[NFL] Conference: La macchina perfetta (Green Bay Packers vs Atlanta Falcons 21-44)

Cala il sipario sulla storia del Georgia Dome che, dopo 25 anni di onorato servizio come casa degli Atlanta Falcons che vi si trasferirono dall’altrettanto storico Fulton County Stadium nel 1992, verrà abbandonato in favore del nuovissimo Mercedes Benz Stadium che verrà inaugurato il 30 luglio prossimo.

mercedes benz falcons

L’ultima rappresentazione andata in scena in questo stadio è stata qualcosa di straordinario ed indimenticabile per i Falcons ed i loro tifosi. Prendendo a prestito una metafora poco corretta politicamente ma molto significativa, i Falcons hanno letteralmente sciolto le teste di formaggio ed hanno usato il liquido così ottenuto per guarnire il sontuoso banchetto che li attende a Houston il prossimo 5 febbraio.

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Una prestazione impressionante da parte di Matt Ryan e Julio Jones ma, più in generale, di tutta la squadra ha spedito i Falcons al loro secondo Super Bowl dopo quello, sfortunato, del 1998 perso contro i Denver Broncos.

E’ giusto che il Georgia Dome abbia fatto da cornice a questa super prestazione, perchè proprio al Georgia Dome, nel Super Bowl XXXIV, ottenne la sua consacrazione quel “Greatest Show On Turf”, come venivano chiamati i Rams di Kurt Warner e soci, che i Falcons di oggi ricordano molto da vicino.

Un attacco multidimensionale, difficile da contrastare, che esalta al massimo il concetto di “coperta corta” per qualsiasi difesa, costretta a doversi occupare di così tante armi offensive da non saper più da che parte girarsi. Marchi quel fenomeno di Julio Jones e spunta Sanu. Curi Sanu e ti spuntano Freeman e Coleman, imprevedibili quanto efficaci sia sulle corse che sui passaggi.

E se non resta altro, è lo stesso Ryan ad occuparsi di chiudere i down, tirando fuori delle doti di scrambler, in emergenza, spesso sottovalutate. Senza contare che, quando chiamati in causa, i due tight end Hooper e Toilolo rispondono sempre presente.

Certo, la difesa di Green Bay, arrivata alla finale di conference incerottata e decimata, ha cercato di opporsi come poteva, ma con una secondaria piuttosto dubbia non è stato possibile fare più di tanto, soprattutto in fase di pass rush.

La pressione su Ryan avrebbe dovuto essere costante e superiore a quello che in effetti abbiamo visto, ma le condizioni fisiche soprattutto dei defensive backs hanno giustamente suggerito un atteggiamento prudente, anche perchè Ryan è stato praticamente perfetto nel colpire gli spazi eventualmente lasciati liberi dai blitz, peraltro ben contenuti da una linea d’attacco dei Falcons che ha giocato una partita più che egregia, se non perfetta.

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Al contrario, una difesa feroce dei padroni di casa ha lasciato pochissimo spazio a Rodgers, il quale è riuscito comunque a trovare dei numeri niente male, ma troppo di rado e troppo tardi, quando ormai la partita aveva preso una china dalla quale era praticamente impossibile risalire. A nulla è valsa l’eroica prestazione di un Jordi Nelson che solo quindici giorni fa lasciava il campo con le costole fratturate. Avevamo male noi per lui ad ogni contatto, e 6 ricezioni per 67 yard ed un touchdown sono un’enormità per un giocatore nelle sue condizioni.

Guardando dall’altra parte, però, possiamo certamente concordare che l’enormità l’ha fatta Julio Jones: 12 passaggi lanciati su di lui da Ryan, di cui 9 ricevuti per 180 yard e due touchdown, il secondo dei quali davvero devastante per come si è letteralmente scrollato di dosso il defensive back che si è prima aggrappato al tronco, poi ad un braccio, poi alle caviglie sempre inutilmente.

Vogliamo ricordare anche i numeri di Matt Ryan? Ma sì, perchè quest’anno si è finalmente scrollato di dosso l’immagine del quarterback che nei momenti critici della stagione si scioglie come neve al sole: 27 su 38 per 392 yard e 4 touchdown. Chapeau!

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La partita si è incanalata fin da subito sul binario giusto per i padroni di casa che, nel drive di apertura, andavano a segno con Sanu, che riceveva un passaggio di Ryan dalle due yard.
La risposta dei Packers non si faceva attendere, ma dopo un paio di belle ricezioni di Nelson, Green Bay subiva l’aggressività della difesa di Atlanta e Crosby doveva entrare in campo per tentare un field goal che finiva largo a destra di poco. Primo campanello d’allarme per McCarthy.

I Falcons ripartivano ma la difesa ospite faceva buona guardia, costringendoli al field goal. Finiva il primo quarto, ed all’inizio del secondo i Packers marciavano spediti verso l’end zone avversaria. Partita equilibrata, come ci si attendeva alla vigilia, ma dopo il primo campanello d’allarme suonava la sirena antincendio vera e propria quando, durante una bella corsa che arrivava sulle undici avversarie Ripkowski pensava bene di commettere il primo fumble della stagione grazie anche alla notevole azione difensiva di Collins, che prima strippava il pallone e poi lo recuperava in end zone per un touchback.

