[NFL] Week 16: Indianapolis Colts vs Dallas Cowboys 7-42

No… quest’anno non ci sarà un’ultima gara da infarto… non ci sarà un match da dentro o fuori… Dopo tre anni consecutivi in cui i Dallas Cowboys sono rimasti fuori dai playoff per aver perso l’ultima partita di regular season, in questo 2014 i texani hanno fatto le cose per bene e polverizzando la capolista della AFC South, vale a dire gli Indianapolis Colts, sono approdati ai playoff con una settimana di anticipo, complice anche il suicidio sportivo dei Philadelphia Eagles, clamorosamente battuti in quel di Washington.

Se avete ancora in mente i Cowboys titubanti e timorosi delle ultime tre stagioni in dicembre, beh dovete cancellare tutto. Gli uomini di Garrett hanno confermato di aver imparato la lezione dopo anni di delusioni e si apprestano ad essere la mina vagante di questa post season.
Nella sfida decisiva per l’accesso alla post season contro Indianapolis, tutto il team ha offerto una grande prova, ma credo che una menzione speciale vada a Tony Romo: spesso denigrato, additato come capro espiatorio per ogni accidente che capitava ai Cowboys, tacciato di essere un perdente, il regista di origini messicane si è preso una clamorosa rivincita nella giornata in cui ha passato una leggenda come Troy Aikman diventando, con 32.971 yards, il leading passer della storia dei Cowboys.

Dez Bryant CowboysIl numero 9 ha demolito i Colts con una prestazione monstre, fatta di 18 completi su 20 lanci tentati per 218 yards e quattro mete. Vero, la linea l’ha protetto benissimo ed i Colts non sono riusciti a creare una pass rush che fosse almeno decente, però andare oltre il 90% di completi non è cosa da tutti i giorni. Così come contro gli Eagles, anche nel match con i Colts Dez Bryant è stato fra i protagonisti con 5 ricezioni per 73 yards ed una meta, anche se il leading receiver in casa texana è risultato essere l’intramontabile Jason Witten che ha portato a casa 7 palloni per 90 yards e un’altra segnatura.
Forse però la nota più lieta sono i due ovali ricevuti in meta da un Terrance Williams che, dopo essere stato largamente inefficace per quasi tutta la stagione, potrebbe rivelarsi arma preziosa nella post season.

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Giornata invece assolutamente incolore (22 corse, 58 yards) per il formidabile runner DeMarco Murray, sempre più vicino per altro a battere il record di yards guadagnate su corsa in una stagione da un Cowboy, che appartiene al formidabile Emmitt Smith, ma il runner da Oklahoma ha già fatto un mezzo miracolo prendendo parte al match, visto che appena 6 giorni prima della gara era stato operato all’osso di una mano fratturatosi nella sfida con Philadelphia. Per fortuna dei Cowboys, il match è stato “in ghiaccio” molto presto, così coach Garrett ha potuto utilizzare a lungo anche Randle che pure non ha brillato (13 corse per 37 yards).

Reggie Wayne, Rolando McClainUna difesa che nel corso della stagione ha spesso fatto i miracoli, contro i Colts è stata addirittura superlativa. Il bottino totale del rushing game ospite è infatti di una yarda, sì avete letto bene, una yarda totale in dieci tentativi, record di franchigia per gli uomini con la stella sul casco. Naturalmente con queste statistiche, tutto il reparto va elogiato, anche se note di merito per il lavoro nella difesa contro la corsa vanno al tackle Crawford e ai linebacker Carter e Hitchens, con quest’ultimo autore di ben 7 placcaggi.
Due insospettabili, più che altro per il ruolo, cioè il tackle Hayden ed il cornerback Scandrick, sono stati invece i protagonisti a livello di pass rush, con quest’ultimo che è anche l’autore di uno dei due sack di giornata. Il regista ospite Luck ed i suoi receiver sono stati letteralmente messi in ginocchio da un secondario che ha avuto nella safety Wilcox e nei cornerback Carr e Moore gli interpreti migliori.

Commentare il match dei Colts è invece francamente molto difficile: la squadra di coach Pagano ha faticato terribilmente contro alcune big del torneo, come dimostrano i 31 punti subiti da Denver, i 42 beccati da New England ed i 51concessi a Pittsburgh, ma in tutti questi match il team aveva comunque lottato. Stavolta invece non c’è veramente stata partita con i Cowboys che poco dopo la metà del secondo quarto erano già avanti 28-0 mentre l’attacco dei Colts sembrava un team di high school opposto d una squadra Pro.
A parte l’ultimo drive, terminato con un intercetto, nelle altre quattro serie del primo tempo i Colts sono riusciti a guadagnare appena 46 yards. Certo, l’assenza del receiver principe, vale a dire T Y Hilton, appiedato da un problema muscolare, e l’uscita prematura del tight end Allen, non hanno certo agevolato il compito di Luck, ma il 15 su 22 per 109 yards e due intercetti portati a casa dal regista da Stanford non possono essere giustificati solo dalle assenze.

