Statistiche for Dummies – Lesson n° 4

Chi segue il football americano è abituato a vedere numeri coniugati in ogni possibile maniera, ma come vengono raccolti? Chi li raccoglie? Chi li elabora e come? Per rispondere a tutte queste domande abbiamo pensato ad una piccola guida in quattro puntate a cura di un grande esperto. Buona lettura.

Sarà certamente capitato ad ognuno di voi di vedere una sovrimpressioni di una statistica durante una partita ed aver trovato una nota stonata, una discrepanza, un qualcosa che non vi convinceva.
Scorrendo gli albi dei record, ad esempio, salta immediatamente all’occhio che i ritorni di kickoff ed intercetto più lunghi superano le 100 yard in NFL, ma non nel college. Ciò significa che i pro sono più bravi degli universitari? Beh, probabilmente si, come talento assoluto, visto che ne sono la naturale evoluzione, ma il motivo è ben altro.

Le statistiche differiscono in alcuni piccoli ma fondamentali particolari tra NFL e College, proprio come differiscono i regolamenti di gioco. Con il progressivo avvicinamento del regolamento NCAA a quello NFL, anche le differenze statistiche si sono ridotte sempre di più, ma ne restano alcune fondamentali, soprattutto per quanto riguarda le misurazioni dei ritorni ed il gioco di passaggio e relativo intervento difensivo (sack).

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stats1Nel College (e di conseguenza anche nelle statistiche dei campionati italiani che si disputano con regolamento NCAA), tutte le misurazioni vanno da end zone a end zone, per cui un ritorno di kickoff, punt o intercetto non potrà mai essere maggiore di cento yard, anche se inizia all’interno della propria end zone. Per la NFL, invece, la end zone di partenza concorre alla determinazione della lunghezza del ritorno, per cui abbiamo un record massimo possibile di 109 yard per ritorno. Non 110, ovviamente, perché significherebbe che il ritorno è iniziato dalla end line, il che non è possibile perché significherebbe a sua volta che il giocatore che riceve il pallone sulla end line è automaticamente considerato fuori dal campo, ed il ritorno non potrebbe dunque avere luogo.

A questo proposito, giova ricordare che tutte le azioni vengono calcolate, come lunghezza, partendo dalla linea di scrimmage originaria fino alla linea di scrimmage dell’azione successiva o allo spot di cambio di possesso (per intercetti, punt e fumble), tranne il field goal, che è l’unica azione ad essere misurata con precisione. Avrete infatti notato come durante un tentativo di field goal, sebbene l’azione parta, ad esempio, dalla linea delle 20 yard, la misurazione del calcio venga indicata in 37 yard. Questo succede perché il field goal viene misurato a partire dal punto in cui l’holder posiziona la palla per il calcio (normalmente sette yard dietro la linea di scrimmage originaria) fino alla end line, dove sono posizionati i pali della porta, cioè dieci yard oltre la goal line. Per calcolare la lunghezza di un field goal, quindi, basta aggiungere 17 (normalmente) alla linea di scrimmage da cui parte l’azione.

Tornando alle differenze tra pro e college, un’altra grossa differenza la possiamo registrare nel gioco di passaggio, o meglio, nel sack e nel suo ruolo nei totali di corsa e passaggio di squadra.
Nel College il sack viene sempre considerato come una corsa negativa del giocatore che lo subisce (il quarterback, ma non obbligatoriamente, pensiamo ad un halfback pass, ad esempio). In NFL, invece, il sack non va ad intaccare la statistica personale del quarterback né su corsa né su passaggio, ma va invece a sottrarsi dalle yard di passaggio complessive della squadra. Ecco perché a volte leggiamo di un tal quarterback che ha lanciato per 320 yard ma il total offense della sua squadra riporta solo 290 yard di passaggio. Le 30 yard che mancano all’appello sono quelle dei sack, accumulate sotto la voce “yard lost attempting to pass”. Tra i Pro, inoltre, il sack viene assegnato anche su un placcaggio sulla linea di scrimmage, mentre in NCAA deve esserci la perdita di almeno una yard.
Anche la definizione stessa di sack cambia leggermente tra NFL ed NCAA, rendendo nei fatti più facile assegnare un sack tra i Pro, dove la regola è meno restrittiva di quella della NCAA che definisce come sack il placcaggio del giocatore in possesso di palla dietro la linea di scrimmage durante una chiara azione di passaggio.
Le cose cambiano anche per i difensori, questa volta a favore di quelli che giocano all’università. E’ possibile, infatti, vedersi assegnare un sack senza materialmente toccare il quarterback, ad esempio forzandolo ad uscire dal campo con perdita di yards o forzando un intentional grounding. Questo tipo di azione in NFL può valere tutt’al più un QB Hurry, ma non un sack.