Ryan rientrava in campo e nove azioni dopo lo ritrovavamo in end zone dopo uno scramble di 14 yard. Dal possibile 10-7 si passava al 17-0 per Atlanta, e la buca iniziava ad essere davvero profonda per Green Bay, anche perchè, dopo un paio di scambi di punt, Rodgers si trovava ad affrontare un terzo e ventuno dalle proprie 13 yard. Il lancio profondo per Nelson era intercettato da Allen, che non lo ritornava. Poco male, era una sorta di punt al terzo down, perchè comunque ricacciava i Falcons sulle proprie 32, ma con 1:50 sul cronometro prima della fine del primo tempo, a tutto lo stadio sponda Falcons sarà certamente tornato in mente il Championship del 2013 contro San Francisco.

In quell’occasione i Falcons andarono al riposo sul 17-0, ma vennero rimontati nel secondo tempo e persero 28-24. Con uno specialista di rimonte come Rodgers sulla sideline opposta non c’era da stare molto tranquilli. E allora piede sull’acceleratore e, come amano molto dire gli americani, “andiamo per la giugulare”.

Un drive perfetto, quasi un clinic sul gioco di passaggio, portava i Falcons a ridosso della goal line. Julio Jones riceveva un pallone da Ryan e nell’angolo destro della end zone e, come dimostrava anche il replay, riusciva a mettere tutti e due i piedi in campo prima di uscire lateralmente: 24-0 e tutti negli spogliatoi.

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Nel secondo tempo ci si attendeva la reazione dei Packers. 24 punti erano tanti, ma Rodgers ci ha abituato ad imprese oltre ogni immaginazione. Green Bay entrava però in campo molle, ed il vantaggio del possesso di palla svaniva subito con un three and out.

La giugulare era stata recisa nel primo tempo, non restava dunque altro che aspettare il coroner per la conferma del decesso dell’avversario. Il coroner aveva le sembianze di Julio Jones, che si inventava il touchdown testè descritto, involandosi in end zone dopo essersi letteralmente scrollato di dosso il difensore.
Sul 31-0 nessuno sano di mente poteva realmente pensare ad una rimonta da parte dei Packers. Soprattutto dei Packers che si erano visti in campo fino a quel momento.

Calava quindi l’intensità agonistica dei Falcons, mentre il fatto di non aver più nulla da perdere liberava Green Bay da un peso forse eccessivo. I Packers riuscivano finalmente a liberare il gioco e piazzavano un paio di touchdown con Adams e Nelson. Non guastava una official review che trasformava un intercetto di Collins in un incompleto, ma in linea di massima i Packers davano qualche segno di vita, peccato che tra le due segnature i Falcons non stessero a guardare, incrementando il loro bottino con un altro touchdown pass di Ryan per Freeman.

Il quarto periodo si apriva con un altro touchdown dei Falcons che, con una corsa di Coleman, portavano a 44 i punti sul tabellone.
La partita era ampiamente chiusa, e c’era tempo ancora per il terzo touchdown dei Packers, un passaggio di Rodgers per Cook, che fissava lo score sul 44-21 finale.

Il treno dei Packers si ferma dunque ad Atlanta, dopo aver stentato all’inizio ed avere poi ritrovato forza e vigoria nella seconda parte della stagione. Rodgers è e resta un fenomeno, ma a Green Bay dovranno pensare a qualche ritocco in difesa (e, perchè no, in linea d’attacco).

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Per quanto riguarda i Falcons, terminiamo la nostra analogia con il Greatest Show on Turf con un auspicio: nel Super Bowl LI affronteranno proprio quei New England Patriots che sbarrarono la porta a quella squadra fantastica decretandone, in un certo senso, la fine. I protagonisti principali sono ancora i medesimi, cioè Brady e Belichick. E’ cambiato tutto il contorno, ovviamente, ma lo studio del Super Bowl XXXVI potrebbe non essere un’idea così peregrina per il coaching staff dei Falcons.

Arrivederci a Houston, Falcons!

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Massimo Foglio

Segue il football dal 1980 e non pensa nemmeno lontanamente a smettere di farlo. Che sia giocato, guardato, parlato o raccontato poco importa: non c'è mai abbastanza football per soddisfare la sua sete. Se poi parliamo di storia e statistiche, possiamo fare nottata. Siete avvertiti.

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Un Commento

  1. Probabilmente mi ero già reso conto che la partita era andata sul fumble di Ripkowsky e quei due almost intercepted del drive di Atlanta, però ci ho creduto finché non ho visto TJ Lang uscire in lacrime sulla sideline.
    Troppi infortuni, sarebbe già stato difficile con tutti al 100% della forma, peccato 🙁
    Personalmente a me hanno deluso molto Peppers e Matthews, mi sarei aspettato molto da più da loro in questa partita, invece nulla.

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