NCAA Preview 2026: BIG XII

Così come l’anno scorso oltre ai preview delle squadre NFL vi proponiamo anche quelli delle maggiori conference NCAA, è il turno della BIG XII (Group of 6 e Indipendenti).

Nel 2025 la BigXII è stata dominata da Texas Tech: uno dei prodotti più incredibili del “nuovo corso” del college football, nel quale è possibile costruire una grande squadra facendo un vero e proprio mercato faraonico grazie ai soldi dei booster.

Anche quest’anno il progetto non è cambiato e sebbene ci sia stato “l’affaire Sorsby” a rovinare l’offseason, i Red Raiders restano i favoriti, in una conference che, però, non è mai avara di sorsprese.

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Le favorite

La favorita numero 1, nonché campione in carica, è, appunto, Texas Tech: i Red Raiders hanno perso moltissimo al Draft (in special modo i propri due leader difensivi: l’edge David Bailey e il LB Jacob Rodriguez), ma hanno provato a ricostruire un roster di alto livello attraverso le folli spese sul portal.

In difesa sono arrivati Austin Romaine e Corey Platt Jr da Kansas State e Houston, elementi che dovranno dare solidità alle spalle di una D Line completamente rinnovata: interessanti le prese di Julian Laventure (da Akron) e di Jojo Johnson (da Oregon State) e soprattutto quella dell’Edge rusher Adam Trick in arrivo da Miami (Oh.) dopo una grande stagione coi RedHawks. I due veterani di ritorno nel front 7 saranno il LB Ben Roberts – che dovrà a tutti gli effetti raccogliere il testimone lasciatogli da Jacob Rodriguez – e il tackle A.J. Holmes, entrambi nomi di cui si parlerà con buona probabilità nel prossimo processo al Draft.

L’obiettivo di coach McGuire era quello di cercare di non subire troppo il contraccolpo delle uscite in difesa cercando contemporaneamente di alzare il livello in attacco. Per fare questo ha deciso di dirottare il grande investimento dell’offseason sul QB dual-threat da Cincinnati Brendan Sorsby che, però, come forse saprete, è stato coinvolto in un’inchiesta sulle scommesse piazzate illegalmente quando era un freshman e giocava per gli Indiana Hoosiers, che gli è costata la squalifica da parte della NCAA. Texas Tech si è così ritrovata senza il suo QB1 e con Will Hammond – il sostituto – che è alle prese con la riabilitazione dall’infortunio all’ACL occorsogli lo scorso inverno e dunque con molte incertezze sul suo rientro e sulle condizioni di forma.

Ecco perché nonostante il rientro di Cameron Dickey, J’Kobi Williams e Quinten Joyner (il trio di RB), i grandi acquisti tra i WR, in particolare Kenny Johnson (Pittsburgh) e soprattutto Malcolm Simmons (Auburn), e il rientro di 3/5 della OLine titolare del 2025 resta qualche dubbio su questa squadra. Quando rientrerà Hammond? Riusciranno fino a quel momento a portare alla vittoria i Red Raiders Kirk Francis (transfer da Tulsa con pochissima esperienza) o Lloyd Jones III (RS Freshman con 0 presenze da titolare)? Questi dubbi potrà scioglierceli solo il campo. A loro favore gioca il calendario che ha un inizio piuttosto morbido con tutte le partite più dure nella seconda metà dello stesso.

Le due squadre che al momento possono considerarsi favorite per duellare almeno per un posto al Championship game sono le protagoniste della “Holy War”, la rivalità dello stato dello Utah.

