La strada verso il Draft: Jaxon Smith-Njigba

Età: 21 – Ruolo: Wide receiver – College: Ohio State
Classe: Junior – Altezza: 6’1” (1,85 m) – Peso: 198 lbs (90 kg)

Il nome di Jaxon Smith-Njigba è salito alla ribalta nella stagione 2021, quando fu nominato starter da coach Ryan Day per ricoprire il ruolo di slot receiver, completando un terzetto di ricevitori formidabile a Columbus con Chris Olave e Garrett Wilson.

La partita che ha reso particolarmente celebre il suo nome è stato il Rose Bowl 2022, vinto dai suoi Buckeyes sugli Utah Utes per 48-45 grazie ad una sua prova da 15 ricezioni per 347 yard, che ha settato il record di yard ricevute sia per l’ateneo di Ohio State che per un bowl – e quindi, di conseguenza, anche il record del Rose Bowl in particolare.

Nativo di Dallas, Texas, è cresciuto nella vicina Rockwall, dove ha frequentato l’high school, dove, nella stagione da senior, è riuscito a rompere la barriera delle 2000 yard ricevute venendo eletto Texas Gatorade Football Player of the Year e high school All-American sia da Sports Illustrated che da USA Today. Recruit 5 stelle, ha scelto di sposare la causa di Ohio State, rifiutando moltissime offerte, tra le quali quelle di Ole Miss, Notre Dame e Nebraska.

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Dopo aver chiuso l’anno da sophomore con 1’606 yards ricevute – record in stagione singola della Big Ten Conference – e con quella storica prestazione al Rose Bowl, Smith-Njigba si presentava ai blocchi di partenza della stagione 2022 con l’etichetta di miglior WR della nazione. Purtroppo per lui e per la sua squadra, la sua stagione 2022 non è di fatto mai iniziata: ha combattuto tutto l’anno con un infortunio al bicipite femorale che lo ha costretto a giocare solo 3 partite e non nelle migliori condizioni.

Stiamo quindi parlando, di fatto, di un one-year wonder che non ha potuto dimostrare di poter eccellere anche quando l’attenzione delle difese sarebbe stata tutta concentrata su di lui invece che sui suoi più celebri compagni di reparto.

Se Smith-Njigba è in salute, comunque, siamo di fronte ad un route runner come ne crescono davvero pochi: il suo footwork, unito al controllo del corpo e alla capacità di lettura del posizionamento del CB (il leverage) aveva fatto di lui un vero e proprio incubo per le secondarie avversarie.

https://twitter.com/ESPNCFB/status/1276209925497257986?s=20

Clip presa dal periodo dell’high school, ma che fa ancora impressione.

In situazione di terzo down e lungo, anche quando nel gioco chiamato non era la prima lettura di CJ Stroud, è stato il target preferito del suo QB grazie alla capacità di separazione di livello elite. Tracciamento della palla e win rate anche contro difese man-to-man – come si evince dal video sottostante – sono straordinari al punto dall’aver fatto di lui un WR completo a livello collegiale.

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Tecnicamente – per posizionamento delle mani, drop rate, route running, footwork e ball skills – Smith-Njigba è il prospetto più rifinito della classe draft 2023, dove pecca è nei parametri fisici e atletici. Il problema è che mentre per gli aspetti prettamente tecnici, seppur con difficoltà, un ragazzo può migliorare, è altamente improbabile che guadagni 2 pollici di altezza ed è piuttosto difficile che scenda di più di 1 decimo di secondo sulle 40 yard, pur seguendo un programma di allenamento ad hoc.

Se la cosiddetta “top end speed”, la velocità massima in rettilineo, non è al livello richiesto per una superstar NFL, la velocità dei primi due passi e dei cambi di direzione è eccezionale: la 40 yard dash è sempre il test più osservato, ma è raro che un WR corra vere e proprie go route senza intralci. La 3-cone-drill è un test molto più situazionale, e il tempo di 6.57 fatto registrare da JSN è semplicemente straordinario, così come il 3.93 della navetta 20 yard: quasi 3 decimi di secondo più veloce di tutti i WR nella prima e l’unico sotto la soglia dei 4 secondi nella seconda.

https://twitter.com/NFL/status/1632178661171294215?s=20

Pur essendo straordinario in tutto ciò che fa, Smith-Njigba resta un ragazzo di poco più di un metro e ottanta, con una apertura alare decisamente sotto media per la NFL e con un atletismo che, seppur buono, non lo colloca tra i migliori per la posizione. Manca quindi di quell’upside che solitamente fa impazzire gli scout NFL.

Chi punterà su di lui al Draft saprà probabilmente di portarsi a casa uno degli slot receiver più completi e “pronti” tra quelli usciti dal college negli ultimi anni, ma dovrà essere consapevole dei limiti di potenziale del ragazzo, che difficilmente potrà diventare in futuro un vero WR1.

Considerato il fisico non eccessivamente robusto, è da considerarsi un buon bloccatore: non si tira indietro quando c’è da “lavorare sporco” e mantiene il contatto con buona proprietà tecnica. Altro enorme plus di JSN è l’abilità after-the-catch: che non sia il più veloce dei WR lo abbiamo detto, ma palla in mano ha comunque una grande creatività e una elusività quasi “da runningback”: finte e cambi di direzione ricordano molto quelli fatti da giocatori molto meno longilinei di lui.

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Oltre all’upside limtato, l’altra red flag è quella degli infortuni: lo abbiamo visto al suo meglio solo per una stagione al college e quella di quest’anno è stata un lungo calvario tra una ricaduta e l’altra fino alla decisione di novembre di smettere di puntare al rientro per risolvere con più calma i suoi problemi fisici con l’obiettivo Draft.

Il range di uscita dovrebbe essere tra la 8a e la 25esima chiamata. Alcune mete possibili sono Chicago Bears, Houston Texans, Los Angeles Chargers, New England Patriots o New York Giants, la cui scelta n.25 rappresenta il limite ultimo di chiamata per il ragazzo.

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Un Commento

  1. Non me ne intendo, magari dovrei stare zitto. Non capisco le riserve sul fisico. Mi sono sempre chiesto come si possibile che tante star NFL siano state selezionate oltre il terzo giro. Prob è vero che un uomo in uscita dal college non rivela ancora tutto il suo potenziale così come, per dire, noi tutti difficilmente scegliamo la facoltà universitaria che sceglieremmo una volta diventati adulti. Torniamo in topic. Non possono essere tutti Calvin Johnson. Ci sono anche i Julian Edelman. Che poi, magari hanno tre anelli al dito, qualcuno dei quali pure meritato. Certo, non tutti trovano Belichick a guidarli. Il quale però ci spiega, che troppo spesso i giocatori vengono selezionati come se dovessero andare ad un meeting di atletica, e non giocare a football. Magari, dovendo giocare a football, tanto vale considerare anche chi sa giocare a football. E dall’articolo, sembrerebbe emergere la fotografia di un soggetto che questo sa fare.
    Mah non lo so, come dicevo non me ne intendo, così vado a vedere su Wiki le misure antropometriche accreditate a qualche WR che mi ricordo, Hopkins, Adams, Hill, A.J. Brown e Devonta Smith. Sono tutti lì intorno o anche ben al di sotto. Mi ricordo di avere letto del più grande di tutti. Lo cercarono in pochi al draft, perchè dicevano fosse scadente sulle 40 yard. Poi qualcuno ha provato a prenderlo in partita, e ha fatto una cerca fatica.
    Terrò d’occhio questo Jaxon, grazie per avrne parlato.

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