Esordio vincente per i Cincinnati Bengals che, davanti al pubblico di casa, superano i Tampa Bay Buccaneers con il punteggio di 33 a 27, iniziando nel migliore dei modi la stagione 2026. Una vittoria importante per la squadra di Zac Taylor, costruita più sulla capacità di sfruttare gli errori avversari e sulla crescita della difesa che su un dominio offensivo particolarmente marcato.
Il risultato finale rappresenta solo in parte quanto emerso in partita. Cincinnati ha prodotto di più in attacco, 351 yard offensive contro le 282 dei Buccaneers, conquistando 26 primi down contro 19 e ha mostrato una maggiore efficienza nelle situazioni chiave. Tuttavia, la vera differenza è stata rappresentata dai turnover: quattro quelli commessi da Tampa Bay contro uno soltanto dei Bengals; un divario che, a questi livelli, difficilmente può essere assorbito.
La gara si indirizza già nel primo tempo. Dopo il field goal iniziale dei Buccaneers ad opera di McLaughlin dalle 34 yard, la difesa di Cincinnati colpisce immediatamente con il ritorno in touchdown, ad opera del LB Knight, del fumble provocato dai compagni di reparto. Ripresa palla, i Bucs subiscono un nuovo fumble che consente ai padroni di casa di allungare ulteriormente grazie al pass ricevuto dal TE Gesicki per il touchdown del momentaneo 14-3. Nel secondo quarto i Bengals allungano ulteriormente grazie al terzo turnover di giornata. Questa volta il colpevole è il QB Mayfield che perde palla, recuperata dalla SS Cook, poco prima di entrare in endzone. La corsa vincente di Chase Brown per 5 yard consente agli uomini allenati da Zac Taylor di portarsi sul 21 a 3.
Ma i Buccaneers non mollano, restano pienamente in partita. Baker Mayfield, si rimbocca le maniche e con un drive vincente di ben 75 yard, consente ai suoi di recuperare 7 preziosi punti portandosi sul punteggio di 10 a 21 (TD del RB Irving con una corsa di 10 yard, la più lunga della partita). I Bengals potrebbero allungare ulteriormente grazie ai due possessi consecutivi, ma sia nel primo, allo scadere dei primi 30 minuti, sia nel secondo, dopo il rientro degli spogliatoi, mettono a segno solo sei punti grazie a due calci del K McPherson dalle 20 e dalle 55 yard per il momentaneo 27 a 10 a favore dei padroni di casa.
Sembra finita ma gli ospiti non demordono e si rifanno ancora sotto. Dopo il calcio di McLaughlin dalle 51 yard, Burrow si fa intercettare dal LB Trotter per una pick six, che porta il punteggio sul 27 a 20. Davvero inspiegabile l’errore del quarterback di Cincinnati che resta un paio di secondi a fissare il suo target prima di effettuare il lancio, rendendo facile l’intercetto di Trotter che probabilmente era coperto, nella visuale di Burrow, dalla offensive line. Il tentativo di rimonta, però, viene subito vanificato. Altri due calci di McPherson dalle 58 e dalle 31 yard, rendono inutile l’ultimo TD di Tampa Bay realizzato proprio da Mayfield. La partita si chiude sul punteggio di 33 a 27.
Anche quest’anno Joe Burrow inizia la stagione sembrando ancora arrugginito. Le sue letture non sono ancora rapide e l’attacco ne risente. Lancia per 254 yard con 25/35, 1 TD, ed 1 intercetto, nonostante la linea offensiva lo protegga molto di più che in passato, visto che la offensive line è stata il reparto che in NFL ha concesso la minor percentuale di pressioni sul quarterback – e questa è una notizia. Burrow ha trovato con difficoltà i suoi target preferiti. Chase con sole 2 ricezioni per 16 yard è in fondo alla classifica (una notizia anche questa) e Higgins poco meglio con 3 catch per 59 yard. Gesicki è l’eroe di giornata con 78 yard e un TD. Benino anche le corse che fruttano 106 yard, grazie al buon lavoro del RB Chase Brown. La terza nota, positiva per i padroni di casa, è l’aggressività della DLine, mentre la secondaria ha svolto bene il compito di evitare i big play. Gli innesti di Lawrence, Mafe, Allen e la maturazione di Murphy garantiscono ora una ritrovata aggressività in pass rush, il tallone d’Achille della passata stagione. I risultati del cambio di atteggiamento si vedono con i 4 turnover causati e recuperati. Da segnalare l’ottima prestazione di Amarius Mims che non ha concesso né sack, né pressure, né hit al defensive end rookie Rueben Bain Jr.
Lato Tampa Bay la sconfitta lascia sensazioni contrastanti. I Buccaneers hanno probabilmente giocato una partita migliore di quanto suggerisca il punteggio finale. Mayfield, fresco di rinnovo di contratto, ha chiuso con un eccellente 23 su 28 (82% di completi) per 216 yard, l’attacco ha mosso il pallone con continuità e la difesa ha limitato diversi aspetti del gioco offensivo dei Bengals. Alla fine, però, i quattro turnover hanno reso vano quanto di buono costruito nel resto della gara. Tampa ha guadagnato yard con giochi corti e con le corse, senza ricorrere a big play. Squadra equilibrata, tosta, ostica da affrontare, e che è candidata ancora una volta a prevalere nella NFC South complice le cattive performance dei Panthers e Falcons e la mancata rimonta dei Saints, tutte uscite sconfitte in week 1. La secondaria dei Bucs ha giocato un’ottima partita limitando il più possibile Chase e Higgins e anche le corse avversarie sono state contenute. La coperta però è corta, infatti la difesa ospite ha concesso oltre 100 yard ai TE avversari, con Gesicki che si è insinuato facilmente tra le maglie difensive avversarie.
Cincinnati, porta a casa una vittoria meritata, ma diversa da quelle cui i tifosi dei Bengals erano abituati negli anni migliori dell’era Burrow. Stavolta a fare la differenza non è stato un attacco esplosivo, bensì una difesa più disciplinata, più opportunista e apparentemente più solida rispetto a quella vista nel 2025. Se la crescita del reparto guidato da Al Golden dovesse trovare conferma nelle prossime settimane, i Bengals potrebbero finalmente aver trovato quell’equilibrio che nelle ultime stagioni era mancato. Domenica prossima ci sarà subito un ottimo banco di prova con la sfida a Houston contro i Texans.
Cincinnati vince, Tampa Bay si complica la vita, ma la sensazione è che entrambe le squadre abbiano mostrato più motivi di ottimismo che di preoccupazione.




