26 primi down, non ha causato nemmeno un turnover e ha commesso troppe penalità, di cui una – il roughing the kicker al secondo OT – che gli è di fatto costata la partita. Il match si è concluso 39-31 per UCF, al 2OT, appunto.

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Lo stesso destino è toccato a Texas Tech, che ha fatto una figura anche peggiore in Ohio, a Cincinnati, dove è stata sconfitta 24-37 sul campo dei Bearcats di coach Scott Satterfield. Una partita che, dopo un primo quarto equilibrato, è diventata quasi una non-competitiva: Cincinnati ha chiuso un parziale di 21-0 nel terzo quarto per poi segnare altri due touchdown a cavallo tra 3° e 4° quarto portando il risultato sul 37-18. Il touchdown finale di TTU rende meno ampio il passivo ma è utile solo per le statistiche.

Grande vincitrice del weekend ne esce quindi Utah, che nel big match casalingo contro Houston strappa una faticosa vittoria per 21-13, in un match che l’ha vista segnare il touchdown del primo vantaggio (14-13) solo all’inizio del quarto quarto. Match molto fisico, dominato da difese e running game com’era prevedibile e deciso veramente dai dettagli. La giocata della partita è chiaramente il sack con fumble forzato da Jackson Bennee sul drive del possibile vantaggio di Houston a 2 minuti e spiccioli dalla fine.

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La situazione nella BigXII, alla luce di questi risultati diventa estremamente caotica in cima: Utah resta l’unica squadra imbattuta della conference (e una delle 3 imbattute della nazione assieme a Miami e UCLA), mentre a 1 sconfitta troviamo, oltre a BYU e Texas Tech, anche Arizona e Oklahoma State, entrambe vittoriose senza fatica nel weekend (39-3 per Arizona su Iowa State, 57-24 con quasi 600 yard di total offense per Ok-State su Colorado). Il discorso Championship e dunque Playoff resta ora clamorosamente aperto anche alle squadre con 2 sconfitte. Tra le altre vince West Virginia 24-20 su TCU, vince Arizona State 28-17 contro Kansas State e perde inopinatamente Baylor sul campo di Kansas per 24-25 complice un field goal bloccato a 18 secondi dalla fine che avrebbe dato la vittoria ai Bears (che sarebbero rientrato così nel novero delle squadre a 1 sconfitta).

Arriviamo allora alla SEC, dove andava in scena la vera partita del weekend tra Texas e Ole Miss. È sembrato un film già visto più volte per Texas: partita dominata all’inizio con un ottimo Arch Manning e un running game molto efficace e, soprattutto, una difesa che ha totalmente annullato il running game di Ole Miss – Kewan Lacy, prima di lasciare il campo per il riacutizzarsi dell’infotunio che lo sta tormentando in questa stagione aveva corso 36 yard su 16 portate una media di 2.3 yard a portata davvero bassa – e aveva portato enorme pressione su Trinidad Chambliss – pur senza riuscire mai a metterlo a terra per la sua grande abilità di eluderla, ma costringendolo spesso a letture parziali e a lanci forzati e off-platform.

E infatti a fine primo tempo il risultato diceva 24-3 per i Longhorns. Poi il blackout: due bruttissimi intercetti di Manning – il primo per aver lanciato una palla lenta e arcuata su una quick-out route, il secondo per un errore di lettura – hanno rimesso in gioco Ole Miss che ha portato il match in parità con 3 touchdown non risposti prima di concedere a Texas il touchdown del 31-24 che ha rianimato un DKR Memorial Stadium che era diventato di ghiaccio.

Il finale dice 34-27 per Texas, che ha scampato la terza sconfitta di fila, nonostante, di nuovo, avesse dato una chance di vincere il match ad una squadra che era sembrata nettamente inferiore: era successo con Tennessee – tra l’altro molto simile anche il fatto che Ole Miss, come Tennessee, abbia avuto l’ultimo possesso per pareggiare o vincere la gara ottenuto dopo aver ricoperto un onside kick – ed era successo con Oklahoma e Florida. 4 partite che Texas supera col record di 2-2 pur essendo sembrata in tutte e quattro la squadra migliore. C’è molto da ragionare, ma l’importante era “restare vivi” nella corsa ai Playoff ed è stato ottenuto.

