Così come l’anno scorso oltre ai preview delle squadre NFL vi proponiamo anche quelli delle maggiori conference NCAA, è il turno della SEC (Group of 6 e Indipendenti, Big XII, Big Ten).
La SEC è LA conference del college football e il ranking prestagionale dell’AP lo conferma: addirittura 9 sono le squadre provenienti da questa conference inserite nella prima Top25.
Quest’anno la conference vede due squadre nettamente favorite, ovvero Georgia e Texas, ma alle loro spalle il gruppo di quelle che chiamiamo “inseguitrici” potrebbe comprendere praticamente tutto il resto della conference, forse eccettuando le sole Mississippi State e Arkansas che sembrano le squadre più indietro. Insomma, la stagione di SEC potrebbe essere più equilibrata che mai.
Le favorite
La squadra da battere, nonché campione di conference in carica, è Georgia. La squadra di coach Kirby Smart è pressoché la squadra dell’anno scorso, escluse le consuete perdite via Draft soprattutto sulle trincee. Georgia non è la squadra più spettacolare della nazione, ma è una delle più solide e costanti: avere il proprio punto di forza sulle linee – sia offensiva che difensiva – porta come diretta conseguenza una certa facilità nel controllo dei ritmi della partita, nell’efficienza del running game e nella scarsa efficienza di quello avversario. Una maggior esplosività dell’attacco di Georgia è possibile perché quest’anno è arrivato qualche ricevitore competente: oltre al ritorno di London Humphreys, per il QB Gunner Stockton ci sarà anche l’ex WR di Georgia Tech Isiah Canion. Anche se con la O Line che ritorna quasi al completo e un trio di RB come Nate Frazier, Chauncey Bowens e Dante Dowdell (in arrivo da Kentucky) e prevedibile che il core business di questo attacco rimanga il terreno. La difesa di Georgia sarà una delle migliori della nazione anche in questa stagione e possiamo dirlo senza timore di smentita: 13 dei 18 difensori con oltre 200 snap nel 2025 fanno ritorno a Athens, tra cui i tackle Elijah Griffin e Joseph Jonah-Antoine e il CB Ellis Robinson IV. L’aggiunta via portal più interessante è quella della safety Khalil Barnes da Clemson, ma i Bulldogs restano una squadra costruita al 95% tramite il recruiting e lo sviluppo dei propri recruit, che conferma, anche per quanto riguarda l’attività “extra campo” la grande solidità del programma.
Texas è invece un programma che sotto Steve Sarkisian è meno solido ed efficiente ed è decisamente più esplosivo. Non solo lo stile offensivo è molto più spregiudicato – si punta molto più al big play che alla sicurezza di muovere le catene in 3 down – ma anche la strategia sulla costruzione del roster è molto più “sexy”: si spendono molti soldi nel portal cercando di accaparrarsi i nomi più grossi sul mercato. Sark, infatti, non contento del suo running game è andato a prendersi sia Raleek Brown (da Arizona State) che Hollywood Smothers (NC State), tra i ricevitori si è preso Cam Coleman (Auburn), forse il migliore nel suo ruolo sul mercato, e in difesa ha preso una delle migliori tackle-machine della nazione in Rasheem Biles (Pittsburgh). In attacco ovviamente ci aspetta il definitivo salto di qualità del QB Arch Manning, che ha concluso molto bene il 2025 e che inizia questo 2026 come uno dei favoriti per l’Heisman Trophy. Assieme a Coleman, tra i ricevitori ritornano ad Austin Ryan Wingo, Emmett Mosley V e i giovani Kaliq Lockett e Jermaine Bishop Jr. La difesa ha perso il suo leader Anthony Hill Jr, ma ritrova forse il miglior pass rusher della nazione in Colin Simmons, in uscita da una stagione da 12 sack, oltre al LB Ty’Anthony Smith e alla safety Jelani McDonald.
Le inseguitrici
Come detto in apertura in questo capitolo potrebbero finirci quasi tutte le altre squadre, ma per frammentare meglio la trattazione ne lasceremo fuori qualcuna.
