NCAA Preview 2026: ACC

Così come l’anno scorso oltre ai preview delle squadre NFL vi proponiamo anche quelli delle maggiori conference NCAA, è il turno della ACC (Group of 6 e Indipendenti, Big XII, Big Ten, SEC).

LA FAVORITA

Gli Hurricanes di Mario Cristobal arrivano da una stagione da vicecampioni nazionali e restano la squadra con più talento della ACC nonostante la perdita di tre scelte al primo giro del Draft NFL. Il colpo dell’estate è però quello in entrata: il QB Darian Mensah, arrivato dal transfer portal proprio da Duke (la squadra campione ACC in carica, sottratta della sua stella nel momento più delicato del mercato), è stato nominato ACC Preseason Player of the Year e dovrà guidare un attacco che ha già in rosa il WR Malachi Toney, preseason First-Team All-American. A completare il colpo di mercato, Miami ha strappato a Duke anche il WR Cooper Barkate, lasciando i Blue Devils orfani di due dei loro giocatori migliori proprio nell’anno del titolo da difendere. Sempre in attacco troviamo una RB room veramente profonda e la solita gargantuesca linea offensiva, ormai marchio di fabbrica di questo programma. La difesa è solida e sulla carta è stato fatto il possibile per sostituire i tanti giocatori scelti al Draft NFL, soprattutto sulla linea. Toccherà infatti ad un altro transfer importante come Damon Wilson, insieme al promettente Lightfoot, l’arduo compito di sostituire la copia Bain-Mesidor. Ad oggi, più che mai, l’avversario più temibile per Miami è Miami stessa.

LE INSEGUITRICI

Nel gruppetto di inseguitrici dobbiamo metterci, in ordine: SMU, Louisville, Clemson, Virginia Tech e Virginia.

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SMU è forse la squadra più pronta a sfruttare un eventuale passo falso di Miami. Kevin Jennings torna al terzo anno da titolare dopo aver già portato i Mustangs al CFP due stagioni fa e a un soffio dal bis lo scorso anno, quando SMU ha perso la finale di conference proprio contro Duke. Le quote la vedono seconda favorita per il titolo (FanDuel dà i Mustangs a +700, ben dietro Miami ma davanti a tutti gli altri), e il percorso verso il titolo passa soprattutto dalla sfida di settimana 3 in casa di Louisville: se SMU la superasse, il resto del calendario appare decisamente più abbordabile. Preoccupa un pò la tenuta della difesa: lo scorso anno nell’attacco uptempo di Rhett Lashlee il reparto opposto è rimasto un pò sacrificato e questo ha portato SMU a chiudere zoppicando gran parte delle partite. Per minacciare veramente Miami servirà trovare maggiore equilibrio tra le due fasi del gioco.

Louisville ha uno degli allenatori  più bravi della ACC in Jeff Brohm, e uno dei migliori duo di running back del paese con Isaac Brown e Keyjuan Brown, autori di quasi 1.600 yard combinate lo scorso anno con una media di 8.1 yard a portata, pur senza alcuna minaccia via corsa dal quarterback. Il punto interrogativo è tutto lì, al QB, dove l’ex Ohio State Lincoln Kienholz (ex recluta dalle belle speranze) dovrà dimostrare di poter dare un minimo di equilibrio a un attacco altrimenti già competitivo. Il reparto ricevitori sarà quasi totalmente nuovo, ma Brohm ha pescato bene nel portal, portando a Louisville Tre Richardson (Vanderbilt), Lawayne McCoy (Florida State) e Jackson Voth (Drake). Il calendario dei Cardinals è particolare: sono favoriti in ogni partita dopo l’apertura contro Ole Miss, ma otto gare, sei delle quali in conference, sono proiettate entro un solo TD di scarto, quindi il margine di errore sarà minimo.

Clemson chiude un’era: dopo quattro stagioni da titolare e un record di franchigia per passaggi completati e yard, Cade Klubnik è passato al Draft NFL, e i Tigers, reduci dalla peggior annata dal 2010 (7-6, con l’esonero recente ancora fresco nella memoria dei tifosi dopo un inizio 3-3), si affidano a Christopher Vizzina. Il redshirt junior ha giocato una sola gara da titolare in carriera ma dovrà vedersela per tutta la stagione con il freshman Tait Reynolds, che già lo ha messo in difficoltà nel training camp primaverile. La scelta di riportare Chad Morris nel ruolo di OC è stata criticata da molti: Dabo Swinney si attacca al passato, seppur glorioso, ancora una volta per tentare di portare i suoi Tigers nel futuro.

La Virginia Tech di James Franklin, con il nuovo QB Ethan Grunkemeyer al comando, prova a inserirsi nella zona alta della conference dopo un’annata di transizione sotto la nuova gestione tecnica. Gli Hokies affrontano un ottobre e un novembre particolarmente probanti, con Georgia Tech e Clemson tra le tappe più delicate del calendario, ma il gruppo difensivo resta uno dei più fisici della lega. La carriera di Franklin ci ha dimostrato che le sue squadre possono essere veramente pericolose quando hanno addosso l’etichetta di underdog, vedremo se già al primo anno sarà in grado di portarsi a casa qualche scalpo importante.

Virginia arriva da un’annata di finale ACC persa contro Duke ai supplementari e riparte da un QB navigato come Beau Pribula, arrivato dal transfer portal dopo le tappe a Penn State e Missouri. La linea offensiva dei Cavaliers è considerata tra le più esperte della conference (ma in generale, tutta la squadra è molto esperta), e Tony Elliott punta a consolidare il salto di qualità mostrato nell’ultimo biennio, con l’obiettivo dichiarato di tornare a giocarsi il titolo fino in fondo.

