Doug Pederson, dopo il Super Bowl sorprendentemente vinto a Philadelphia, sembrava aver svoltato anche il destino dei Jaguars, con una prima regular season dal record in positivo dopo quattro anni di assoluti disastri e una pazzesca vittoria in rimonta nel Wild Card Game contro i Chargers. Nel 2024, però, ha chiuso la propria avventura a Jacksonville con la miseria di quattro successi in totale. Al contrario, la franchigia si augura che la meravigliosa prima stagione di Liam Coen in città, coincisa con un superlativo record di 13-4 e con una sconfitta in volata contro i Bills all’esordio in post-season, possa non essere stata soltanto un fuoco di paglia. Il Trevor Lawrence visto nel finale di annata, però, è qualcosa di mai ammirato prima e le speranze, soprattutto legate al suo nome, restano vivissime.
OFFENSE
Partiamo proprio da Lawrence, il diamante che assicura ai Jaguars di poter sempre e comunque sognare in grande. Il sistema introdotto da Coen in attacco funziona eccome, tanto che il quarterback è finalmente esploso da Week 9 in avanti, guidando il reparto al miglior rendimento in AFC, con 32.8 punti di media, e 15 touchdown pass, parte dei 29 totali, a fronte di appena un intercetto (12 in tutto), con un passer rating clamoroso a quota 113.2. Il peccato madornale per Jacksonville è non aver inserito i pochi tasselli mancanti in una offseason estremamente deludente, considerando l’addio di Travis Etienne, 1.107 yard e 7 touchdown su corsa nella scorsa annata. Il titolare sarà Bhayshul Tuten, 307 yard in 83 portate, con una deludente media di 3.7, nessuna giocata oltre le 20 yard e 5 touchdown, insieme a Chris Rodriguez, reduce da 500 yard in 112 portate, 4.5 a giocata, e 6 touchdown ai Commanders. Qualcosa di più sarebbe servito anche in linea, perché il solo innesto di Emmanuel Pregnon al terzo giro del Draft non garantisce affidabilità a un reparto non eccezionale, soprattutto nella parte interna.
In aggiunta a Lawrence, la qualità in attacco si trova nel variegato gruppo di ricevitori a sua disposizione. Travis Hunter non ha brillato, almeno offensivamente, in una stagione da rookie interrottasi anzitempo per infortunio e in cui ha collezionato appena 298 yard in 28 ricezioni, con 1 touchdown. A partire dalla prossima Week 1 dovrebbe spostarsi stabilmente nel ruolo di cornerback, ma il suo eclettismo potrà comunque servire all’occorrenza. Il rendimento di Brian Thomas è crollato a 707 yard e 2 touchdown, ma la devastante stagione da rookie da 1.282 yard e 10 touchdown in 87 ricezioni è ancora negli occhi di tutti ed è assolutamente replicabile, considerando il talento a sua disposizione. In aiuto ci sono, comunque, due ricevitori estremamente affidabili come Jacobi Meyers, 483 yard e 3 viaggi in end zone in nove partite a Jacksonville, e l’inaspettato Parker Washington, volato a 847 yard, 5 touchdown e ben 17 giocate da più di 20 yard in 58 ricezioni. Tra i tight-end, al fianco di un Brenton Strange salito poco oltre le 500 yard con tre touchdown, ci sarà la controversa seconda scelta al Draft, quel Nate Boerkircher che Coen ha fortemente voluto per stazza e versatilità.
DEFENSE
Il discorso relativo alla difesa non si allontana granché da quanto descritto, almeno a livello complessivo, riguardo l’attacco: i Jaguars hanno un reparto valido, solido, ma con alcune mancanze, strutturali o più recenti, che non sono state colmate nel corso di questa offseason. Come per il reparto offensivo, è arrivato un addio pesante, quello del linebacker Devin Lloyd, che, di fatto, non è stato sostituito in alcun modo. Allo stesso modo, le ben note mancanze relative alla protezione contro il passing game avversario non sono state affrontate a dovere, se non sperando che Hunter possa riprendersi a pieno dal grave infortunio e “accettare” un ruolo da cornerback a tempo pieno e con una terza scelta al Draft, la safety Jalen Huskey. I 5 intercetti della scorsa regular season di Antonio Johnson, pareggiati dal partente Lloyd, e qualche piccolo aggiustamento potrebbero non bastare per migliorare il dato di 3.933 passing yard e 25 touchdown pass subiti nell’annata appena trascorsa, da unirsi alle 273 yard di Josh Allen nel Wild Card Game.
