[NFL] Week 2: Basta un tempo da SuperCam (San Francisco 49ers – Carolina Panthers 27-46)

I Carolina Panthers tornano a vincere ma non a convincere, almeno non del tutto.

Non bisogna infatti lasciarsi influenzare dal largo margine finale perché i Niners, dati per sconfitti prima ancora di scendere dall’aereo, si sono invece rivelati un osso ben più duro del previsto e, per più di un tempo, hanno battagliato alla pari con la banda di Ron Rivera, confermando l’ottima prestazione mostrata nel debutto casalingo, in cui avevano annichilito i rivali di St.Lou.. ehm, scusate, Los Angeles, con un rotondo 28 a 0.

Effettivamente però, questa seconda giornata sembrava ben più proibitiva in quanto, i ragazzi di coach Chip Kelly, non solo erano chiamati a fronteggiare i vice-campioni in carica, che, oltretutto esordivano davanti al proprio pubblico vogliosi di sanare la bruciante ferita inferta 7 giorni prima dai Denver Broncos nel rematch dell’ultimo Super Bowl, ma dovevano farlo a 2300 miglia dalle mura amiche.

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Insomma, sembravano esserci tutti i presupposti per una partita a senso unico e i Panthers, forti della permanenza nelle zone nobili di tutti i power rankings malgrado lo il record di 0-1, sono scesi in campo con l’arroganza di chi pensa a come spendere il bottino prima ancora di averlo ottenuto.

Il risultato è lampante fin dal primissimo possesso della partita con il veterano Antoine Bethea che riesce ad intromettersi nella traiettoria disegnata da Cam Newton intercettando il pallone e permettendo ai suoi di mettere a tabellone i primi 3 punti della partita.

La reazione delle pantere a questo inizio shock è quella di una squadra troppo poco abituata a soffrire e l’attacco bianco-azzurro si infrange ripetutamente sull’arcigna difesa avversaria.

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Dall’altra parte però i 49ers, anche a causa delle pessime posizioni di campo da cui sono costretti ad iniziare l’azione, non riescono ad approfittare del momento di torpore avversario e il risultato è un primo quarto dominato dalle difese che si conclude con il fumble del RB Carlos Hyde riportato in TD dal promettente LB Shaq Thompson per il 3 a 7.

In apertura di secondo quarto è San Francisco a rimettere avanti la testa; Gabbert esegue magistralmente una traccia 2 vertical che si conclude con la palla nelle mani del primo ricevitore Torrey Smith e il 10 a 7 è servito.

Vedere il 24 bianco farsi battere in modo tanto evidente dal WR avversario genera un boato di delusione in un Bank of America Stadium abituato a giocate di tutt’altro livello dal vecchio possessore di quella casacca che da quest’anno è passata sulle spalle della giovane incognita James Bradberry.

La seconda scelta in questo draft avrà l’arduo compito di rimpiazzare un Josh Norman che si era imposto come simbolo di una squadra arrivata a 14 punti da un Super Bowl storico a suon di tackle, coperture e intercetti che gli erano valsi l’ingresso nell’elite dei migliori corner back della lega.

La risposta delle pantere è però immediata; Bethea, che poco prima aveva forzato un fumble a Whittaker, questa volta sceglie erroneamente il bersaglio da seguire lasciando Greg Olsen incredibilmente libero di ricevere il primo pallone della sua partita e portarlo in campo aperto per 78 yard; vantaggio rosso-oro durato meno di un minuto e Carolina nuovamente avanti di 4 lunghezze.

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Il primo periodo entra nei 2 minutes warning con un Newton a polveri bagnate che si affida al reparto corse; le maglie della difesa però si chiudono egregiamente e lo staff utilizza tutti i time out per garantire ai Niners un ultimo attacco.

Il punt di Lee però è perfetto e la palla viene fermata dallo special team sulla linea di 1 yard di San Francisco tramutando quella che doveva essere un’opportunità in un enorme rischio.

