EFA ufficializza una nuova lega a dieci squadre

Il panorama del football americano europeo attraversa la più grande crisi della sua storia moderna. L’annuncio dell’European Football Alliance (EFA) di creare una lega a dieci squadre per il 2026 ha ufficializzato una spaccatura senza precedenti con l’European League of Football (ELF), ridisegnando completamente i confini della competizione continentale.

Il 5 ottobre 2025, l’EFA ha ufficializzato quello che molti considerano il colpo di grazia all’ELF tradizionale. Dieci squadre di primo piano hanno confermato l’addio definitivo alla lega europea per creare una competizione alternativa: Rhein Fire, Paris Musketeers, Madrid Bravos, Vienna Vikings, Frankfurt Galaxy, Wroclaw Panthers, Prague Lions, Nordic Storm, Stuttgart Surge e Berlin Thunder. Queste franchigie, libere dai contratti ELF in scadenza a fine 2025 o rescissi anticipatamente, hanno scelto l’indipendenza per fondare “una lega che controllano direttamente”. Mason Parker, CEO dei Prague Lions, ha dichiarato che “i tifosi possono essere certi che il prossimo anno si giocherà football di qualità tra squadre consolidate e orgogliose di rappresentare le città più iconiche d’Europa”.

Tra le grandi sorprese dell’annuncio EFA spicca l’assenza dei Raiders Tirol. La squadra austriaca, che aveva partecipato attivamente alla fondazione dell’European Football Alliance nel luglio 2025, non figura tra le dieci franchigie confermate per il 2026. Questa mancanza solleva interrogativi sul futuro della squadra di Innsbruck, che, attraverso il suo front office, ha fatto sapere di volersi muovere con cautela in riferimento al contratto ancora in essere con la ELF, per non danneggiare anche le altre squadre della polisportiva a cui appartengono i Raiders. Altrettanto significativa è l’assenza dei Munich Ravens, una delle squadre più competitive dell’ELF 2025. I Ravens, che hanno chiuso la regular season con uno dei migliori attacchi della lega (36.3 punti di media) ma sono caduti in semifinale contro gli Stuttgart Surge , sembrano orientati verso una permanenza nell’ELF tradizionale. Le indiscrezioni suggeriscono però possibili investitori interessati a portare la franchigia bavarese nell’EFA.

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Nonostante l’esodo di massa, l’ELF continua con determinazione per la sua strada. In un comunicato dell’8 settembre 2025, la lega ha annunciato di avere “undici franchigie sotto contratto valido per la stagione 2026” e di essere “impegnata in discussioni intensive con diversi potenziali partner interessati”. Tra le squadre che dovrebbero rimanere nell’ELF figurano i Munich Ravens, Cologne Centurions, Hamburg Sea Devils e Helvetic Mercenaries, mentre i Fehérvár Enthroners hanno già annunciato il loro passaggio al campionato austriaco. La franchigia svizzera, invece, ha confermato ufficialmente la permanenza, dichiarando: “I Mercenaries hanno un contratto attuale con l’European League of Football e si aspettano di continuare a competere nell’ELF”.

Il conflitto tra EFA ed ELF riflette filosofie organizzative radicalmente diverse. L’EFA punta su un “modello in stile NFL” con governance trasparente, condivisione equa dei ricavi e controllo diretto delle squadre. L’alleanza critica apertamente “l’instabilità finanziaria, la mancanza di trasparenza e le violazioni contrattuali” dell’ELF. L’ELF, dal canto suo, mantiene un approccio più centralizzato e cerca di preservare la struttura esistente attraverso riforme interne. La nomina di Ingo Schiller come Co-CEO e CFO nell’agosto 2025, dopo le dimissioni del commissioner Patrick Esume, rappresenta un tentativo di riconciliazione con le franchigie dissidenti. Peccato, però, che il suo primo meeting con le squadre “ribelli” sia durato non più di dieci minuti. Tanto è bastato ai rappresentanti dell’EFA per liquidarlo con un “grazie, ma no, grazie”.

Il 2026 si preannuncia come un anno spartiacque per il football europeo. Due leghe parallele competeranno per conquistare tifosi, sponsor e talenti, in una battaglia che potrebbe durare anni.

L’EFA, forte delle sue dieci squadre consolidate e della promessa di ulteriori adesioni, punta a diventare la “Champions League del football americano europeo”. L’ELF, pur indebolita numericamente, mantiene strutture consolidate (anche se sta perdendo pezzi ogni giorno, tra commissione medica e staff delle statistiche che hanno lasciato vacanti i loro posti) e cerca di attrarre nuove franchigie dai mercati emergenti. La lega ha già annunciato trattative per espansioni in nuovi territori, puntando sulla continuità istituzionale e sui rapporti con la NFL.

La frammentazione del movimento europeo rischia però di danneggiare l’intero ecosistema. Due campionati paralleli potrebbero diluire l’attenzione mediatica, complicare i percorsi di sviluppo dei giocatori e confondere i tifosi casual. Solo il tempo dirà quale delle due visioni prevarrà nella lotta per il dominio del football americano nel Vecchio Continente.

UPDATE: Avevamo appena scritto l’articolo quando è arrivata la notizia che un centinaio di arbitri europei hanno trovato un accordo per arbitrare la stagione 2026 dell’EFA. Questo, più di molti altri, è un duro colpo al futuro della ELF. Trovare arbitri ad un livello tale da poter gestire un campionato semiprofessionistico non è affatto semplice, ed ora diventa l’ostacolo maggiore da superare per la sopravvivenza della ELF.

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Massimo Foglio

Segue il football dal 1980 e non pensa nemmeno lontanamente a smettere di farlo. Che sia giocato, guardato, parlato o raccontato poco importa: non c'è mai abbastanza football per soddisfare la sua sete. Se poi parliamo di storia e statistiche, possiamo fare nottata. Siete avvertiti.

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