
[NCAA] Il riassunto della quarta settimana NCAA
Una quarta settimana che non ha portato particolari scossoni di classifica quella appena andata in onda ma che è stata indicativa riguardo le squadre che potranno lottare fino alla fine per un posto nei playoff.
Tra queste possiamo tranquillamente eliminare Oregon che viene umiliata a domicilio da Utah, e dice addio ai sogni di gloria e ad un posto nel ranking.
In vetta alla classifica resta sempre Ohio State che questa settimana vince contro Western Michigan con un Cardale Jones finalmente più competitivo mentre c’è l’avvicendamento al secondo e terzo posto con Michigan State, cui spetta la piazza d’onore dopo la vittoria sofferta contro Central Michigan e Ole Miss che si instaura al terzo posto dopo la vittoria contro Vanderbilt.
Chi ha sofferto più degli Spartans però è stata TCU che solo a 23 secondi dalla fine riesce nel sorpasso definitivo ai Red Raiders e scende di un gradino dal podio. Vengono confermate le posizioni di Baylor e Notre Dame che vincono rispettivamente contro Rice e Massachusetts mentre scendono di una posizione sia Georgia, a valanga contro Southern University ed LSU che grazie ad un’altra prestazione da oltre 200 yard di Fournette vince a fatica contro Siracuse.

Per quanto riguarda la SEC, Alabama si impone senza strafare contro LA-Monroe e Texas A&M continua con il trend positivo infliggendo la terza sconfitta consecutiva ad Arkansas. Tanto movimento invece nelle parti basse del ranking; avanzano a piccoli passi infatti USC, che si libera agevolmente di Arizona State, Northwestern, che vince contro Ball State, Wisconsin, che si impone contro Hawaii, i Cowboys di Oklahoma State, che vincono solo nei secondi finali contro Texas e Stanford vincente contro i Beavers.
Entra per la prima volta nel ranking anche Michigan che infligge una sonora sconfitta a BYU, che deve abbandonare la top 25. La squadra di Jim Harbaugh, dopo la sconfitta con Utah nella prima partita, sembra aver trovato la quadratura del cerchio dimostrando che i Wolverines possono dire la loro e che sono pronti ad affrontare le squadre della propria conference senza timori reverenziali.
Il fondo della classifica infine vede 4 squadre che entrano questa settimana nel ranking e sono West Virginia, Mississippi State, Cal e Florida vincenti rispettivamente con Maryland, Auburn, Washington e Tennessee.
UCLA vs Arizona 56-30
Il match clou della quarta giornata di NCAA conferma le aspettative della vigilia con UCLA che esce vittoriosa dal difficile campo dei Wildcats. Un partita bellissima, molto divertente e che ha visto la rinascita di Josh Rosen dopo le pessime statistiche messe in fila la settimana scorsa contro BYU. La squadra di Jim Mora continua il suo cammino da imbattuta ed inizia alla grande anche il cammino della division South della PAC12 battendo una diretta concorrente al titolo.
Per il Wildcats invece si tratta di una brutta sconfitta in ottica conference e non è bastato il rientro nel gridiron della star Scooby Wright per fermare l’attacco dei Bruins. Il cammino di Arizona adesso si fa ancora più difficile per via di una schedule tostissima che la vedrà opposta non solo alle squadre della sua stessa division, tutte all’interno del ranking per altro ma anche a squadre che fino ad’ora hanno dimostrato di saper contendere la vittoria a squadre più blasonate.

