Iniziamo rivivendo le cose belle del 2025 dei Philadelphia Eagles; perfetto, ora passiamo ad analizzare il resto.
Ma che burlone! Ho voluto esagerare, ma l’offseason richiama alla leggerezza come il canto suadente di una sirena. In realtà il 2025 degli Eagles si è chiuso al Wild Card game, partita in cui i 49ers di Shanahan hanno impartito a Sirianni&Co una lezione tattica che ha dato il la a parecchi cambiamenti. Tuttavia, il 2025 si è chiuso anche appendendo il banner di Campioni Divisionali al Lincoln Financial Field, per il secondo anno di fila, ma il sapore che prevale e persiste nel palato del tifoso non può che essere amarognolo, l’attacco guidato da Kevin Patullo ha fatto penare in tutti i fondamentali (meme di Mickey Mouse che si cava gli occhi) e non ha mai dato speranza o segnale di crescita con lo scorrere del calendario. La squadra è stata tenuta in piedi dalla splendida organizzazione difensiva messa sul gridiron da Vic Fangio. Il risultato di questa somma è un numero negativo, che si è tramutato in una rivoluzione nel coaching staff e nella richiesta al buon Vic di attendere ancora un anno per andare al parco coi nipotini.
OFFENSE
L’ennesima stagione regolare in cui Jalen Hurts si è trovato a lavorare con un nuovo OC si è chiusa con 3224 yard lanciate e 64.8% di completi, sono circa 300 yard in più della stagione del super bowl, ma con percentuali di accuratezza inferiori. Un attacco originariamente costruito per correre, che si è trovato a far volare il pallone più del dovuto, con risultati a dir poco altalenanti. Jalen rimane tuttavia un punto fermo di questa offense, tanto per caratura tecnica, quanto per mentalità. A far le valigie direzione Massachusetts è invece AJ Brown, epilogo inevitabile per un’alchimia che si era guastata da tempo. Questa partenza ampiamente annunciata, assieme a quella di Jahan Dotson, affidabile WR3, ha imposto agli Eagles di rivoluzionare il reparto “mani prensili”: dai primi round del draft sono arrivati Macai Lemon, estroso WR scuola Trojans ed Eli Stowers, TE da Vandy, mentre in FA si sono accasati a Philly Dontayvion Wicks da Green Bay ed i veterani Hollywood Brown ed Elija Moore, oltre ad una serie di validi mestieranti che si giocheranno uno slot a roster. L’Offensive Line è stato il reparto sorprendentemente più trascurato da Howie Roseman nel corso dell’offseason: Dickerson, Jurgens, Mailata e l’intramontabile Lane Johnson hanno attraversato una stagione poco brillante e tartassata da infortuni più o meno seri che ha sicuramente contribuito all’inefficacia del running game. Un principio di rinnovamento sembrava più che necessario ed averlo rimandato all’anno prossimo comporterà dei rischi inevitabili per l’imminente stagione. Per quanto riguarda le corse, c’è Saquon Barkley, che non sarà più sulla copertina di Madden, è questo basta e avanza per essere ottimisti.
A livello qualitativo l’offense degli Eagles non ha da invidiare nulla alle migliori della lega, Devonta Smith sarà chiamato a farsi carico del ruolo di WR1 e questo non desta in me la benché minima preoccupazione, ci sono mani, ci sono gambe, ci sono chili e c’è temperamento, questi ingredienti finiscono nella mani di un coaching staff rivoluzionato, giovane e privo di un track record lungo abbastanza da poter essere proiettato in performance future, ma c’è anche da dire che far peggio dell’anno appena concluso, da questo lato della palla, non sarà semplice. Vediamo cosa sarà in grado di cucinare Sean Mannion, ha tutto per fare un “piatto da ristorante”.
DEFENSE
Non c’è alcun motivo per pensare che questo non sia un reparto destinato a dominare. Nonostante abbiano lasciato due capitani come Nakobe Dean e Reed Blankenship, non vedo problemi di leadership: Baun, DeJean, Jordan Davis possono colmare facilmente questo vuoto nello spogliatoio. Vedo tre punti nevralgici: 1) Jalen Carter deve tornare sui suoi standard per dettare legge in trincea e costringere al raddoppio sistematico gli avversari, giocatore fenomenale che lo scorso anno ha avuto un passaggio a vuoto, anche per problemi fisici; 2) la pass rush, che con gli innesti di veterani come Greenard ed Ebiketie, sommati alla progressione straordinaria di Jalyx Hunt, ha tutto per dominare e 3) la posizione di safety, senza dubbio quella su cui ci aspettava un investimento superiore ad un settimo giro, invece si è deciso di puntare tutto su Epps, autore di un buon 2025 e di un sophomore come Mukuba che prima dell’infortunio aveva fatto vedere buone cose mescolate a preoccupanti amnesie. Ma alla fine è sempre tutto nelle mani di Vic Fangio e sono delle belle mani.
SPECIAL TEAM
Meravigliosa e doverosa l’estensione di Braden Mann, un punto fermo nella posizione di punter, al contrario nell’epoca (sciagurata e che mi auguro finisca presto) in cui i kicker calciano 70 yard, continuare ad affidarsi unicamente al vecchio Jake Elliot, che tentenna anche un’unghia oltre le cinquanta, sembra non essere una decisione così saggia. Ottimo l’addio di Sydney Brown, specialista delle flag inutili in questo fondamentale del gioco.