Anche perché, al contrario, Jacksonville è stata la miglior difesa in NFL contro le corse avversarie, riducendole ad appena 85.6 yard a partita. Merito, in particolare, di una coppia di defensive end da urlo tra Josh Hines-Allen e Travon Walker, che hanno collezionato l’uno 8 sack e 12 tackle for loss e l’altro 3.5 sack e 8 tackle for loss. Totale da associare ai 5.5 sack di Arik Armstead, il terzo pezzo pregiato della superlativa linea a quattro, che potrà contare nelle sue rotazioni anche su Albert Regis e Wesley Williams, scelti al terzo e quarto giro del Draft. L’assenza di Lloyd si farà sentire e, tra i linebacker, un ruolo ancor più da protagonista dovrà ritagliarlo Foyesade Oloukon, macchina da tackle con i suoi 143 totali, con anche 11 pass deflected e 2 fumble forzati. Nessun nuovo elemento, però, potrà aiutare a colmare un altro difetto della difesa, quello relativo ai soli 32 sack messi a segno in totale, il sesto peggior totale in NFL nella scorsa stagione.
SPECIAL TEAM
Lo special team dei Jaguars e, senza ombra di dubbio, tra i più intrigati della Lega. Cam Little è uno tra i kicker più spettacolari della Lega, non a caso detentore del field goal da 68 yard che, lo scorso 2 novembre, ha riscritto la storia NFL come più lungo di sempre. Little ha centrato i pali in 30 occasioni su 34, fallendo due occasioni su dieci tra le 40 e altrettante oltre le 50 yard. In carriera, ha fallito un solo extra point su 78 tentati e la prossima stagione dirà definitivamente quale possa essere la considerazione su di lui sul lungo periodo. Logan Cooke, invece, si presenta ai blocchi di partenza della sua nona stagione a Jacksonville e ha chiuso la scorsa con una media di 48 yard in 60 punt, con una percentuale del 36.7% entro le 20 yard avversarie. A riportare punt e kickoff avversari saranno due protagonisti dell’attacco, Washington e Tuten, che assicurano agilità e giocate funamboliche per avvicinare o varcare la end zone.
COACHING STAFF
Sarà la regular season della verità per Coen: la prima impressione nell’annata d’esordio da head coach è stata straordinaria e, non fosse stato per l’opera d’arte di Mike Vrabel ai Patriots, avrebbe meritato di essere premiata a pieno titolo. I suoi dettami hanno portato Lawrence a livelli di costanza ed efficacia mai visti da quando è in NFL e, nonostante lo stile sia parecchio spregiudicato, riesce al contempo a limitare i turnover. Confermarsi, però, è sempre più difficile e le aspettative ora sono altissime, dopo che è diventato il primo capo allenatore “rookie” della storia a festeggiare 13 vittorie dopo aver ereditato una squadra con 4 o meno successi nella regular season precedente. Al suo fianco, sempre in ambito offensivo, ha lavorato splendidamente Grant Udinski, confermato nel ruolo di offensive coordinator, così come è accaduto per Anthony Campanile, al timone di una difesa che vuole provare ad alzare la voce non soltanto contro le corse avversarie.
Record previsto: 9-8
Ai Jaguars sarebbe bastato pochissimo tra free agency e Draft per avere tra le mani un roster di successo e provare a inseguire il sogno del primo Super Bowl nella storia della franchigia: le recenti scelte, però, non hanno convinto e ora è nuovamente tutto in discussione, in primis per un Coen che vuole confermarsi protagonista e guidare Lawrence e compagni verso nuovi orizzonti di successo.
I nostri voti
Offense - 7.5
Defense - 7.5
Coaching Staff - 7.5
7.5
Ai Jaguars sarebbe bastato pochissimo per avere un roster di successo: le recenti scelte, però, non hanno convinto e ora è nuovamente tutto in discussione.




