Profondo Roster 2021: Miami Dolphins

Dopo essere stata una presenza costante nei playoff negli anni ’80 e ’90, nelle ultime venti stagioni i Miami Dolphins hanno raggiunto la post season appena due volte, nel 2008 e nel 2016, senza però mai superare gli wild card. Nel campionato 2020, la compagine del sud della Florida è rimasta di poco fuori dai playoff, nonostante un buon record di 10-6, e dunque, con un anno di esperienza in più sia per l’head coach Brian Flores che per il regista Tua Tagovailoa, ci si aspettava una nuova corsa alla post season, invece, quando siamo vicini alla prima metà della stagione, il team verde-arancio ha centrato un solo successo (nella prima giornata, di un punto contro i Patriots) seguito poi da sei ko consecutivi.

OFFENSE

Scelto come quinto assoluto nei draft 2020, Tua Tagovailoa è arrivato lo scorso anno in una situazione ideale, con un team che aveva a roster l’espertissimo Ryan Fitzpatrick da cui il rookie da Alabama poteva imparare senza troppa fretta. Invece a metà stagione l’esordiente è stato buttato nella mischia con risultati piuttosto modesti. In questo 2021 Fitzpatrick è finito a Washington e Tua è rimasto l’incontrastato titolare, ma le cose non stanno andando molto meglio.

Tagovailoa è stato costretto ai box per tre giornate a causa di un problema alle costole ed il suo sostituto Brissett è stato largamente inefficace, ma l’ex Alabama ha condotto i suoi alla vittoria contro New England pur non brillando, poi, dopo il suo rientro, sono arrivati due stop contro Jacksonville a Londra e in casa contro Atlanta, non esattamente due squadroni. Le statistiche di Tagovailoa delle ultime due partite non sono state affatto malvagie, 65 completi su 87 tentati per 620 yard con 6 td pass ma anche 3 intercetti. Ecco in quest’ultima statistica c’è molto di un giocatore che commette ancora troppi errori e che non ha, per ora, l’abilità di cercare il ricevitore libero, non sempre quello dettato dallo schema, ma che è anche bravo a non farsi influenzare dagli errori stessi e a riprendersi rapidamente.        

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Inoltre Tagovailoa non è stato aiutato né dai cambi a livello di offensive coordinator, visto che l’ex Crimson Tide è passato da Chan Gailey ad addirittura a due coordinator, George Godsey e Eric Studeville, né da un ambiente esterno tutt’altro che tranquillo e rassicurante, visto che uno dei segreti peggio nascosti della NFL è il tentativo che la dirigenza Dolphins sta facendo per portare al sole della Florida DeShaun Watson.

Leading receiver dei Dolphins in questo 2021 è l’ottimo rookie Jaylen Waddle che in sette partite ha già portato a casa 44 ricezioni per 384 yard e tre mete. Vero, la media a catch è decisamente bassa (8,7 yard) ma per un team in difficoltà l’avere un ricevitore dalle mani sicure è decisamente importante.

Dietro di lui con 37 catch e una media di oltre 11 yard, c’è Mike Gesicki, atleta al quarto anno che si sta confermando fra i tight end più interessanti del torneo e che dovrebbe facilmente superare le 52 palle portate a casa nel 2020. Altro elemento prezioso nel passing game è il runner Myles Gaskin, già arrivato a quota 28 ricezioni e, soprattutto, autore di tre touchdown su passaggio (e curiosamente nessuno via terra). Vero, finora nella sua carriera Tagovailoa ha faticato sul lungo, ma una presenza che è sicuramente mancata ai Dolphins è quella di DeVante Parker che ha disputato solo quattro partite prima di finire ko contro Indianapolis per problemi muscolari alla gamba e un guaio alla spalla. In effetti nell’attacco dei Dolphins è proprio Parker che dovrebbe essere il principale protagonista dei big play (e nelle partite contro Patriots e Colts la sua media è stata attorno alle 20 yard per ricezione) ma finora l’ex Louisville non è riuscito ad essere un fattore, anche se la dirigenza arancio-verde spera di averlo in campo domenica nel difficile match contro i Bills.

