[NFL] (TOP &) FLOP della stagione 2014: San Francisco 49ers

Due anni fa i San Francisco 49ers raggiunsero il Super Bowl e furono a 7 yard, con 2 minuti e spiccioli sul cronometro e quattro azioni a disposizione, da una rimonta leggendaria di oltre 20 punti e, ovviamente, dal Vince Lombardi Trophy. Una breve corsa di Frank Gore, un completo di Michael Crabtree per qualche yard, a seguito di un delay of game, e nulla più, però. Niente touchdown, niente vittoria, niente gloria. Solo la forte consapevolezza che si sarebbe potuto e dovuto fare molto di meglio per cogliere quell’occasione unica. L’anno passato i 49ers raggiunsero il Championship e furono a 18 yard, con 30 secondi sul cronometro e quattro azioni a disposizione, dal loro secondo Super Bowl consecutivo, contro i Broncos. Ma Richard Sherman vola a deviare il pallone indirizzato tra i guanti di Crabtree e lo regala all’accorrente Malcom Smith, ben felice di prenderlo tra le mani per volare alla partita che lo incoronerà MVP. Niente touchdown, niente vittoria, niente gloria. La stessa consapevolezza, però, dell’anno precedente. Quella consapevolezza che, dopo la disastrosa regular season dell’anno passato e una sanguinosa off-season, San Francisco sembra aver perso definitivamente.

Colin Kaepernick 49ersIl denominatore comune ad ognuna della tre situazioni appena descritte, il simbolo di tre anni passati tra luci della ribalta e ombre profonde come abissi, è Colin Kaepernick. Un contratto da 6 anni e 126 milioni di dollari, di cui la bellezza di 61 garantiti, è un bel peso sulle spalle per un quarterback che ha gli occhi puntati addosso dal giorno stesso in cui ha messo piede nella NFL. E, purtroppo per lui e per i Niners, non è riuscito ad onorarlo come avrebbe dovuto. Nelle vittorie la sua condotta è stata pressoché ineccepibile, al contrario di quanto dimostrato nelle sconfitte: non una grande percentuale di completi, come nel complesso d’altronde (60.5%), ma 1.826 yard di guadagno, contro le 1.543 nelle debacle, e soprattutto un rapporto tra touchdown pass, 13 nei successi ed appena 6 nei KO, ed intercetti, appena 2 nel primo caso ed 8 nel secondo, assai differente ed assai decisivo. Ed il confronto può reggere perché il numero delle vittorie è equivalso a quello delle sconfitte e, ovviamente, ciò non è bastato per guadagnarsi i playoff. Una media di yard a partita ben inferiore alle 200 (189.1) ed una percentuale di touchdown pari ad appena il 4% dei lanci effettuati, oltre a 52 sack subiti e 344 yard di perdita, non possono che spiegare lo scarso QB rating di 86.4 ed il 30° posto complessivo di Frisco nel computo delle yard guadagnate al lancio durante la scorsa regular season, appena 3.063. Insomma, un completo disastro.

Kaep ha almeno alimentato una delle armi più importanti dell’attacco dei 49ers, ovvero il gioco di corse, con 639 yard in 104 portate e 7 giocate da oltre 20 yard, cui ha unito, però, appena un touchdown messo a segno e ben 5 fumble. Se l’apporto in termini di yard non è mancato per il solito, fondamentale Frank Gore, attestatosi a quota 1.106 in 255 portate (4.3 di media), sono stati appena 4 i suoi viaggi in end zone, molti meno rispetto agli anni passati, e ciò ha influito moltissimo su delle offensive spesso aride di successi. Fortuna che almeno il rookie Carlos Hyde ha dato man forte con altre quattro segnature, utili, per quanto possibile, a togliere San Francisco da situazioni difficili. Per lui anche 333 yard in 83 portate (4 di media). Non male per la sua prima stagione nella Lega.