Eppure la partita era iniziata nel migliore dei modi per Arizona che va subito in vantaggio nel primo drive grazie a Phillips che riceve un passaggio da 34 yard da Anu Solomon. UCLA non si scompone e pareggia subito con un drive velocissimo concluso con il passaggio da 35 yard di Rosen per Duarte. I Wildcats non fanno in tempo neanche ad organizzarsi che nel possesso successivo causano un fumble nelle proprie 16 prontamente recuperato dai Bruins; Perkins non si fa sfuggire l’occasione e mette a segno il sorpasso nel drive conseguente.
Nel secondo tempo ci si aspetterebbe la reazione di Arizona ma la difesa di UCLA, nonostante le tante defezioni, è insuperabile e l’attacco continua a macinare yard; nell’arco di due drive infatti ancora Perkins e poi Payton, su passaggio di Rosen, portano il distacco a tre possessi. Proprio nel momento in cui la squadra di casa prova a replicare con una grande corsa di Randall per 39 yard, ecco che Starks e poi ancora Perkins mettono a segno il punto 34 e 41 che di fatto chiudono la sfida. I successivi TD di Randall e Baker per Arizona e quelli di Rosen e Jamabo, per UCLA, servono solo per arrotondare il punteggio e chiudono una sfida dominata dalla squadra ospite.
TCU vs Texas Tech 55-52
Attacchi stellari, oltre 1300 yard di attacco complessivo, 69 primi down e un finale al cardiopalma. Non potevamo chiedere di più da una sfida che si preannunciava spettacolare e che è stata molto di più. Dopo un finale thrilling dunque è TCU che può festeggiare ma onore al merito va dato a Texas Tech che non ha mai mollato e in più di un occasione ha rischiato seriamente di portarla a casa. Tuttavia il talento e una grande dose di fortuna, hanno permesso alle Horned Frogs di iniziare il cammino di conference con una vittoria e di proseguire la stagione da imbattuta anche se i punti interrogativi della difesa, che già si erano palesati nelle precedenti partite, dovranno trovare una risposta al più presto possibile.
I Red Raiders invece hanno poco da rimproverarsi o da recriminare perché tenere per così tanto tempo in scacco una delle squadre candidate alla vittoria finale non è impresa che tutti possono raccontare; questa è sicuramente una spinta ulteriore per il futuro che, con Mahomes in cabina di regia, è sempre più roseo.

La partita è un continuo botta e risposta dall’inizio fino alla fine e vede le due squadre avvicendarsi più volte al comando. Apre le marcature Josh Doctson, che è stato l’autentico mattatore, con il primo dei suoi tre TD a cui risponde subito la corsa di Washington in regime di goal line. A metà del primo quarto TCU prova ad allungare con una safety e una corsa di Green ma è ancora Washington che riporta i suoi a solo due punti di distacco. All’inizio del secondo quarto sono ancora i Red Raiders ad andare a segno con un passaggio di Mahomes per Grant ma c’è subito il controsorpasso della squadra in maglia bianca con un fg di Oberkrom e il secondo TD di Doctson. La partita continua sempre in bilico e prima della fine del primo tempo le due squadre vanno ancora a segno prima con Mahomes, con una corsa personale, e poi Doctson con il suo terzo sigillo.
Al rientro dall’intervallo lungo il leit motive della sfida non cambia e continua il batti e ribatti dei due attacchi; prima Washington per Texas Tech poi ancora Green per le Horned Frogs chiudono il terzo quarto con soli due punti di differenza. Con l’ultimo quarto da giocare l’ago della bilancia sembra pendere dalla parte della squadra di casa; infatti ancora Washington e poi Stockton portano i Red Raiders in vantaggio di 4 punti a sei minuti dalla fine. TCU si butta alla disperata ricerca del TD del sorpasso e a soli 23 secondi dalla fine ci riesce con un azione miracolosa; il passaggio in ednzone di Boykin per Doctson viene deflettato ma l’ovale, prima di cadere per terra, viene raccolto da Green che con un gran balzo e tenendo il piede dentro la endzone completa così il sorpasso definitivo.
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Utah vs Oregon 62-20
Una sconfitta umiliante, che fa male e che fa crollare definitivamente i sogni di gloria di Oregon. Per chi ci ha letto due settimane fa, noi avevamo già scritto che i Ducks non sarebbero riusciti a ripetere la stagione scorsa; ebbene le nostre teorie, oggi più che mai, sono state confermate da questa disfatta casalinga che risulta la seconda più grande sconfitta della storia di Oregon dopo quella del 1985 contro Nebraska. La squadra di Mike Elfrich non è mai stata in grado di organizzarsi né in attacco, complici anche i tanti avvicendamenti nel ruolo di QB che non hanno certo aiutato, e né in difesa che era come ipnotizzata dall’efficienza degli avversari che hanno messo in mostra un bagaglio di opzioni di gioco davvero impressionante.
Per Utah invece si tratta di una grande vittoria che lancia la squadra di Kyle Whittingham nell’olimpo del football che conta e balza in testa alla classifica della PAC12 South dove fa compagnia ad UCLA. Da oggi in poi, chi ha sottovalutato gli Utes, dovrà rivedere i propri piani poiché questa squadra oltre che bella da vedere è davvero attrezzata per continuare un cammino che finora è stato perfetto; un calendario tostissimo adesso ci dirà se Utah potrà confermare questo trend positivo e se le aspettative iniziali possono trasformarsi in qualcosa di più concreto.

