Dopo l’ennesima soffertissima uscita di scena dalla post season dell’ultima stagione la proprietà Bills è giunta alla sempre difficile, e mediaticamente fragorosa, scelta di sostituzione dell’head coach, chiudendo di fatto un’era che ha visto nell’ultimo decennio risorgere i Bills al ruolo di contender. Ruolo che dopo i fasti di Jim Kelly, Thurman Thomas e Marv Leavy la tifoseria Bills aveva sognato per intere generazioni. Ma andiamo per ordine.
Il 2025 è stato un anno molto particolare per i Bills. La squadra si è resa partecipe di partite epocali, di rara bellezza ed intensità, così come disfatte assolutamente deprecabili e degne dei peggiori anni dei periodi in cui la stagione finiva già a week 1. Gli scontri con i Ravens, con i Patriots e con i Bengals passeranno alla storia come partite sensazionali cui si contrappongono le sconfitte assolutamente inspiegabili con Falcons e Dolphins. Sconfitte che di fatto hanno sancito il passaggio dello scettro della Division agli acerrimi rivali dei New England Patriots. Quello che certamente è stato un tratto comune di vittorie e sconfitte dell’anno 2025 è stata una difesa assolutamente inadeguata, modesta sul passing game e deficitaria sul running game. Il tutto ha, come da molti previsto ed annunciato, condotto al licenziamento di un head coach di matrice difensiva come McDermott e di conseguenza ad una sorta di rebuilding, se non altro dal punto di vista della filosofia della squadra.
OFFENSE
Inutile nascondersi dietro ad un dito. Le prime parole che vengono in mente pensando all’attacco Bills sono semplicemente due. Josh Allen. L’attacco più prolifero dell’NFL degli ultimi 6 anni ha il suo leader indiscusso nel franchise QB e la struttura dell’attacco, seppur cambiata rispetto all’anno scorso, mantiene un nucleo che, anche grazie al passaggio da OC a HC di Joe Brady, presenta certamente dei tratti di continuità con il passato. Non bisogna però farsi confondere dal fatto che Joe Brady sia sopravvissuto allo scisma di fine stagione 2025; l’attacco 2026 non sarà lo stesso dello scorso anno. Brady ha già dichiarato che continuerà con il playcalling durante le partite, ma ha anche lasciato trapelare dalle numerose interviste di off season di prediligere un maggior gioco su passaggio.
E la questione riveste assolutamente un aspetto centrale su quello che sarà l’attacco 2026, in quanto numerose sono state le critiche avanzate dagli addetti ai lavori sul troppo poco utilizzo del passing game. Critica decisamente condivisibile avendo la fortuna di avere un passatore del valore di Josh Allen. Il primo intervento sul roster è stato quello di acquisire un wr 1. Con l’arrivo di DJ Moore il management Bills si è assicurato la possibilità di dare una scossa all’attacco aereo. Scossa che non avveniva di fatto dall’acquisizione via trade di Stefon Diggs nel lontano 2020. La wr room dei Bills continua certamente a non essere una top NFL. Troppe le incognite sulla tenuta fisica di Josh Palmer, sulla capacità di Keon Coleman di scendere in campo con un atteggiamento degno di un professionista NFL . Ma l’arrivo dell ex Bears, così come la tanta fiducia riposta nell’acquisizione di Skyler Bell via draft, costituiscono certamente delle variabili che coach Brady potrà utilizzare per disegnare un attacco aereo ben più performante di quello visto negli ultimi anni. Stesso discorso può essere affrontato per la TE room. Kincaid è certamente un giocatore dalle capacità sopraffine, ma la sua integrità fisica costituisce certamente una criticità che il management dei Bills dovrà ponderare quando sarà ora di rinnovo o meno del giocatore. Al suo fianco troviamo Dawson Knox, un veterano ormai sul viale del tramonto e con uno stipendio probabilmente troppo alto per il rendimento dimostrato, e Jackson Hawes, che nel suo primo anno ha certamente fatto vedere delle belle cose, soprattutto nel blocking.
