CLASSE: Junior – ALTEZZA: 6’5” (1,95 m) PESO: 236 lbs (105 kg)
Fernando Mendoza è il QB1 della classe Draft 2026 nonché la molto probabile futura prima scelta assoluta al Draft di aprile.
Mendoza è uscito dall’high school come un semplice recruit 2 stelle, che aveva inizialmente dato il porprio commitment a Yale prima di cambiare idea e rispondere alla chiamata di California, dove ha vestito la redshirt il primo anno, prima di diventare il titolare durante il 2023.
Il 2024, l’unico anno giocato interamente da titolare a Berkeley, l’ha chiuso con 3’004 yard e 16 TD, stagione che gli è valsa la chiamata da parte di coach Curt Cignetti per trasferirsi ad Indiana, opportunità che senza dubbio gli ha cambiato la vita.
Il 2025 di Mendoza è stato praticamente senza macchia: ha vinto l’Heisman Trophy (primo giocatore della storia di Indiana a vincerlo), il Maxwell Award, il Walter Camp Award e il Davey O’Brien Award. Ma oltre a tutti i premi individuali, grazie alla sua stagione da 3’535 yard, 41 TD-pass con solo 6 intercetti e il 72% di completi, ha portato una Cenerentola come Indiana a vincere il primo titolo nazionale della storia dell’ateneo di Bloomington.
Mendoza non è un quarterback che ruba l’occhio per una qualità in particolare: non è il più atletico dei QB, non è quello con il braccio migliore, ha un buon tocco ma non è un cecchino, non è il più creativo, ma è quello che fa tutte queste cose ad un livello abbastanza alto da fare di lui il migliore.
La qualità principale di Mendoza è quella più importante in un QB, ovvero il cosiddetto “football IQ”.
In cosa consiste? Fondamentalmente nelle letture. Letture non solo della difesa, dei movimenti della secondaria per identificare le coverage, ma anche letture “dei momenti” della partita, ovvero quella capacità di capire quando la sua squadra ha bisogno di lui e in che modo può essere utile per raggiungere la vittoria.
Sono i cosiddetti “intangibles”, le qualità intangibili, che non si vedono in delle singole azioni dei film, che difficilmente si possono “analizzare”, ma che si percepiscono guardando l’intero film, e vedendo che nelle situazioni più difficili – nei terzi down, sotto pressione, nei drive decisivi, in redzone, ecc. – Mendoza riesca ad elevare il proprio gioco e a farsi seguire dai propri compagni.
Non è un caso che in assoluto i suoi migliori film siano quelli contro (in ordine di perfezione): Alabama, Oregon, Miami e Ohio State, ovvero quelli contro le squadre migliori e nelle partite che valevano di più per la sua squadra.
Mendoza ➡️ Becker
Indiana takes a 10-0 lead over Alabama at the Rose Bowl 👀
(via @PatMcAfeeShow)pic.twitter.com/H8LBT8pZfE
Pubblicità— Sports Illustrated (@SInow) January 1, 2026
Fernando Mendoza is absolutely cooking Alabama. 🎯 pic.twitter.com/MQFNXhnI57
— Clutch.app (@PlayOnClutch) January 1, 2026
Forse la giocata dell’anno è la QB draw giocata su un 4°&5 nella finale nazionale, che racconta tanto di questo ragazzo: non ha paura di subire dei colpi, non ha paura di assumersi responsabilità nei momenti più delicati e, soprattutto, non ha paura di mettere a rischio la propria incolumità per il bene della squadra.
THE HEISMAN DOES IT HIMSELF
UNBELIEVABLE PLAY BY MENDOZA pic.twitter.com/GqAXNTTJF6
— CFB Kings (@CFBKings) January 20, 2026
Tra i “tangibles”, invece, possiamo dire che, in assoluto, abbia tutte le qualità che un QB necessita: il braccio è buono e sufficiente per fargli lanciare con sicurezza qualsiasi tipo traccia, anche profonda, il fisico è imponente e l’atletismo è assolutamente sufficiente e la mobilità nella tasca è buona, anche se ancora migliorabile.
Ottimo il ball placement, specialmente nelle tracce esterne ed in Redzone: mette sempre il pallone in modo da dare un’opportunità al proprio ricevitore, ma mettendo il pallone il più distante possibile dai defensive back per non rischiare un intercetto. 6 Intercetti lanciati su 379 passaggi tentati in stagione sono un dato impressionante, che racconta di un QB incline a prendersi il minor numero possibile di rischi senza derogare sulla qualità dell’attacco.
Quali sono allora i possibili dubbi sul suo nome?
Una critica che gli si muove è quella di essere stato un mero “esecutore” di schemi nel 2025. Il sistema offensivo di Indiana ha funzionato a meraviglia, è vero, ma è anche vero che è molto più semplice per un QB di qualsiasi attacco NFL. Mendoza è stato straordinario nelle RPO e nelle letture pre-snap, ma è raro che lo schema gli richiedesse vere e proprie letture a tutto campo post-snap. Tende ad andare con la sua prima lettura e a non “nasconderla troppo”: in NFL le difese sono molto abili a leggere gli occhi di un quarterback, ecco perché con l’esperienza i QB della Lega imparano a manipolare con il proprio sguardo le difese. Probabilmente ci arriverà, ma ancora non è una cosa che fa parte del suo repertorio.
Una piccola preoccupazione la dà anche la sua scarsa tendenza all’improvvisazione in situazione di gioco rotto: non è uno scrambler dinamico e raramente naviga la tasca o ci esce per creare dal nulla. È anche vero che questa critica riguarda la sua annata 2025, quando non gli è stato richiesto di “improvvisare”, perché l’attacco funzionava. Nei suoi film di Cal, specialmente nel 2024, qualche buona improvvisazione si vede.
L’unico vero difetto tecnico di Mendoza è nel lancio off-platform o in movimento: quando – o perché sotto pressione o perché costretto a scappare lateralmente – è costretto a lanciare senza poter eseguire il movimento perfetto, la sua efficacia scende. Ma essendo un gran lavoratore non è improbabile credere che possa migliorare anche questo.
https://www.youtube.com/watch?v=dn7kU_KVScI
READYNESS
BIG GAME EXPERIENCE
POTENZIALE
Mendoza è un leader nato, un QB dal football IQ estremamente sviluppato e che raramente sbaglia una scelta, e che possiede le caratteristiche fisiche e tecniche adatte per essere un titolare NFL dal day1.