ratingUn’altra differenza tra i due regolamenti riguarda il famigerato pass rating, il coefficiente che dovrebbe permettere di confrontare, tramite un algoritmo, le prestazioni dei diversi quarterback, pesando la percentuale dei completi, quella dei passaggi intercettati, quella dei passaggi da touchdown e la media yard per passaggio.
La differente composizione delle formule deriva dal metodo di calcolo dei coefficienti.
La formula NCAA prevede il seguente calcolo:
Rating NCAA = (((8.4 * yds) + (330 * TDs) – (200 * Int) + (100 * Completi)) / Tentati)
Venne creata nel 1979, prendendo in esame le statistiche di passaggio a partire dal reintegro del “two-platoon football” avvenuto nel 1965.
Considerando la media delle statistiche di passaggio del periodo in esame, il coefficiente 8,4 risultava essere quello che, per le yard lanciate, permetteva di raggiungere un valore uguale a 100, mentre il 330 ed il 200 per touchdown pass ed intercetti mirava a far sì che la differenza algebrica tra i due componenti fosse uguale a zero.

La formula NFL è decisamente differente:
Rating NFL = ((A + B + C + D) / 6) * 100
Dove:
A = (% Completi) – 30) * 0.05
B = ((Yds/Tentati) – 3.0) * 0.25
C = (% TD) * 20
D = 2.375 – ( % Intercetti * 25)
Il valore di A, B, C e D non può essere minore di zero o maggiore di 2375.
Adottata dalla NFL nel 1973, la formula si basa sulla media delle statistiche di passaggio rilevate tra il 1960 ed il 1970. La formula consentiva, prendendo in esame la statistica media del periodo considerato, di ottenere un rating point di 66,7, considerato una buona prestazione.
In entrambi i casi, NCAA ed NFL, le formule mostrano tutta la loro obsolescenza, essendo basate su delle medie di passaggio degli anni 60/70. Con l’evoluzione del gioco aereo, soprattutto in questi ultimi dieci/quindici anni, se le medesime formule dovessero essere riscritte oggi i coefficienti sarebbero molto molto differenti.

Infine, concludendo con le differenze tra NFL e NCAA, parliamo dei cosiddetti “aborted play”. Si tratta di quelle azioni morte sul nascere come, ad esempio, un fumble allo snap o, più in generale, tutte quelle azioni in cui un qualsiasi evento ne preclude lo sviluppo e lo svolgimento come programmato. Per la NFL si tratta semplicemente di giochi che non entrano in alcun modo a statistica tranne che per assegnare un fumble perso o recuperato. In NCAA, invece, viene registrato anche lo spostamento eventuale della linea di scrimmage e l’azione va ad accumularsi con le altre, solitamente nella categoria “rush”, assegnando la perdita o il guadagno di terreno ad un giocatore fittizio chiamato “Team”.

Per terminare questa carrellata nel mondo delle statistiche, analizziamo brevemente tre tra le sigle più comuni che vediamo comparire nelle statistiche, ma di cui spesso non si conosce l’esatto significato o il modo in cui vengono calcolate.
YAC = E’ l’acronimo di Yards After Catch. I giochi di passaggio vengono misurati da scrimmage a scrimmage, ma non sempre(anzi: quasi mai) un passaggio di 60 yard corrisponde ad un lancio effettivo del pallone di 60 yard. L’azione di lancio si compone di due fasi: il terreno percorso in aria dal pallone e quello conquistato dal ricevitore dopo la ricezione. Quest’ultimo fattore è proprio quello indicato dall’acronimo YAC. Attraverso l’analisi dello yardaggio totale e dello YAC, quindi, è facile determinare quanto nel passaggio abbia influito la lunghezza del lancio e quanto la successiva corsa del ricevitore dopo la ricezione.
Gross/Net Average = Nelle statistiche totali dei Punter appaiono due differenti medie. La Gross Punting Average prende in esame la sola lunghezza del punt, e si ottiene dividendo le yards di punt per il numero di punt effettuati. Questa statistica, però, dice solo una parte della storia, perché ci permette di sapere qual è il punter che, in media, calcia più lontano. Per capire quale sia il punter più efficace, però, bisogna guardare la Net Punting Average. Questa statistica tiene conto delle yards di punt, da cui vengono sottratte 20 yards per ogni touchback causato nonché le yard di ritorno di punt. Il totale così ottenuto viene diviso per i punt effettuati, ottenendo così il reale allontanamento medio del pallone dalla linea di scrimmage originaria.
In-20 = Si parla sempre di punt, ed in questo caso la statistica calcola quante volte, dopo un punt, la squadra avversaria è ripartita da dietro le proprie 20 yard.

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Massimo Foglio

Segue il football dal 1980 e non pensa nemmeno lontanamente a smettere di farlo. Che sia giocato, guardato, parlato o raccontato poco importa: non c'è mai abbastanza football per soddisfare la sua sete. Se poi parliamo di storia e statistiche, possiamo fare nottata. Siete avvertiti.

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