LE ALTRE

Il resto della conference forma un blocco compattissimo, dove ogni squadra sogna la stagione a sorpresa e nessuna, sulla carta, è così debole da poter essere scartata a priori.

Georgia Tech vive una vera e propria rivoluzione dopo l’addio del QB Haynes King, sostituito nel giro di pochi mesi anche dal suo backup designato Aaron Philo (trasferitosi a Florida). Il nuovo titolare sarà lo scommessa Alberto Mendoza, fratello minore dell’ex numero uno NFL Fernando, arrivato in Georgia dopo un’annata da riserva a Indiana in cui ha comunque impressionato con 286 yard e 5 touchdown su appena 24 passaggi tentati. Brent Key, che ha dovuto sostituire entrambi i coordinatori, punta tutto sul reparto corsa, rinforzato dall’arrivo del RB Justice Haynes da Michigan (già inserito nella watchlist del Maxwell Award e nel First-Team All-ACC preseason) in coppia con il confermato Malachi Hosley. Fisicità e un attacco via terra imponente restano il marchio di fabbrica degli Yellow Jackets.

NC State ha probabilmente il calendario più morbido di tutta la Power Four, con il solo Louisville tra le squadre Top 25 in agenda. Con CJ Bailey confermato al comando dell’attacco, dopo aver rinforzato il reparto ricevitori e cercato margini di miglioramento in difesa, i Wolfpack sono la classica candidata a sfruttare un percorso favorevole per tornare protagonisti in classifica, anche in chiave di possibile sorpresa dell’anno.

Pittsburgh punta tutto sulla crescita di Mason Heintschel sotto il centro, uno dei quarterback più discussi della conference. Il roster viene considerato tra i più solidi della fascia medio-bassa, ma ha comunque dei limiti. Dovrebbero arrivare alla Bowl Season in carrozza senza comunque mai impensierire le squadre della fascia più alta.

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Florida State parte con Ashton Daniels al comando dell’attacco e uno dei migliori ricevitori del paese, Duce Robinson (tornato in squadra dopo aver scelto di non dichiararsi per il Draft nonostante oltre 1.000 yard ricevute nel 2025), ma la panchina di Mike Norvell resta tutt’altro che al sicuro dopo due stagioni consecutive sotto le attese e servirebbe un avvio di stagione veramente convincente per salvare momentaneamente la situazione, le partite con SMU e Alabama potrebbero già essere decisive in tal senso.

North Carolina vive il secondo anno dell’era Bill Belichick a Chapel Hill, dopo un 2025 che dire disastroso sarebbe riduttivo. Dopo la sfortunata parentesi con Gio Lopez sarà l’esperto Billy Edwards Jr a proporsi nel ruolo di QB1 e l’arrivo di Bobby Petrino nel ruolo di OC porta una buona dose di esperienza a livello collegiale che mancava tantissimo a North Carolina. Le turbolenze sono iniziate in off-season (licenziamento del GM Mike Lombardi e i problemi di salute di Belichick Jr.) e in molti scommettono che resteranno per tutta questa (ultima?) stagione.

Duke, campione ACC in carica sotto Manny Diaz, ha pagato a carissimo prezzo il proprio successo: ha perso nel portal proprio il QB Darian Mensah e il WR Cooper Barkate, entrambi finiti a Miami, in quello che molti definiscono il colpo di mercato più doloroso della offseason ACC. I Blue Devils si affidano ora in cabina di regia al transfer da San Jose State Walker Eget e al running back Nate Sheppard, uno dei più sottovalutati del paese e possibile All-ACC, in un attacco che dovrà reinventarsi puntando molto di più sulle corse. La difesa, 122ª nel paese per yard concesse a giocata nel 2025, resta il vero nodo da sciogliere, e con un calendario che nella seconda metà di stagione presenta otto avversarie di conference consecutive la difesa del titolo si preannuncia in salita.

Wake Forest, dopo un sorprendente 9-4 nell’esordio di Jake Dickert, riparte con otto titolari di ritorno su una difesa che si preannuncia tra le migliori della ACC. In attacco tocca proprio al QB Gio Lopez, arrivato da North Carolina, dimostrare che la scorsa stagione ha avuto poche colpe: se il coordinatore Rob Ezell riesce a farlo rendere al meglio, i Demon Deacons hanno le carte in regola per superare nuovamente le aspettative della vigilia.

California, sotto la nuova guida di Tosh Lupoi (arrivato da coordinatore difensivo di Oregon dopo l’esonero di Justin Wilcox), riparte dal spohomore Jaron-Keawe Sagapolutele, che da freshman ha lanciato per quasi 3.500 yard e 18 touchdown ed è uno dei giocatori più interessanti da seguire nell’intera nazione. Lupoi ha blindato il proprio quarterback e lo ha circondato di rinforzi nel reparto ricevitori arrivati dal portal, oltre ad aver rimodellato quasi per intero la difesa ed aver costruito un front office ed un coaching staff con una forte impronta NFL. Il calendario è tutto sommato favorevole ma un lungo tratto di trasferte consecutive tra ottobre e novembre (SMU, NC State, Virginia) sarà il vero banco di prova per capire se i Golden Bears possono davvero competere nella parte alta della classifica o restare, come da tradizione recente, una squadra da record vicino al 50%.

Stanford apre l’era di Tavita Pritchard con più di un dubbio, Andrew Luck (vero deus ex machina di questo programma) sta facendo le cose con calma e questo sarebbe il giusto approccio se non fosse che ormai lo sport viaggia alla velocità della luce. Le aspettative restano basse anche qui, con la qualificazione a un bowl considerata già un traguardo importante.

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Guido Semplici

College Football - Co-Host di Scusate il CFB, mi trovate anche su Podcast Verso il Draft e su Twitter.

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