Uno sguardo al 2025: New Orleans Saints

Ancora una stagione deludente per i Saints che hanno concluso con sei vittorie e undici sconfitte, fallendo ancora una volta la qualificazione alla post season.

COME DOVEVA ANDARE…

L’obbiettivo, dopo la stagione 2024 conclusa con sole cinque vittorie era di migliorare in modo importante il record della stagione precedente e provare ad accedere alla post season in una division non particolarmente agguerrita.

La novità più importante prima dell’inizio del torneo é stata il ritiro di Dereck Carr, che ha indotto il coaching staff a puntare su Spencer Rattler, scelto nel draft 2024, inizialmente preferito al rookie Tyler Schough. Si faceva grande affidamento sulla batteria dei ricevitori che nel 2024 era stata decimata dagli infortuni, con Chris Olave, Rashid Shaheed e Marquez Valdez-Scantling fuori per metà stagione, e che vedeva il ritorno di Olave e Shaheed oltre alla conferma dell’affidabile TE Juwan Johnson. Per il gioco di corsa si riponeva molta fiducia sul solito Alvin Kamara. In difesa, ferma restando la tradizionale efficienza del secondario, rinforzato da un Kool-Aid McKinsky che già nell’anno da rookie si era fatto notare, si contava su una maggiore aggressività del front seven.

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…E COME È ANDATA

Le cose si sono messe subito male con quattro sconfitte nelle prime quattro partite, che hanno subito compromesso le possibilità di lottare per il primato divisionale, tanto più che dopo una vittoria sui Giants sono arrivate altre quattro sconfitte per un 1-8 che ha fatto naufragare tutte le speranze di una stagione vincente. Poi, dalla decima partita vinta contro i Panthers, la svolta e un finale di stagione con un parziale di 5-3 in coincidenza con la decisione di affidare la guida dell’offense al rookie Tyler Schough che é riuscito a dare maggior fiducia a tutto il reparto offensivo quando però era ormai troppo tardi per rimediare.

Non é arrivata la qualificazione alla post season ma un piccolo passo avanti con una vittoria in più rispetto all’anno precedente e la consapevolezza di una squadra comunque in crescita

COSA HA FUNZIONATO…

Rispetto all’anno precedente la difesa ha fatto registrare dei miglioramenti soprattutto contro il gioco a terra che ha concesso 4 yard per portata e 12 TD rispetto alle 4,9 yard e i 20 TD concessi nella stagione 2004. Migliorata anche la pass rush con 45 sack con Chase Young e Cameron Jordan protagonisti con 10 sack a testa. Ottima anche la conferma del CB McKinsky che ha mantenuto le promesse con 3 intercetti e 17 Pass breakup. Contro il gioco aereo sono state concesse meno yard per tentativo, ma é aumentato il numero dei TD concessi. L’altra nota positiva viene dall’aver trovato in Shough un quarterback che ha saputo esercitare un maggior carisma sui compagni di reparto e nelle conferme di Chris Olave e Juwan Johnson tra i ricevitori.

… E COSA NON HA FUNZIONATO

L’attacco nella prima metà della stagione é stato molto deficitario. Il gioco aereo ha risentito molto di una OL insufficiente soprattutto nella pass protection, che ha esposto i QB a ben 49 sack. Inoltre, pur realizzando complessivamente un buon 67,2% di passaggi completati, i quarterbacks hanno subito 12 intercetti pari al 2% rispetto ai tentativi di passaggio. Oltre a tutto questo si é dovuta registrare la perdita di Shaheed, passato a metà stagione ai Seahawks.

Negativo anche il rendimento del gioco di corsa che ha prodotto 3,7 yard per portata e soltanto 9 TD ma qui c’é l’attenuante degli infortuni che hanno fatto saltare sei partite ad Alvin Kamara e sette al rookie Devin Neal.

E ADESSO?

Adesso si può e si deve solo migliorare. Ricostruire l’attacco intorno a Shough che sembra avere l’appoggio dei compagni di squadra, rinforzare la linea d’attacco per offrirgli la protezione che é mancata quest’anno. Per migliorare il gioco a terra ed affiancare Kamara, é già stato ingaggiato Travis Etienne. Poi servirà aggiungere uno o due ricevitori per sopperire alla partenza di Rashid Shaheed e rinforzare il secondario di difesa per riportarlo ai fasti di qualche anno fa.

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Francesco Di Taranto

Nato a Foggia, nel 1953, risiedo a Brescia dal 1987 e in precedenza ho abitato a Bologna, dove mi sono laureato in Ingegneria Elettronica. Ho cominciato a seguire il football dalla notte del Super Bowl 1982 vinto da san Francisco sui Cincinnati Bengals. Terminato il servizio militare, nell'aprile '82 ho cominciato a seguire assiduamente, a Bologna, alle partite dei Doves e dei Warriors. Per alcuni mesi, nel 1984, ho partecipato agli allenamenti di una squadra bolognese in formazione, gli Atoms, che sarebbero poi diventati Phoenix San Lazzaro, che ho poi dovuto lasciare a causa del trasferimento per motivi di lavoro. Da allora non ho più smesso di seguire il football, sia professionistico (NFL e poi USFL, AAF e quest'anno XFL), sia dilettantistico in Italia, ma anche in Germania, grazie ai video in streaming della GFL

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