Procedendo in ordine di probabilità di ogni singola squadra di vincere la conference (secondo il giudiuzio di chi scrive, ovviamente), la prima delle inseguitrici è Alabama. A differenza di Texas e Georgia, i Crimson Tide cambiano parecchio in questa stagione rispetto alla passata. In primis il quarterback: forse è stato l’argomento più dibattuto durante i camp primaverili ed estivi e tutt’ora il QB1 di Alabama non è ancora stato decretato. Tutto fa credere che potrebbe partire titolare fin da subito il redshirt freshman Keelon Russell, QB dal talento cristallino, 2° QB della classe di recruiting 2025 dietro a Bryce Underwood, che dovrebbe avere la meglio su Austin Mack, ragazzo al terzo anno ad Alabama, che conosce meglio il sistema e che è già stato impiegato da coach Kalen DeBoer durante la stagione 2025 come backup di Ty Simpson. Il vero problema dell’Alabama dello scorso anno è stato il running game quasi inesistente: la linea ha lavorato male e quest’anno cambia completamente con addirittura 6 nuove aggiunte dal portal (anche se nessun giocatore di primissimo livello) e ci sarà un RB freshman, seppur recruit 5 stelle, come Ezavier Crowell. L’unica aggiunta di rilievo tra i WR è Noah Rogers (NC State), per il resto torna il pacchetto WR del 2025, guidato da Lotzeir Brooks e Rico Scott. La difesa di Kane Wommack avrà una delle migliori secondarie della nazione – i CB Zabien Brown e Dijion Lee Jr sono materiale da Draft, così come la safety Bray Hubbard – ma nel front 7 ci sono degli interrogativi. L’unica vera certezza è l’edge Yhonzae Pierre, per il resto sono molti i transfer che devono funzionare fin da subito per non far sanguinare questa squadra col running game.
La squadra con il potenziale più alto delle inseguitrici, ma al contempo con il più elevato livello di rischio, è ovviamente la LSU di coach Lane Kiffin. Lane Kiffin ha costruito subito un super team spendendo decine di milioni di dollari sul portal e portando a Baton Rouge giocatori come il QB Sam Leavitt (Arizona State), i WR Jackson Harris (Hawai’i), Jayce Brown (Kansas State), Tre’ Brown (Old Dominion) e Winston Watkins (Ole Miss), l’OT Jordan Seaton (Colorado) e, in difesa, gli edge Princewill Umanmielen (Ole Miss) e Jordan Ross (Tennessee) e il tackle Malik Blocton (Auburn). Insomma una squadra completamente nuova che ritrova, tra i titolari, il LB Whit Weeks e il CB DJ Pickett (oggetto della polemica fatta scoppiare dal QB degli Washington Commanders Jayden Daniels sul numero #5) e pochissimo d’altro. La fiducia in questa LSU, oltre che sull’indubbio talento del roster, è dovuta quasi esclusivamente alla presenza di Lane Kiffin: solitamente queste rivoluzioni totali faticano a dare i propri frutti dalla prima stagione, ma Kiffin rappresenta ormai una sicurezza nella SEC e questa squadra promette grande spettacolo.
Oklahoma assieme a Georgia, South Carolina e Texas è la squadra con la maggior returning production della conference: per coach Brent Venables questo è un ottimo punto di partenza considerando che questo gruppo l’anno scorso è arrivato ai Playoff. Le gradi speranze dei Sooners sono riposte nel QB John Mateer, ragazzo che l’anno scorso ha cominciato forte per poi perdersi un po’ nella seconda metà della stagione, forse anche a causa di un fastidio alla mano che ora si spera risolto. Mateer ritroverà il suo go-to-guy Isaiah Sategna III, a cui si sono aggiunti in offseason Trell Harris (da Virginia) e Parker Livingston (Texas). Un passo in avanti dovrà però farlo il running game, piuttosto disastroso nel 2025: 4 lineman titolari sono di rientro e coach Venables ha aggiunto il tackle E’Marion Harris (Arkansas). Oklahoma resterà, però, una squadra a trazione difensiva: i ritorni dell’edge rusher Taylor Wein, del DT David Stone e dei LB Owen Heinecke e Kip Lewis riportano a Norman uno dei front 7 più spaventosi della nazione.
Altra squadra a trazione difensiva è Texas A&M: tra le aggiunte sul portal, il recruiting e i rientri di giocatori come l’edge T.J. Searcy, il LB Daymion Sanford, il CB Dezz Ricks e le S Marcus Ratcliffe e Dalton Brooks, coach Mike Elko ricostruirà anche quest’anno una squadra molto aggressiva e imprevedibile difensivamente che renderà difficile il lavoro di tutti gli offensive coordinator della conference. In attacco si attende un’evoluzione del QB Marcel Reed: giocatore dall’altissimo potenziale e che con il suo atletismo e il suo buon braccio consente di poter aprire il playbook completamente, ma che nel 2025 non ha mostrato quell’evoluzione che prometteva dopo l’esordio nel 2024. Ritroverà alcune delle sue armi principali: oltre al RB Rueben Owens II, infatti, ritornano i due WR Mario Craver e Ashton Bethel-Roman. La O Line, invece, è un punto interrogativo: l’unico rientrante è il C Mark Nabou Jr, mentre guardie e tackle titolari sono tutti in arrivo dal portal.
