Il Draft 2019 dei Tampa Bay Buccaneers

I Tampa Bay Buccaneers arrivavano al NFL Draft di Nashville con diverse necessità, in primis in difesa, che nella stagione 2018 ha dimostrato tutte le sue debolezze, soprattutto nella secondaria. Questi problemi, se possibile, si sono aggravati dopo la partenza del LB Kwon Alexander, direzione San Francisco, e della situazione fisica dell’altro LB Kendell Beckwith, ancora alle prese con l’infortunio alla caviglia, causa di un incidente d’auto nella primavera 2018; il giocatore è stato messo nella lista degli infortunati e non c’è sicurezza per un suo recupero. A maggio il forte DE Jason Pierre-Paul ha subito un serio infortunio al collo, in un incidente stradale, che potrebbe tenerlo lontano dai campi da gioco per l’intera stagione 2019, e addirittura ipotizzare un suo ritiro definitivo.

Anche nel reparto offensivo erano presenti lacune, soprattutto nel reparto RB e linea offensiva. Si pensi che il RB titolare della stagione 2018, Peyton Barber (871 yard su corsa e 5 TD), non sarebbe più di una buona riserva nella maggioranza delle altre squadre della lega e che Ronald Jones (scelto al 2° giro del draft 2018) ha totalizzato la miseria di 44 yard e 1 TD su corsa. Con queste premesse i Buccaneers cercavano prospetti già pronti da subito a coprire i diversi buchi in un roster con poche stelle.

Nel primo giro del draft (5° scelta assoluta) la franchigia della Florida ha optato per Devin White, forte ILB da Lousiana State. Pur essendo ancora disponibili l’edge rusher Josh Allen e il DT Ed Oliver, Tampa è andato sul migliore LB disponibile nel draft, anche se è un RB convertito da meno di tre stagioni. White, oltre a essere un indiscusso playmaker, ha tutte le doti per diventare un leader, in una squadra che ne ha terribilmente bisogno, soprattutto in difesa.

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Devin White LSU

Come già accennato, il punto debole della difesa era il backfield, ossia cornerback e safety. Nel secondo giro (39° scelta assoluta) i Buccaneers hanno draftato Sean Bunting, CB da Central Michigan. Difensore dalle lunghe leve superiori, è in grado di giocare in copertura a uomo, fattore che, probabilmente, lo ha fatto preferire a defensive back sulla carta migliori ancora disponibili a questo punto del draft. Ha ottimi “ball skill”, naso per la palla, terminando la sua carriera universitaria con 9 intercetti.

Al terzo giro (N° 94 assoluta) si è deciso di andare su un altro CB, Jamel Dean da Auburn. La scelta è stata frutto di un trade con i Los Angeles Rams. (scelta 70 dei Bucs ai Rams, in cambio della 94 e 99). Dean va a rinforzare il reparto più deficitario dell’anno scorso. Insieme a Bunting forma una coppia di CB dal buon fisico, necessari per contrastare i ricevitori presenti negli altri team della South Division della NFC. L’unico tallone d’Achille della matricola da Auburn sono gli infortuni che hanno segnato la sua carriera.

Sempre nel terzo giro (N° 99 assoluta) Tampa ha scelto Mike Edwards, DB da Kentucky. Mentre i precedenti DBs sono Conerback esterni, Edwards ha giocato come Safety, Nickelback e anche Cornerback, anche se nella NFL probabilmente lo vedremo come Safety. In quattro anni di carriera universitaria ha totalizzato 23 passaggi deviati e 10 intercetti, e soprattutto senza aver saltato una partita per problemi fisici. Ha anche doti da blitzer, con 20,5 placcaggi per perdita di yard.

Al quarto giro del draft (N° 107 assoluta) la scelta è andata su Anthony Nelson, DE da Iowa. Anche a questo punto della 3 giorni di Nashville, i Buccaneers hanno scelto un difensore, questa volta per la linea difensiva. Fisico notevole (2 metri per 125 Kg), con lunghe leve superiori. Tampa probabilmente non ha pensato a lui come uno starter immediato, ma con i già citati problemi di Pierre-Paul, Nelson potrebbe scalare le posizioni in linea di difesa.

Nel quinto giro (N° 145 assoluta) è arrivata sicuramente la pick più sorprendente e controversa dell’intero draft dei Tampa Bay Buccaneers. Scelto Matt Gay, K da Utah. Dopo tre anni, il GM Jason Licht è ritornato a draftare un kicker, dopo Roberto Aguayo, scelto al secondo giro!! (N° 59 assoluta), rivelatosi poi un flop. I dubbi sulla scelta di un kicker non sono stati per il valore del giocatore (miglior kicker disponibile quest’anno) ma per le necessità ancora presenti, in linea di attacco e nel reparto running back. I Bucs hanno a roster Cairo Santos, ma la scelta di Gay potrebbe far risparmiare al team circa 800.000 dollari.