Partiamo da BYU, l’altra finalista del 2025. I Cougars ripartono rinforzati dalla decisione forte del proprio Head Coach Kalani Sitake di rifiutare la prestigiosa panchina di Penn State per restare a Provo, e assieme a lui ritorna anche Bear Bachmeier, il QB ora sophomore che nel suo primo anno di college è stato il 3° migliore per QB rating nella BigXII, dietro al rivale statale Devon Dampier (che è la vera ragione per la quale Utah si può definire favorita) e proprio a Brendan Sorsby, che non giocherà in questo 2026. Non solo Bachmeier, ma anche il suo RB LJ Martin e 4 O Lineman tra cui il centro All-BigXII Bruce Mitchell sono di ritorno. L’unico punto interrogativo dell’attacco sono i ricevitori: punto debole già nel 2025 e nessuno dei top3 target sarà di ritorno. L’unica aggiunta di rilievo è il TE transfer da USC Walker Lyons, mentre tra i veri WR ci sono un paio di ragazzi con buon potenziale ma tutto da verificare. La difesa sarà ancora molto forte, seppur abbia perso il proprio Defensive Coordinator – andatosene a Michigan da Kyle Wittingham. La difesa di BYU sarà anche quest’anno molto fisica: i cardini saranno i due linebacker di ritorno Isaiah Glasker e Siale Esera, ma fondamentale è il ruolo della safety Faletau Satuala. La schedule è abbastanza complicata specialmente all’inizio, ma la squadra è abbastanza rodata per poter performare fin dal day 1.

Utah ha qualche interrogativo in più a partire, ovviamente, dal neo capo allenatore Morgan Scalley (dopo anni e anni da Defensive Coordinator), che è subentrato a Kyle Wittingham dopo il suo ventennale regno. Le speranze su Utah si basano su due convinzioni principali: che la difesa sia la solita difesa di Scalley, preparata e arcigna, e che in attacco basti il talento del QB Devon Dampier per avere la meglio sugli avversari.

Molto di più non possiamo dire: in attacco, infatti, oltre a Dampier e al RB Wayshawn Parker, ritorna ben poco. Il nuovo offensive coordinator Kevin McGiven – ex Utah State – si è portato alcune delle sue armi dagli Aggies, come il ricevitore Braden Pegan ed è chiamato a ricreare il sistema abbastanza spettacolare che si era visto nell’ultimo biennio a Utah State, che però pur portando discreti numeri aveva anche prodotto scarsi risultati.

Aver promosso Scalley al posto di Wittingham ha “salvato” Utah dalla diaspora di giocatori – specialmente in difesa – che altrimenti avrebbero seguito il proprio capo allenatore a Michigan. Rientrano infatti le due stelle del reparto: il LB Johnathan Hall e lo star player Jackson Bennee, ma ci sarà comunque bisogno che i nuovi transfer funzionino affinché questa difesa possa girare al massimo, specialmente sulla trincea dove le novità sono molte. La schedule è favorevole, in quanto non prevede Texas Tech, mentre il derby con BYU sarà giocato in casa.

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Le inseguitrici

Il gruppetto di squadre tra le quali potrebbe nascondersi la possibile sorpresa è composto da Kansas State, Houston, Arizona, Arizona State, Oklahoma State, TCU e Baylor.

Kansas State è sinonimo di continuità nella BigXII dell’ultimo decennio, ma nell’ultima offseason c’è stato un cambio alla guida: Chris Klieman ha deciso di ritirarsi lasciando il posto all’ex Offensive Coordinator di Texas A&M, nonché ex QB proprio di Kansas State, Collin Klein. Klein è sembrato da subito il candidato perfetto per gli Wildcats, ma ciò non significa successo assicurato. Klein ha affidato la difesa a un ex co-cordinator di Texas A&M – Jordan Peterson – che ha dunque Mike Elko come riferimento principale, mentre l’attacco sarà a pannaggio del talento estremamente discontinuo del QB Avery Johnson che spera di avere maggior aiuto in questo 2026 da parte della sua O Line e del running game, piuttosto disastrosi nel 2025. Eccezion’fatta per il tackle All-BIgXII John Pastore la linea è costruita interamente tramite portal e questo è sempre un rischio perché non c’è reparto nel quale è più importante conoscersi bene per poter giocare bene. La schedule è chiaramente a loro vantaggio evitandogli gli scontri con tutte e tre le favorite della conference e questo è impossibile da trascurare.