L’apporto dei receiver nell’attacco di Miami, stante anche la perdurante assenza di un Will Fuller che si sta confermando fisicamente davvero fragile, sostanzialmente finisce qui, visto che dopo Parker come numero di catch ci sono il tight end Smythe con 13 e il runner Ahmed con 9. A quota 7 ricezioni ci sono l’esperto Albert Wilson ed il tuttofare Mack Hollins, atleta molto utilizzato negli special team e molto amato nello spogliatoio (la storia dell’approdo di Hollins ai Dolphins, tra l’altro, è piuttosto curiosa perché all’inizio di dicembre del 2019 il receiver giocò con il suo team di allora, gli Eagles, a Miami. Il martedì successivo la gara, l’head coach di Philadelphia Doug Pederson, gli comunicò che era stato tagliato ma nel giro di un giorno Hollins venne subito ingaggiato dai Dolphins, così appena tre giorni dopo la partita, il prodotto da North Carolina era nuovamente sulla via della Florida).

Dal team che ha la nettamente la percentuale di giochi di corsa più bassa della NFL ci si aspetterebbe un running game asfittico, ed invece tutto sommato il gioco via terra dei Delfini non è così terribile: il team corre a quasi 4 yard di media, ventiquattresimo in NFL, ed è per pochi centimetri alle spalle di compagini come Bengals o Chargers. Myles Gaskin è il runner più utilizzato con 54 portate per 243 alla media di 4,5 yard, seguito da Malcolm Brown con 33 portate per 125 yard ed un TD. Sta invece faticando il giovane Salvon Ahmed che ha guadagnato appena 75 yard in 28 portate ma che dovrà necessariamente migliorare il suo apporto visto che Brown è stato messo recentemente messo in IR per un problema al quadricipite. Nel complesso, comunque, anche Tagovailoa ha dato il suo contributo con 11 portate (praticamente in tre gare) per 52 yard e una meta.

Una linea offensiva che già in preseason non dava l’impressione di essere solidissima è stata bersagliata dagli infortuni e coach Jeanpierre ha dovuto spesso mischiare le carte, cosa che non ha agevolato certo l’amalgama del gruppo. Il centro titolare dei primi tre match, Michael Deiter, che era sembrato prendere progressivamente confidenza col ruolo dopo aver giocato nel 2019 come guardia ed essere stato utilizzato pochissimo nel 2020, è fuori per un problema al piede, ed anche il suo sostituto, l’ex Raven Greg Mancz è out per un guaio all’inguine. Domenica dunque contro Atlanta ha esordito addirittura il terzo centro, l’ex Chief Austin Reiter, che onestamente non se l’è davvero cavata male.

Guardia destra è la seconda scelta del 2020 Robert Hunt, atleta fin qui discreto ma nulla più, mentre a sinistra ha iniziato la stagione Solomon Kindley, che è poi stato relegato in panchina ed al suo posto sono stati utilizzati prima Jesse Davis poi, nelle ultime tre partite, Austin Jackson. I tackle sono il rookie Liam Eichenberg e il già citato Davis. Eicheberg ha finora offerto un rendimento altalenante, come forse è prevedibile per un rookie, mentre Davis sembra aver definitivamente messo le mani sul ruolo di tackle destro, più importante nei Dolphins rispetto ad altre squadre poiché Tagovailoa è un quarterback mancino.    

Tua Tagovailoa - Miami Dolphins

DEFENSE

L’attacco avrà sicuramente le sue colpe per una stagione decisamente negativa, ma la difesa dei Dolphins è fin qui davvero l’ombra di quella del 2020, con Miami crollata dal sesto al trentunesimo posto per punti subiti e dal ventesimo al trentaduesimo ed ultimo gradino per yard concesse. Il problema è che il reparto è tremendamente inefficace sui terzi down, concede troppi big play soprattutto nel passing game e nelle ultime gare ha anche faticato a mettere a segno sack e a generare quei turnover che invece non erano certo mancati nel 2020.    

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Zach Sieler, Christian Wilkins e John Jenkins sono i tre down linemen, con quest’ultimo che si alterna spesso con Adam Butler in mezzo alla linea. In realtà Butler ha giocato un centinaio di snap in più rispetto ad un Jenkins che però, purtroppo per Miami, ha praticamente saltato tre gare per problemi alle ginocchia. Purtroppo poiché finora Jenkins si è rivelato più efficace nel contenere il running game di un Butler che in sette gare ha al suo attivo solamente due tackle e 4 assist. Dei linemen, la prima scelta del 2019 Wilkins è stato quello più utilizzato, con 324 snap, ed è stato anche il più attivo a livello di pass rush, con 2 sack, 4 hit e 6 hurries anche se fin qui ha sbagliato qualche tackle di troppo. Altro atleta impiegato sovente in linea difensiva è Raekwon Davis che dopo una prima buona stagione da rookie sta ora invece faticando.

