La WR Room dei New England Patriots attraverso le parole di Drake Maye

Il reparto Wide Receiver dei New England Patriots presenta oggi una profondità e un’abbondanza di alternative che non si riscontra negli altri ruoli del roster. Con gli innesti primaverili di A.J. Brown e Romeo Doubs, le principali sette opzioni a disposizione della franchigia includono oggi Brown, Doubs, DeMario Douglas, Mack Hollins, Kayshon Boutte, Kyle Williams ed Efton Chism III. Avere sette ricevitori di livello NFL comporta inevitabilmente una competizione serrata, considerando che una squadra porta tipicamente tra i cinque e i sei WR nel roster attivo da 53 giocatori per la regular season.

Ospite lunedì ai microfoni di SiriusXM NFL Radio, Drake Maye ha analizzato i propri compagni di reparto. L’analisi del quarterback durante il training camp offre un indicatore preciso delle gerarchie e dell’intesa sul campo, elementi che vanno oltre le semplici proiezioni sulla carta. Maye è partito proprio dalle due recenti acquisizioni:

“Iniziando subito con A.J., averlo qui ha in un certo senso dato l’impronta al gruppo. Penso che lui e Romeo abbiano davvero apprezzato la spinta competitiva in quella stanza [la WR Room]. La gente dice che è un reparto affollato ma, come sai per quanto riguarda i ricevitori, avrai probabilmente bisogno di tutti.”

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“Se parliamo di A.J., la sua abilità non è solo di farmi fare bella figura, ma di andare là fuori, fare giocate e ricevere il pallone; stavamo guardando alcuni dei suoi ‘target tape’ l’altro giorno, e la sua capacità di prendere una slant, prendere una traccia corta e portarla fino in fondo. Ma allo stesso tempo conosce bene le tracce e sa che non puoi vincere tutto solo fisicamente. A un certo punto, devi seguire le tracce, usare la tecnica, e lui fa un ottimo lavoro.”

“Penso che Romeo si sia impegnato molto, arrivando qui e studiando da subito il nostro attacco. Non è mai stato in un attacco come questo che prevede decision making [per i ricevitori]. Penso che stia migliorando sempre di più dopo che ha superato gli OTA e anche nel training camp, sta facendo delle grandi giocate. Sa eludere bene e ha un’agilità che non mi sarei aspettato prima di iniziare a lanciagli la palla nel camp.”

Dopo otto sessioni di allenamento, l’intesa del quarterback con Brown e Doubs ha mostrato costanti progressi. L’efficacia nello schieramento con l’11 personnel (un running back, un tight end e tre wide receiver) è un fondamento dell’attuale sistema offensivo. In questa configurazione, Brown e Doubs si posizionano come punti fissi all’esterno, forzando le difese ad allargarsi e creando spazio prezioso. Questa dinamica tattica favorisce direttamente la posizione di slot receiver, occupata stabilmente da DeMario Douglas, che può sfruttare sistematici mismatch contro i linebacker o i nickelback avversari.

“Poi abbiamo Pop [soprannome di Douglas] nello slot,” ha commentato il QB. “Penso che Pop sia un giocatore che pur essendo sempre lo stesso, da un certo punto di vista, dall’altro invece ha dei miglioramenti di anno in anno poco visibili da fuori. Sin dal mio anno da rookie fino ad ora, che è il nostro terzo anno insieme, abbiamo sviluppato più connessione, in particolare su come corre le tracce. Penso che faccia un ottimo lavoro quando subisce una man coverage, è difficile da marcare. Quindi sarà una pedina importante quando schiereremo l’11 personnel. Non vedo l’ora di vedere come continuerà a crescere e che giocate riuscirà a fare quest’anno.”

Nella passata stagione, il veterano Mack Hollins, arrivato come free agent, ha guidato il reparto disputando il 68% degli snap offensivi. Una percentuale di utilizzo di questa entità per un veterano sottolinea il suo ruolo vitale nei blocchi per le corse e nel lavoro senza palla, elementi che gli hanno comunque permesso di produrre 46 ricezioni per 550 yard. Hollins rappresenta un perno per l’esecuzione dei giochi di play-action e un solido leader vocale nello spogliatoio.

