Seattle si prende il rematch del Super Bowl LX (Seattle Seahawks 13 vs New England Patriots 10)

Il kickoff della stagione 2026, anticipato a mercoledì notte al Lumen Field, ha offerto il palcoscenico ideale per il rematch dello scorso Super Bowl LX. Dopo l’innalzamento del banner celebrativo da parte di Seattle, la partita si è trasformata in una vera e propria guerra di logoramento. I Seahawks hanno superato i Patriots per 13-10 mettendo a segno 13 punti consecutivi nel secondo tempo, dimostrando una forza eccezionale. Seattle ha perso il suo quarterback titolare Sam Darnold dopo pochi minuti, ma non si è disunita grazie anche ad un Drew Lock solido. New England, dal canto suo, ha controllato la gara e il tabellino per tre quarti, per poi subire un crollo strutturale e psicologico nell’ultimo periodo, viziato dall’infortunio di A.J. Brown e chiuso con tre pesantissimi intercetti lanciati da Drake Maye.

Primo Quarto – L’infortunio di Darnold e lo stallo iniziale

I primi quindici minuti mettono subito in chiaro la natura fisica dell’incontro. Al sesto snap della partita, su una situazione di 3° e 6 dalle 46 yard dei Patriots, la tasca di Seattle cede: il linebacker Dre’Mont Jones mette a segno un sack su Sam Darnold: il quarterback incassa un colpo all’anca, esce zoppicando e, dopo un passaggio nella tenda medica, viene escluso definitivamente dal match (le dichiarazioni post-partita di Mike Macdonald parlano di primi aggiornamenti positivi, ma le sue condizioni restano da valutare). L’ingresso a freddo di Drew Lock costringe l’attacco di Seattle a un gioco conservativo. Nessuna delle due squadre riesce a ingranare (entrambe chiuderanno il primo tempo con meno di 100 yard sia su corsa che su passaggio) e la frazione termina sullo 0-0.

Secondo Quarto – Il vantaggio Patriots

Percepita l’esitazione offensiva di Seattle, New England prende l’iniziativa e costruisce l’unico vero acuto del suo primo tempo. Drake Maye gestisce un drive metodico che si conclude a 9:11 dal termine della frazione: il quarterback trova il rookie tight end Eli Raridon per il passaggio da touchdown da 2 yard che sblocca la gara. I Seahawks faticano a muovere la catena, penalizzati da un attacco ingolfato (chiuderanno la gara con solo 1 su 6 nei terzi down del primo tempo) e dai continui falli (6 penalità a 0 nella prima metà di gara contro New England). Si va negli spogliatoi con i Patriots in vantaggio per 7-0 e avanti nel computo totale delle yard prodotte (130 a 120).

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Terzo Quarto – Infortuni, penalità e la scossa di Kupp

La ripresa si apre con i Patriots che allungano il passo: lo special team di Seattle commette un grave errore concedendo una penalità per roughing the kicker su un punt, regalando un primo down automatico a New England. I Patriots ne approfittano e si portano sul 10-0 con un field goal da 50 yard di Andy Borregales a circa 12 minuti dal termine del periodo. Nel momento di massimo controllo per gli ospiti, arriva però la tegola che cambia l’inerzia del match: A.J. Brown riporta un infortunio alla caviglia ed è costretto ad abbandonare la gara (la sua situazione è in fase di valutazione, ma si teme un lungo stop). Privato del suo WR1, l’attacco di Maye perde improvvisamente pericolosità. Sotto di dieci punti, Seattle trova la prima reazione concreta della partita. Cooper Kupp firma una fantastica ricezione a una mano lungo la linea laterale per muovere la catena. Poco dopo lo stesso Kupp si vede annullare un touchdown da 7 yard a causa di un *illegal shift*, ma i Seahawks riescono comunque a muovere il tabellino con il field goal da 30 yard di Jason Myers che accorcia le distanze (10-3).

Quarto Quarto – JSN pareggia, Maye crolla

Gli ultimi quindici minuti decidono la partita e delineano la serata disastrosa di Drake Maye. Al secondo gioco del quarto periodo, il quarterback dei Patriots forza un passaggio profondo per Romeo Doubs e viene intercettato dal cornerback Nehemiah Pritchett. Seattle punisce l’errore in un attimo: a 11:28 dalla fine, Drew Lock trova Jaxon Smith-Njigba, che s’invola per un touchdown da 45 yard (fino a quel momento Smith-Njigba aveva accumulato 7 ricezioni, tutte contro difensori che non erano Christian Gonzalez, che al contrario lo aveva praticamente annullato). È il 10-10.

Sul drive successivo di New England, Maye sfugge alla pressione per guadagnare tempo, ma Romeo Doubs commette un drop pesantissimo su un 2° e 14. Nell’azione successiva, Maye cerca DeMario Douglas al centro del campo, ma la safety dei Seahawks Julian Love legge perfettamente l’azione e firma il secondo intercetto. Seattle ringrazia e trasforma il possesso nel field goal del sorpasso da 26 yard con Myers (13-10 a 5:53 dal termine). L’ultimo atto si consuma nell’ultimo minuto. Maye guida i Patriots fino alle 16 yard di Seattle. A soli 26 secondi dalla fine, su un 3° e 5 con l’opportunità di piazzare comodamente il field goal del pareggio, Maye esce dalla tasca verso destra e lancia inspiegabilmente una jump ball in end zone per Mack Hollins. Josh Jobe agguanta il pallone per l’intercetto che chiude definitivamente i conti.

Per i Seattle Seahawks (1-0), la prestazione certifica la tenuta mentale della squadra. Drew Lock (16/22, 187 yard, 1 TD) ha retto l’urto garantendo solidità, potendo contare su un Jaxon Smith-Njigba letale (122 yard e 1 TD). La difesa si è dimostrata capace di forzare l’avversario all’errore e chiudere i varchi nei momenti decisivi. Ora si attenderà l’esito della valutazione medica di Sam Darnold.

Per i New England Patriots (0-1), invece, la trasferta lascia scorie pesanti. Se da un lato il pacchetto difensivo ha concesso pochissimo per oltre tre quarti, dall’altro il crollo di Drake Maye senza A.J. Brown è fonte di estrema preoccupazione. Il quarterback (22/33, 178 yard, 1 TD, 3 INT e 47 yard su corsa) ha rovinato una partita controllata con tre turnover nel solo quarto periodo, mostrando gravi lacune nel gestire la pressione situazionale in red zone a gara quasi conclusa.

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Paolo Colnaghi

Brianzolo di nascita, milanese d'adozione, tifoso dei New England Patriots, si è appassionato al football americano grazie al padre tifosissimo dei Redskins e per questo simpatizza anche per la franchigia della capitale.

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