Il ritorno dei Capi (Houston Texans vs Kansas City Chiefs 31-51)

Le due squadre che si affrontano, Texans (campioni della AFC South) e Chiefs (campioni della AFC West), hanno entrambe qualcosa da dimostrare in quanto a performance nel Divisional Round, i primi dalla loro nascita nel 2002 sono 0-3 in questo stage dei playoff, i secondi degli ultimi nove ne hanno vinto solo uno, quello dell’anno scorso, sempre in casa, contro i Colts di Andrew Luck.

In palio c’è la possibilità di ospitare la AFC Championship, contro i Tennessee Titans che in due settimane hanno asfaltato i Patriots di Brady ma soprattutto i lanciatissimi Ravens, in una streak di 12 vittorie, del prossimo MVP Lamar Jackson.

Cronaca

Houston parte determinata a non avere un inizio horror come quello della settimana scorsa contro i Bills, e di fatto fa così. A quest’inizio incoraggiante corrisponde anche una svista colossale della difesa dei Chiefs, i Texans su 3rd & 1 si dispongono con 3 ricevitori in un “bunch” a sinistra (vicini l’uno all’altro a formare una sorta di triangolo), Houston finge uno schema di screen per Fuller sulla flat, i tre difensori a copertura sui ricevitori però sono troppo avventati, perché se uno si butta su Hopkins e l’altro si lancia su Fuller, il terzo anch’esso fa quei passi in avanti di troppo verso il ricevitore appena citato, affinché Stills corra liberissimo su una traccia verticale, entrando indisturbato in end zone. 7-0

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L’inizio pessimo dei Chiefs si allarga anche all’attacco, su terzo down Mahomes trova Kelce libero nel centro del campo, il quale però probabilmente aveva dato la presa troppo per scontata, facendo cadere la palla.
E qua su Kansas City si abbatte la legge di Murphy che enuncia “se qualcosa può andar male, sicuramente lo farà”: punt bloccato con un eccellente penetrazione da parte di Mingo, palla recuperata da Lonnie Johnson Jr e touchdown degli special team. 14-0
I Chiefs sono in confusione totale, il drive seguente si chiude con un punt, decretato ancora da un drop costoso, questa volta di Demarcus Robinson.
I Texans, al contrario, sono in stato di grazia, e anche quando il loro possesso offensivo viene fermato da un sack di Clark, riescono a ottenere una svolta positiva: il punt di Anger vola fino alle 9 dove si trova Tyreek Hill, non il primo arrivato, il quale però manca la presa decretando viva la palla, recuperata ancora una volta dagli uomini dello special team di Houston alle 6 avversarie.
Al secondo snap da questa posizione Deshaun Watson trova Darren Fells, che da una classica posizione di tight end corre una sorta di stick route, lunga quanto basta per entrare in end zone, cercando una zona cieca nella copertura dei Chiefs. 21-0

I fantasmi continuano ad affastellarsi all’orizzonte di Kansas City, quando Hardman, come il compagno Hill, manca la presa del kickoff, recuperando la palla, tuttavia, prima che fosse avvicinata dagli avversari; due incompleti di fila portano al terzo down, dove Mahomes trova profondo su una crossing route Hill, come un rombo di tuono si scarica su di lui la safety Justin Reid, che con un intervento pulito, solo spalla, senza coinvolgere il casco, fa perdere il controllo dello sferoide all’avversario.
Con il possesso successivo, riuscendo a muovere giù per il campo con sostanziale facilità, i Texans ottengono il massimo vantaggio di serata, tramite un field goal di Fairbairn, 24-0 e siamo solo alla fine del primo quarto.
È in questo momento, di massima delusione e scoramento, che parte la riscossa dei “Capi”.

La quale inizia con una rapidità propria dei giocatori di questa squadra, Mecole Hardman esegue un ritorno eccezionale fino alle 42 di Houston, da qui Mahomes trova Kelce, che con un cambio di direzione, prima interno poi esterno, ha battuto Reid guadagnando 25 yds. Dalle 17 il quarterback MVP dell’anno scorso, vede e cerca Damien Williams, isolato sulla sinistra contro il solo Martin, outside linebacker, il cui punto di forza non è propriamente la copertura, difatti il runningback entra in end zone intoccato. Il pubblico di Kansas City, sebbene non avesse mai taciuto, si infiamma. 24-7
I Texans ci mettono del loro per aiutare la squadra di Andy Reid a tornare in competizione, su 4th & 4 dalle proprie 31 (neanche in territorio avversario), lo snap invece che andare al punter va alla safety Reid, impiegata anche in situazioni di special team, che accelera sulla destra ma viene fermato grazie a un eccellente placcaggio in campo aperto di Daniel Sorensen, prima che raggiunga la linea di primo down, turnover.
I Chiefs sentivano già odore di sangue e questo li convince ancora più della bontà delle proprie chance.