Houston ha concluso il 2025 in grande crescita e coach Willie Fritz sembra che stia, per l’ennesima volta nella sua carriera, riuscendo a dare un senso ad un programma che pareva averlo perso. Entrambi coordinator rientrano dopo il buon lavoro del 2025: Austin Armstrong come DC e Slade Neagle come OC. In attacco un perenne incompiuto come il QB Conner Weigman sembra aver trovato la sua dimensione nel finale di stagione e quest’anno dovrà fare da chioccia alla new sensation Keisean Henderson, QB recruit 5 stelle che potrebbe avere parecchi snap già nel suo anno da true freshman. Fritz ha fatto un lavorone sul portal riuscendo a completare l’attacco che vedeva il rientro dei due top-target Amare Thomas e Koby Young, aggiungendo il suo “vecchio RB” a Tulane Mekhi Hughes, il leading receiver di Oregon State Trent Walker, nonché tre All-conference lineman – l’OT Drew Merrill (Miami(Oh.)), l’OG Shadre Hurst (Tulane) e il C Anthony Boswell (Toledo). La difesa ha lavorato bene soprattutto in secondaria, e in quel reparto sono tutti, o quasi, di ritorno, mentre nel front 7 si è provato a pescare dal portal per provare ad alzare il livello – ottima la presa del DT Ashton Porter da Oregon. La schedule è complessa – ed è il vero motivo per il quale Kansas State, ai nastri di partenza, parte davanti a Houston – ma a questi Cougars va assolutamente dato un occhio.

Arizona è una squadra che ha alternato picchi elevati e depressioni profonde nel 2025 e potrebbe proseguire sulla stessa falsariga. Grandi aspettative ci sono per l’anno da senior del QB Noah Fifita, ormai un’autentica leggenda di Tucson, ma il solo Fifita non basterà agli Wildcats. La difesa nel 2025 è stata martoriata dagli infortuni: molti dei titolari fanno ritorno, tra cui l’edge Chase Kennedy e i leader della secondaria Jay’Vion Cole e Gavin Hunter, ma sulla linea e tra le safety la depth chart è composta quasi esclusivamente da transfer di non ancora comprovata efficienza. In attacco Fifita ritrova il suo slot receiver Gio Richardson e due buone aggiunte nel RB Antwan Roberts (da Marshall) e nel TE Cole Rusk (Illinois). La schedule è probabilmente la più difficile della conference visto che prevede sia Texas Tech che BYU che Utah che Kansas State, una di seguito all’altra alla fine della stagione, prima del duel in the desert con ASU che chiuderà la regular season.

Arizona State è un vero e proprio cantiere: se c’è grande fiducia in questi Sun Devils la si deve solo ed esclusivamente a coach Kenny Dillingham che ha dimostrato di saper lavorare molto bene e costruire squadre solide anche dalle macerie. L’anno scorso le aspettative erano alte e sono state disattese specialmente per colpa dell’infinita serie di infortuni – al QB Sam Leavitt e al WR 1st rounder Jordyn Tyson in particolare – accorsagli durante la passata stagione. ASU nel 2025 è stata l’unica squadra – prima di Oregon ai Playoff – a riuscire a battere Texas Tech e questo vi dà la giusta percezione di quello che sarebbero potuti essere, ma non sono stati, i Sun Devils versione 25. In attacco sono arrivati molti transfer di grandissimo talento: in particolare il WR Omarion Miller da Colorado, ma anche il WR Reed Harris da Boston College, ma il grosso interrogativo resta il QB. Sono arrivati il super veterano Mikey Keene (UCF, Fresno State, Michigan) e il sophomore Cutter Boley, oltre al RS freshman Cameron Dyer, già presente a roster, al nuovo recruit 4 stelle Jake Fette, che in questa QB room senza gerarchia potrebbe anche trovare subito spazio. Anche la difesa è stata rivoluzionata: oltre al tackle C.J. Fite torna pochissimo a Tempe, ma Dillingham dal portal è riuscito a costruire un buon mix di veterani e underclassmen con potenziale, che potrebbe funzionare bene. Ripetiamo però: le buone valutazioni della preseason su ASU si basano solo sulla fiducia nel loro capo allenatore.

