Conference 2020: Le pagelle

Già aver solo due partite in un fine settimana meriterebbe una F. Non mi lascio prendere dallo sconforto che mi assale annualmente e vado oltre. Più combattuto il derby delle baie, anche per le evidenti lacune di tutte le squadre della NFC in questa stagione. Tampa piazza il colpaccio in un match in cui pensavo di vedere una Green Bay meno titubante. Peccato sia mancato quel quarto down che avrebbe aggiunto pepe al finale e magari portato una A alla partita, comunque divertente. Meno brillante di quanto ipotizzassi alla vigilia la sfida di Kansas City. Buffalo comincia bene, poi svanisce e non dà mai l’impressione di potersela giocare. Peccato. I Chiefs sono una gioiosa macchina da guerra. Bellissimi. / B

Tampa Bay Buccaneers @ Green Bay Packers / B+

Packers / D+

Troppo non ha funzionato per meritare un voto migliore. Il “più” è per Aaron Rodgers. Avrebbe dovuto giocare una partita da annali per restare in corsa, si è limitato a una buonissima gara, ottima per molti altri suoi colleghi. Chissà, forse se su quel terzo down a fine gara avesse scelto di correre, proprio di una gara indimenticabile parleremmo. Non è andata così, in un paio di circostanze è venuta meno anche la connection più sicura di tutta la Nfl, quella con Davante Adams. Il running game si è infranto contro la temuta difesa dei Bucs. Aaron Jones è stato irriconoscibile. La linea offensiva (quanto è importante David Bakhtiari e come si vede quando manca lui) si è fatta fagocitare da Shaquil Barrett e Jason Pierre Paul, rispettivamente 3 e 2 sack. Nel primo tempo anche la difesa non ha trovato contromisure, migliorando nella ripresa grazie al calo di Brady. Chi però ha deluso maggiormente è stato il coaching staff. Inaccettabile la difesa organizzata a otto secondi dal termine del primo tempo. Inspiegabile la decisione di calciare il field goal anziché giocare il quarto tentativo per pareggiare. Sono rimasti in partita fino al termine, e questo gli ha evitato la F, più per gli errori di Tom-pa Bay che per meriti propri, però. Per questo l’insufficienza è netta.

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Buccaneers / B-

La valutazione, meglio ricordarlo, è sulla partita. Perché dovessi ampliare l’orizzonte e dare un voto ai play-off giocati fin qui dai Buccaneers, sarei sicuramente più largo di manica. È stato il terzo arrembaggio vincente in trasferta, chapeau. Addirittura darei il massimo dei voti se stringessi la prospettiva al primo tempo. Eccellente. Non tutto è filato liscio nella ripresa, invece. I tre intercetti di Brady potevano costare molto caro. Scelte inopinate si sono mixate a lanci pessimi. Non da lui. La difesa dopo aver dominato la prima frazione è parsa meno feroce. Cali di tensione simili potrebbero costare parecchio al Super Bowl. Le prove superlative di Barrett, Pierre Paul e Devin White rimangono, sia chiaro. Così come è lodevole aver limitato i danni contro Rodgers pur senza le safety titolari. Da segnalare qualche drop di troppo (oltre a Leonard Fournette, anche Mike Evans e Chris Godwin – non al top della condizione – hanno mancato ricezioni che WR come loro non dovrebbero fallire), una ripresa meno incisiva anche su questo lato della palla. Alti e bassi per il gioco di corsa, poco efficace nei secondi 30 minuti. Secondo tempo in cui non sempre le chiamate degli allenatori mi hanno convinto. A volte bisogna avere la sapienza di piegare le proprie teorie al momento della partita e allo stato di forma dei propri giocatori. Un ultima nota per Jaydon Mickens, una spina nel fianco sui ritorni.

Buffalo Bills @ Kansas City Chiefs / C-

Bills / C-

Chi ben comincia dovrebbe essere a metà dell’opera. Così non è stato per i Buffalo Bills all’Arrowhead Stadium. Il buon inizio è rimasto senza un seguito. Il quarto d’avvio ha illuso che l’Afc Championship potesse essere tirato fino all’ultimo. La difesa ha resistito al primo assalto di Patrick Mahomes e soci. Non è più successo nel prosieguo. E non riuscendo mai a fermare i ragazzi di Andy Reid l’attacco avrebbe dovuto ribattere ogni colpo. Anche questo non è accaduto. L’unico in grado di guadagnare correndo è stato Josh Allen, meno spumeggiante quando si è trattato di dover far volare l’ovale. I problemi sulle corse erano cosa nota in partenza, se ci si aggiungono le difficoltà aeree, diventa impossibile immaginare come Buffalo avrebbe potuto produrre più di quanto abbia raccolto. Tant’è che Stephon Diggs per gran parte della contesa non è risultato un fattore. Non estranea alla faccenda la pressione della linea difensiva dei Chiefs cui Allen ha dovuto far fronte spesso e volentieri. Positivi Cole Beasley e Dawson Knox, faccio senza dire che non potevano bastare loro per scalare la montagna che c’era di fronte.

Chiefs / A

Ci mettono un quarto a prendere le misure ai Bills, da lì in avanti se non è stato un monologo poco ci è mancato. Una facilità di gioco di una piacevolezza ammorbante. Mahomes, Tyreek Hill e Travis Kelce ancora una volta hanno fatto sembrare il football un giochino facile facile. Ma nemmeno il flag football è così semplice come ci lasciano credere loro. E se Tampa Bay avrà delle soluzioni migliori per contenere Kelce, sappiamo bene cosa ha combinato a fine novembre Hill alle secondarie dei Buccaneers. Nota di merito anche a Frank Clark, che ha messo per due volte le mani su Allen. La vera nota stonata della partita è arrivata dall’infermeria. L’infortunio a Eric Fisher potrebbe essere un problema anche in ottica Super Bowl. Per il resto non mi resta che firmare una pagella fantastica per tutti: da Mahomes a Reid, da Clark a Hill, da Mathieu (che leader ragazzi, ogni volta che lo vedo in campo mi conquista, una carica alla Troy Polamalu) a Butker. Darrel Williams il migliore tra i running back, ecco se vogliamo qui non sono stati stratosferici i Chiefs. Clyde Edwards-Helarie non è sembrato ancora al 100%. Lo scorso anno nella corsa verso il Super Bowl avevano l’aria della squadra in missione. Nel Championship, invece, ho visto la maturità e la consapevolezza della formazione che sa di essere la più forte.

Conference 2020: Sette considerazioni per due partite

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