Dopo un incompleto avanzano loro malgrado, grazie a una penalità da 28 yds per pass interference contro Lonnie Johnson, reo di essersi gettato su Kelce prima che questo potesse anche solo azzardare una presa. Dalle 5 su 2nd & Goal Mahomes lancia corto per Kelce, ancora marcato da Lonnie Johnson, il quale non può far nulla contro una palla lanciata perfettamente sull’esterno, dove solo il suo tight end può arrivare, entrando successivamente in end zone. 24-14
Ora la sorte spira nelle vele dei Chiefs, sul kickoff seguente il touchdown, Sorensen causa una fumble da parte del ritornatore Carter, impattando con il casco sulla palla, che salta in aria cadendo docile nelle mani di Thompson, che la riporta alle 6 avversarie.
Anche in questo caso alla offense di Reid e Bieniemy bastano tre snap per centrare il bersaglio grosso, Mahomes si sposta sulla destra, Kelce ancora una volta è bravo a infilarsi nelle maglie della difesa, che si interroga anche sulla possibilità che il quarterback corra, ricevendo in mezzo a cinque difensori per il suo secondo touchdown personale. 24-21

Anche la difesa in maglia rossa sta ingranando, costringendo Watson & Co al punt, che rimette la palla ovale nelle mani del loro quarterback.
Il quale, con il resto dell’attacco, in 8 azioni di cui due incompleti e un sack subito da Sammy Watkins su un tentativo di trick play, percorre 75 yds; alle 5 avversarie su 3rd & Goal sembra di rivedere un film già visto, Mahomes si sposta sulla sinistra e trascinando il piede come un ricevitore, per non superare completamente la linea di scrimmage, lancia con un angolo che solo lui possiede, per il solito Kelce che si accartoccia a ricevere in end zone. Sorpasso. 24-28

Dopo questa terribile doccia fredda lunga tutto il secondo quarto, i Texans, nella persona dei suoi migliori playmaker offensivi, Watson e Hopkins, orchestrano un tentativo di risposta, il primo trova il secondo per 38 yds; il quarterback sfrutta a dovere il tempo garantitogli dalla sua offensive line e trova con un lancio perfettamente calibrato Hopkins, che si è liberato di Ward con un rilascio all’interno. Due incompleti e una corsa da 6 yds, ridurranno Houston a un quarto down, dove Fairbairn da 51 yds calcia largo a destra.
Primo tempo da montagna russa, e che ottiene un record, mai furono segnati così tanti punti nella prima metà di partita in postseason.

Kansas City riceve il kickoff del secondo tempo, continuando a imperversare sulla difesa dei Texans, da 2nd & 10 Mahomes lancia una pennellata per Watkins sul lato destro del campo, il quale si gira guadagnando extra yard per un totale di 48. Da qui è sempre Mahomes a portare avanti i suoi, seppur con un fondamentale inusuale per lui, la corsa, prendendo 21 yds su due “scramble”. Dalla 1 avversaria la palla viene consegnata semplicemente al runningback Williams su un “inside zone”, che entra in end zone facendo affidamento soprattutto sulla spinta corale dei suoi uomini di linea. L’extra point verrà sbagliato da Butker, cosa che non muta la sostanza. 24-34

3 & out causato dal secondo sack di serata da parte del Pro Bowler Frank Clark; palla indietro all’attacco della franchigia del Missouri e la musica non cambia: connessione da 28 yds per Kelce, 14 di corsa per Watkins e penalità spesso superflue della difesa, probabilmente dettate dalla frustrazione, che solo in questo possesso si sommano per un regalo di 34 yds agli avversari. I quali per la seconda volta consecutiva in red zone su 1st & 5 si affidano a Williams, che non li delude, portando per la terza volta in serata (la seconda su corsa) la palla nello spazio da sei punti. 24-41

L’inerzia dell’incontro rende difficile pensare a una possibilità di rimonta subita dai rimontanti, nondimeno Houston continua a giocare e lottare, come tutte le squadre di football, Watson trova tutti e tre i suoi ricevitori principali: Hopkins per 30 yds complessive, Stills per 11yds (il quale però subirà un sack da meno 14 yds su un tentativo di schema creativo in cui avrebbe dovuto lanciare) e un “big play” da 39 yds per Fuller, che brucia sulla sinistra Ward, chiudendo un 2nd & 24. Dalle 5 avversarie Watson sfodera le sue capacità atletiche, particolarmente rilevanti in red zone, su uno schema di corsa disegnato per lui, il quarterback ex Clemson si allarga sulla sinistra, davanti a lui il grande left tackle Tunsil e Hyde a bloccare per lui, salta per l’angolo basso della end zone allungando il braccio che tiene la palla quanto basta per farle toccare lo spazio da bersaglio grosso. 31-41

