Hot Take: qualche (in)certezza sulla NFL – Episodio 17

Il football americano è lo sport più razionale e, in un certo senso, freddo che esista: ogni giocata, come ben saprete, altro non è che la traduzione di centinaia di segnacci disegnati su una lavagnetta da paranoiche controfigure di Professor X e provati migliaia di volte in allenamento.
Freddezza, troppa freddezza.
Fortunatamente, però, a rendere più mite il clima nel mondo NFL ci siamo noi tifosi – aiutati da analisti più o meno qualificati – con le nostre sparate a zero, o come direbbero nei paesi anglofoni “hot take” che stando a Wikipedia – inglese – significa « a hot take piece of deliberately provocative commentary that is based almost entirely on shallow moralizing»: deliberatamente provocatorio.

Una hot take non deve per forza essere ragionata, anzi, spesso altro non è che frutto dell’emotività del momento e del modernissimo bisogno di esternare su uno schermo ogni nostro pensiero: questa rubrica nasce proprio per questo, per dare spazio ai vostri pensieri “più irrazionali” e successivamente sviscerarli, razionalizzarli ed eventualmente bocciarli o approvarli.
Questa rubrica, in definitiva, altro non è che l’inevitabile sequel transmediale delle nostre discussioni su Telegram: parteciparvi è facilissimo, tutto ciò che dovete fare è apporre l’hashtag hot take dinanzi alla vostra hot take.

Senza dilungarsi ulteriormente…

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In entrambi i Championship Game giocherà una squadra entrata ai playoff come Wild Card
Con i playoff a sette squadre le probabilità di concretizzazione della tua Hot Take sono indiscutibilmente aumentate, in quanto le Wild Card quest’anno saranno tre e non più due: buon inizio.
Malgrado manchi ancora una decisiva giornata al termine della regular season, ciò che posso dirti con assoluta sicurezza è che quest’anno le Wild Card saranno indubbiamente favorite dal fatto di giocare a porte – quasi – chiuse: l’importanza del fattore campo, migliore amico e meritato premio delle vincitrici di division, quest’anno è stata ridimensionata dal Covid-19 e dalle sue odiose implicazioni, perciò non è assolutamente follia prevedere che una delle tre squadre – sei, stiamo dopotutto parlando di due conference – riesca a vincere due partite consecutive in trasferta a gennaio, anche se mi vedo costretto a specificare che probabilmente il livello di una squadra vincitrice di division è più alto di quello di una Wild Card.
Andando nello specifico, immaginarci squadre del calibro di Baltimore, Cleveland, Miami, Indianapolis, Tampa Bay e Los Angeles riuscire ad inanellare un paio di vittorie non è poi così difficile: per ottenere una risposta più precisa – solito paraculo – avresti dovuto propormela la settimana prossima con una griglia playoff ben definita, ma così, su due piedi, ritengo assolutamente possibile che la tua Hot Take abbia modo di rivelarsi essere corretta.

Travis Kelce MVP
L’emotività mi porterebbe a darti ragione, il realismo no: l’MVP lo vincerà Aaron Rodgers per la straordinaria stagione messa insieme e, soprattutto, per il suo ruolo.
Viviamo in un mondo di quarterback e, che ci piaccia o meno, queste sono le conseguenze; Kelce, però, è sicuramente da tenere in considerazione per l’MVP riservato ai non quarterback, ovverosia l’Offensive Player of the Year: la stagione vissuta dal numero 87 dei Chiefs è pura e semplice storia, un anello fondamentale nella catena evolutiva della posizione più magmatica della disciplina a cui faremo riferimento anche fra mezzo secolo.
Il semplice fatto che un tight end sia in lizza per la corona di receiving leader ci dice tutto quello che dobbiamo sapere sulla trasformazione del ruolo, anche se definire Kelce come tight end rischia di essere riduttivo, in quanto il fisico sicuramente ricorda quello di un tight end ma, con la palla in mano, il carismatico e bello go-to-guy di Mahomes si tramuta in un ricevitore, come testimoniato dal fatto che in carriera abbia guadagnato – in media – 6.1 yards after catch a ricezione: per rendere l’idea, Gonzalez ne guadagnava “solamente” 3.6, Witten 3.7 e Gates 4.5.
Il 2020 di Kelce entra di diritto nei libri di storia per efficienza – 72% di catch rate -, brillantezza – 11 touchdown – e consistenza – 94.4 yards a partita -, ma purtroppo per lui tutto ciò non basterà per l’MVP.

L’anno prossimo Darnold andrà ai Bears e li porterà ai playoff
Caro lettore, non so quale sia la tua squadra del cuore – o anche solo se tu ne abbia una -, perciò non so se questa Hot Take sia una semplice Hot Take o un grido di speranza, ma metto le mani avanti e ti chiedo di scusarmi per l’eventuale delusione: personalmente credo che i Bears confermeranno, a sorpresa, Mitch Trubisky basandosi su quanto fatto vedere nelle ultime settimane.
Anche solo scriverlo suona ridicolo e quasi offensivo, ma credo che in queste ultime tre settimane l’eventuale franchise quarterback – per necessità – dei Bears abbia sfruttato alla perfezione un calendario piuttosto benevolo per ingannare il front office e tenere aggrappati i suoi Bears al vagone playoff: più che altro, siamo sicuri che i Jets metteranno alla porta Darnold?
Non serve molta onestà intellettuale per constatare l’ovvio fatto che il front office non lo abbia mai messo nella posizione di aver successo, pertanto concedergli un altro paio d’anni per dimostrare il proprio valore non è un’ipotesi da scartare a priori: non mi sento di bocciare la tua Hot Take, ma credo che entrambe le franchigie daranno un’altra possibilità ai propri giovani quarterback.