Nel sesto giro (N° 208 assoluta) si è optato per Scott Miller, WR da Bowling Green. Giocatore proveniente da un college minore e con un fisico non propriamente imponente (180 cm per 75 Kg) ha ottime doti da velocista e Tampa lo vede come sostituto di Adam Humphries, trasferitosi ai Tennesse Titans.

Al settimo giro (N° 215 assoluta) i Tampa Bay Buccaneers hanno speso la loro ultima scelta di questo draft per Terry Beckner Jr, DT da Missouri. Fino al 2015 era il secondo miglior prospetto nel suo ruolo, ma infortuni ad entrambe le ginocchia ed un arresto per detenzione di marijuana, hanno fatto slittare la sua scelta nel giro finale. Nella sua carriera al college ha collezionato 13.5 sack e 120 placcaggi totali (73 solitari). Dovrebbe entrare nelle rotazioni in linea difensiva.

rookie buccaneers 2019
I numeri dei rookie dei Buccaneers

Nei numerosi giocatori che Tampa ha pescato tra gli undrafted rookie, segnalerei Bruce Anderson, RB da North Dakota State, che potrebbe trovare spazio nel roster finale, per la mancanza di grandi alternative nel backfield offensivo. Nella sua carriera universitaria con i Bison ha totalizzato 2900 yard e 24 TD su corsa, con ottimi skills da ricevitori fuori dal backfield e ritornatore.

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Riassumendo, il draft dei Tampa Bay Buccaneers ha dei lati positivi, soprattutto per i primi giri, con la selezione di giocatori come il LB Devin White e dei DBs Sean Bunting, Jamel Dean e Mike Edwards che possono immediatamente dare un upgrade alla difesa. Restano dei bisogni irrisolti (linea d’attacco e running backs) che potrebbero penalizzare le prestazioni offensive della franchigia della Florida.

Le due possibili sorprese positive del draft potrebbero essere il DE Anthony Nelson, che può dare delle alternative in linea di difesa e il WR Scott Miller, potenziale sostituto, nella posizione di slot receiver, di Adam Humphries. Da rimandare nel giudizio la scelta di Matt Gay, kicker dal grande potenziale, ma questo non giustifica l’uso di una quinta scelta, con ancora tante debolezze da coprire. Se già prima del draft 2019 la posizione del GM Jason Licht era in dubbio, dopo Nashville la sua situazione è diventata ancora di più instabile, la stagione dovrà dare delle risposte.

I Buccaneers nel 2019 avranno il vantaggio di affidarsi al nuovo HC Bruce Arians, vero guru offensivo, che potrà dare un grosso aiuto all’ulteriore sviluppo del QB Jameis Winston, anche lui in una posizione tutt’altro che sicura; nelle sue prime 4 stagioni alla guida dell’attacco dei Bucs ha espresso grandi potenzialità ma anche grandi dubbi. La prima scelta assoluta nel draft 2015 non è mai diventato quello che Tampa si augurava, il franchise quarterback di cui la squadra della Florida avrebbe tanto bisogno. Anche i coordinatori offensivi (Byron Leftwich) e difensivi (Todd Bowles) sono nuovi, anche se, soprattutto Bowles ha grande esperienza, sia come coordinatore che come capo allenatore.

Da sottolineare i recenti movimenti di mercato, che hanno portato i Tampa Bay Buccaneers a rilasciare Gerald Mc Coy, defensive tackle, terza scelta assoluta di Tampa nel draft 2010; i motivi sono stati soprattutto monetari, vista la situazione abbastanza tragica del salary cap dei Bucs… Dopo pochi giorni è stato firmato il DT Ndamukong Suh, anche lui scelto nel draft 2010 come seconda pick assoluta, dai Detroit Lions; nella sua carriera ha giocato anche nei Dolphins e in ultimo nei Rams. Vedremo se la scelta è stata saggia, frase che potrebbe diventare il leit motiv della prossima stagione dei Bucanieri della Florida; troppi punti interrogativi, sia in attacco che in difesa.

Si punta a migliorare il record della passata annata (5 vittorie a fronte di 11 sconfitte), con uno sguardo a possibili scenari che portino i Tampa Bay Buccaneers ai playoffs dopo un digiuno che dura dal lontano 2007, e se dobbiamo risalire all’ultima vittoria nei playoff andiamo addirittura alla stagione 2002, stagione della vittoria al Super Bowl XXXVII contro gli Oakland Raiders a San Diego.

Staremo a vedere…

GO BUCS, FIRE THE CANNONS !!

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Roberto Abelli

Tifoso Bucs dal 1984 Ex giocatore ed ora coach Appassionato di football NFL e NCAA

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