USFL: review di week 5

La quinta giornata della USFL ha visto la caduta dei Breakers, unica squadra ancora imbattuta, per mano dell’ultima in graduatoria e i giochi riaperti in entrambe le Division, con la North che vede le quattro squadre con lo stesso record 2-3.

Michigan Panthers – Pittsburgh Maulers 7-23

Continua la striscia negativa dei Panthers con la terza sconfitta e i successi di inizio stagione sono sempre più un pallido ricordo. Questa volta la sconfitta é arrivata contro la squadra che, a fronte di un offense non stellare, dispone di un team difensivo reattivo e aggressivo quanto basta per forzare i turnover che permettono poi al reparto offensivo di partire da posizioni vantaggiose. La franchigia di Michigan ha, suo malgrado, confermato l’efficienza della difesa di Pittsburgh contro le corse, avendo finito questa partita con sole 18 yard guadagnate in 18 tentativi. E’ andata un po’ meglio, ma non tanto, con il gioco aereo, che ha prodotto un 21 su 36 complessivo tra i due QB Josh Love e Carson Strong, ma solo 134 yard contro le 177 di Pittsburgh.

Nelle file dei Maulers si é distinto il QB Troy Williams, in evidente crescita: é ricorso poco al gioco aereo, ma con buona efficienza, 15 completi su 19, e due TD pass, ma é stato il miglior portatore di palla dei suoi con 59 yard e un TD in 10 corse.

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La partita in realtà si era messa bene per i Panthers che, dopo un punt di Pittsburgh riportato da Ismael Hyman fino alle 26 dei Maulers, erano andati in vantaggio al loro primo turno d’attacco grazie a un passaggio di Josh Love per Cole Hikutini. I Maulers sembrano quelli delle prime partite e nel drive successivo Troy Williams si fa intercettare da Frank Ginda nei pressi della linea di midfield. Michigan però non riesce a cogliere la favorevole occasione per allungare e deve ricorrere al punt che cade in end zone per il touch-back. Partito dalle proprie 20, Williams conduce un bel drive in cui, dopo due corse di Tre Walker e Isaiah Hennie, completa un passaggio a Bailey Gaither per un guadagno di 31 yard. Dalla linea delle 34 di Michigan, poi, in tre giocho arriva al TD pass di 5 yard per Mason Stokke. Da questo momento, siamo alla fine del primo periodo, comincia il black-out dell’offense dei Panthers che nel possesso successivo incorrono nel primo turnover per un fumble di Reggie Corbin forzato dal tackle Terry Bekner e ricoperto dal DE Vaughn Taylor sulle 41 di Michigan. In quattro giochi il QB di Pittsburgh arriva in meta con un passaggio finale di 5 yard per Hennie.

Il possesso torna ai Panthers che riescono a gestire un buon drive che li porta alle soglie della red zone, ma ancora una volta la difesa giallonera si erge a protagonista con il DB Mark Gilbert che intercetta in end zone un passaggio di Love. Questa volta i Panthers non pagano dazio e il primo tempo si chiude sul 14-7 per Pittsburgh.

Nel terzo periodo le due difese prendono il sopravvento finché, negli ultimi minuti, Pittsburgh non mette altri tre punti sul tabellone grazie al field goal da 22 yard di Chris Blewitt, al termine di un drive impostato sulle corse per erodere minuti. La palla torna ai Panthers che, dopo aver guadagnato una ventina di yard, incorrono nel terzo turnover per un fumble forzato da Khava Tezino su Joe Walker. I Maulers però non ne approfittano e devono andare al punt subito imitati dall’attacco di Michigan. In questa fase in cui regna la confusione anche i Maulers fanno il loro turnover per un fumble del loro quarterback, forzato dal DE di Michigan Breeland Speaks, ma poco dopo arriva il quarto turnover dei Panthers perché Carson Strong si fa intercettare in end zone da Arnold Tarpley che poi corre fino alle 24 dei Panthers, ottima posizione di partenza che permette a Williams di andare a segnare il suo touch down personale con un rush di 13 yard. L’extra point di Blewitt viene bloccato e la partita finisce dopo un turnover on downs di Michigan.

