NFL Preview 2026: New York Jets

La stagione passata è stata per i Jets la peggiore di un decennio di annate con record negativo. Con il 3-14 del 2025 i biancoverdi hanno toccato il fondo, evidenziando carenze in tutti i reparti. Dopo le sette sconfitte consecutive iniziali, la squadra aveva illuso i fan con tre vittorie nelle successive cinque partite, ma poi, ormai tagliata fuori dalla lotta per l’accesso ai play-off, ha incassato altre cinque sconfitte con dei divari imbarazzanti: -24, -28, -23, -32, -27 punti.

Il gioco d’attacco è stato largamente insufficiente, producendo solo 4,4 yard per azione: il gioco aereo è stato il peggiore in assoluto della Lega, avendo prodotto solo 4,8 yard per tentativo, controbilanciate da un discreto running game, che ha prodotto 4,6 yard a portata per merito di Breece Hall, che ha chiuso la stagione con 4,4 di media e 1065 yard. Sotto accusa la pass protection che ha consentito alle difese avversarie la bellezza di 60 sack. Se l’attacco ha pianto, la difesa non ha avuto molti motivi per sorridere: con 6,8 yard per tentativo concesse al gioco aereo avversario e le 4,4 permesse alle corse è risultata, nel complesso, tra le peggiori in NFL. L’obiettivo del Front Office non può che essere un piano che preveda un miglioramento graduale nei prossimi due/tre anni, perché nonostante siano riusciti ad aggiungere molto talento a roster, l’incognita franchise QB continua ad aleggiare sulla squadra.

OFFENSE

Il cambio di offensive coordinator e l’arrivo di Freak Reich sono la scommessa fatta da Aaron Glenn per rivitalizzare un attacco deficitario, ma la vera incognita resta la posizione di quarterback. Quale Geno Smith vedremo la prossima stagione? Quello asfittico dell’ultima stagione a Las Vegas o quello maturo ed efficiente di Seattle?

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Di sicuro gli sono state fornite molte armi a disposizione, come la conferma del RB Breece Hall e del WR Garrett Wilson, rafforzate dagli arrivi dal draft del completo TE Kenyon Sadiq da Oregon e del talentuoso WR Omar Cooper da Indiana. Se Wilson riuscirà a restare sano, il reparto ricevitori sarà potenzialmente uno dei migliori della lega, infatti i tifosi dei Jets possono sperare nella tanto attesa esplosione del ricevitore Adonai Mitchell e molte aspettative sono anche riposte nel giovane tight end Mason Taylor. Sadiq e Taylor davvero possono rappresentare una delle coppie giovani più promettenti nel loro ruolo.

L’offensive line presenta anch’essa una coppia di giovani tackle di buone speranze, come Fashanu e Mambou, supportata dalla guardia Dylan Parham arrivato dai Las Vegas Raiders, mentre il punto debole sembra rappresentato dal mediocre centro Josh Myers. Nella malaugurata ipotesi che Geno Smith non si dimostri in grado di far girare questo attacco, verrà giocata la carta della disperazione, con l’inserimento a stagione in corso del rookie QB Cade Klubnik da Clemson, rimandando di un altro anno qualsiasi speranza di avvicinarsi ad un record positivo a fine regular season.

DEFENSE

Anche in difesa sono state fatte molte mosse per rafforzare un reparto che è stato decisamente deficitario nella passata stagione. La mossa più interessante è l’arrivo dalla free agency del LB DeMario Davis dai Saints, che nonostante i suoi 37 anni ha dimostrato, con i 143 tackle totali nella passata stagione, di poter essere ancora in grado di fare la differenza in campo, oltre al suo innegabile valore di leader all’interno dello spogliatoio, cosa che è mancata alla difesa dei Jets nella passata stagione. La secondaria è stata rafforzata soprattutto grazie all’arrivo dai Miami Dolphins di Minkah Fitzpatrick, che sarà il vero leader di questa secondaria che potrà contare sul CB Nahshon Wright dai Bears, in grado di produrre quegli intercetti che tanto sono mancati ai Jets nella scorsa regular season, visto che non ne è stato messo a segno neanche uno in tutta l’annata, e sul rookie D’Angelo Ponds da Indiana.