La partita ha poco da raccontare dato il dominio assoluto degli ospiti su tutti i lati del campo anche se inizia in sordina con le squadre che sembra non vogliano farsi del male, ed infatti il primo quarto si chiude in parità con due fg di Utah ed un TD di Royce Freeman.
Nel secondo quarto però la musica cambia e gli Utes diventano i padroni del campo segnando tre TD nei tre possessi successivi con Covey che riceve per 18 yard da Wilson, poi ancora il QB in maglia bianca che trova Scott per 7 yard e, dopo la timida reazione di Oregon che accorcia con Addison, è ancora Utah che segna con il solito Wilson che stavolta trova Repp con un lancio di 9 yard.
Il rientro dagli spogliatoi è ancora più tragico per i Ducks che subiscono ancora con Wilson, che stavolta si incarica personalmente di varcare la endzone, e dopo l’intercetto di Lockie è Booker che si traveste nei panni di QB trovando Covey “wide open” dopo un passaggio di mano sinistra per 25 yard. La partita si chiude qui anche perché prima della fine del terzo quarto gli Utes allungano ulteriormente prima con Repp, sempre su passaggio di Wilson, e poi con un ritorno di punt strano dato che tutto lo special team di Oregon va a pressare Covey, che finta di ricevere il pallone, non accorgendosi però che il pallone sta andando da un’altra parte cioè quella di Hobbs che incredulo si trova a ricoprire le 69 yard completamente indisturbato. Nell’ultimo quarto c’è ancora il tempo per Utah di andare a segno con Thompson prima che Alie, con una corsa di 14 yard, metta la parola fine a questa tragica partita per i Ducks.
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Nuova settimana anche per i candidati alla vittoria dell’Heisman Trophy che vede la classifica invariata per 4/5. Al primo posto sempre stabile, Leonard Fournette che per la seconda settimana consecutiva mette a referto oltre 200 yard a cui aggiunge 2 TD nella vittoria contro Siracuse. Al secondo posto segue Nick Chubb protagonista della vittoria contro Southern in cui ha segnato 3 TD, di cui uno su passaggio e al terzo troviamo sempre Trevor Boykin, che nella sfocatissima vittoria contro Texas Tech è stato fondamentale grazie alle 485 yard e i 4 TD pass.

Stabile al quarto posto, Ezekiel Elliott che per la nona partita consecutiva chiude con oltre 100 yard di guadagno, mettendo a referto anche un TD, nella partita in cui Ohio State ha battuto Western Michigan mentre chiude la top 5 una new entry assoluta non solo nel nome ma anche nel ruolo; entra infatti Myles Garrett, DE di Texas A&M che ha guadagnato la classifica grazie ad un inizio di stagione veramente straordinario in cui ha messo a segno 6,5 sack ed è stato fondamentale nella vittoria, importantissima, contro Arkansas.