Invariata anche la Depth chart dei runnig back con uno dei migliori rb della lega, James Cook, e due solidi backup, Ty Johnson e Ray Davis. Anche la OL è sostanzialmente la stessa dello scorso anno, anche se la dipartita di Edwards, ricoperto d’oro dai Saints, potrebbe essere un problema non semplice da risolvere. Le speranze di mantenere un’unità che ha reso molto efficace il reparto negli ultimi anni sono affidate ad Alec Anderson, che negli anni passati, quando chiamato in causa, ha sempre dimostrato di essere presente e di lottare arditamente per la maglia da titolare. Delineato il quadro d’insieme la speranza per i tifosi Bills è che la continuità della presenza di Joe Brady nel coaching staff possa essere il fattore determinante per continuare ad essere uno degli attacchi più prolifici della lega.
DEFENSE
La difesa Bills costituisce certamente il reparto che più ha risentito del cambio di coaching. Ad oggi è difficile anche solo immaginare che impostazione avrà la difesa di coach Jim Lehonard. Molti dei giocatori che costituivano l’ossatura della difesa Bills dell’epoca McDermott non sono più a roster, e la sensazione avuta in questi mesi di offseason è che probabilmente il cambio di direzione voluto dal nuovo DC avrà bisogno di più di un anno per giungere a completamento. La dipartita di Milano, Poyer, Bosa, White e Jones (parliamo praticamente di metà dei titolari) ha visto l’arrivo di numerosi giocatori giovani e che si spera possano essere capaci di incidere positivamente in una difesa che negli ultimi anni ha dato troppo spesso segni di cedimenti, sia a livello fisico che mentale. Infatti, quello del 2026 (e sostanzialmente anche il 2025) è stato un chiaro draft di matrice difensiva, che ha visto in TJ Parker, Davison Igbinosum eKAleb Elarms-Orr l’ossatura centrale delle scelte poste in essere dal GM Brendon Beane. Ai rookies si affiancano numerosi innesti via free agency con i nomi di Brudley Chubb, Geno Stone, C.J. Gardner Johnoson e Dee Alford. Il tutto costituisce le fondamenta su cui Jim Lehonard strutturerà la nuova difesa dei Buffalo Bills.
Il compito non è certo quello di migliorare una difesa che nel 2025 non era in grado di fare la differenza in NFL – dato per scontato – ma quello di garantire almeno una difesa che possa essere in grado di fare la differenza nei momenti che contano, come lo era la gloriosa difesa dei Bills nel prime time del duo di safety Hyde e Poyer. La difesa dei Bills 2026 sarà certamente l’incognita più grande, ma anche un reparto nuovo che potrà dire la sua in forza di un nuovo DC, giovane e innovativo ed un roster altrettanto giovane, atletico e con voglia di fare ed emergere in cui la componente fisica è di fatto la caratteristica che più suscita curiosità. Sarà certamente la mancanza di esperienza il fattore che potrebbe costituire un vettore di criticità, ma starà al nuovo coaching staff porre in essere le scelte giuste per giungere nei mesi invernali, quando le partite scottano, i palloni si fanno pesanti, con una difesa efficace, caratteristica che negli ultimi anni è molto mancata nell’economia delle post season Bills.
SPECIAL TEAM
Ad eccezione di Tommy Doman, punter arrivato nel late round del draft 2026, la depth chart degli special dei Bills è sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente. Tyler Bass dovrà certamente dimostrare di valere il cap che il suo stipendio pesa nella gestione finanziaria Bills, mentre nei ritorni di kick off è lecito pensare che rivedremo Ray Davis cimentarsi con il ritorno dei palloni calciati dagli avversari. Rimane l’interrogativo del punt return in quanto è assolutamente auspicabile evitare di rivedere Khalil Shakir in questa fase del gioco. Non è escluso che dagli allenamenti in avvicinamento alla nuova stagione emerga una nuova figura che possa apparire agli occhi dello staff come la più indicata per prendere le redini di una parte del gioco che troppo spesso non viene considerata con il giusto peso che dovrebbe avere.