La pressione dal centro della defensive line sarà garantita dal mastodontico DT T’Vondre Smith, in arrivo dai Titans in cambio di Jermaine Johnson e da David Onyemata, supportati da Mazi Smith e Harrison Phillips. Il giocatore che però potrà davvero elevare il livello di questa difesa in termini di pressione al QB, è la seconda scelta assoluta al draft, il defensive end da Texas Tech, David Bailey. A lui sarà chiesto un contributo importante fin da subito, visto che gli altri edge sono McDonald IV e Ossai, che difficilmente riusciranno a produrre una doppia cifra di sack in stagione.

SPECIAL TEAM

Nel ruolo di kicker, perso Nick Folks, trasferito agli Atlanta Falcons, è stato ingaggiato Jason Sanders, pressoché inattivo l’anno scorso ai Giants, ma con un discreto passato in forza ai Miami Dolphins dal 2018 al 2024, che dovrà vedersela durante il training camp con il meno esperto Cade York. Confermati invece il punter Austin McNamara, reduce da una buona stagione, e i ritornatori Isaiah Williams e Kene Nwangwu. Gli special team sono stati una delle poche notizie positive della passata stagione, classificandosi come 3° miglior reparto della lega secondo le valutazioni di PFF.

COACHING STAFF

Confermato, anche un po’ a sorpresa, l’head-coach Aaron Glenn, che si è distinto più per le sue esultanze che per il suo contributo nella crescita della squadra, ha probabilmente l’ultima possibilità di proseguire la carriera di capo allenatore. Per questo motivo ha deciso di assumere lui il playcalling difensivo, che ha dichiarato essere, in maniera molto modesta, il suo “superpotere”. Inutile ricordargli che, come ci insegna Spiderman, “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, per cui davvero è il caso di dire ora o mai più. È stato confermato anche lo Special Team Coordinator Chris Banjo, mentre sono cambiati, come capri espiatori, i coordinatori di attacco e difesa.

Come Offense Coordinator è arrivato Frank Reich, anche se nei suoi ultimi incarichi in NFL ha avuto più delusioni che soddisfazioni, ma la sua esperienza ventennale da allenatore, con cinque anni da head-coach ai Colts e ai Panthers, può aiutare un gruppo composto da molti giovani talentuosi. Torna in NFL dopo l’esperienza da Head-coach a Stanford nel 2025 e anche per lui potrebbe essere l’ultima chance. Nel ruolo di Defensive Coordinator è arrivato Brian Ducker, che ha già lavorato come assistente di Aaron Glenn prima a Cleveland e poi per due anni a Detroit.

Record previsto: 6-11

I Playoff restano un miraggio per questi New York Jets, al punto tale che i suoi tifosi, in un sondaggio su The Athletic, hanno votato, con grande ironia, che è più probabile che la loro franchigia non torni mai più ai playoff rispetto a raggiungere la post season già nel 2026. Le più grosse perplessità riguardano il coaching staff, con Aaron Glenn tra i principali candidati a perdere il posto in caso di un’altra stagione insoddisfacente e il quarterback Geno Smith, che in ogni caso non può garantire una soluzione a lungo termine per questa squadra. In offseason è stato aggiunto molto talento a questo roster, ma l’obiettivo più importante da raggiungere è proprio rendere questi giocatori una vera squadra in grado di iniziare ad avere una mentalità vincente che da troppi anni manca a questa franchigia.

I nostri voti

Offense - 6.5
Defense - 6.5
Coaching Staff - 5.5

6.2

Le più grosse perplessità riguardano il coaching staff, con Aaron Glenn tra i principali candidati a perdere il posto in caso di un’altra stagione insoddisfacente e il quarterback Geno Smith, che in ogni caso non può garantire una soluzione a lungo termine per questa squadra.

Con la collaborazione di Giorgio Prunotto

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Francesco Di Taranto

Nato a Foggia, nel 1953, risiedo a Brescia dal 1987 e in precedenza ho abitato a Bologna, dove mi sono laureato in Ingegneria Elettronica. Ho cominciato a seguire il football dalla notte del Super Bowl 1982 vinto da san Francisco sui Cincinnati Bengals. Terminato il servizio militare, nell'aprile '82 ho cominciato a seguire assiduamente, a Bologna, alle partite dei Doves e dei Warriors. Per alcuni mesi, nel 1984, ho partecipato agli allenamenti di una squadra bolognese in formazione, gli Atoms, che sarebbero poi diventati Phoenix San Lazzaro, che ho poi dovuto lasciare a causa del trasferimento per motivi di lavoro. Da allora non ho più smesso di seguire il football, sia professionistico (NFL e poi USFL, AAF e quest'anno XFL), sia dilettantistico in Italia, ma anche in Germania, grazie ai video in streaming della GFL

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