Ole Miss ha sofferto la dolorosa separazione da coach Lane Kiffin prima dei playoff del 2025: la decisione di promuovere a head coach il DC Pete Golding ha però evitato un esodo massivo di giocatori da Oxford e, infatti, i Rebels si ripresentano a questa stagione con alte aspettative dovute alla grande quantità di talento che è ancora presente a roster. In attacco, infatti, tornano sia il QB Trinidad Chambliss – uno dei motivi della corsa fino alla semifinale Playoff dell’anno scorso – che il RB Kewan Lacy – forse il miglior RB della nazione. In difesa tornano sia il DT Will Echoles che il LB Suntarine Perkins, tutti nomi di ragazzi che giocheranno la domenica in un futuro prossimo. Il potere di un nuovo allenatore come Golding non può certo essere quello di Lane Kiffin, ma dopo la partenza di Kiffin si credeva che Ole Miss avrebbe fatto molta più fatica di quella che in realtà ha fatto sia a trattenere i propri talenti che a convincerne altri a firmare per loro. Se Chambliss resterà sano, infatti, questa squadra ha l’assetto e il talento per giocarsela con tutte.
Tennessee è una squadra molto interessante principalmente per due motivi. Il primo è l’inserimento di Jim Knowles come nuovo defensive coordinator: Knowles ha sempre allestito difese aggressive, divertenti e performanti, anche se il più delle volte ci vuole del tempo affinché diventino tali. Nell’ultima esperienza a Penn State, che è durata un solo anno, infatti la magia non è avvenuta. Knowles troverà una difesa con molti pezzi di rientro e alcuni che lo hanno seguito da Penn State – come il LB Amare Campbell, edge Chaz Coleman e il tackle Xavier Gilliam. L’altro aspetto interessante di Tennessee è chiaramente il QB: sarà infatti Faizon Brandon il titolare dei Vols, il freshman recruit 5 stelle, che diventerà il primo freshman ad essere QB1 in week 1 per Tennessee da 22 anni a questa parte. Rientrano il RB DeSean Bishop e i WR Braylon Staley e Mike Matthews, ma la sensazione è che questa sia una stagione di rodaggio di QB e difesa per provare a vincere nel 2027.
L’ultima delle squadre presenti nel ranking prestagionale dell’AP, proprio alla posizione #25, è Missouri. La squadra di coach Eli Drinkwitz è un progetto di grande squadra ma non mancano gli interrogativi. Il primo e il più grande riguarda chiaramente le condizioni del RB Ahmad Hardy. Hardy è uno dei migliori RB della nazione ed è stato l’uomo fondamentale dell’attacco dei Tigers nel 2025, ma ha subito un “infortunio” in primavera (è rimasto colpito da un proiettile a una gamba durante un concerto in maggio, chiaramente un tipo di infortunio non convenzionale che lascia molte incertezze sia sui tempi di recupero che sull’efficacia delle terapie riabilitative). Un altro interrogativo riguarda il QB: da Ole Miss è arrivato Austin Simmons, un ragazzo di talento che però non ha brillato nelle prime uscite del 2025 coi Rebels prima di restare infortunato e perdere il posto a scapito di Trinidad Chambliss. Qualche ricevitore interessante c’è – come il sophomore Donovan Olugbode – ma nel complesso c’è la sensazione che, anche se il RB1 dovesse essere Jamal Roberts e non Ahmad Hardy, Mizzou resterà totalmente dipendente dal proprio ground game. L’ultimo interrogativo è sulla pass rush: nel 2025 i Tigers sono stati straordinari ma hanno perso Damon Wilson III (andato a Miami).