Oklahoma State è una delle squadre da seguire quest’anno. Se non avete seguito North Texas negli ultimi anni – peggio per voi – non siete forse pronti all’approdo della Go-Go Offense (una variente dell’Air Raid di Mike Leach) nella BigXII. Oklahoma State sarà come riassaporare la BigXII di qualche tempo fa, quando si leggevano punteggi cestistici e le partite duravano 5 ore a causa dei numerosi attacchi up-tempo. Coach Eric Morris si è portato i suoi tre tenori di UNT a Ok-State: il QB Drew Mestemaker, il RB Caleb Hawkins e il WR Wyatt Young. Anche il resto del roster, sia in attacco che in difesa, è costruito tramite portal: molti ex North Texas ma anche tanti giocatori pescati da conference inferiori. La difesa sarà il vero ago della bilancia di questi Cowboys: se riuscirà a funzionare – il rovescio della medaglia degli attacchi up-tempo è che la difesa è portata a restare sul campo per molto tempo, stancandosi e perdendo di efficacia con il procedere della partita – potremmo parlare di una squadra che attenta ai primi porti della conference, altrimenti, di una squadra che faticherà a raggiungere un bowl. Il DC sarà l’ex Sam Houston State Skyler Cassity, che ha fatto un grandissimo lavoro coi Bearkats nel 2024, poi peggiorato nella stagione scorsa. Oltre a molti ex North Texas – come l’edge Keviyan Huddlestone e LB Ethan Wesloski, tra gli altri – Morris e Cassity hanno attinto a piene mani anche dalla Division II prendendosi dei rischi su alcuni giocatori di grande talento ma del tutto unproven ad alto livello. Non sappiamo come andrà a finire, ma i Cowboys sono senza dubbio una squadra a cui dare un’occhiata.

La TCU di Sonny Dykes è forse la possibile sorpresa “più silenziosa” della conference. Se ne parla molto meno rispetto alle altre, ma ha tutte le carte in regola per poter vincere molte partite. Molto dipenderà da quanto funzionerà il QB transfer da Harvard Jaden Craig, che dovrà sostituire il partente Josh Hoover (Indiana). In attacco ritorna il leading rusher Jeremy Payne e ci sarà un pacchetto ricevitori interessante nel quale spicca il nome del transfer da Alabama Jeremy Scott. La difesa del DC Andy Avalos ha funzionato benissimo contro l’attacco aereo e molto male contro quello sul terreno. Un grosso problema è stata la D Line, troppo giovane e leggera, che però ritorna praticamente intatta dopo un’intera offseason di lavoro. Servirà che la pass rush e che la run D, specialmente tra i tackle, funzioni per poter parlare di una squadra competitiva, altrimenti, come nel 2025, rivedremo una “bella squadra” che però non farà molta strada. Attenzione, poi, alla “Dublin curse”, la maledizione delle squadre sconfitte a Dublino in week 0: spesso favorite e con belle speranze, sconfitte all’Aviva Stadium (in una partita che fa quasi sempre storia a sé) e poi portate al tracollo nelle successive settimane.