Ai lati dei linemen, gli edge rusher più utilizzati sono Emmanuel Ogbah, Jaelan Phillips e Andrew Van Ginkel, con il primo che è decisamente il più temibile del trio con 3 sack, 9 hit e 15 hurries. Il rookie Phillips e Van Ginkel  hanno avuto un buon inizio di stagione, ma dopo 4 gare ben giocate hanno vissuto un mese di ottobre problematico. Altro edge rusher piuttosto utilizzato è Brennan Scarlett impiegato fin qui nella metà degli snap rispetto alla coppia Phillips-Van Ginkle ma che ha messo a segno la miseria di due hurries.

Il reparto linebacker è guidato da Jerome Baker, leading tackler con 38 placcaggi, le cui prestazioni finora sono state tutt’altro che costanti. Al suo fianco è spesso schierato l’ex Patriot Elandon Roberts che però da quando è arrivato a Miami nel 2020 non è più riuscito ad avere un buon rendimento come quello mostrato nel quadriennio con New England. Il pacchetto di linebacker è completato da Sam Eguavoen, reduce da un 2020 in cui è stato utilizzato davvero col contagocce, e che invece in questo 2021 sta trovando un po’ più di spazio e che ha dato fin qui un discreto apporto anche a livello di pass rush.

I due cornerback titolari sono l’ottimo Xavien Howard, uno dei migliori interpreti del ruolo in NFL quando riesce a restare sano, e l’ex Cowboy Byron Jones. Howard, reduce da un 2020 formidabile, in cui ha messo a segno 10 pick ed è stato convocato per il Pro Bowl, ha al suo attivo due degli appena tre intercetti confezionati dai Dolphins e sta concedendo poche ricezioni ma spesso per guadagni molto lunghi mentre Jones è giocatore solido ma finora un po’ sottotono in questo 2021. Nella rotazione dei cornerback vengono utilizzati anche Nik Needham, che sta disputando la miglior stagione da quando è in NFL, e un Justin Coleman che dopo essere partito titolare contro Jacksonville, è stato relegato a compiti strettamente di special team nella gara di domenica contro Atlanta.

I Dolphins hanno spessissimo in campo tre safety, in genere Eric Rowe, il rookie Javon Holland e l’ex “nemico” Jason McCourty, approdato a Miami dopo tre anni con New England (ma il grosso della carriera l’ex Rutgers lo ha passato a Tennessee). Rowe dopo un 2020 di grande livello, in cui ha spesso messo la museruola al tight end avversario, sta vivendo una stagione anonima anche se tutto sommato non sta giocando male sulla corsa, mentre Holland sta alternando belle giocate a improvvise amnesie (il touchdown di Gage domenica contro i Falcons è arrivato per una sua “dormita”), cosa prevedibile per un rookie. McCourty non è stato molto cercato dai QB avversari ed ha concesso pochi big play, ma pure lui è finito in IR per un problema al piede piuttosto serio e non è detto che non abbia già terminato la sua stagione. Ultimo giocatore piuttosto utilizzato del gruppo safety è Brandon Jones che però fin qui è stato decisamente più efficace come pass rusher, con i suoi 2 sack e 3 hurries, rispetto al gioco di passaggio, in cui ha concesso 11 completi su 11 lanci nella sua direzione.

LA SORPRESA

Vero, non avrà un totale di yard guadagnate stratosferico, ma a questo ritmo il totale di ricezioni di Jaylen Waddle a fine regular season arriverà attorno alle 100; davvero non male per un rookie con una situazione quarterback non esattamente idilliaca.  

LA DELUSIONE

In una difesa che sostanzialmente è rimasta la stessa della passata stagione, è quasi impossibile trovare un singolo atleta che non stia facendo peggio rispetto al 2020, ma l’involuzione del linebacker Elandon Roberts è davvero un problema per coach Flores.                                                              

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