Andrew Luck ColtsVedendo che il match era ormai perso, da metà del terzo quarto coach Pagano ha inserito in cabina di regia il veteranissimo Hasselbeck che non se l’è cavata affatto male (15 su 21 per 126 yards e una meta), ma certo si è trovato di fronte una difesa che aveva ormai allentato la presa. La difesa di Indianapolis va elogiata soprattutto per l’ottimo lavoro svolto contro il potente rushing game dei Cowboys, il cui trio di runner è stato lasciato al di sotto le 100 yards (37 portate, 99 yards, media un pedestre 2,7 yards a portata) merito soprattutto della nose tackle Chapman e delle due safety Adams e Landry mentre un Redding in difficoltà contro le corse si è rifatto grazie al lavoro svolto nella “caccia” a Romo con due hits inflitti al regista avversario.
La difesa sul passaggio non è invece pervenuta: linea e linebacker non sono mai stati in grado di generare un minimo di pass rush, ma anche il secondario è stato perennemente in balia di un Romo in stato di grazia con la coppia di linebacker Jackson e Freeman ed il cornerback Toler che si dividono la palma di peggiori della giornata.

La cronaca del primo quarto è assolutamente emblematica dell’andamento di tutto il match: nella prima serie Dallas impiegava 15 giochi per percorrere 80 yards con meta finale di Terrance Williams con un TD pass da 9 yards senza che la difesa ospite opponesse alcuna resistenza. Sul primo drive Indianapolis si produceva in un “tre e fuori”, ma il peggio i Colts lo riservavano sul punt: il coaching staff optava infatti per un gioco a sorpresa, ma il lancio decisamente buono del punter McAfee cadeva incompleto per un clamoroso drop della safety McDonald, lasciato “scoperto” dallo special team dei Cowboys.
Dallas ripartiva dalle 15 dei Colts ed era sufficiente una azione all’asse Romo-Bryant, per confezionare il 14-0. Indianapolis, nuovamente, non riusciva a chiudere neppure un down, e Dallas proseguiva nel massacro sportivo: stavolta il protagonista del drive era il runner di riserva Randle che portava la palla 4 volte per 20 yards più una ricezione da 7. Poi, sulle 24 dei Colts, Romo pescava Beasley per il 21-0.

Tony Romo CowboysIndianapolis a questo punto provava a variare un po’ il passing game, ma agli ospiti non riuscivano neppure gli screen, e così Luck doveva nuovamente uscire dal campo dopo tre giochi. I Cowboys erano però tutt’altro che sazi: tre ottimi passaggi a Witten e Dunbar per 43 yards ed alcune pregevoli corse di Murray portavano Dallas sulla 1 yarda dei Colts, da dove Murray siglava la quarta meta di giornata. Nelle due serie successive, finalmente i Colts davano qualche segno di vita, ma il lancio direttamente in meta di Luck a Fleener sul finire del tempo veniva intercettato da Wilcox.
E se gli ospiti nutrivano ancora qualche velleità di recupero, l’avvio del terzo quarto faceva naufragare del tutto ogni speranza: al secondo gioco il lancio di Luck veniva deviato da Hayden ed intercettato da Hitchens. Il seguente field goal di Bailey non centrava i pali, ma ad un nuovo “tre e fuori” dei Colts, Dallas rispondeva con altri sette punti, gentile omaggio della coppia Romo-Witten. Tra l’altro con questo TD pass da 25 yards Romo sorpassava Aikman come leading passer della storia dei Cowboys.

A quel punto i Colts inserivano in cabina di regia Hasselbeck, dando quasi un segnare di resa, tanto più che la prima serie di Hasselbeck terminava con un sack di Scandrick con conseguente fumble ricoperto dal defensive end di casa Selvie. Infine, per la serie “piove sul bagnato”, Weeden subentrava a Romo e nell’unico passaggio tentato l’ex Cleveland Browns trovava Williams con una bomba da 43 yards che sanciva il sesto touchdown per gli uomini di Garrett. Gli ultimi dieci minuti servivano poi solo ai Colts, che non venivano lasciati a zero dal 1993, per evitare lo shutout grazie al passaggio da touchdown di Hasselbeck al running back rookie Zurlon Tipton alla sua prima segnatura della carriera.

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