Birmingham Stallions – Houston Gamblers 20-27

Gli Stallions subiscono la seconda sconfitta stagionale, questa volta per mano di Houston che li raggiunge sul 3-2 in scia a New Orleans. I Gamblers devono rinunciare al QB Kenji Bahar infortunato e si affidano al backup Terry Wilson ma soprattutto al running game brillantemente interpretato da Mark Thompson con 78 yard e tre TD, ma anche dallo stesso Wilson con 41. Per Birmingham tocca ad Alex McGough fare il consueto buon lavoro di QB con un dignitosissimo 24 su 37 per 209 yard e due TD pass, integrato da 6 rush che portano altre 76 yard.

La partita é avvincente con le due squadre che si equivalgono fino al quarto decisivo periodo di gioco Cominciano i Gamblers che sono costretti a calciare un punt che Davion Davis riporta dalle 19 alle 34 per quindici yard. Seguono due punt di Birmingham e uno di Houston finché i texani non costruiscono il drive vincente che, con le corse del rientrante T.J. Pledger e di Mark Thompson arriva fino al touch down che Thompson segna con un run finale di tre yard. La risposta degli Stallions, seppure parziale, é immediata. McGough, con l’aiuto di Marable, arriva fino alle 29 ma poi deve lasciare l’ovale a Brandon Audrey per un calcio da 47 yard che va a segno. Seguono tre drives senza esito ma, prima della chiusura del primo tempo gli Stallions segnano il touchdown del sorpasso al termine di un’avanzata di 91 yard in cui McGough fa il leader correndo per quattro volte per circa 40 yard e passando per altre 33 fino al passaggio finale di una yard per Marable.

Il primo drive della ripresa é di Houston, ma sulle 12 di Birmingham la conversione di un “quarto e uno” non riesce e la palla va agli Stallions che segnano ancora un field goal da 49 yard. Arriva l’ultimo quarto e Houston ripassa in vantaggio con un passaggio di Terry Wilson che da centrocampo pesca Anthony Ratliff-Williams che riceve sulla linea della yard e corre in end zone. Gli Stallions perdono l’occasione del contro sorpasso perché Aubrey fallisce un difficile field goal da 51 yard e nel possesso successivo Houston passa ancora con una corsa di Thompson al termine di un drive in cui consuma quasi sette minuti. Restano più di tre minuti e gli Stallions tentano di raggiungere il pareggio, ma vengono fermati per un pass interference offensivo e non riescono a convertire il quarto tentativo con 14 yard da guadagnare. Houston si trova così di nuovo in possesso entro le dieci degli Stallions e Mark Thompson chiude la partita con un run di 8 yard per il 27-13 finale certamente troppo pesante per Birmingham.

Philadelphia Stars – New Jersey Generals 24-21

Una partita non bella tra due squadre in evidente difficoltà di gioco che ha avuto almeno il merito di tenere il pubblico televisivo, il Dome di Detroit era pressoché deserto, con il fiato sospeso negli ultimi 60 secondi. Eroe indiscusso della partita é stato il kicker degli Stars, Luis Aguilar, che ha segnato tutti i 24 punti della sua squadra mettendo tra i pali otto field goal su otto, l’ultimo e decisivo da 55 yard a un secondo dalla fine.

Gli Stars tornano alla vittoria dopo tre sconfitte ma sono molto lontani dall’aver ritrovato il bel gioco che l’anno scorso li portò a giocarsi il Championship. Il gioco di corsa é quasi scomparso, ma anche il passing game, fiore all’occhiello dell’attacco giallorosso, é fortemente deficitario con Case Cookus che vanta il poco invidiabile primato di QB più sackato del campionato con 22 sacks in cinque partite. La difesa di Phila ha cercato di fermare il running game dei Generals, riuscendo, se non a limitare le yard concesse su corsa, 164, almeno a provocare tre turnover forzando tre fumble a un Darius Victor in cattiva giornata

L’offense degli Stars ha confermato le ormai croniche difficoltà ad andare in touch down e anche oggi in due viaggi entro le cinque yard avversarie, ha dovuto ripiegare sui calci di Aguilar.