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Sapete chi c’è in testa alla SEC? Ovviamente Kentucky! Chi non ci avrebbe scommesso (a parte il nostro Guido Semplici) all’inizio della stagione. Kentucky vince ancora anche contro Vanderbilt – 34-17 il finale dopo un primo tempo faticoso – ed è ora in testa alla SEC con una sola sconfitta (al pari di Georgia), ma gli Wildcats hanno già 5 vittorie (contro le sole 4 dei Bulldogs). In testa assieme a Kentucky e Georgia ci sarebbe dovuta essere Tennessee, che invece ha fatto la “Texas move” riuscendo a suicidarsi sul campo di South Carolina e a perdere una partita che sembrava già vinta. I Vols ormai hanno completamente abbandonando il passing game per affidarsi mani e piedi al proprio RB DeSean Bishop – che è stato però molto ben limitato a “sole” 120 yard in 32 portate. Sul 24-17 a 3 minuti e mezzo dal termine i Volunteers hanno infatti prima fallito la conversione di quarto down che avrebbe probabilmente dato la vittoria, poi concesso il touchdown del pareggio in soli 2 minuti – con una pazzesca giocata di LaNorris Sellers – e poi sul successivo drive della possibile vittoria quel demone di Dylan Stewart ha causato sack e fumble del QB George MacIntyre, portando South Car a poter segnare il field goal della vittoria da 48 yard.

Nelle altre partite vittoria per Alabama in casa contro Texas A&M per 31-20, vittoria per LSU in trasferta sul campo di Auburn per 38-17 – con prestazione da 32/45 per 387 yard 3 TD 0 INT per il QB Sam Leavitt – e vittoria per Oklahoma sul campo di Mississippi State per 23-15 ancora priva del suo QB Kamario Taylor, che ha fatto solo una comparsata.

Anche la Big 10 ci ha riservato delle sorprese. La principale è stata la vittoria di Minnesota contro Iowa: una partita dominata dalle difese e con pochissimi acuti che si è conclusa 15-10 per i Golden Gophers. Partita dallo sviluppo simile è stata anche quella della Big House tra Michigan e Indiana, finita 13-6 per gli Hoosiers all’overtime. Un match che si è concluso senza touchdown nei tempi regolamentari, con un totale di 399 yard di total offense tra le due squadre e con 3 field goal sbagliati. Non bene all’esordio il QB true freshman di Michigan Tommy Carr, ma molto negativa anche la prova del QB di Indiana Josh Hoover. Altra sorpresa arriva da Champaigne, dove Illinois batte 21-10 ciò che resta di Oregon. I Ducks sono probabilmente la squadra più deludente della stagione, ma hanno degli alibi: oltre all’assenza di Dante Moore i Ducks si trovano praticamente senza l’intera WR room e hanno parecchie assenza anche in difesa. Questa sconfitta è costata il posto all’OC Drew Mehringer. Proseguono, invece, le corse di UCLA e Northwestern, vittoriose rispettivamente per 28-10 contro Michigan State e per 42-14 contro Rutgers. Nell’ultimo match di giornata crolla USC a Madison: Wisconsin vince 24-7 grazie ad una difesa estremamente efficiente contro l’attacco pass-happy di coach Riley. Jayden Maiava è stato messo sotto grande pressione e costretto a completare molti checkdown e a lanciare ben 2 intercetti. Totalmente assente il running game. Wisconsin tiene invece la scia delle prime della classe: oltre alle imbattute UCLA e Ohio State, infatti, a 1 sconfitta in conference troviamo Wisconsin, Indiana, Minnesota e Northwestern.

In ACC prosegue la marcia di Miami che schianta anche Pittsburgh con un 52-23. Nel primo anticipo del venerdì Duke ha battuto Virginia 19-16, mentre il secondo è stato il match che ha causato il primo licenziamento dell’anno nelle Power 4 conference: dopo la sconfitta per 31-28 contro Stanford, infatti, NC State ha licenziato Dave Doeren. La sorpresa di giornata arriva da Chapel Hill, dove North Carolina cade in casa contro una Syracuse che era ancora a secco di vittorie in ACC: 31-30 all’overtime, grazie a una conversione da due punti chiamata da coach Fran Brown e andata a buon fine. Virginia Tech prova a mantenersi una speranza di arrivare al championship battendo Clemson 20-16 in un match non troppo spettacolare e deciso dai due touchdown del TE Luke Reynolds, di cui il secondo su un 4° down e 1 a meno di due minuti dal termine.

Nella AAC proseguono il loro cammino da imbattute (nella conference) sia North Texas che UTSA, e lo stesso fa Boise State nella Pac-12 (31-10 vs Washington State).

Il big match della Mountain West tra New Mexico e North Dakota State va ai Lobos che si impongono 21-16 riuscendo a resistere al tentativo di rimonta dei Bisons. Da segnalare anche la vittoria convincente di Wyoming per 28-14 su Air Force, che consente ai Cowboys di arrivare al record di 4-1 nella conference e che rende il loro percorso verso la finale di Mountain West più fattibile.

Con questo è tutto per questa settimana, alla prossima!

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