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I Chiefs non fanno l’errore dei Texans, addormentati dal vantaggio consistente, e da cannibali in quattro azioni segnano un altro touchdown, arrivati alle 8 di Houston grazie a una ricezione da 23 di Kelce, 13 per Hardman e 28 per Watkins, Mahomes su play action scodella lo sferoide per Bell, che non considerato dalla difesa avversaria si è liberato sul lato sinistro segnando il suo primo touchdown stagionale. 31-48
I Texans subiscono un altro turnover on downs, a questo punto devono eseguire mosse della disperazione, cosicché i Chiefs riprendono il campo dalle proprie 42, e pur prediligendo gli schemi di corsa (su cui Damien Williams ne guadagna 37 su due snap consecutivi) per far scorrere il tempo di gioco e non rischiare turnover costosi, giungono ugualmente in red zone, dove per la prima volta in serata saranno fermati, lasciando alla gamba affidabile di Butker l’onore di mettere a referto gli ultimi punti di serata. 31-51
Infatti i Texans avranno altri due possessi, anche abbastanza lunghi e corposi, di nove e tredici azioni rispettivamente, e che si concluderanno nel medesimo modo, mancata conversione del quarto down e palla ai Chiefs, che nel primo caso corrono e nel secondo si inginocchiano facendo sgocciolare il tempo fino allo zero.

watson texans chiefs

Considerazioni

I Texans si sono fatti ammaliare dall’inizio sfolgorante, agevolato da tre errori in ogni fase di gioco da parte dei Chiefs: marcatura saltata su Stills, drop dei ricevitori e punt bloccato e ritornato in end zone (evento più unico che raro per Houston, era il primo in 101 partite).

Quando però la marea rossa si è alzata, la difesa di Houston è stata totalmente travolta, i pass rusher non portavano pressione (JJ Watt inesistente a parte una deviazione, ma è comprensibile sapendo lo sforzo che ha fatto per esserci ai playoff) e linebacker e secondaria, essendo sfidati soprattutto per via aerea, non erano in grado di contenere Kelce & Co, in particolare è stato il tight end a essere cercato molto da Mahomes nelle fasi iniziali della rimonta, e nonostante avesse davanti a sé ogni volta un difensore diverso che provava a fermarlo, il risultato era sempre una presa per un primo down. Le capacità tecniche di corsa delle tracce di Kelce sono esaltate dagli schemi di Andy Reid, che spesso lo dispone in formazione isolato da un lato, opposto all’altro con tre ricevitori, cosicché non si trovi a dover agire in un’area già piena di difensori, creando un accoppiamento con il defensive back favorevole.

Della rimonta di KC è stata impressionante soprattutto la rapidità ed efficacia, hanno segnato 28 punti solo nel secondo quarto, in quattro possessi che combinati hanno contato solo 16 snap; questa onda è proseguita anche nel secondo tempo, difatti Kansas City è la prima squadra, da Green Bay nel Divisional Round del 2007, a segnare un touchdown per sei drive consecutivi.

Sarebbe però miope attribuire i meriti di questo comeback solo all’attacco, la difesa ha messo in seria difficoltà una offense di Houston intontita da ciò che stava succedendo ma pur sempre pericolosa, con marcature strette nella secondaria, buoni placcaggi e pressione su Watson (Clark ha registrato 3 sack).

I Chiefs affronteranno nella AFC Championship, all’Arrowhead Stadium, i Tennesse Titans, che vedendo cosa hanno fatto a Patriots e Ravens, è meglio non dubitare; sicuramente la squadra di Andy Reid, rispetto a quella che l’anno scorso si è giocata lo stesso premio con New England, appare più matura e compiuta.

Dall’altro lato i Texans finiscono la stagione in maniera amara, non tanto per la sconfitta, quanto più per la modalità con cui è arrivata, chiedere agli Atlanta Falcons quanto una rimonta subita in postseason possa tormentare anche in seguito. Speriamo questo non avvenga per la franchigia di Houston, che appare però sempre manchevole del famoso “passo in più” per fare il salto di qualità, forse Bill O’Brien dovrebbe accontentarsi del lavoro di head coach, e farsi affiancare da un general manager per la gestione di salari, draft e acquisizioni, oltre che di tutto il resto di cui necessita una squadra NFL.

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Un Commento

  1. Da spettatore neutrale dico che i Chiefs sono uno spettacolo in ogni fase del gioco. Meritano l’anello quest’anno. Io amo particolarmente l’asse QB-TE e vedere Mahoms-Kelce all’opera è una goduria. Alleviano la “mancanza” di Brady-Gronko (per con tutte le differenze)

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