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Anquan Boldin, Marcus RobersonGore ha aggiunto appena 111 yard in 11 ricezioni ed un touchdown su ricezione, dando una scarso sostegno ad un parco ricevitori mal sfruttato e mai degno di nota. Anquan Boldin ha superato quota 1.000 yard per un soffio (1.062) in 83 ricezioni ed ha aggiunto 5 touchdown alla causa, concludendo una stagione tutto sommato positiva. Michael Crabtree, invece, non è andato oltre le 698 yard in 68 ricezioni (10.3 di media), su ben 108 target, con sole 4 segnature, dimostrando di non essersi ancora ripreso a pieno dalla lunga assenza della passata stagione. La grande sorpresa è stato uno Stevie Johnson dalle mani fatate in molte occasioni, capace di 35 ricezioni e 435 yard, oltre a 3 touchdown, mentre la delusione assoluta si chiama Vernon Davis. Il tight-end, dopo un esordio dal doppio touchdown contro i Cowboys, ha dimenticato la parola end-zone fino al termine della stagione, collezionando appena 26 ricezioni e 245 yard. Le 850 yard, con ben 13 touchdown annessi, della passata regular season restano soltanto un lontano ricordo.

Il 20° attacco complessivo in NFL ha dunque messo insieme appena 19.1 punti e 327.4 yard a partita, 306 ed appena oltre le 5.200 yard complessivamente. Se offensivamente ci sono davvero pochi aspetti e protagonisti di cui tessere le lodi, difensivamente le cose cambiano. I Niners sono rimasti tra le migliori difese di tutta la NFL, chiudendo con 340 punti subiti, 21.2 a partita, pochi più di quanti fossero i pochissimi segnati, ma soprattutto appena 321.4 yard di media lasciate alle scorribande avversarie. La retroguardia si è comportata benissimo nel difendere sulle corse avversarie, scoprendosi per 1.612 yard in 402 portate (4 di media) ed andando di un soffio oltre le 100 yard concesse a partita palla alla mano (100.8). Soltanto 4, per altro, i touchdown subiti in questa maniera. Se, comunque, le statistiche sono state inferiori a quelle pazzesche della passata stagione, altrettanto non si può dire della difesa sul passing-game avversario, limitato ad appena il 58.8% di completi, per un totale di 3.531 yard (220.7 a partita). Alto il numero di 29 touchdown pass regalati ai quarterback opposti a Frisco, ma altrettanto fenomale il dato di 23 intercetti, massimo nella Lega nella passata stagione. Non tutte le statistiche sono eccellenti, però. I tackle sono stati appena 950, penultimo dato in NFL, così come i sack non hanno superato quota 36. Fantastici i 105 pass deflected, meno gli appena 10 fumble forzati, di cui soltanto 6 recuperati.

Chris Borland 49ersLeader individuale ed assoluta rivelazione della difesa dei 49ers è stato l’eccelso rookie Chris Borland, capace di 107 tackle, 1 sack, 5 pass deflected, 2 intercetti ed 1 fumble recuperato. Un terzetto fenomenale, poi, ha guidato la secondaria agli straordinari numeri messi insieme durante la scorsa stagione: Anthoine Bathea, Perrish Cox e Chris Culliver hanno unito le loro forze per un totale di 184 tackle, ma soprattutto 43 pass deflected e la bellezza di 13 intercetti, riportati per 88 yard ed un touchdown. Leader in termini di sack, pur con un totale di appena 6 a testa, sono stati Ahmad Brooks e Aaron Lynch. Se il primo è rimasto molto sottotono rispetto alle passati stagioni, il secondo, rookie da South Florida, ha mostrato degli ottimi colpi e potrà lavorare sodo per un futuro radioso nella Lega. Lo stesso futuro che i Niners vedono annebbiarsi davanti a loro.