Chip Kelly saggiamente decide di non rischiare nulla e comanda 3 giochi di corsa che si spengono sul nascere contro la fortissima diga eretta da Carolina. Con 53 secondi l’ultimo attacco passa quindi nelle mani dei padroni di casa che riescono ad aumentare il vantaggio di altri 3 punti mandando le squadre a riposo su un ingiusto 10-17.

La ripresa comincia subito con un piglio diverso e dopo un 3 and out dell’attacco rosso-oro, Kelvin Benjamin decide che è ora di cambiare l’inerzia della partita andando ad agguantare con la mano sinistra una palla a dir poco irricevibile, che per altro sarebbe valsa l’ennesimo punt.

Come il più classico dei supereroi che ritrova la sua spalla, Newton riprende fiducia e finalmente sveste la 1 bianca per indossare il completo che più lo diverte; quello con la “S” gialla sul petto per intenderci. La palla seguente è un elogio di potenza, precisione e geometria che trova nuovamente il 13 bianco ben appostato nella end zone avversaria per il +14.

Nel possesso successivo il QB da Auburn è un fiume in piena e con una perfetta alternanza di corse e lanci profondi non lascia scampo alla retroguardia di San Francisco. Il drive si conclude con un’altra pregevole realizzazione di Benjamin che dopo aver catturato l’ovale resiste a due tackle per poi finire la sua corsa oltre la linea delle 0 yard.

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I sette punti che ne derivano, oltre fissare il punteggio sul 10-31, permettono a Newton di superare il record di maggior numero di TD pass nella storia dei Panthers (121 contro i 120 di Delhomme).

Con un gap di 21 punti con poco più di un quarto da giocare, la partita non dovrebbe avere molto da dire ma i Panthers, invece di controllare il cronometro, tornano quelli svagati dei primi 30 minuti e, prima 2 fumble grossolani di Newton e Ginn permettono ai Niners di riavvicinarsi alla partita; poi una mancata copertura di Luke Kuechly consente al TE Vance McDonald di realizzare un TD da 75 yard che vale il 27-34 e riapre la partita.

A rimettere le cose a posto ci pensa nuovamente il numero 1 in maglia bianca che, dopo aver sottratto il secondo record di giornata al povero Delhomme, superando per la 12ima volta in carriera le 300 yard passate, permette a Carolina di segnare altri 12 punti, concedendosi anche il lusso del TD pass numero 4 per Funchess.

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Newton chiuderà la sua ottima partita con 24/40 per 353 yard, 4 TD e 1 intercetto.

Il suo corrispettivo in maglia rossa invece collezionerà 17 completi in 36 tentativi per 243 yard, 2 TD e 2 intercetti arrivati negli ultimi possessi a dimostrazione della sostanziale inconsistenza del QB nei momenti chiave della partita.

I 49ers escono tutto sommato a testa alta da una partita nella quale sono sì emerse le enormi lacune tecniche di questa squadra; ma sono anche affiorati valori quali compattezza, organizzazione, caparbietà di cui gli esperti certamente non avevano tenuto conto quando li avevano identificati come fanalino di coda della lega.

L’umore in casa Panthers invece è ben riassunto dalle parole del TE Olsen:

We put up a lot of plays, put up a lot of yards, put up a lot of points, but I still don’t think we played very well

Le note liete sono senza dubbio il ritorno a grandi livelli di Kelvin Benjamin (7 ricezioni per 108 yard e 2 TD) dopo il brutto infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi tutta la passata stagione e la riconferma di una linea offensiva tra le migliori in circolazione.

Il potenziale rimane enorme ma, per confermarsi come contendenti al Super Bowl, coach Rivera dovrà lavorare sulla testa di una squadra di ragazzi giovani passati dalla gloria di una stagione (quasi) perfetta alla dura doppia lezione impartita dai Broncos.

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Gabriele Morelli

Ingegnere 26enne di Torino, appassionato cronico di sport trova nel football l'unione perfetta di tutti i suoi interessi. Non chiamatelo di notte... potreste disturbarlo mentre guarda una partita!

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