La strada verso il Draft: Marquise Brown

Età: 21 – Ruolo: Wide Receiver End – College: Oklahoma
Classe: Junior – Altezza: 5’10’’ (1.78 m) – Peso: 170 lbs (77 kg)

Fin dai tempi della HS in Florida Marquise “Hollywood” (soprannome e città di origine) Brown si è contraddistinto per la capacità di regalare highlight ad ogni giocata attaccando il profondo con la sua abbacinante velocità, trasformando screen pass con poche pretese in touchdown o vanificando i tentativi dei CB avversari di ostacolarlo nel tentativo di raccogliere un prolato lanciato troppo lungo per tutti ma non per lui. Alle qualità sul campo non è però sempre corrisposta la necessaria applicazione negli studi, requisito fondamentale per poter accedere ad una università di livello, e che lo ha forzato all’esilio, per un anno, al College of the Canyons in California dove tra un lavoretto e il tempo passato in aula per sistemare i voti ha trovato comunque il modo di farsi notare sul gridiron chiudendo la sua esperienza nel Juco californiano con 50 ricezioni, 754 yard e 10TD.

Recuperata l’eleggibilità, ad Oklahoma, è definitivamente esploso supportato da un attacco pirotecnico, il vero motivo per cui il cugino di Antonio aveva scelto Norman per continuare la sua carriera collegiale, e dal duo Mayfield-Murray che è stato capace di sfruttarne le qualità da playmaker facendolo diventare uno dei migliori ricevitori della nazione. Brown ha chiuso la sua carriera ai Sooners con 132 ricezioni, 2413 yard e 17 TD, venendo nominato first-team All-American e Firts-Team Big12 nel suo anno da junior. Unico neo le ultime due partite della sua carriera a Norman: infortunatosi nel Big12 Championship non è poi riuscito ad essere un fattore nella semifinale persa con i Tide (l’anno precedente con i Bulldogs aveva invece chiuso con 8×114 yard e un TD) che è costata la seconda sconfitta in altrettante apparizioni ai playoff per i ragazzi di Coach Riley.

WR undersize (5’10” 170 lbs) per gli standard NFL Brown è un home-run con casco e paraspalle: le caratteristiche principali sono la velocità e la rapidità nei movimenti laterali. Ama attaccare il profondo riuscendo sempre a creare separazione tra sé ed il suo avversario ma sa anche essere devastante in situazione di screen e di cross route dove la sua elusività ed il suo foot-work gli permettono di trasformare teorici piccoli guadagni in big play. Può giocare sia sull’esterno che da slot ed è un route-runner piuttosto sottovalutato anche se, come per tutti i ricevitori in uscita dal college, dovrà ampliare il suo route-tree. Bloccare non è esattamente il motivo per cui i GM sceglieranno di investire una pick al primo giro per lui ma, nonostante la taglia fisica, è in grado di fare il suo anche in questo fondamentale.

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Le mani sono buone ma non necessariamente “sorprendenti”, non è certamente il prototipo quello del WR di “possesso” e c’è qualche dubbio sulla tenuta fisica nel lungo periodo. Sulle 50-50 ball si è visto ì di meglio, deve crescere quando è costretto ad aggiustare la posizione e migliorare alcuni aspetti tecnici relativi alla posizione ma resta un prospetto cinque stelle extra-lusso e potenzialmente il ricevitore più elettrizzante dell’intero draft.

L’ideale, per le sue qualità sarebbe finire in una vertical passing offense dove le sue caratteristiche possano essere esaltate. Le squadre che potrebbero essere interessate a lui sono Baltimore che sceglie alla 22 ed ha bisogno di dare dei target a Jackson e Indianapolis anche se credo che il profilo a cui stiano pensando nell’Indiana sia un po’ diverso da quello di Brown. Il “colpaccio”, per Brown, potrebbe avere le sembianze New England Patriots in cui non troverebbe certamente il sistema ideale ma avrebbe l’opportunità di giocare con Tom Brady, uno che ha fatto sembrare forti degli emeriti sconosciuti. Occhio ai Chiefs che se dovessero perdere Hill per le purtroppo note vicende giudiziarie avrebbero più di un motivo per pensare di sostituirlo proprio con Hollywood Brown.

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Andrea Ghezzi

Padre di Mattia e Lorenzo, Marito di Silvia, Fratello di Zoe (Franci ti voglio bene). Scrivo (poco) e parlo (tantissimo) di Football, anche italiano. Direttore di The Cutting Edge credo solo a tre cose: #mattanza #badaun e #bomboloni.

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