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I Generals, da parte loro, hanno guadagnato più yard 354 contro 166 degli Stars, ma hanno fatto quattro turnovers che hanno finito per pesare sull’economia della partita.

Il primo turno di attacco é di Phila che per effetto di un buon ritorno di kick-off di Terry Wright, parte dalla linea di metà campo e, grazie alle portate di Coburn e i passaggi di Cookus, arriva fino a una yard dall’obiettivo, ma lì viene respinta tre volte dalla goal line defense di New Jersey e deve ripiegare sul field goal di Luis Aguilar. Segue una fase con i due attacchi bloccati, poi arriva il primo fumble di Victor, provocato da Adam Rodriguez e ricoverato dal LB Gabriel Sewell. Gli Stars partono dalle 21 dei Generals, ma perdono tre yard e di nuovo devono lasciare ad Aguilar il compito di calciare per altri tre punti. I Generals, al quarto drive, riescono finalmente a raggiungere la end zone avversaria grazie al running game interpretato da Tre Williams e soprattutto da DeAndre Johnson che conclude il drive correndo in touch down per 35 yard.

La replica degli Stars é quasi la fotocopia del loro primo drive: Wright ritorna il KO fino alle 38 dei Generals, l’attacco in sette giochi guadagna zero yard, complici due sack subiti da Cookus, e Aguilar viene chiamato a calciare, con successo, da 56 yard. Da qui al termine del primo tempo vediamo due punt, uno a testa e due field goal, il primo di Nick Sciba da 50 yard per NJ, il secondo del solito Aguilar da 36.

Comincia il terzo periodo con i Generals in possesso, e Victor commette il secondo fumble che il DT Jordon Scott recupera sulla linea delle trenta di NJ e riporta fino alle 20. E’ la volta buona che Philadelphia vada finalmente un end zone? Macché! Arrivato sulle nove, il buon Cookus viene atterrato perdendo una yard, poi lancia un incompleto, e Bart Andrus, l’Head coach si affretta ad ordinare il quinto field goal che da 27 yard per Aguilar é un gioco da ragazzi. La palla torna ai Generals che, per non farsi mancare niente, fanno un altro turnover, questa volta perché Kyle Lauletta, che nel frattempo ha avvicendato DeAndre Johnson in cabina di regia, si fa intercettare dal CB Mazzi Wilkins. Questa volta la serie offensiva degli Stars parte da molto più indietro, ma Cookus riesce a passare in territorio avversario con qualche passaggio nel corto raggio e qualche corsa di Mark Colburn ma sulle 33, in situazione di quarto e sei, si affida al solito Aguilar che come se niente fosse, la calcia in mezzo ai pali da 50 yard per il 18-10.

Entriamo nell’ultimo periodo e le due squadre s scambiano un field goal a testa, prima Scida da 28 yard, poi Aguilar, a cui non piacciono le cose facili, da 49, per mantenere il vantaggio di otto punti. Il tempo per recuperare c’é ma, dopo aver avanzato per 56 yard in cinque minuti, a 6 yard dalla metà, Victor perde la palla per la terza volta in seguito ad un intervento di Jordon Scott. Philadelphia parte dalle proprie 12 yard e , dopo un guadagno di sole sei yard deve allontanare la palla. Ci pensa ancora Aguilar, questa volta in versione punter, che restituisce ai Generals sulle loro 45. Lauletta gestisce al meglio la serie di azioni, coinvolgendo anche il buon Victor che contribuisce con una quindicina di yard corse nel traffico, come lui sa fare. Poi l’ultima yard la corre Lauletta. Trasformazione da due punti per il pareggio riuscita e si va sul 21-21 con una ventina di secondi da giocare e la testa all’overtime. Invece Terry Wright si inventa un altro bel ritorno di kck-off e arriva in territorio Generals Cookus e Colburn guadagnano altre dieci yard e con un secondo da giocare si chiama ancora Aguilar per un impegnativo calcio da 55 yard che il kicker manda puntualmente a segno guadagnandosi il trionfo tributatogli da tutti i compagni.