Baylor è la squadra che fa da raccordo tra il paragrafo delle “inseguitrici” e quello delle “altre”. Una squadra imperscrutabile, che nel 2025 ha giocato un eccellente football offensivo ed è stata disastrosa in difesa, specialmente sui terzi down. Nel 2026 è arrivato l’ex super recruit di Florida DJ Lagway che ha portato grande entusiasmo e può potenzialmente essere un crack nella BigXII, ma d’altro canto è vero che non è stato il QB (che era l’ottimo Sawyer Robertson) il problema dei Bears nel passato recente. Per affrontare il problema difesa coach Dave Aranda ha assunto l’ex DC di Kansas State Joe Klanderman, che si è portato alcuni suoi uomini da K-State, come il nickelback Daniel Cobbs. Molti transfer sono arrivati tra cui l’ottimo piglio del DT Hosea Wheeler da Indiana. Su Baylor la speranza è molta ma il ventaglio di possibili esiti va dal 3-9 al 9-3 e sarebbe inutile esporsi e pensare di avere la sfera di cristallo.

 Le altre

Arriviamo all’ultimo paragrafo nel quale sono rimaste 6 squadre: Kansas, West Virginia, UCF, Colorado, Cincinnati e Iowa State.

La Kansas di Lance Leipold ha stallato dopo una rapida ascesa nei primi tre anni del “nuovo corso” – arrivato ora al sesto anno. L’uscita del QB Jalon Daniels dopo 6 anni di onorato servizio apre un vuoto nella posizione più importante dove ci sono 3 candidati non così “importanti” per la successione. Lo starter del Day 1 dovrebbe essere il junior Cole Ballard, ma la sua posizione non è così salda. In attacco è ottima la presa del RB Dylan Edwards – ex Colorado e Kansas State – che vista l’incertezza a QB potrebbe essere il vero fulcro dell’attacco. La difesa non sarà un problema come non lo è mai stata nelle squadre di Leipold, ma il vero dubbio è la motivazione del coach: Leipold, ormai 62enne, sembra sentire che il momento per un “grande salto” è ora o mai più.

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West Virginia sarà un altro esperimento interessante. Le minestre riscaldate storicamente non hanno mai avuto grande successo, eppure questo grande ritorno di coach Rich Rodriguez a Morgantown sembra essere diverso. Rich Rod infatti dopo la cacciata da Michigan si è ricostruito una carriera da capo e la posizione di capo allenatore di questi Mountaineers se l’è davvero guadagnata sul campo – con l’ottimo lavoro fatto con Jacksonville State negli ultimi anni – e non è stata una semplice scelta del board di fiondarsi sull’usato sicuro in memoria dei bei tempi andati. L’attacco di Rich Rod deve avere un buon QB e WVU sempra averne un paio molto interessanti: il sophomore Scotty Fox Jr esce da una stagione da true freshman nella quale ci ha lasciato qualche lampo ed è arrivato l’ex super recruit di Oklahoma Michael Hawkins Jr. Inoltre, Rich Rod è riuscito a farsi seguire dal suo RB ai Jackrabbits Cam Cook (1659 yard e 14 TD nel 2025). La difesa è cambiata del tutto: il coordinatore Zac Alley vedrà una “returning production” appena del 46%, la più bassa della conference alla pari con Iowa State. Azzardare previsioni è dunque difficile.

UCF, al secondo anno dello Scott Frost bis, ha qualche velleità in più rispetto al 2025: la difesa di Alex Grinch vede rientrare praticamente intatta la secondaria e ha fatto aggiunte importanti sul front 7 – come l’edge da Akron Bruno Dall – che devono assolutamente creare qualcosa dalla passa rush per sgravare un po’ di compiti dalla secondaria. La grande speranza di UCF è riposta però nell’attacco che sarà guidato dal QB Alonza Barnett III, trasferitosi a Orlando dopo aver portato James Madison ai Playoff nel 2025. Un miglioramento rispetto al 2025 sembra prevedibile, ma da qui a considerare UCF una contender ce ne passa ancora.