Con un moto di fiducia forse immotivata mettiamo come ultima squadra del capitolo Florida. I Gators hanno cambiato tutto in questa offseason, a partire dal capo allenatore, con l’arrivo di coach Jon Sumrall da Tulane. È difficile pensare che tutto possa funzionare fin da subito, ma Sumrall è un allenatore che in carriera è sempre riuscito ad avere un impatto piuttosto immediato ed ha a sua disposizione un roster di alto livello. In attacco Florida vede il ritorno di alcuni dei suoi pezzi più pregiati come il RB Jadan Baugh e il trio di WR composto da Vernell Brown III, Dallas Wilson e TJ Abrams, a cui si aggiunge l’ex Auburn (e Georgia Tech) Eric Singleton Jr. Qualche riserva sul QB Aron Philo resta, ma se l’offensive coordinatore Buster Faulkner (assunto da Sumrall dopo le ottime annate a Georgia Tech) ha deciso di portarselo con sé dobbiamo fidarci. La difesa non è mai stata “il problema” dei Gators in questi anni e rientrano molti giocatori importanti, tra cui il LB Myles Graham, l’edge Jayden Woods e il CB Cormani McClain. Ad agosto la speranza per i Gators è sempre tanta per poi sciogliersi del tutto coi primi di settembre. È giusto che resti un minimo di scetticismo in modo da non caricare troppo di pressioni coach Sumrall e i suoi ragazzi, ma una possibilità di giocarsela con tutti questa Florida ce l’ha.
Le altre
La situazione di Auburn non è così diversa da quella di Florida: tutto nuovo a partire dal coach, ma a differenza di quanto accaduto ai Gators, i Tigers hanno faticato di più a trattenere i propri giocatori migliori. Il nuovo coach è Alex Golesh, in arrivo da USF, che si è portato con sé il QB Byrum Brown – il quale sarà uno dei motivo per cui guardare Auburn. Un giocatore “collegiale” in tutto e per tutto, nei pregi e nei difetti, che potrebbe alternare prestazioni da semidio ad altre con 4 intercetti senza perdersi d’animo. In difesa la scelta di coach Golesh è stata di mantenere D.J. Durkin come coordinator, ma questo non è bastato per riuscire a trattenere molti giocatori. Alcuni talenti che abbiamo apprezzato l’anno scorso saranno di rientro, come la coppia di linebacker Xavier Atkins e Elijah Melendez, oltre all’edge Jared Smith e alla safety Kaleb Harris.
Vanderbilt meriterebbe un po’ più di considerazione per ciò che Clark Lea è riuscito a costruire dal nulla nel giro di un paio di stagioni. Ma la Vanderbilt di Diego Pavia non c’è più: assieme al QB, infatti, se n’è andata gran parte del roster dei Commodores 2025 e, sebbene la nostra fiducia in coach Lea sia molta, è normale attendersi un passo indietro. Le grandi aspettative se le porta con sé il QB freshman 5 star recruit Jared Curtis, che Vanderbilt è riuscita a strappare addirittura a Georgia in un testa a testa, anche se, almeno all’inizio della stagione, il titolare per i Commodores sarà Blaze Berlowitz, QB junior già nel programma dall’anno scorso. Vandy ha poi lavorato molto sul portal, sia in attacco che in difesa e bisognerà vedere come funzionerà questo nuovo amalgama.
South Carolina ha deluso nel 2025, ma la squadra ha ancora gran parte del talento che faceva prevedere un esito positivo della stagione dell’anno scorso. La squadra di Shane Beamer infatti ritrova oltre al QB LaNorris Sellers, rientrano a Columbia il leading receiver Nick Harbor e soprattutto l’edge rusher Dylan Stewart. Le aspettative più basse rispetto ad un anno fa, dovute alla stagione negativa del 2025, potrebbero aiutare la squadra di Shane Beamer ha mantenere basse le pressioni e ha cercare di rivivere una stagione come quella del 2024. Le aggiunte dal portal sono interessanti: in attacco sono arrivati il RB Christian Clark (Texas) e i WR Nitro Tuggle (Purdue) e DJ Black (UCF) oltre a ben 8 nuovi O Linemen. In difesa le aggiunte più importanti sono quella dell’edge Caleb Herring (Tennessee) e il tackle Kelby Collins (Alabama).