“Mack è una sorta di coltellino svizzero. Fa di tutto,” ha chiarito Maye. “Ovviamente è importante nel gioco di corsa, ma penso che il coach [McDaniels] lo ricompensi con le play-action che ne derivano. Quindi dice sempre: ‘Lanciate su di me sui tagli interni’. È grosso e ha quell’atteggiamento da cui le persone traggono forza, quell’energia intorno a lui.”

L’organico offensivo di New England conta poi due atleti al secondo anno, Kyle Williams ed Efton Chism III. Entrambi puntano a ritagliarsi un ruolo di maggiore rilievo. In un reparto affollato, il salto di qualità nel secondo anno, l’efficienza nella corsa delle tracce e l’apporto negli special team sono i fattori determinanti che decideranno la loro permanenza a roster dopo i tagli.

“Kyle, l’anno scorso, era il tipo da big-play” ha osservato Maye. “Penso che abbia lavorato sodo per essere in grado di correre diverse tracce e riuscire a costruire il suo arsenale di route. Non vedo l’ora di vedere come andrà. E ovviamente è una minaccia sul profondo, è veloce, può superare in corsa gli avversari, che è sempre qualcosa a cui la difesa deve pensare.”

“Poi non ti puoi dimenticare di Efton Chism. Verso la fine della stagione, quando Mack si è infortunato, ha avuto il ruolo di rimpiazzare quello che faceva Mack. Penso che la cosa più importante con Chism sia che fa semplicemente le cose giuste e fa molte giocate. È stato importante la scorsa preseason e quindi probabilmente continuerà a fare giocate importanti.”

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In chiusura, il quarterback ha citato Kayshon Boutte. Nonostante un’evidente sintonia sviluppata con il QB nei due anni precedenti, il ventiquattrenne è finito al centro di diverse speculazioni di mercato in primavera. Trovandosi ora all’ultimo anno del suo contratto da rookie, il suo impatto sul salary cap combinato al suo attuale declassamento nella depth chart lo rendono una concreta pedina di scambio, qualora la dirigenza decida di monetizzare il suo valore prima della scadenza.

“Probabilmente l’ultimo è Boutte,” ha concluso Maye. “È un ricevitore rassicurante a cui lanciare. Impari a conoscerlo, stessa cosa di Pop, questo è il mio terzo anno con Boutte e gli lanciavo nello scout team quando ero un rookie. Invece ora facciamo giocate insieme; gli ho lanciato il mio primo touchdown. È un ragazzo silenzioso, fa tutto nel modo giusto, tiene ai suoi compagni di squadra e abbassa semplicemente la testa e lavora. Si dicono molte cose su Boutte, ma lui continua a fare giocate. Si troverà nel posto giusto e farà un’altra bella giocata.”

Non è chiaro se l’aver menzionato Boutte per ultimo nasconda un’indicazione precisa sulle preferenze tecniche. Sicuramente la depth chart dei ricevitori è chiara nella visione del QB, come dimostra un’intervista della scorsa settimana in cui Maye, parlando dei suoi bersagli principali, aveva elogiato Brown, Doubs, Douglas, il tight end Hunter Henry e i running back Rhamondre Stevenson e TreVeyon Henderson.

Le decisioni definitive su come i Patriots gestiranno questo intasamento nel ruolo di wide receiver arriveranno con le scadenze di fine agosto per la definizione del roster a 53 giocatori. La squadra avrà a disposizione diverse leve gestionali: trade, tagli secchi o l’assegnazione alla practice squad. Al momento, tuttavia, l’ottimo avvio di preparazione da parte di tutti e sette i ricevitori garantisce allo staff tecnico la profondità necessaria per prendere decisioni strategiche senza l’urgenza di dover coprire buchi nell’organico.

Il preview della stagione 2026 dei New England Patriots potete leggerlo QUI.

Abbiamo parlato della AFC East in questa puntata di Scusate il Disturbo.

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Paolo Colnaghi

Brianzolo di nascita, milanese d'adozione, tifoso dei New England Patriots, si è appassionato al football americano grazie al padre tifosissimo dei Redskins e per questo simpatizza anche per la franchigia della capitale.

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