Peccato che la stagione di Frisco non sia stata all’altezza del suo esordio. Altrimenti, molte di più sarebbero state le gioie per i tifosi della franchigia californiana. Gli incubi di Tony Romo prendono la forma della secondaria dei Niners e la vittoria, firmata Davis, è netta. L’esordio al Levi’s Stadium, però, è da film dell’orrore, con San Francisco avanti 17-0 sui Bears e recuperata da Brandon Marshall e da un indiavolato Kyle Fuller, in grado di farsi beffe due volte di un Kaep degno protagonista della sanguinosa pellicola. La ripresa resta un’enigma per i 49ers contro i Cardinals ed il doppio touchdown di John Brown risuona assordante nelle orecchie stordite della squadra dell’ormai ex Jim Harbaugh. Gore scrive 119 yard su corsa e 55 su ricezione, permettendo al team californiano di superare l’ostacolo Eagles, mentre sono Johnson e uno scatenato Phil Dawson a firmare il successo contro i Chiefs. Kaepernick firma una partita meravigliosa contro i Rams e tutto sembra tornato in regola, ma è pura apparenza. Nella notte del sorpasso di Peyton Manning a Brett Favre, i californiani spengono la luce e lasciano il palcoscenico vuoto per lo show del quarterback avversario e di un Ronnie Hillman d’annata. Il secondo tempo resta una chimera e i Rams, pur con soli 13 punti a tabellone, hanno ragione dei Niners, imponendo loro una dura sconfitta, la quarta stagionale, a fronte di altrettanti successi. Serve ben altro per raggiungere i playoff, che, comunque, restano l’obiettivo minimo stagionale e assolutamente alla portata.

Frank Gore San Francisco 49ersUna dubbia decisione arbitrale ferma i Saints e Jimmy Graham, Borland fa il resto nel supplementare e Dawson firma la vittoria che pare del risveglio definitivo. Non fosse stato per i 5 intercetti di Eli Manning difficilmente i Giants si sarebbero lasciati sfuggire il successo, ma San Francisco fa funzionare i suoi ingranaggi difensivi al meglio e sale a quota 6-4. Un altro quarterback, Robert Griffin, si lascia sfuggire un’occasione d’oro e, nuovamente, i Niners vincono di pura prepotenza difensiva contro i Redskins, rilanciando a pieni voti le loro quotazioni per la post-season. Qualcosa si rompe, però, e l’emorragia non sarà fermata fin quando, ormai, la stagione della squadra avrà più alcuna ragion d’essere. I Seahawks passeggiano, lasciando soltanto le briciole ed un field goal a Dawson, i Raiders e Mychal Rivera fanno la voce grossa contro chi avrebbe le armi per schiacciarli e conquistano la seconda vittoria stagionale, prima che sia nuovamente Seattle a scrivere la parola fine sulle speranze ed i sogni di Frisco. Il 17-7 finale suona come una sentenza, perché, ormai è ufficiale, i Niners non faranno parte dei playoff NFL. Niente vittoria, niente gloria. A poco servono l’ennesima sconfitta consecutiva contro i Chargers ed il futile successo sui Cardinals, a nulla forse.

Jim Harbaugh, Colin KaepernickHarbaugh, che dalla prossima stagione allenerà i Michigan Wolverines, ha lasciato la panchina tra urla, polemiche e molti rimpianti. Il suo sostituto sarà Jim Tomsula, che in carriera ha guidato i Niners ad una vittoria sui Cardinals nel 2010 e allenato la loro defensive line prima e dopo, nulla più. Le incertezze sulla panchina californiana, unite al ritiro dell’amatissimo Patrick Willis, abbastanza spiegabile dopo i problemi fisici della scorsa stagione, e a quello, invece, incredibile ed inimmaginabile di Borland dopo appena un anno in NFL, mettono in serio dubbio le potenzialità di San Francisco nella prossima stagione. A ciò aggiungiamo anche la partenza di Gore in direzione Indianapolis, quella di Mark Iupati verso i Cardinals ed infine quella di Crabtree per accasarsi ai Raiders. Justin Smith sta pensando al ritiro, tra le altre. I vuoti lasciati da giocatori fondamentali nello scacchiere dei 49ers potrebbero non essere colmabili in breve tempo e ridurre la squadra ad un livello di mediocrità già dalla prossima stagione. Borland ha avuto paura degli effetti che il football avrebbe potuto provocare sulla sua integrità fisica e mentale. I Niners dovranno averne altrettanta di ogni avversario che affronteranno l’anno prossimo?

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Alessio Salerio

Scopre il football nella notte dell'upset di Phoenix del 2008, se ne innamora quattro anni dopo grazie ai medesimi protagonisti. Ideatore della rubrica "Colori, episodi, emozioni", negli anni cambiata di nome, non nella sostanza.

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