Colorado quest’anno è una squadra molto diversa dalle passate edizioni. Coach Deion Sanders sembra aver scientemente rimosso i riflettori dalla sua squadra e nell’offseason ha fatto scelte meno “sexy” ma probabilmente più funzionali. L’attacco cambia OC, con l’arrivo di Brennan Marion, ma conserva il QB1 dopo la discreta annata 2025 in Julian Lewis. Dove ci sarà un vero upgrade è nel corpo ricevitori: il trio composto da Danny Scudero (da San Jose State), Kam Perry (da Miami (Oh) e DeAndre Moore Jr è estremamente interessante, così come le altre aggiunte sull’ O Line. Anche la difesa ha cambiato coordinatore con l’arrivo di Chris Marve, giovane allenatore che arriva dopo due anni tra alti e bassi come DC per Brent Pry a Virginia Tech. Seppur ai nastri di partenza Colorado parta tra le ultime della conference, ci sono comunque dei motivi per poter essere positivi sull’annata dei Buffaloes.

Cincinnati è forse la squadra con meno “hype” della BigXII versione 2026. Questo non è sempre una cosa negativa, ma denota che le mosse fatte in offseason non abbiano propriamente rubato l’occhio. I Bearcats hanno ovviamente perso il QB Brendan Sorsby, che è stato sostituito con due transfer: JC French IV da Georgia Southern (che dovrebbe essere il titolare) e Liam O’Brien da Penn. Tutta la strategia sul portal di coach Satterfield si è basata sul reclutamento di talenti dalle Mid Major o addirittura dalla FCS o Div.II, prendendo giocatori di grande impatto ma ad un livello da abbastanza a molto inferiore. Lo stesso nuovo defensive coordinator Nate Woody è in arrivo da Army, una squadra particolare e non certamente nell’elite del college football. Vedremo ma le premesse non sono delle migliori.

A chiudere Iowa State, che è la squadra che è cambiata di più in questa offseason. L’uscita di coach Matt Campbell verso Penn State, e la successiva diaspora di metà roster a seguito del proprio allenatore, ha fatto sì che il nuovo head coach Jimmy Rogers – in arrivo dopo un paio di buone stagioni a Washington State – dovesse ricostruire sostanzialmente da capo la squadra. Per farlo Rogers si è affidato, in difesa, al suo DC Jesse Bobbit che lo ha seguito da WSU e si è portato con sé gran parte della difesa dei Cougars. In attacco ci sono molti più dubbi: la grande speranza è riposta nel QB in arrivo da Arkansas State Jaylen Raynor, veterano di grande talento che potrebbe dare un senso al mix di giocatori con esperienze varie e non sempre positivissime che sono arrivati a coprire le altre caselle. Dopo questo enorme turnover è difficile prevedere una stagione molto positiva dei Cyclones, ma sono una squadra per cui la prova del campo è fondamentale per provare a capirne il livello.

Giocatori da seguire

  • Drew Mestemaker (QB, Oklahoma State)
  • Brice Pollock (CB, Texas Tech)
  • Wyatt Young (WR, Oklahoma State)
  • Ben Roberts (LB, Texas Tech)
  • A.J. Holmes (DT, Texas Tech)
  • Omarion Milles (WR, Arizona State)
  • Adam Trick (Edge, Texas Tech)
  • Faletau Satuala (S, BYU)
  • Evan Tengesdahl (OG, Cincinnati)
  • Terrance Carter Jr (TE, Texas Tech)
  • LJ Martin (RB, BYU)
  • DJ Lagway (QB, Baylor)
  • J’Kobi Williams (RB, Texas Tech)
  • John Curry (CB, Texas Tech)
  • Mateen Ibirogba (Edge, Texas Tech)
  • Wendell Gregory (LB, Kansas State)
  • Jayden Bellamy (CB, UCF)
  • Ezra Christensen (DT, Colorado)
  • Amare Thomas (WR, Houston)
  • Keisean Henderson (QB, Houston)
  • C.J. Fite (DT, Arizona State)
  • Cam Cook (RB, West Virginia)
  • Caleb Hawkins (RB, Oklahoma State)
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