COACHING STAFF
Se c’è un motivo per cui i tifosi degli Eagles possono guardare con curiosità alla stagione 2026, è il profondo rinnovamento dello staff offensivo. Per la prima volta dopo anni l’attacco sarà costruito attorno a un gruppo di allenatori giovani, ma con esperienze maturate in alcuni dei sistemi offensivi più innovativi della NFL. L’obiettivo è modernizzare il playbook, renderlo meno prevedibile e valorizzare al massimo il talento di Jalen Hurts.
Il volto nuovo principale è naturalmente Sean Mannion, promosso a offensive coordinator e play caller dopo due stagioni nello staff dei Green Bay Packers, dove ha lavorato come offensive assistant e successivamente quarterback coach sotto Matt LaFleur. Da giocatore è stato un quarterback di riserva per quasi un decennio, passando attraverso realtà come Rams, Vikings e Seahawks, assorbendo da vicino le filosofie offensive di Sean McVay, Matt LaFleur, Kevin O’Connell e della scuola Shanahan-Kubiak. Tutto lascia pensare che il suo attacco sarà una fusione tra questi principi e ciò che gli Eagles hanno già dimostrato di saper fare bene. Ci si può aspettare un maggiore utilizzo di formazioni under center, motion pre-snap, play-action, wide zone e concetti capaci di creare letture più semplici per Hurts, senza rinunciare alla corsa. Accanto a lui arriva Josh Grizzard come passing game coordinator. Dopo aver ricoperto il ruolo di offensive coordinator a Tampa Bay, Grizzard porta in dote una notevole esperienza nella costruzione del gioco aereo e nella progettazione dei concetti di passaggio. Il suo compito sarà quello di sviluppare un passing game più dinamico, con ricevitori messi in movimento, combinazioni di tracce più moderne e una maggiore capacità di punire le difese che concentrano uomini nel box per limitare il gioco di corsa. La collaborazione con Mannion promette un attacco meno statico e più imprevedibile, capace di distribuire il pallone a un numero maggiore di playmaker senza dipendere esclusivamente dalle giocate individuali.
A lavorare quotidianamente con Jalen Hurts sarà invece Parks Frazier, nuovo quarterback coach. Considerato uno degli allenatori emergenti della lega, Frazier si è costruito una reputazione per la capacità di preparare i quarterback dal punto di vista tecnico e mentale, curando in modo quasi maniacale il footwork, il timing e la velocità nelle progressioni di lettura. Per Hurts potrebbe rappresentare un tassello fondamentale: l’obiettivo sarà renderlo più efficiente dalla tasca, più rapido nell’identificare le coperture e meno dipendente dalle giocate estemporanee. Infine, c’è Ryan Mahaffey, chiamato a raccogliere un’eredità pesantissima dopo il doloroso addio di Jeff Stoutland come run game coordinator. Mahaffey arriva con una mentalità moderna, in cui il gioco di corsa non è soltanto questione di potenza fisica, ma soprattutto di geometrie, angoli di blocco e continuità con il passing game. Il suo compito sarà mantenere dominante una delle migliori linee offensive della NFL, ma introducendo una maggiore varietà di schemi e integrando il running game con tutto il resto dell’impianto offensivo. Se il progetto funzionerà, gli Eagles potrebbero diventare un attacco molto più difficile da leggere rispetto al recente passato: meno prevedibile nelle chiamate, più ricco di motion e cambi di formazione e capace di mettere costantemente la difesa nella posizione di dover indovinare, anziché reagire. Insomma, tante aspettative basate su poco track record non possono che fomentare fantasie e curiosità di noi tifosi.
Record previsto: 12-5
Fare pronostici in NFL è sempre un esercizio pericoloso, ma se gli Eagles dovessero confermare la solidità mostrata nell’ultimo biennio, un record tra le 11 e le 12 vittorie appare un obiettivo realistico. Il nostro pronostico è un 12-5, sufficiente per giocarsi fino all’ultima settimana il titolo della NFC East. La division, infatti, non sarà più una passeggiata: Washington dovrebbe aver pagato pegno con la sfortuna nel 2025 e tornare su standard elevati, Dallas è una squadra ricca di talento, mentre anche i Giants sembrano aver finalmente imboccato la strada giusta dopo una offseason molto aggressiva. A rendere il cammino ancora più complicato c’è una schedule che, pur non essendo tra le più dure della lega, proporrà diversi test di alto livello. Philadelphia, però, parte da una base di talento semplicemente superiore alla maggior parte delle rivali: se il nuovo staff offensivo riuscirà a dare anche solo un pizzico di imprevedibilità in più all’attacco e la difesa manterrà gli standard degli ultimi anni, i 12 successi sono alla portata.
I nostri voti
Offense - 7.5
Defense - 7
Coaching Staff - 6.5
7
A livello qualitativo l’offense non ha da invidiare nulla alle migliori della lega, una difesa che dovrà dominare gli avversari e un coaching staff rinnovato e ringiovanito.
Preview della NFC East
A cura di Riccardo Spada per FlyEaglesFly Italia