COACHING STAFF
Come veniva accennato in premessa il coaching staff Bills è certamente rivoluzionato rispetto allo scorso anno. Il cambio del capo allenatore, con la promozione di coach Joe Brady da OC ad HC, ha portato con sé la caducazione di quasi tutto il coaching staff 2025. Ad eccezione di una manciata di conferme, è sostanzialmente totalmente rinnovato lo staff che andrà ad affrontare insieme al roster Bills la stagione 2026. Il compito di coach Brady sarà certamente quello di innovare, ma anche di garantire la continuità con i tratti positivi del passato, e non è difficile intuire che sia stata anche questa la motivazione che ha portato alla sua promozione. In quest’ottica, la scelta di Peter Carmichael come nuovo OC, veterano, e con alle proprie spalle l’esperienza e la fortuna di aver allenato un hall of famer del nome di Drew Brees, appare certamente molto corretta ed in grado di fornire a Josh Allen i giusti input per condurre l’attacco verso una nuova dimensione.
L’aspetto difensivo curato da Jim Leonard sarà probabilmente il fulcro in grado di poter fare maggiore differenza in questo 2026. Con tutta probabilità la capacità di costruire una difesa fisica, aggressiva ed in grado di contenere gli attacchi avversari sarà l’ago della bilancia se Joe Brady costruirà un attacco al pari di quello che è stato negli ultimi anni il reparto offensivo Bills. Sara necessario creare una seria minaccia per il Qb avversario con una pass rush credibile e degli schemi che possano portare pressione anche attraverso chiamate specifiche, tutte cose che sono di fatto mancate negli ultimi anni e che hanno portato inevitabilmente a creare una difesa troppo passiva e troppo facilmente perforabile dagli attacchi avversari. Un altro nome che potrebbe avere un forte peso nella capacità dei Bills 2026 di essere al vertice sarà certamente quello di Pat Mayer chiamato a sostituire come allenatore della linea offensiva un mostro sacro dal nome Aaron Kromer ritiratosi alla fine della passata stagione ed artefice di una OL tra le più solide e valide dell’intera NFL.
Record previsto: 12-5
Era giunto il momento di cambiare. Coach Mcdermott ha fatto sì che i Bills riuscissero a riemergere dall’anonimato in cui per circa venti anni erano caduti. Ma la sensazione che ci si trovasse di fronte ad un muro insormontabile era nell’aria già da tempo. Le ripetute conclusioni di stagione, troppo sinistramente simili, erano da tempo un chiaro segnale che qualcosa fosse necessario essere cambiato. La mini rivoluzione decisa da Terry Pegula è certamente un piccolo salto nel vuoto, ma al tempo stesso un’opportunità che non poteva più farsi attendere. Occorreva dare uno scossone a una franchigia che ha la fortuna di avere un qb del valore di Josh Allen garantendo le migliori condizioni possibili per arrivare al grande ballo. Il roster 2026 appare molto più solido, fisico, atletico e con potenziale dei roster precedenti e l’incognita di come sarà il gioco offensivo e difensivo dei Bills se da un lato potrà essere un rischio, dall’altro potrà essere un’opportunità di cogliere di sorpresa gli avversari. Su questo aspetto il lavoro del nuovo HC sarà nevralgico ed è innegabile che tutte le pressioni saranno in capo alla sua figura. Il compito non sarà semplice in una AFC molto competitiva ma che negli ultimi anni si è vista molto ridimensionata nel suo valore rispetto ad una NFC che ha, con grande capacità, ed a dispetto di nomi di quaterback non certamente altisonanti come quelli della conference rivale, trionfato molto spesso nelle partite che contano veramente. Quelle di febbraio.
I nostri voti
Offense - 9
Defense - 7
Coaching Staff - 8
8
La mini rivoluzione decisa da Terry Pegula è certamente un piccolo salto nel vuoto, ma al tempo stesso un'opportunità che non poteva più farsi attendere.
A cura di Paolo Regoli