Non so se sia un record, ma otto calci su otto di cui due oltre le cinquanta yard in una sola partita io non li avevo mai visti.

New Orleans Breakers – Memphis Showboats 10-17

Arriva la prima sconfitta dei Breakers al termine di una partita in costante equilibrio che Memphis si é aggiudicata con merito nel finale. Anche i dati statistici rispecchiano l’equilibrio visto sul campo con i Breakers che tra passaggi e corse hanno guadagnato 256 yard contro le 259 di Memphis e i due QB hanno terminato con buone percentuali di completi:71% Bethel-Thompson e 67% un buon Cole Kelley alla sua migliore prestazione stagionale. Nel complesso però i Breakers, favoritissimi alla vigilia, hanno deluso mentre gli Showboats sono stati una piacevole sorpresa.

Si comincia con i due attacchi un po’ ingessati che vanno al punt, poi Memphis inizia un drive lunghissimo   che dopo otto minuti la porta, tra guadagni e perdite di terreno, fino alle soglie della red zone, dove deve lasciare ad Alex Kessmam la responsabilità di realizzare il field goal da 41 yard del vantaggio. Il secondo periodo continua in una sarabanda di cambi di possesso: prima un fumble di MBT in seguito a un sack forzato dal DE Greg Reaves, poi Kelley si fa intercettare da Nevelle Clarke. Anche questo possesso dura poco perché MBT viene di nuovo atterrato da Jeremiah Valoaga perdendo yard e possesso perché l’ovale viene ricoverato da Frank Herron. Il possesso di Memphis dura lo spazio di una sola azione perché Vinnie Papale, dopo aver ricevuto un passaggio di 24 yard perde l’ovale in seguito ad un intervento di Jarey Elder. Non finisce qui, però, perché Bethel-Thompson si fa intercettare da Kyree Woods. Alla fine, prima della chiusura del primo tempo gli Showboats mettono a segno un altro field goal con Kessman che non sbaglia da 43 yard.

Il terzo periodo vede i Breakers rigenerati da MBT che conduce finalmente un drive senza intoppi concludendo con un TD pass di sei yard per Anthony Jones. Memphis si riporta avanti subito dopo con il terzo field goal di Kessman da 50 yard. Dopo un punt a testa, New Orleans mette di nuovo il naso avanti per un calcio da 27 yard di Matt Coghlin, ma il successivo possesso di Memphis si rivela decisivo perché, dopo tre calci, arriva il touch down di John Mitchell che riceve in end zone un passaggio di sei yard di Kelley. La trasformazione da due punti riesce e Memphis scava un solco di sette punti che nei due minuti rimasti New Orleans non riesce a colmare.

La classifica della USFL

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Francesco Di Taranto

Nato a Foggia, nel 1953, risiedo a Brescia dal 1987 e in precedenza ho abitato a Bologna, dove mi sono laureato in Ingegneria Elettronica. Ho cominciato a seguire il football dalla notte del Super Bowl 1982 vinto da san Francisco sui Cincinnati Bengals. Terminato il servizio militare, nell'aprile '82 ho cominciato a seguire assiduamente, a Bologna, alle partite dei Doves e dei Warriors. Per alcuni mesi, nel 1984, ho partecipato agli allenamenti di una squadra bolognese in formazione, gli Atoms, che sarebbero poi diventati Phoenix San Lazzaro, che ho poi dovuto lasciare a causa del trasferimento per motivi di lavoro. Da allora non ho più smesso di seguire il football, sia professionistico (NFL e poi USFL, AAF e quest'anno XFL), sia dilettantistico in Italia, ma anche in Germania, grazie ai video in streaming della GFL

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