Il futuro delle scommesse nella NFL

Ora è ufficiale, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha revocato il divieto in vigore sulle scommesse sportive in 46 dei 50 stati americani, confermando la legalità di una legge statale approvata nel 2014 che consente tuttora le scommesse sportive nei casinò e nei circuiti ippici del New Jersey. Come riporta Sportspromedia, l’attesissima decisione favorisce la prospettiva di altri Stati americani che perseguono leggi simili sul gioco d’azzardo: le scommesse sportive sarebbero infatti una fonte potenzialmente redditizia sul fronte fiscale. Negli ultimi 25 anni, il gioco d’azzardo relativo agli sport negli Stati Uniti è stato legale solo in Nevada e, in misura limitata, nel Delaware, nel Montana e nell’Oregon. Qualcuno crede davvero che la NFL non sarà tra i primi beneficiari di questa sentenza? Io non ci “scommetterei”.

Come dicono oltreoceano “Money talks; follow the money”.

La lega sarà molto cauta con le sue dichiarazioni pubbliche e le sue esternazioni in questa nuova era del gioco d’azzardo, soprattutto in questi giorni in cui i diversi stati stanno interpretando la sentenza e iniziano a formulare i piani per applicarla, ma sicuramente alla lettura della notizia più di un proprietario si è trasformato in un Looney Tunes con gli occhi tramutati nel simbolo del dollaro che esplodono fuori dalle orbite.

Il discorso di base è che non c’è limite alle “entità” che potranno ricavare un cospicuo profitto da questo sistema: società di scommesse americane e non, leghe sportive professionistiche e i rispettivi proprietari, casinò, gli stessi stati e i networks che saranno inevitabilmente inondati da pubblicità e intermezzi per consigliare scommesse e quote.

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Il rovescio della medaglia, per la NFL, sarà la mole di lavoro che dovrà affrontare per mantenere immacolata l’integrità del gioco e delle partite in particolare. La risposta della lega non si è fatta attendere:

[quote font_style=”italic” arrow=”yes”]”Considerata questa possibile problematica, intendiamo riunirci nuovamente con il Congresso, questa volta per mettere in atto un quadro normativo fondamentale per le scommesse sportive legalizzate, inoltre lavoreremo a stretto contatto con le franchigie per garantire con tutte le forze la protezione dei nostri tifosi e dello sport”.[/quote]

Fonti hanno detto che la NFL è stata molto attenta su come la NBA abbia deciso di procedere; quest’ultima si è mossa molto in anticipo ed ha espresso il desiderio di ricevere l’1% dei soldi che saranno scommessi sulle loro partite come se fosse una royalty o “tassa sull’integrità”.

In molti stadi in Inghilterra puoi piazzare le tue puntate direttamente allo stadio, viene quindi da porsi la domanda se mai vedremo una cosa del genere anche al MetLife, al Gillette, al AT&T o al NRG Stadium. La NFL ha speso una considerevole somma di denaro per l’iniziativa della Next Gen Stats per anni, sperando che dati come la rapidità di un WR nella ricezione o la velocità di un passaggio potessero rendere più interessanti le trasmissioni televisive. Probabilmente la quantità di numeri elaborati e sparati al ritmo di una mitragliatrice durante le partite può aver disorientato i meno avvezzi, ma cosa accadrebbe se quei dati diventassero parte delle scommesse live? Per esempio “quale giocatore correrà il maggior numero di yard”, “quante volte il QB sarà placcato”, “chi riceverà il lancio più lungo” o ancora “quante yard farà il RB dopo il primo contatto”. Cosa potrebbe succedere se scommesse di questo tipo, per le quali i fanatici impazzirebbero, potessero essere fatte solo attraverso applicazioni o siti creati appositamente dalla NFL?

Il giro di soldi che ne verrebbe fuori sarebbe in grado di fare impallidire anche gli stessi americani, nonostante siano stati la massima espressione del motto “Bigger is better”.

Non credo che vedremo annunci di scommesse sulle maglie delle squadre NFL nell’immediato futuro, potremmo però vederli sotto forma di patch in tutto l’abbigliamento da gioco NBA probabilmente già dalla prossima stagione, ci sarà senza dubbio una sorta di autorità morale sulla NFL che prevarrà per un po ‘di tempo. Le lotte per liberalizzare le scommesse, e per evitare quindi di dover fare un “salto” a Las Vegas ogni volta che sale la febbre de gioco, sono state tante e di certo non economiche; ciò lascia intendere che spendere ulteriori dollari per creare lobby contro questo sistema potrebbe non essere la strada giusta da percorrere. Era solo una questione di tempo prima che anche gli USA raggiungessero la cultura del gioco d’azzardo già affermatasi in Canada e in Europa, e come spesso accade i ricchi diventeranno ancora più ricchi.

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Massimiliano Poli

Nato a Montecchio (RE) il 5 gennaio 1993, studente di Giurisprudenza presso la facoltà di Modena, appassionato di football americano, NFL, NCAA, ex giocatore e cittadino sotto ogni cielo.

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