I Saints daranno a Miami la loro scelta al primo round del draft e Michael Thomas in cambio della scelta nella top five che i Texans devono ai Dolphins
I Saints hanno bisogno di un quarterback? Assolutamente.
I Dolphins hanno bisogno di un go-to-receiver per Tua? Assolutamente alla seconda.
Messa giù così, la trade potrebbe avere senso, in quanto New Orleans avrebbe l’opportunità di garantirsi uno dei migliori prospetti disponibili al draft mentre Miami regalerebbe al proprio quarterback uno dei ricevitori più affidabili che andrebbe ad esaltare i punti di forza del giovane, potenziale, franchise quarterback: tutto perfetto?
Non così in fretta, in quanto questo 2020 ci ha insegnato che gestire Michael Thomas non è propriamente facile e che gli equilibri di squadra valgano più di qualsiasi stagione conclusa oltre 140 ricezioni: siamo sicuri che Brian Flores sia disposto ad accettare gli inevitabili mal di testa comportati dalla sola presenza del prolifico ricevitore di New Orleans?
Certo, un ricevitore con le caratteristiche di Thomas potrebbe elevare immediatamente Tagovailoa, però non credo Flores sia disposto a prendersi in seno un potenziale cancro in uno spogliatoio così giovane: che New Orleans tenti di scalare il tabellone, però, è tutt’altro che improbabile.

Dwayne Haskins metterà la testa a posto, diventerà nuovamente titolare e si guadagnerà una convocazione al Pro Bowl
Il discorso con Haskins non è troppo diverso – sotto il punto di vista squisitamente tecnico – da quello fatto poc’anzi con Darnold: nessuno dei due giovani è stato messo in condizione di rendere al meglio e, soprattutto, entrambi militavano in due delle franchigie più disfunzionali della NFL e su entrambi la giuria non è ancora riuscita a formulare un giudizio ragionevolmente verosimile.
Credo che in una squadra più organizzata ed equipaggiata Haskins molto probabilmente giocherebbe meglio – anche se non ci vuole poi così tanto a superare il livello delle prestazioni tenute a Washington – ma al momento non saprei esprimermi su una potenziale convocazione al Pro Bowl in quanto il campione di partite da lui disputate è troppo ridotto e fuorviante per formularci sopra dei giudizi anche solo lontanamente sensati: i giudizi – pure qua, squisitamente tecnici – su di lui sono sempre stati polarizzanti ed a due anni dal suo ingresso nella lega io sinceramente non ho ancora capito se si stia parlando di un bust epico o di una pecorella smarrita in un inferno di franchigia che necessitava disperatamente di cambiare aria.
Ciò di cui posso essere sicuro è il semplice fatto che per avere successo, anzi, un’altra possibilità in questa lega, dovrà imparare a comportarsi da professionista e dar prova di una maturazione sincera e tangibile: essenzialmente dopo due stagioni in NFL di Haskins parliamo ancora come se fosse un prospetto in uscita dal college e ciò mi impedisce di dare una risposta alla tua Hot Take. Certo, per quello che è diventato il Pro Bowl una convocazione – qualora dovesse trovare una maglia da titolare da qualche parte – non la si può escludere a priori per nessuno.

Stefon Diggs Offensive Player of the Year
Elenchino puntato nel quale sciorino gli avversari per il premio (lasciando in disparte i quarterback ché quelli hanno già monopolizzato l’MVP)?
Elenchino puntato:

  • Derrick Henry: il Re è ad una partita a la Henry da quota 2000 rushing yards… nel caso in cui domenica contro Houston dovesse riuscire a superare tale traguardo togliergli questo premio sarebbe molto difficile;
  • Dalvin Cook: a mio avviso il miglior running back della NFL – non me ne voglia Henry -, Cook merita senza ombra di dubbio considerazione per il premio, ma non lo vincerà;
  • Travis Kelce: ne abbiamo già discusso prima;
  • Calvin Ridley: non lo vincerà mai, ma Ridley in cuor mio meriterebbe perlomeno qualche voto;
  • Davante Adams: il vero favorito; malgrado abbia giocato solamente dodici partite e mezzo Adams ha acchiappato 109 palloni e 17 mostruosi touchdown: se teniamo in considerazione il successo dei Packers, non premiarlo rischia di diventare impossibile.

Diggs, in cuor mio, si giocherà l’ambito premio con Davante Adams, ma qualora dovesse concludere la stagione come receiving leader le sue possibilità di successo aumenterebbero esponenzialmente: il suo ingresso a Buffalo ha rivoluzionato completamente l’attacco trasformandolo in uno dei reparti più temibili e completi della lega e lui, molto semplicemente, continua a ricevere palloni e prendere primi down costringendo il defensive back di turno a riflettere sulle proprie scelte di vita.
Se lo gioca e, in tutta onestà, se lo meriterebbe.

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Mattia Righetti

Mattia, 27 anni. Voglio scrivere per vivere ma non so vivere. Quando mi cresce la barba credo di essere Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango malissimo.

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