[NFL] Week 12: Sfida tra gli ultimi sopravvissuti (New York Giants vs Washington Redskins 10-20)

Redskins e Giants  non si presentano alla sfida serale del Thanksgiving nelle migliori condizioni. Sono ben 29 i giocatori in injured reserve list: 15 per Washington e 14 per New York. Entrambe le squadre sono reduci da partite concluse all’over time. Umori agli antipodi, per i risultati e per il modo in cui sono maturati, ma stanchezza ed acciacchi di pari livello. I padroni di casa, nel corso della stagione, hanno schierato ben 23 diversi starter in attacco. Gli unici 3 irriducibili sono Cousins, il Te Davis e il Rt Moses. Dall’altro lato, i G-Men guidano la classifica dei drop, con ben 30 palloni ricevibili caduti a terra.

Tutto ciò non poteva che inficiare la qualità dello spettacolo. Quello offerto dai due attacchi, in particolare, non è stato memorabile. Si comincia immediatamente con un three and out per parte. Un primo tempo eccitante per i feticisti del punt, che possono assistere a 9 esecuzioni di Way e Wing. La fatica nel muovere la catena è mastodontica. I Dt Harrison e Tomlinson, oltre ad assicurare la consueta solidità contro le corse (solo 3 yard guadagnate in 5 portate da Perine nel primo tempo), riescono a fare breccia nella Ol interna registrando un sack e mezzo, a cui vanno aggiunti i 3,5 dei rusher esterni Pierre-Paul e Vernon. Dall’altra parte, Kerrigan porta a scuola il tackle destro Wheeler, rookie undrafted da USC, sackando 2 volte Manning.

Si perpetuano le difficoltà dei ricevitori dei Giants: questa volta è Engram a mancare, in più di un’occasione, catch alla sua portata. Serata incolore per il rookie da Ole Miss: solo 3 ricezioni su 7 target per 18 yard. A 4 minuti dall’intervallo Rosas sblocca il risultato: calcio dalle 30 e parziale di 3-0. Pareggia il suo quasi omonimo Rose a pochi secondi dalla fine, infilando i pali dalle 28. 3-3 e squadre negli spogliatoi.

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Nel secondo tempo il gioco di corse di Washington ha un altro piglio. Nonostante la scarsa disciplina della linea e dei ricevitori (8 penalità per 55 yard), Perine conquista 97 yard in 19 portate. Merito anche dei maggiori sforzi profusi nei bloccaggi dai tight end Davis e Paul. Questo allevia notevolmente la pressione sul gioco aereo di Washington, creando spazi nel mezzo del campo sul medio-lungo raggio. A beneficiarne enormemente è Crowder, che dallo slot infligge danni devastanti. Il suo bottino finale è di 7 ricezioni per 141 yard e 1 Td. Il primo di giornata porta la sua firma: riceve in end zone un lancio da 15 yard di Cousins, bravo ad estendere la giocata in scramble. 3-10 che pare l’abbrivio giusto per approdare alla vittoria.

Abbrivio che si arresta bruscamente, perché, dopo un rapido three and out dei Giants, Jenkins riporta in end zone il suo terzo intercetto stagionale siglando il 10-10. Cousins effettua un lancioleggermente alto verso il Rb Marshall, prelevato settimana scorsa dalla practice squad degli Eagles. L’ex Oregon non trattiene, la palla si impenna, e Jenkins la ghermisce come farebbe un falco con la sua preda. La difesa di Washington non si scompone e continua a compiere il proprio dovere concedendo pochissimo. Al termine della gara, infatti, saranno solo 170 le net yard consentite.

Pasticcia invece Gruden, che, in occasione di un 4th & 1 sulle 40 avversarie, in un primo momento decide di mandare in campo la punt unit, per poi ricredersi, chiamare un timeout, e schierare di nuovo l’attacco. Enorme confusione nel comunicare la giocata da eseguire, delay of game, 4th & 6 e punt obbligato. Non ne approfitta, però, l’attacco dei Giants. Il coach di Washington riassume il possesso delle proprie facoltà mentali e dirige il drive decisivo che porta al Td di Doctson del 10-17. A 3 minuti dal termine, l’ex Horned frog sguscia dalla marcatura di Jenkins e riceve in end zone un bel lancio da 14 yard di Cousins. Il Qb si conferma estremamente efficace nelle play action.

Un sack di Galette su un 4th & 3, un field goal di Rose ed il quarto intercetto stagionale di Fuller estinguono le residue velleità di rimonta degli ospiti. 10 a 20 e giorno del ringraziamento archiviato.

Vittoria che consente ai Redskins, portandosi sul 5-6, di nutrire ancora qualche flebile speranza nella caccia alla wild card. Speranza corroborata dal fatto che Washington ha affrontato, nelle prime 10 settimane, il calendario più ostico dal punto di vista della percentuale di vittorie degli oppositori (63%), mentre il record combinato delle restanti avversarie è appena del 33,9% di successi, il più basso. Segnali incoraggianti da Perine, che raggiunge per la seconda partita consecutiva le 100 yard di corsa, e da Doctson, che si conferma pericolosissimo sul profondo e in end zone (15,6 yard di media a ricezione e 4 Td stagionali). Insieme alla difesa e a Crowder sono stati gli artefici principali della W.

Troppo poco il talento a disposizione di Manning, a causa della pletora di infortuni (ultimo Sterling Shepard che ha alzato bandiera bianca per un’emicrania). Collins e compagni hanno fatto tutto il possibile per mantenere i Giants in partita. Il safety da Alabama ha totalizzato addirittura 15 placcaggi. Anche i numeri della pass rush, già citati in precedenza, sono stati più che discreti. La totale sterilità offensiva è stata, però, irrimediabile. Il front office dovrà essere in grado di valutare, nel finale di stagione, se la squadra è ancora con McAdoo e, appurato ciò, agire di conseguenza per far sì che la presente sia stata solo una stagione travagliata.

Gli highlight della partita

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Lorenzo Contini

Ho una passione sconfinata per il football. Tifo Redskins e Hurricanes grazie al leggendario Sean Taylor, il mio idolo sportivo: gone but never forgotten.

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