Kentucky è una delle squadre più interessanti da seguire di questa conference. Il motivo? Il nuovo capo allenatore Will Stein, il QB whisperer di Oregon che ha reso grandi da Bo Nix a Dante Moore passando per Dillon Gabriel. Will Stein è un uomo estremamente determinato, tanto da apparire quasi arrogante, ma è molto sicuro delle proprie qualità ed è altresì sicuro che Kentucky sia il posto giusto per poterle esprimere. Il processo di rebuilding di Kentucky Football potrebbe metterci del tempo, ma la prima classe di recruiting e di portal di coach Stein fa ben sperare che possa esserci un impatto immediato. In attacco è arrivato il QB Kenny Minchey da Notre Dame, che pur avendo giocato poco con gli Irish ha mostrato qualità non indifferenti. Oltre a lui sono arrivati il RB CJ Baxter (Texas), due lineman titolari rispettivamente a Tennessee e ad Ohio State in Lance Heard e Tegra Tshabola, anche se forse manca qualcosa tra i WR. La difesa ritorna in gran parte quella dello scorso anno a cui sono stati aggiunti alcuni transfer di talento. Il problema per Kentucky in questo primo anno è la schedule, che pur evitandogli Texas e Georgia li mette di fronte a tutte le 7 squadre che abbiamo inserito nel capitolo “inseguitrici”, oltre all’ottima Louisville nella rivalità di non-conference.
La Mississippi State di Jeff Lebby sta proseguendo il suo processo di rinascita dopo il dramma vissuto con la scomparsa di coach Mike Leach e la successiva stagione di transizione sotto Zach Arnett (che è tornato come DC quest’anno) e, arrivati al terzo anno, sarà il momento di tirare le somme. Per quanto la crescita si sia vista e ci sia stata nelle ultime due stagioni, è altresì vero che coach Lebby non è ancora riuscito trovare un po’ di continuità perlomeno sul roster: troppi movimenti di giocatori hanno reso difficile il suo lavoro sul campo, lasciando risultato parziali. Il QB dovrebbe essere il rientrante Kamario Taylor, anche se Lebby ha portato dal portal AJ Swann e Jaden Rashada, due giocatori che potrebbero trovare dello spazio durante la stagione. Il giocatore più interessante della squadra è il RB Fluff Bothwell. In difesa, come anticipato, è ritornato l’ex DC e poi HC Zach Arnett, che però avrà a che fare con molti giocatori nuovi.
Arkansas ha cambiato allenatore: è arrivato Ryan Silverfield dopo le ottime stagioni a Memphis, ma il materiale da cui doveva cominciare a ricostruire era praticamente nullo. Silverfield ha rivoluzionato il roster: ben 20 transfer solo per la difesa – dove l’unico vero titolare rientrante è il DT Quincy Rhodes Jr – e in attacco la situazione non è così dissimile. Coach Silverfield si è portato il QB redshirt freshman AJ Hill (ex recruit 4 stelle) da Memphis, che lotterà col sophomore KJ Jackson per il posto da titolare. Nel complesso sembra una squadra ad un vero “anno zero” che come livello di talento generale sia troppo al di sotto della media della conference. Per questo l’annata dei Razorbacks si preannuncia complicata e già solo riuscire a fare un paio di vittorie in conference potrebbe essere considerato un traguardo.
Giocatori da seguire
- Arch Manning (QB, Texas)
- Colin Simmons (Edge, Texas)
- KJ Bolden (S, Georgia)
- David Stone (DT, Oklahoma)
- Cayden Green (OT, Missouri)
- Ellis Robinson IV (CB, Georgia)
- Dylan Stewart (Edge, South Carolina)
- Will Echoles (DT, Ole Miss)
- Ahmad Hardy (RB, Missouri)
- Trey’Dez Green (TE, LSU)
- Zabien Brown (Edge, Ole Miss)
- Cam Coleman (WR, Texas)
- LaNorris Sellers (QB, South Carolina)
- Chris Cole (LB, Georgia)
- Kelley Jones (CB, Mississippi State)
- Trevor Goosby (OT, Texas)
- Dashawn Spears (S, LSU)
- Nate Frazier (RB, Georgia)
- Quincy Rhodes Jr (Edge, Arkansas)
- Jordan Ross (Edge, LSU)
- Jordan Seaton (OT, LSU)
- Ryan Coleman-Williams (WR, Alabama)
- Yhonzae Pierre (Edge, Alabama)
- Rasheem Biles (LB, Texas)
- Ryan Wingo (WR, Texas)
- Keon Sabb (S, Alabama)
- Mario Craver (WR, Texas A&M)
- Bray Hubbard (S, Alabama)
- Jadan Baugh (RB, Florida)
- Kewan Lacy (RB, Ole Miss)
- Jacarrius Peak (OT, South Carolina)
- Chris Cole (LB, Georgia)
- Anto Saka (Edge, Texas A&M)




